È che siamo scemi noi

30 luglio 2014

cdc1 È che siamo scemi noi

Ricordiamo, a tutti gli amanti del nulla cosmico, della materia oscura e del vuoto pneumatico, che già da venerdì scorso è iniziata a Livorno la kermesse “Effetto Venezia“, dove potranno soddisfare appieno i loro interessi. Per le antiche viuzze del quartiere storico livornese, in un meraviglioso contesto sei-settecentesco attraversato dal caratteristico Fosso Reale, potranno vagare in mezzo a molta altra gente provando il brivido d’imbattersi in qualcosa di un benché minimo rilievo, ma rassicurandosi, infine, nel non trovarlo nemmeno a pagare oro.  Così vuole l’ormai consolidata tradizione comunale che, negli ultimi anni ha impresso questo curioso indirizzo a una manifestazione che, in un’era ormai lontana, non ha mancato di riservare invece piacevolissime sorprese.

Dobbiamo tuttavia avvisare i suddetti appassionati che stasera potrebbero rovinarsi la festa, incappando accidentalmente in un angolino chiamato Area Artisti di Strada e situato in via Borra (giuriamo sui nostri figli che la via esiste, ed è la via più costosa della città, se si contano le volte in cui svariate imprese di pulizia hanno dovuto cancellare consonanti aggiunte impropriamente sulle targhe che la indicano). Ivi potranno imbattersi in uno dei più noti youtubers (scusate) italiani, che risponde al nome di Dario Moccia, come lo Zabov, il quale (Dario Moccia, non lo Zabov) terrà una Lectio Magistralis dal titolo “Don Zauker: La chiesa tra satira e veleno“.

Conosciamo Dario e immaginiamo che renderà il suo intervento interessante e appassionato, quindi invitiamo tutti quelli che volessero provare il brivido (etc… etc…) a partecipare numerosi, alle 21,30.

Purtroppo conosciamo anche la cialtroneria delle ultime organizzazioni che si sono succedute, e che si sono attenute severamente alla metodologia già indicata in uno dei tanti momenti felici di Boris, e che ha fatto sì che di quest’incontro noi non ne sapessimo nulla. No, non fraintendete, non è che avessero dovuto chiederci il permesso, ci mancherebbe: una pubblicazione diventa patrimonio collettivo ed è solo un segnale ottimo che se ne parli. Ma, visto che dopotutto non abitiamo a Cividale del Friuli o a Isola di Capo Passero, ma a 150 metri dal luogo dove si terrà l’evento, ci sarebbe sembrata una cosa, come dire, cortese essere almeno avvisati.

È che siamo scemi noi, che continuiamo ad aspettarci cose da questo buffo paesone in riva al mare.

condividi È che siamo scemi noi

1 Commento »

È sempre Venerdì 13

25 luglio 2014

S’inaugura oggi la nuovissima rubrica che ospiterà, ogni venerdì, una nuova locandina con il nostro beniamino. A ribadire con fermezza quanto già richiesto: s’imponga la figura di Jason Voorhees a tutte le locandine di film a prescindere dal genere. Un personaggio versatile e affascinante, com’egli è senza dubbio, in grado non solo di reggere, ma addirittura di valorizzare qualsiasi opera cinematografica.

Per un rilancio convinto della settima arte.

 

cssf È sempre Venerdì 13

 

 

condividi È sempre Venerdì 13

9 Commenti »

Curiosità

22 luglio 2014

Maria Elena Boschi VF 16 2014 980x571 Curiosità“Amintore Fanfani, grande statista, grande presidente di questa Assemblea oltre che un riferimento per tante donne e uomini della mia terra, compreso mio padre, ha detto una grande verità…”

Maria Elena Boschi.

Ecco, ma da dove viene questa gente?

Ma come hanno fatto questi presuntuosi, arroganti, supponenti, arrivisti, giovani squal(lid)i democristiani a prendere il comando di quello che è stato il più grande partito della sinistra italiana?

Chi ha permesso a questi strafottenti avanzi di oratorio di parlare e agire per conto della sinistra italiana?

Come siamo arrivati a questo punto?

No, così, per curiosità…

condividi Curiosità

58 Commenti »

J’accuse

16 luglio 2014

Geson Jaccuse

Tempo fa, durante una collaborazione con i Licaoni, realizzammo alcune immagini per, vabbe’ è troppo lunga, chissenefrega. Ad ogni modo, fra le altre, ci capitò di rielaborare un fotogramma di una delle centinaia di versioni di Venerdì 13, e fra giga e giga di immagini, scegliemmo questa.

E fu sindrome di Stendhal.

