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Coccodrillo

ZUCCHERO

7 dicembre 2007

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E’ proprio vero che a volte la vita è amara, e da oggi lo sarà senz’altro di più.

Non è infatti solo una zo(lle)tta che se ne va, ma un modo nuovo di cercare il successo planetario armati di una determinazione incrollabile, imparando dai propri errori e prendendo spunto dai propri idoli che ce l’hanno fatta.

Caro Adelmo (o preferisci Zucchero? O forse Zucchero “Sugar”? O magari Adelmo “Sugar”, o Zucchero “Adelmo”?), ricorderemo sempre il tuo omaggio a John Lennon in ” Donne, dududu, in mezzo a una via”, così simile a “Woman, dududu (è la musica, ma la facciamo con la bocca, op.cit.), I can hardly express”, al pari di quello a Joe Cocker nella scelta del look e delle movenze, e la strizzatina d’occhio a Celentano nel portare al collo una chitarra fingendo di suonarla.

E poi l’omaggio ad altri grandi e piccoli della musica, reso in forma anonima (cioè senza citarne gli autori) reinterpretando Hedonism degli Skunk Anansie (Puro Amore) e ancora Comin’ Home di Bob Seger (Così celeste) passando attraverso Era lei di Michele Pecora (dico: Michele Pecora, non Roger Waters) diventata “Blu” oppure Slave to love trasformata in Senza una donna, per tornare di nuovo al primo amore, a quel Joe Cocker che per primo ha acceso un diavolo in te con la sua High time we went.

Come si fa a non avere successo con questi ingredienti infallibili?

Certo, resta un po’ d’amaro in bocca anche per altri potenziali Big della musica italiana che non hanno avuto le tue intuizioni. Chissà, magari anche Mina avrebbe raggiunto il successo mondiale, se invece di fissarsi solo sulla bella voce avesse sfruttato la sua aggressività da pantera cambiando il nome in Landmine. Lo stesso vale per Venditti, la cui Thank you, Rome avrebbe risuonato negli stadi di tutto il mondo, così come Night before the (blood) exams, se solo avesse cambiato il nome in Rivengis.

Il povero Michael Jackson aveva provato a fare il percorso inverso ma senza fare i conti con il potentissimo Al Bano al cui giudizio nulla sfugge.

Intuizioni, ci vogliono, intuizioni. E tu ne hai avute tante.

Basti solo citare quella di far distribuire i tuoi dischi negli USA dalla catena di caffetterie StarBucks, dotando così l’espresso americano di un po’ di Sugar e del degno sottofondo.

 

Però il caffè, a noi, ci piace amaro.

 

 

Coccodrillo inviato da Santrine

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