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Impegno civile / 2

4 aprile 2008

pippasega

Cari amici, gentili sodali, fie,

come si sa, il lazzo e la celia ci sono necessari per sopportare le piccole amarezze quotidiane. Ma c’è un tempo per divertirsi e uno per ragionare seriamente. Oggi si fa presto a puntare il dito e criticare, talvolta anche a ragione, ma in pochissimi si è disposti a mettersi in gioco in prima persona e impegnarsi credendoci, nel tentativo di cambiare le cose. E a questo proposito, a più d’un anno di distanza dalla prima iniziativa, ci facciamo ancora una volta promotori di una nuova Campagna di Sensibilizzazione.

Dopo la grande risposta ottenuta con “Un Moccolo per la Vita”, abbiamo deciso di scendere in campo ancora una volta e chiamarvi in prima linea per ingaggiare una nuova battaglia di impegno civile.

Da troppo tempo – complice una televisione massificante e alcune trasmissioni del cazzo delle reti Mediaset in particolare – la lingua italiana è VITUPERATA da ignobili lemmi collocabili indiscutibilmente nell’area d’influenza della città di Milano.

Capita di assistere – non senza sgomento – a terrificanti eventi come un pisano che osa pronunciare “Guarda quella che belle tette che ha”, invece del ben più regolamentare “Badalì che popo’ di puppe che cià leilì!”; livornesi o fiorentini che si abbandonano a un agghiacciante “vai a cagare” invece di “vai a caà” (o, in alternativa, “vai a pigliallo ner culo”).

E così la diffusione virale di mostri orribili creati da romani o siciliani che dicono culattone invece di FROCIO o IARRUSO, veneti o napoletani che dicono figa invece di mona o pucchiacca, e via dicendo, con queste e altre catastrofi da era post-atomica (o post-“Drive in”).

BASTA, CAZZO!

Da oggi cominciamo la DEMILANESIZZAZIONE DELLA LINGUA ITALIANA! Scendiamo in strada e torniamo a sbandierare allegramente le nostre origini! Mai più la vergogna di ammettere di annichilirsi dai rasponi invece di squallide pippe, o di farsi una bella trombata invece di una misera scopata.
Basta con la sudditanza di un lessico nei confronti d’un altro: il milanese NON E’ L’ITALIANO, NON E’ PIU’ RAFFINATO, NON E’ PIU’ CORRETTO, E OLTRETUTTO FA CAA’!

Quindi, da oggi i non lombardi facciano il possibile per bandire dal proprio linguaggio orrori come:

  • figa/figo/figata
  • scopare/ciulare
  • vai a/fa cagare
  • rompere le/stare sulle balle
  • farsi/essere una pippa
  • tette
  • pirla
  • culattone
  • fare una roba

e reimpossessiamoci delle nostre belle seghe e maniglioni; chiaviamo o trombiamo tope, sorche, fregne, potte, fesse, sticchi; diamo dello stronzolo, cugghiuni, fracicone, cap’ ‘e minchia!

MAREMMANI! SALENTINI! CIOCIARI! IRPINI! BARBARICINI! SICULI! LUCANI, GIULIANI E TUTTI GLI ALTRI AMARI, UNIAMOCI NEL COMUNE INTENTO E GRIDIAMO IN CORO:

PIPPA UNA SEGA!

Per un’Italia più civile.


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135 Commenti

  1. Nedo B. scrive:

    Oooooh! e si vòle ir disegnino da mètte ne’ sitiiiiii (che uno pseudo-americano potrebbe chiamare Banner per i Blogs, ma a noi cimportanasega).

    Un Sito è un Sito, d’artronde l’odore è quellolì.

  2. Anonimo scrive:

    anche l’irpinia vi seguirà in questa battaglia!
    viva la fessa!
    viva i chionzi!
    e vafanculo!(con una effe sola)

    mario

  3. Anonimo scrive:

    Finalmente! Maremma impestata! -Beffatotale

  4. Anonimo scrive:

    fate il banner come qullartro, che lo fìcco sul blògghe al volo, popo’ di pèori. sennò cosa ci metto, l’immaginina e basta?

  5. un mugellano scrive:

    ell’era l’ora maremma bucaiola!!

  6. Anonimo scrive:

    Aderisco con il fanatismo di un marine americano alla vostra iniziativa! Mi è sempre andato il sangue alla testa ogni volta che ho sentito dire, con accento da ribusciato lombardo : figa invece di fica, fa cagare invece di fa cacare (soprattutto se riferito al mio blog) e dio càn invece di mannaggiachillupuorc’eddio. Se non avete nulla in contrario, mi permetto di affiggere il banner per la demilanesizzazione anche su scustumatessen e contribuire alla sua diffusione tra i miei siti amici. Zelig, Coloradi Cafè e Striscelanotiziecondottedaeziigreggiemichellehunzicker, avete finito di imbarbarire la mia lingua! V’ aggia scassà ‘o culo a quant’ ne sit’ e vuje!

    Scustumato (http://scustumato.blogspot.com)

    Ps : Meridionalismi come minghia e meh!, sdoganati e pronunciati a profusione dai giovani d’ogni regione d’ italiana, sono parimenti insopportabili.