Non sappiamo perché, ma il mondo che racchiude è ricchissimo, e cercare di descriverlo ne impoverirebbe il portato epico enorme. Vagate voi fra i dettagli preziosi e lasciatevi travolgere dalle storie che suscita la sintesi d’insieme. È bellissima.

È talmente bella che, ragionandone con Guglielmo Favilla, abbiamo concordato come la figura di Jason sia tuttora penalizzata da un ingiusto quanto inspiegabile ostracismo. A nostro parere un’immagine del genere sarebbe adatta a tutti i film. Tutti, di qualsiasi genere.

Eccone la prova, con la speranza che il sistema-cinema ponga fine una volta per tutte a quest’assurdo accanimento, e d’ora in avanti si adegui nella realizzazione delle locandine dei film.

sda Jaccuse

 

 

cdt Jaccuse

 

ldb Jaccuse bl Jaccuse

 

 

GB Jaccuse

 

 

htps Jaccuse

 

 

kck Jaccuse

 

 

mhpa Jaccuse

 

 

ss Jaccuse

 

i Jaccuse

 

 

mpv Jaccuse

condividi Jaccuse

28 Commenti »

La parabola dello stranguglione

3 luglio 2014

Quel giorno (le parabole iniziano sempre così: quel giorno… che uno dice: quale giorno? Quello!) nel lontano 2009 d.c. chi scrive fu invitato ad andare a tenere uno spettacolo in quel di Montepulciano.

La serata trascorse lieta, tra lazzi (non necessariamente con la elle) di varia natura, per la spensieratezza dei presenti.

Tutti, tranne uno: un sacerdote che, dopo circa mezz’ora, abbandonò la sala, lasciando come testimonianza queste testuali parole: “E’ uno schifo! E’ un’indecenza! certe cose non si possono vedere!”

Sinceramente non sappiamo a cosa facesse riferimento, forse ad alcune immagini dello spettacolo che ritraevano l’ormai papa emerito, in pose e atteggiamenti degni di una reginetta del carnevale di Rio, chissà…

Resta il fatto che quelle parole ci ferirono molto, costringendoci a riflettere per tutta la notte.

Il giorno dopo, in segno di pentimento per aver urtato la sensibilità dell’autorevole uomo di chiesa, abbiamo deciso di espiare il nostro peccato, andando in pellegrinaggio in una pieve del XI sec. a S. Quirico d’Orcia per mondare i nostri peccati e invocare il perdono della Beata Vergine.

Sfiancati dal lungo pellegrinaggio, ci siamo fermati per rifocillarci in un’osteria locale, dove abbiamo consumato un pasto leggero e frugale, giusto per trovare le forze utili ad arrivare alla chiesetta, che era lì a 20 metri.

Tre ore dopo, giunti nel luogo di preghiera, ci siamo commossi leggendo i pizzini con i ringraziamenti e le invocazioni che i visitatori indirizzavano alla Regina Coeli e, tormentati dai sensi di colpa (e dai bruciori di stomaco) abbiamo voluto arricchire la bacheca con la nostra personale invocazione.

bacheca La parabola dello stranguglione

dettaglio bacheca La parabola dello stranguglione

Naturalmente la Mater Christi (nonché la Uxor Giuseppi, non dimentichiamolo) ha fatto il miracolo e, verso sera, siamo riusciti finalmente a digerire gli affettati, gl’insaccati, i diversi tipi di pecorino, i crostini, i pici, i ravioli, il vino, il pane, il dolce e il caffè.

Sempre sia lodata, dunque, la Virgo Fidelis che, ancora una volta vince sulla Citrosodina  e sull’ Effervescente Galeffi.

 

 

condividi La parabola dello stranguglione

16 Commenti »

Giovinezza, giovinezza….

30 giugno 2014

 

Benvenuti a sti frocioni1 Giovinezza, giovinezza....

Siamo vecchi, si sa.

E questo non sarebbe di per sé un problema (a parte il fatto che non ci piace niente, il sonno dopocena e le gocce di pipì nelle mutande, dopo ogni minzione), se non fosse per il mestiere che facciamo.

È un miracolo se riusciamo ad usare internet, invece di comunicare le nostre idee attraverso le scritte sui muri dei cessi.

Due autori di fumetti non possono permettersi di invecchiare e di rimanere indietro, ancorati alle proprie convinzioni, quando i tempi si evolvono, cambiano e vanno comunque avanti.

Noi, ad esempio eravamo fermamente convinti che essere fascisti fosse una cosa della quale vergognarsi profondamente, un sentimento da nascondere all’interno del proprio cuoricino nero, lontano da tutto e da tutti.

Ma, come spesso accade, il manifesto dei giovani odierni (aka: Facebook) ci ha smentito ancora una volta, rivelando tutta la nostra inadeguatezza a ricoprire il ruolo per il quale abbiamo tanto lavorato e siamo universalmente (almeno nei dintorni del nostro condominio) riconosciuti.