  7. Anonimo scrive:

    sìsìsì sempre con ‘sta storia del milanese barbaro, quando anche noi diciamo minchia, frocio, poppe, aò, ecc. anche de sica e le format rai-mediaset made in roma o in napoli fanno male alla lingua, che credete?!

    detto questo, zelig, colorado café, drive in e striscia fan dimorto caà, ma qui si confonde il mezzo con il contenuto! eccheccazzo!

    gio

  8. LVPO CRVDO scrive:

    Vota scustumato
    Vota scustumato
    Vota scustumato

    http://scustumato.blogspot.com

    e/o

    http://thegesucristosfacts.blogspot.com/

    Supportate ‘a sciemenz’!

  9. LVPO CRVDO scrive:

    Ma stamattina c’era un post su ah, l’italia… Che accadde nel frattempo?

  10. Anonimo scrive:

    Bimbi, pippa si dice anche a Roma, e non per copiare i milanesi, se dice pippa e basta! Ma se la battaglia e’ per mantener le proprie originali espressioni, mi unisco a voi.
    france

  11. Nedo B. scrive:

    Ovvai, porterò fiero il vessillo dell’iniziativa.
    Però per quei dugent’eury che si diceva, vediamo di mòvisi… popò di phardy.

  12. Anonimo scrive:

    Ognuno usi il proprio gergo e le proprie espressioni!
    L’italiano imitato dalla televisione fa STRONZOCAA’!!
    Viva il Toscano, il Calabrese, il Siculo, l’abruzzese, IL SARDO!!!

  13. McLaud scrive:

    Oramente e sempremente: ‘NTO CULU AU MILANISI!

  14. Kaiser76 scrive:

    Mi unisco e spargo il banner con dovizia!

  15. Anonimo scrive:

    che i Milanesi vadano a pigliasselo n’tul culo!!!!!!
    Madonna impest…

  16. GiuppetheCat scrive:

    Vi amo sempre di più. Ho avuto la fortuna, io terrone doc, di vivere dieci anni nella bellissima e solare città di Milano. Aaah quanti bei ricordi: “Uè, pirla, dài vièn chì”, “Uè, ghè nè minga eh!”, “e ciùla di quà e ciùla di là…”, “uè ma cazzo-figa, capiiisciii?”.
    Voi non potete nemmeno immaginare quanto mi affascini questa lodevole e crystiana iniziativa. Inserisco tosto i bannerini e lode a voi e a Don Zauker insieme a coso, lì.

    http://www.seavreistudiato.blogspot.com
    http://www.giuseppegatto.com

  17. paguri scrive:

    Questa non è una crociata contro Milano e i milanesi (anche se…). Loro hanno le loro espressioni, la loro cadenza e fanno più che bene ad usarla. Quello che ci ripugna e ci da’ veramente sui nervi è l’omologazione (in genere seguendo bassi modelli televisivi) che porta un toscano, un calabrese, un napoletano ma anche un veneto, ad usare cadenze ed espressioni tipicamente meneghine, credendo di essere più ganzo se non addirittura più corretto.
    NON E’ COSI’!!!

  18. McLaud scrive:

    Certo, scusatemi, ma Cetto non conosce mezze misure.

    Vorrei anche sottoporre un argomento di sicuro interesse per il blog: il vaticAno ha recentemente deciso di rivedere la preghiera del venerdì santo per la conversione degli Ebrei. Il remake è più politically correct, per quanto sia possibile in una preghiera del genere. Resta sempre l’assurdità di prevedere un’invocazione simile: ecchemminchia, mica si prega per la conversione degli animisti, dei feticisti, degli adoratori di satana, degli amici della de filippi…poi dice che gli ebrei s’incazzano.

    Vi riporto i quattro testi succedutisi nel tempo tradotti in italiano:

    1) Fino al 1958: “Preghiamo anche per i perfidi Giudei, affinché Dio nostro Signore tolga il velo dai loro cuori e riconoscano anch’essi Gesù Cristo Signore Nostro.
    Dio Onnipotente ed eterno che non ricusi la tua misericordia neppure ai perfidi Giudei, degnati di esaudire le preghiere che ti rivolgiamo per questo popolo cieco, affinché, riconoscendo la luce della tua verità, che è Cristo, siano liberati dalle loro tenebre”.

    2) Messale del ’62: viene semplicemente rimosso il riferimento alla perfidia.

    3) Messale del ’65: “Preghiamo per gli Ebrei: il Signore Dio nostro si degni far risplendere su di loro il suo volto, perché riconoscano anch’essi il Redentore di tutti, Gesù Cristo nostro Signore.
    O Dio onnipotente ed eterno, che ad Abramo e alla sua discendenza hai fatto le tue promesse, ascolta con bontà la preghiera della tua Chiesa, perché quello che un tempo fu il tuo popolo eletto, possa giungere alla pienezza della Redenzione”.

    4) Dopo la modifica di Papzinger: “Preghiamo per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini. Dio Onnipotente ed eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, concedi propizio che, entrando la pienezza dei popoli nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo”.

  19. McLaud scrive:

    A questo punto, citazione obbligatoria di Nanni Moretti (Ecce bombo). Infuriato contro la madre che ha chiesto: “Come sta la Silvia?”, risponde: “Silvia, no LA Silvia! Mamma, fortunatamente siamo a Roma, non a Milano…la Silvia, il Giorgio, il Pannella, il Giovanni. CACARE, non CAGARE. FICA, non FIGA!”.

  20. albo scrive:

    Sticchio forever! grandi paguri!

  21. Anonimo scrive:

    da sempre grande sostenitrice della mia lingua natale, il salentino, bu dicu cu tuttu lu core cu se ba facenu an culu tutti quiddri ca facenu l’italiani de intra lu cazzu sulu percè hannu emigrati al nord e fannu finta ca nu capiscenu e nu parlanu ‘cchiu lu dialettu. e li sienti strolecale “cazzo, figa” o “vai a cagare..pirla”…pe’ la madonna, se dice “stu cazzu, intra lu piccione de mammata” (con grandissimo rispetto per le mamme in quanto e,sopratutto, donne), “ancul’ a sorda e tutta la razza strazza…piezzu de merda e cujune”.

    Che liberazione!

    MK
    PS: scusatemi per lo sfogo, ma questa sera ho affrontato uno sgarro eccessivo da parte di una P(id)D(uista)de lu cazzu….e contavo di potermi sfogare con voi. grazie, come al solito non avete smentito la vostra grandezza

  22. Skiribilla scrive:

    Bella ‘sta nuova crociata, ve l’appoggio!
    Che infatti qui da me non si dice pippa bensì PUGNETTA!
    Socc’mell!!!

  23. Anonimo scrive:

    Da noi per fortuna ‘o pesce mmano rimane sempre un classico intramontabile e non sarà mai sostituito da pippe o seghe. L’ allarme riguarda un diffusissimo “ma và a cagare!” (invece di “ma và cac!” o dell’ italianissimo “ma và a cacare”) e l’ adozione sempre più frequente di figa in sostituzione di espressioni ritenute volgari (come se figa fosse esattamente la stessa cosa anche se in un dialetto settentrionale!) ed obsolete come fessa o pucchiacca (cioè uagliù ma stiamo scherzando? volete mettere la figa con…’ A PUCCHIACCA, una parola che ti riempie la bocca soltanto a pronunciarla?). Per l’anonimo che ha risposto al mio commento, volevo chiarire che non ho affatto detto che il milanese è un dialetto barbaro bensì che non gradisco che la lingua parlata nella penisola subisca delle contaminazioni trendy, aumentate in maniera esponenziale col successo di format televisivi di dubbia qualità come zelig e colorado cafè. Ho anche precisato che la mia avversione non riguarda solo i milanesismi ma anche espressioni meridionali la cui globalizzazione le rende parimenti insopportabili come minghia, minchia, meh! e miiii! (le ultime due qua nun se sap manc’ che sfaccimm vonn ricere ma tutti come i mongoloidi a dire : “Meh! andiamo!” oppure “Miiii, che pesante!”, prima di acchiappare una capata in faccia dal sottoscritto e cominciare a scorrere sangue dal naso.

    In fede, Scustumato

    http://scustumato.blogspot.com/

  24. paguri scrive:

    Appoggiamo in pieno ‘O SCUSTUMATO!

  25. The Talented Ripley scrive:

    Belin, l’ea l’ua! I genovesi e i liguri tutti appoggiano con sincero trasporto la vostra campagna di impegno civile. Altro che musse!

  26. Anonimo scrive:

    Temo proprio di non poter supportare la vostra campagna, visto che utilizzo, senza ritegno, le più disparate espressioni dialettali.
    A mia difesa, posso dire che ho parenti sparsi in diverse regioni italiane, quindi la contaminazione è inevitabile.
    E la vicina di casa rompicazzi sarà sempre “la sciura”.

    L.

  27. Anonimo scrive:

    avevo capito le ragioni del tuo commento, scustumato. ma anche a milano ci sono un sacco di contaminazioni, c’est la vie, se non altro perchè (per esempio) ci sono più di 70.000 pugliesi, molti dei quali parlano in dialetto, gli altri contaminano, danno vitalità alla lingua.

    proporrei invece, per rimanere in tema regionale e per dirimere l’annosa questione sulla paternità delle bestemmie, un campionato a squadre, o farlo tipo la coppa italia…quarti di finale: bergamo-verona, vicenza-trieste, firenze-pisa e livorno-lucca. come il ‘moccolo per la vita’ ma con dei vincitori!

    gio

  28. McLaud scrive:

    La piaga della contaminazione linguistica nella mia terra è antica e molto sentita, a causa, da un lato, dell’elevatissimo numero di persone che emigrano per i motivi più vari, e, dall’altro, del disprezzo con cui sono generalmente considerati l’accento ed il dialetto calabresi.

    Ci sono un paio di poesie vernacolari, una di Vincenzo Franco (1868-1948) e una di Enotrio Pugliese (1920-1989) che capitano proprio a proposito per questo post, perché i protagonisti sono calabresi che hanno rinnegato la loro lingua e scimmiottano il toscano:

    ‘U ritornu (parte finale de ‘U sordatu).
    (Vincenzo Franco)

    Tuppi tuppi…- Cu è? – Mamma apri…– Ah! figghiu…
    Oi figghiu benedittu, comu stai?
    Veni a lustru mu ti viju, o gigghiu
    di chistu cori ‘mbecchiatu di guai.