Dalle recenti polemiche che hanno coinvolto la sezione facebook per fumettisti/fumettologi (se non sapete di cosa stiamo parlando, evitate di dare un’occhiata qui e anche qui, con tutto il corredo di commenti e controcommenti. Ci scusiamo con Pierz, che è nostro amico e che stimiamo e apprezziamo, ma questi link sono il modo più rapido per riassumere il tutto) abbiamo imparato una cosa.

Essere fascisti paga.

Paga in termini di considerazione da parte di alcuni dei più autorevoli siti di informazione e critica fumettistica.

Paga in termini di visibilità da parte degli utenti.

Paga in termini di polemiche che, come si sa, portano comunque visibilità da parte degli utenti e considerazione da parte dei siti di informazione e critica fumettistica.

Ed ecco, allora, il colpo di scena: ANCHE NOI SIAMO FASCISTI!

Sì, ce ne siamo sempre vergognati come cani e ci siamo finti di sinsitra per poter lavorare, ma in realtà siamo due giovani(li) Balilla!

Come dite?

Volete le prove?

Giusto, perché in fondo è facile proclamarsi fascista, qualsiasi imbecille può farlo, ma non tutti possono provarlo.

Ecco dunque, cari signori, le prove – a lungo nascoste – della nostra appartenenza alla X-Mas (che non è la squadraccia di babbi natale, no…), ecco le immagini del nostro pellegrinaggio a Predappio.

Pellegrini Giovinezza, giovinezza....

Eccoci, mentre cerchiamo di trarre ispirazione dalle gesta del Giovane Duce che, come si sa, era un audace trombatore di spose.

Re Magio Giovinezza, giovinezza....

Novello Re Magio, porto Olio (di ricino), Incenso e Mirra.

 

Teste di cazzo1 Giovinezza, giovinezza....Fiera testa, tra fiere teste. Decidere di cosa, è compito che lasciamo ai posteri.

 

Aquila1 Giovinezza, giovinezza....Uccelli d’Italia. Fiero e pettoruto, chiede all’ Aquila dell’impero di portarlo via, come Gandalf.l

 

Le foto e i bei momenti da ricordare sono ancora tanti, ma preferiamo fermarci qui per non suscitare l’invidia di molti.

Ecco, speriamo che da adesso in poi il nostro nome torni a brillare di luce propria, nell’universo fumettistico nazionale.

Ma non finisce qui:

SIAMO ANCHE FERVENTI DEVOTI DELLA MADONNINA E TIMORATI CATTOLICI.

Ma questo alla prossima puntata…

 

condividi Giovinezza, giovinezza....

33 Commenti »

Papa de Elite

15 giugno 2014

Papa de Elite Papa de EliteMissione data è missione compiuta.

Questo il motto di Papa Francesco, il papa con il 30% di bontà in più rispetto agli altri papi della stessa fascia.

Ed è proprio portando avanti la missione di stare sempre vicino agli ultimi che, durante il viaggio in Brasile dello scorso anno, si è fatto fotografare con uno squadrone del famigerato BOPE.

papa bope Papa de Elite

Bope che, in onore del papa più buono dei buoni, ha pensato di modifcare il proprio logo:

PopeBope Papa de Elite Papa Francesco: un Papa de Elite.

P.S. Grazie al rapinoso Lopo per la meravigliosa segnalazione.

condividi Papa de Elite

2 Commenti »

Canipazzi

14 giugno 2014

Canipazzi Canipazzi

Esiste una cricca (o Kasta) formata da amici degli amici, che controlla e gestisce le sorti del fumettomondo italiano e che ha ridotto le case editrici (anche le più grandi) ad apparati per la gestione di clientele a vantaggio dei soliti noti?

Sì, è così ovvio che troviamo pleonastico stare ancora a discuterne.

Chi sono i membri di questa Kasta (o cricca) lo sappiamo tutti: sono i soliti noti e gli amici degli amici (vedi primo rigo di questo pezzo).

Ma la vera domanda è: chi è il capo indiscusso di questa lobby (o cricca, o kasta)?

Chi è il Grande Maestro, l’eminenza grigia, il misterioso demiurgo che regola i destini del fumetto, che decide chi deve lavorare e chi no, chi deve piacere e chi no, chi deve andare di moda e chi no?

Per anni, su internet, fior di critici, di autori e di nullafacenti si sono interrogati sulla misteriosa identità di questa persona, arrivando persino a metterne in dubbio l’esistenza.

Ma l’inganno più temibile del Maligno è quello di riuscire a far dubitare gli altri della propria esistenza.