    – Mah! ‘un stai mica bene, ‘un t’assimigghiu,
    Mamma, da quando militarr…n’andai.
    – Sentiti comu parra, parra figghiu,
    Pari a Munteleuni non fu mai…

    – Cerea, compare, come la si va…
    e voi, Maria, ‘un mi dite nulla?
    Mi fa la vergognosa, la mi fa…

    Non mi conosci più, la mi’ fanciulla,
    via…mi da’ un bacio. – Nooh…ca nc’è jumà…
    – Uno, due, smbu, (la bacia) mi par ‘na bimba in culla
    —————§§§—————-
    Brunu, mo chi vinni di sordatu,
    a nuju guarda e a nuju chiù saluta,
    camina tisu e tuttu spampinatu
    comu nu gaju chi mai fa la muta.

    Mancu vorravi chiù Brunu chiamatu,
    e sulu ca ti hjuhhja: “phuh”…, t’astuta,
    pari ca lu regnanti nc’è canatu,
    trema la terra quandu tundu sputa!

    Non parra comu nui, cà si scordau,
    ma pe cumpenzu sa toscaniari,
    si lu saluti, ti rispundi: ciau!

    Lu mica poi lu voli comu lu pani,
    e ‘mbisca e ‘mprasca, sulu pe smammari,
    palori Calavrisi e Taliani.

    Traduzione:
    Toc toc…- Chi è? – Mamma apri…– Ah! figlio…
    Oh figlio benedetto, come stai?
    Vieni alla luce cosicché ti veda, o giglio
    Di questo cuore invecchiato dai guai.

    – Mah! ‘un stai mica bene, non mi pari tu,
    Mamma, da quando militarr…n’andai.
    Sentite come parla, parla figlio,
    Sembra che non sia mai stato a Monteleone*…

    – Cerea, compare, come la si va?
    E voi, Maria, ‘un mi dite nulla?
    Mi fa la vergognosa, la mi fa…

    Non mi conosci più, la mi’ fanciulla,
    via…mi da’ un bacio. – Nooh…ché c’è mia madre…
    – Uno, due, smack, (la bacia) mi par ‘na bimba in culla
    —————§§§—————-
    Bruno, ora che è tornato dal servizio militare,
    non guarda e non saluta più nessuno,
    cammina teso e tutto impettito
    come un gallo che non fa mai la muta.

    Non vuole più nemmeno essere chiamato Bruno
    e basta che ti soffi: “phuh”…, ti spegne,
    sembra che il re gli sia cognato,
    trema la terra quando fa uno sputo tondo!

    Non parla come noi, ché si è scordato,
    Ma in compenso sa toscaneggiare,
    Se lo saluti, ti risponde: ciau!

    Il mica poi lo vuole come il pane,
    e, solo per dire fesserie, mischia e impasta
    parole calabresi e italiane.

    *= Nome di Vibo Valentia fino al 1927, anno in cui il fascismo decise di riutilizzare l’antico nome romano.

    ‘U Paisanu
    (Enotrio Pugliese)

    Avi n’annu chi staju a nu paisi,
    mmenzu a genti chi campa mu guadagna,
    duvi no trovi mai nu calabrisi,
    duvi la vita mea passa sulagna.

    Na dominica nesciu e nta na strata,
    vacantuniandu, ncuntru nu cristianu
    chi parra cu n’amicu e a la calata
    mi pari di Surianu.

    Cu lu cori chi junta, all’ammucciuni
    nci spiu: – Vui no siti paisanu?
    Mi guarda: – Tischi-toschi? – E lu cazzuni
    si menti pemmu parla italianu.

    Traduzione:
    E’ un anno che vivo in un paese,
    in mezzo a gente che vive per guadagnare,
    dove non trovo nessun calabrese,
    dove trascorro una vita solitaria.

    Una domenica esco e in una strada,
    passeggiando, incontro un uomo
    che parla con un amico e dalla cadenza
    mi pare delle parti di Soriano.

    Con il cuore che mi batte, di nascosto
    gli chiedo: – Voi non siete un paesano?
    Mi guarda: – Toscano? – e il cazzone
    si mette a parlare italiano.

  29. Anonimo scrive:

    Ma avete qualcosa contro i milanesi (con la e aperta). No perché, sai com’è, non si sa mai.

    La prossima volta che il Caluri mi torna alla Cartoomics lo accolgo con un lanciafiamme.

    Wè, si scherza, neh? 😉

    Al dutur e al confessur bisogna dich tuscoss

    http://fuma-fuma.blogspot.com/

  30. Anonimo scrive:

    Gentilissimi,
    le congratulaz. per l’iniziativa.
    banner inserito su

    http://spadapopone.blogspot.com

    all’Autore magari gliè scappata qualche svista nel testo di siùro, ma appoggia – oltre alle fìe al muro – l’inizitiva in toto.
    per inciso: ma ‘un si fa anche prima, a scrive’ fìe? sanno una sega lorolì, a milano.
    Saluti cordialerrimi
    L’Editore

  31. lale scrive:

    Mah… sulla contaminazione sono abbastanza permissivo, fintanto che non diventa una moda e pertanto noiosa.
    Sara’ che lavoro in un campo dove la maggior parte dei termini viene non da dialetti diversi, bensi’ da intere lingue diverse e mi disturberebbe abbastanza fare come i cugini d’oltralpe che chiamano “curriel” quella che tutto il globo ha convenuto di chiamare “e-mail” (o imeil – contaminazione toscana del vocabolo originale).

    E comunque, riportando le parole di un esimio anonimo: “La passera e’ sempre la passera, e’ il portapassera che cambia”, che dovrebbe esprimere, se non mi sbaglio, il concetto che la vita e’ effimera e i nomi son qualcosa che ha inventato l’uomo.

  32. Anonimo scrive:

    Secondo me siete dei leghisti repressi, avete paura di finire come gli indiani delle riserve e siete usciti allo scoperto prima che sia troppo tardi, e non confondete il Mediasettese col milanese, che è offensivo (vi ricordo che LA TELEVISIONE NON ESISTE)

  33. McLaud scrive:

    @lale e anonimo #33: una cosa è usare ogni tanto parole che non appartengono al nostro retaggio culturale locale o all’italiano, una cosa è dover necessariamente fare ricorso a termini stranieri perché in italiano non esiste un lemma corrispondente (come accade con molta terminologia informatica, ad esempio), ma rinunciare alla propria cultura e identità semplicemente per omologazione è devastante.

    “La mission della nostra corporation adesso è quella di intervenire sul target con una forte policy di branding per sconfiggere i competitors”, è una frase che ho sentito davvero e che poteva essere integralmente “tradotta” in italiano senza alcun danno per il messaggio (comunque idiota) che esprime.

    Oppure sentire dire da una ragazza calabrese che è stata all’università in Toscana (non dico dove, ma si capirà): “Mi paian proprio bone hodeste salsicce!”, è qualcosa che va oltre l’umana capacità di sopportazione.

    O ancora, “Güarda che belli questi Shwutch!”, (trad.: “Guarda che belli questi Swatch!”) da parte di un’altra ragazza che aveva frequentato per soli 2 giorni dei napoletani. (n.d.a.: L’esclamazione ha provocato le risate pure dei napoletani).

    Infine, ha ragione lale: i nomi possono pure cambiare, ma la sostanza non cambia…però, se non sappiamo più nemmeno chi siamo, non si va da nessuna parte.

    P.S.: i leghisti, nella peggiore delle ipotesi, mi sono indifferenti. Nella migliore, mi fanno fare qualche risata con i loro manifesti elettorali e le altre fesserie con cui infestano l’etere.

  34. Anonimo scrive:

    Paguri, da voi ‘un me l’aspettavo:
    http://img262.imageshack.us/img262/9012/paggyff5.png

  35. paguri scrive:

    COME NO?! Ma è bellissimo!!! In un sito di satira, umorismo e minchiate a raffica COSA CI STA MEGLIO SE NON UN BEL LINK AL CAVALIERE (sì, ma di minipony)? C’è da pisciassi addosso dalle risate!
    GRAZIE, MAMMA GOOGLE!

  36. paguri scrive:

    Fantastico: ora invece c’è il link al PADRE NOSTRO!
    Ma perché non si son messi fin da subito?

  37. Anonimo scrive:

    certo che voi toscani qualche complessino di inferiorità nei riguardi di noi milanesi chiuso nell’armadio insieme agli scheletri ce lo dovete pur avere… altrimenti perchè tutte ste pirlate..
    un cordiale
    va dà via il cü

    Barbarossa

  38. paguri scrive:

    Amici sereni (ma permalosetti), ci duole dover ricordare che questo post – come gli altri, del resto – è una celia, si fa per ridere e cazzeggiare. Pensavamo non ce ne fosse bisogno, ma in ogni caso ripetiamo per i più duri di comprendonio: NON E’ UNA CAMPAGNA CONTRO MILANO E I MILANESI! E’ solo una presa per il culo di chi milanese non è e tuttavia ne usa alcuni vocaboli, con effetto grottesco.
    Per ulteriori dubbi, contattar… anzi no: CHIAVARE DI PIU’.

  39. Anonimo scrive:

    lo avevo intuito non preoccuparti.. lungi da me l’intenzione di arrecar realmente offesa, era solo per inzigare..

    comunque da quando Benigni si è milanesizzato è diventato bravissimo…

    barbarossa

  40. Socmel scrive:

    @ Skiribilla 23.
    Hai ragione!
    Anche se, ammettiamolo, in terra emiliana, da ben prima dell’avvento di Canale 5, oltre all’originale: “Va’ a fèr dal pugnat’!” è diffuso il longobardo “Va’ a fèr dal pep’!”.

    Comunque fuori le balle dai maroni!

    Aderisco volentieri alla campagna.

  41. grisson scrive:

    Perché non mettere anche gli inglesismi?

    Basta di Ghiamare il calcolatore Computer cazzo!!!!!

    Adie

  42. Goldrake scrive:

    Nonostante i bombardamenti ormai trentennali di Mediaset, grazie a dio (sempre sia lodato), qui da noi “belin” e “mussa” sono sempre saldamente in testa, come peraltro già ricordato da The Talented Ripley.