Ecco, per la prima volta nella storia del fumetto, noi abbiamo il coraggio di mostrare in esclusiva il volto di colui che governa sulle case editrici e sui vostri gusti di lettori. Durante un sabba segreto nei cavernosi locali del Fondo Bianco, in quel di Catania, qualcuno ha imprudentemente scattato una foto che immortala, seppur accidentalmente, per la prima volta, il Gran Demiurgo.

No, non è l’occhialuto fashion victim in primo piano e neanche il volitivo e mascelluto giovane al suo fianco. Non sono i due anziani cretini in secondo piano né tantomeno il barbuto saputello (professionista dell’antimafia) che spunta – non a caso – sull’estrema destra.

Il vero mister x (o anche Q) del fumetto italiano è quello evidenziato dal cerchio (magico) sullo sfondo.

Di più non possiamo mostrare, ne va della nostra esistenza come autori di fumetti, ma era ora che qualcuno rivelasse finalmente come stanno le cose.

Se da domani dovessimo sparire per sempre dal mondo del fumetto, come un webcomics qualsiasi, saprete perché.

Viva la libertà.

P.S. Chi indovina l’identità del misterioso figuro è pregato di non divulgarla.

 

condividi Canipazzi

3 Commenti »

Ti piace vincere facile?

13 giugno 2014

Devozione Ti piace vincere facile?

 

Chiedi aiuto alla madonna!

Da oggi, con il servizio “gratta, prega e vinci” la Beata Vergine (o Virgo Fidelis, come si fa chiamare dagli amici che hanno fatto studi classici) interviene in tuo soccorso per grattare i numeri giusti e vincere cifre a quattro zeri, da devolvere obbligatoriamente all’ottoxmille.

La foto è stata scattata dal devotissimo e preziosissimo Arcangelo, dio l’abbia in gloria.

condividi Ti piace vincere facile?

5 Commenti »

Stelle di mare

10 giugno 2014

Pentagono Stelle di mare

Non abbiamo fatto tempo a tornare da Etna Comics (a proposito: un grazie enorme a Sergio, Monia, tutto lo staff e tutta la città, siete stati meravigliosi), che siamo stati sommersi di email, sms e commenti circa un nostro parere su quello che è successo al ballottaggio a Livorno.

E che vi dobbiamo dire? Oltre a ciò che trovate su tutti i giornali, intendiamo, vista la portata simbolica del caso, diventato ormai nazionale (toh, perfino il Guardian). Prendete un quotidiano, scrematelo dalle espressioni letterarie, ai paragoni col libeccio, col salmastro e cazzate del genere, e vi farete un’idea, comunque parziale. Perché la maggior parte dei pur interessanti articoli e delle opinioni che si sono affastellate in questi giorni sui principali organi d’informazione, provengono da persone che non hanno capito una sega; non già per loro limiti, ci mancherebbe, ma perché in questa città non ci hanno vissuto, né lo fanno tuttora.

In molti, molti davvero, ci hanno scritto scandalizzati dal fatto che Livorno non sia più a sinistra, o che sia passata – addirittura – con i fascisti.

Ora, a parte il fatto che un elettore del PD, quel PD che ha per segretario e duce Matteo Renzi, che governa da mesi con gente come Alfano, Monti, Casini, Schifani, Lupi e compagnia bella e che vuole riformare la legge elettorale e la Costituzione con Berlusconi, dovrebbe avere perlomeno il buonsenso di non parlare di destra e sinistra, il discorso è comunque profondamente diverso.

Potremmo stare qui a sviscerare punto per punto i motivi che hanno spinto il 53% di cittadini che hanno avuto voglia di andare al seggio, di mettere una croce su un posto diverso da quello previsto dalla tradizione, ma sarebbe inutile: se non abitate qui da almeno vent’anni non lo capireste. Perfino Grillo, che ha giustamente esultato per la vittoria, sembra non aver capito una sega nulla.

Forse è un modo un po’troppo sbrigativo e semplicistico di chiudere il discorso, ma credeteci: a Livorno non siamo impazziti. E solo chi ha vissuto qui negli ultimi vent’anni può capire cos’era diventato il PD (e gran parte della sinistra istituzionale) livornese.

Per questo, la legittima esultanza del M5S nel municipio avrà vita breve, quando si renderanno conto del culo immane che si dovranno fare nei prossimi giorni. A noi non resta che augurargli, e davvero, un buon lavoro.

Perché di venti forti non c’è solo il libeccio.

P.S. Ora, pop corn alla mano, aspettiamo con divertita curiosità per vedere in quanti, tra i fedeli sostenitori (e sostenuti) del PD locale, a tutti i livelli, cambieranno bandiera pur di continuare ad avere i vantaggi e la visibilità a cui erano abituati.

condividi Stelle di mare

44 Commenti »

« Articoli precedenti