  43. Anonimo scrive:

    Come recita la nota romanza: “Se nun te piase ‘a mussa…”

  44. GiuppetheCat scrive:

    … però effettivamente, come già fatto notare da altri fedeli, PIPPA si dice pure a Roma… e altrettanto effettivamente la sostanza del messaggio non cambia poi molto…

    Ah, non vorrei essere stato frainteso, io non ho NULLA contro i milanesi, ci mancherebbe! Sono una gran bella razza! Mangiano poco, non sporcano, imparano subito a fare i bisogni ai giardinetti…

    giuseppe

    http://www.seavreistudiato.blogspot.com

  45. Lypsak scrive:

    Ve l’appoggio (?!) su tutta la linea.

    Ché a me dà fastidio anche solo quando un mio amico di Oliveto (paesino vicino a Civitella in Val di Chiana) per via che lavora a Terranova Bracciolini (in pieno Valdarno) ha preso l’inflessione valdarnotta e ora si mangia le “c” a tutta randa (cosa che in quel di Arezzo non si fa!), e ci saran trenta chilometri fra “noi” e “loro”… che se li chiami dalla finestra ci sta ti rispondano…

    E in ogni caso io adoro i milanesi, adoro come parlano, ma solo se sono milanesi davvero. Come del resto apprezzo un po’ tutte le cadenze, ammesso che siano in bocca ai rispettivi legittimi proprietari. (Oddio, però, i senesi… si sciacquassero la lingua co’ l’aceto… :PPP e si ruzza!!!!)

  46. Anonimo scrive:

    BELIN!!!
    Da Genova!

  47. santrine scrive:

    Ho visto quelli che fanno i fichi, e dicono la “c” al posto della “g”, perchè fa molto più fico, ma sopratutto a Milano. E dicono: ma che ficata, ma che cacata, e poi si sbagliano e dicono gazzo, goggodrillo, gaimano…

    Paolo Rossi

    A proposito di goggodrillo, ma chi gazzo è Roberto Giacobbo?

  48. Anonimo scrive:

    aderisco, perdincibacco(rccoddio)!!!!!!!
    Contro l’omologazione, l’anarchia del dialetto, la nobile arte della mistura, l’alto ed il basso, il cielo e la merda, viva Babele ora e sempre, viva il terrungello di Abadantuono, la lingua pasticciata di Gadda (provate a vedere come scriveva un lombardo), il grammelot, i riboboli tutti, la lingua del corpo, sozzure miserie grandezze e vertigini.
    Bravi cosi

  49. Anonimo scrive:

    Bah non sono tanto sicuro che “tetta/tette” sia milanese. Neanche “figa”. “Pirla” sì, è proprio milanese e basta. “Stronzo” cos’è?
    Insomma, prima di dire che uno usa vocaboli milanesi bisogna stabilire quali sono milanesi e quali no.
    Io comunque, giusto per restare in tema, comincio invece a non poterne più della parlata romanesca (in TV eh a Roma parlino pure come gli pare); se è per far ridere o se si è Funari anche va bene ma insomma…

  50. R5357 scrive:

    Audite gente,
    come disse lo vicino di casa inanzi a giovani potatori, evidentemente inesperti nello svolger l’arte di cui si fecero arditi promotori, egli, in tutto lo splendore dell’autarchia linguistica chiamata dialetto, rivolgendosi a costoro disse:
    “Io ‘mpeshatato, un sète boni da un casso lo vedete? se ni tagliate li stecchi novi un antr’anno l’ulive per fa l’oglio le vengo a piglià nella potta di tu ma? Dio ‘nculito”
    All’ascolto potrebbero sembrar, a orecchio fine, parole scurrili del volgo locale, ma no! E’ una lingua, una cultura, un espressione che se ne va con il veloce avvento di internet della televisione nel fenomeno della massificazione del linguaggio. Non dico che non si debba conoscer l’Italiana Lingua, ma ritengo che la conservazione della cultura, anche linguistica, sia un patrimonio di inestimabile valore da conservare. L’esempio, se pur scurrile, merita di esser citato! non avrebbe avuto lo stesso impeto e lo stesso valore se non fosse recitato con quei versi così tradizionali.

  51. gongoro72 scrive:

    a proposito di persone che sarebbe meglio si facessero delle pippe/seghe/rasponi/zaganelle/pugnette piuttosto che infastidire i bambini/tabac/basterd

    linko questo blog:
    http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/

    ciao da gongoro72
    http://rossanorossini.blogspot.com/
    (che non c’entra niente con l’argomento di cui sopra)

  52. McLaud scrive:

    @R5357: Sottoscrivo e confermo in pieno il tuo commento, che d’altronde rispecchia assolutamente quanto ho scritto fino ad ora. 🙂

  53. Anonimo scrive:

    Che si sappia, lo so benissimo che i Paguri scherzano e so benissimo che non ce l’hanno con i milanesi. Io, poi, che milanese purosangue non sono (ma di pugliesi origini) so benissimo che il miscuglio interdialettiale che si è venuto a creare con le emigrazioni al nord (ma anche con l’internazionalizzazione dei termini anglo/franco/giappo-foni). Quindi il mio unico appello è “volemose bene” per quello che siamo.

    A disen: “La canzon la nass a Napoli”,
    e certament gh’hann minga tutt i tòrt,
    Surriento, Margellina, tutt i pòpoli
    i avrann cantaa almen on milion de vòlt.
    Mi speri che se offendarà nissun
    se parlom on ciccin anca de numm.

    O mia bella Madonnina, che te brillet de lontan
    tutta dòra e piscinina, Ti te dòminet Milan
    sòtta Ti se viv la vita, se sta mai coj man in man.
    Canten tucc: “Lontan de Napoli se moeur”,
    ma poeu vegnen chi a Milan!

    Adess gh’è la canzon de Ròma magica
    de Nina, el Cupolone, el Rugantin.
    Se sbatten in del Tever: “Ròma tragica!”
    Esageren, me par, on ciccinin…
    Sperem che vegna minga la mania
    de mettess a cantà: “Malano mia!”…

    O mia bella Madonnina …
    Sì, vegnì senza paura,
    numm ve slongarem la man:
    tutt el mond l’è on gran paes
    – e semm d’accord! –
    ma Milan l’è on gran Milan!

    http://fuma-fuma.blogspot.com/

  54. Anonimo scrive:

    http://dilettomanoppello.blogspot.com/
    piu divertente di un convegno ginecologico meno eccitante di un pompino

  55. Anonimo scrive:

    German Church admits aiding Nazis

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7337748.stm

    Arrivano tardino ….

  56. lale scrive:

    Io propongo che in tutte le scuole (dalle elementari in su) si sostituisca il vocabolario di italiano con il Borzacchini Universale!

  57. Socmel scrive:

    PICCOLO SPAZIO PUBLICITA’ UNA PUGNETTA!
    O ragazòl!
    visto che Panorama e Silvio Berlusconi si fanno pubblicità su questo sito? In alto a sinistra negli “annunci di Google” spesso si può accedere direttamente al sito del popolo della libertà e di Panorama.
    E’ vero che dopo un po’ gli annunci cambiano ma vi giuro che non è un bel vedere. Questo è l’account a cui si accede; fatevi un giro qui se avete abbastanza pelo sullo stomaco: http://prioritaprogramma.votaberlusconi.it/giovani/

    Vabbè, teniam duro ancora qualche giorno.

  58. Blackpearl scrive:

    Da pugliese pesudotoscana (si, lo so, un Paguro sa che lui sulla carta d’identità risulta pisano, ma alla fine in situazioni come queste poco importa) appoggio la causa e minaccerò di morte tutti coloro che ancora useranno certi termini.
    C’avrebbero anche scartavetrato un po’ lo scroto.

  59. paguri scrive:

    Pisano?
    Parla di te, vero Lopo?

  60. Lopo scrive:

    No belli, il mio scheletro nell’armadio ce l’ho, ma non così grosso, io sono nato ad Arezzo.

  61. […] intento raccogliere l’appello del sito http://www.donzauker.it che chiama a raccolta tutti gli amanti del gergo popolare contro il terribile morbo della […]

  62. Blackpearl scrive:

    ahahah, povero Lopo… Vabbè che è aretino, ma addirittura dargli del pisano… Povero… Ce ne basta uno e meno male che non legge i commenti 😉

  63. Anonimo scrive:

    pòta,
    nòter a berghèm ai milanes an ga spaka l’mus! (è quando mel ciapa ndi mà an fà n’bel MANETU’)

  64. giorgiorgio scrive:

    e citando il buon Moretti in “Ecce Bombo”:

    >>Basta!! Cacare, non cagare!! Fica, non figa!!>>

    ^_____^

  65. Azra scrive:

    oddio soffoco :rotfl: spettacolare :rotfl: morta’ quanti permalosi che girano lol

    ci aggiungo anche -Statue di santi franate addosso a fedeli, altro che risolino :rotfl:

    ah, so’ Azrael di tgm :asd: (chi?!)

  66. Anonimo scrive:

    da puro bergamasco supporto in toto questa lodevole iniziativa di voi amici in giù del pò.. altrimenti come cazzo mi diverto a sfogliare il vernacoliere leggendo termini che già conosco???

  67. lucia scrive:

    allora… io sarò anche affetta da cretinismo tecnologico (=di compiute non capisco una sega) ma qualcuno mi spiega come mai il moccolo per la vita sul mio dannatissimo blogghe mi ci veniva tutto bello ammodino col copia e incolla e questo qui no?
    per i milanesi che si incazzano: fateci ride un poino anche voi e noi si ride. basta che la fate finita con la storia della kokakola kon la kannuccia korta che un se ne pole più.
    ps: ma la foto del commento numero 51 è del troio?

  68. Lopo scrive:

    Cara Lucia, adesso dovrebbe andare: è il solito maledetto WordPress che attopa le virgolette anche quando non dovrebbe.
    Facci sapere se ci sono altri problemi…

  69. lucia scrive:

    si…può… fareeeeeeee!!! viva rutelli, viva veltroni, viva gesù…
    ohi ohi che palle…

  70. BLI scrive:

    Porcapaletta! E io che credevo di essere un bilioso e di condurre una campagna isolata quando sostengo che a Milano (forse) si SCOPA, in Toscana casomai si TROMBA! Essere in tanta compagnia mi rallegra e mi incoraggia.
    Ora riprendiamo (volentieri) il post n.42, quello contro gli inglesismi usati a cazzo e stracazzo.

  71. BLI scrive:

    Tanto per chiosare il mio post precedente:

    il pc (pisì) si può anche chiamare calcolatore;
    la citycar è l’utilitaria, un suv è un fuoristrada;
    “plus” è parola latina anche quando la usa un inglese, non si pronunci “plàs”. se un inglese dice “plàs” è un ignorante;
    “de luxe” casomai è francese. Chi dice “de lax” fa cacare;
    le scarpe da ginnastica (e non le snickers) si chiamano “nike” (parola greca). Dire “nàik” è come dire “vàscinton”;
    Infine, un pensiero ad Alessia Fabiani che ha recentemente citato il “Dèvid” di Michelangelo: fa il paio con quella scema della valletta di Mike Bongiorno che parlava di Marcel “Pràust”.

  72. Anonimo scrive:

    per Bli: però non esageriamo, sennò si fa la fine dei francesi che chiamano l’ hardware “disque dur”, il computer “ordinateur” il software “logiciel” e il mouse “sourie” cosa che causò non poco imbarazzo a Chirac (scusate il termine) quando lo definì “le rat”…
    ah… avesse conosciuto la topa…
    lucia (scusate l’anonimo, ho dimenticato di “loggarmi”!)

  73. […] unisco volentieri alla campagna lanciata da Don Zauker per la demilanesizzazione della lingua italiana, che non se ne può […]

  74. Anonimo scrive:

    pota ma m’e so mia..oter i e toch cioc!!!!!’eni fo’ da la bùsa schetch!!!!!!

  75. Anonimo scrive:

    Da noi si dice Bagabletta, poco elegante ma efficace perché vuol dire cosa bagnata. Insomma pronta per l’uso.
    E non si dice dammi la figa, ma baglia me la bagabletta. Noi in VdA siamo un popolo di montagna, nessuna speranza che questa espresssione si diffonda!

  76. Anonimo scrive:

    Ah però i francesi chiamano la chatte la fica! Vedi che c’è un nesso con il rat!

  77. lucia scrive:

    😀 per anonimo 78: infatti quando ero a lussemburgo e i miei colleghi italiani brindavano “à la sourie” i francesi non capivano e rimanevano basiti!
    la bagabletta poi è geniale.
    una volta i miei nonni litigarono. alla fine la mia nonna (lucchese) disse a mio nonno: “va bene, fai come ti pare, ma te, alla mi’piletta un ci bevi più!” (piletta= piccola conca di pietra che a lucca sta sotto alle fontane)

  78. Anonimo scrive:

    Boia de!
    Un sene pole più di stì milanesi che impongono il loro dialetto…
    Un’è meglio tutto stò ben di Dei di dialetti che abbiamo sparsi pell’Italia Diobòno!

  79. Anonimo scrive:

    Macchittedicechennunciairaggione.
    Eccheccazzo!

  80. BLI scrive:

    Per Lucia. Beh, hai ragione sul fatto che non bisogna esagerare. Personalmente sarei propenso a seguire l’esempio dei francesi, con tutte le conseguenze del caso, ma a volte mi rendo conto di essere un po’ troppo manicheo. Converrai comunque che qui si sta esagerando in senso opposto al mio. Anche molte espressioni comunemente usate ma che sono comparse più o meno recentemente nell’eloquio di tutti, come se fossero una moda, sono mutuate quasi pari pari dall’inglese. Per esempio, quando si dice “non può fregarmene di meno”, che è per gli anglofoni una frase fatta, quasi idiomatica. Ultimamente c’è il vizio di dire “assolutamente sì” (o no), preso di pacca dai sympatici amici americani. E via mortificando i nostri “mimportanasega” e “sì (o no) dio boia!”.
    Scusa, ma a volte quasi ci bestemmierei.

  81. Anonimo scrive:

    deh, (scusate il livornismo anche se sono di lucca rende bene l´idea) “assolutamente sí” e “assolutamente no” fanno caá. perché, e del “piuttosto che” usato come sinonimo di “anche”??? al rogooooo!!! (ma sto andando fuori tema… ma m´importa anche una ricchissima sega).
    e chi dice: sono LETTERALMENTE A PEZZI? io me lo immagino che sbriciola. che vuol dire letteralmente a pezzi? semmai metaforicamente a pezzi! 🙂 occhei la pianto.
    lucia (mi scordo sempre di LOGGARMI)

  82. Anonimo scrive:

    graaaaaande donzauker, ‘ioboje!
    abbasso i milanesismi, viva la gnocca!

    bardamu

  83. Anonimo scrive:

    ma vai a cagare!

  84. Anonimo scrive:

    Troppo bello il bannerino, ovviamente già messo ‘ndo dee stà!
    Basta ai salviettoni e alle chiacchiere di carnevale…noi a Prato si mangia i cenci e ci si pulisce…le mani (?!) proprio negli asciugamani…strano eh?!
    Ale

  85. Anonimo scrive:

    Aaaah… e vogliamo parlare del tremendo “un attimino” e del “piuttossto che” usato al posto di “oppure”!?!?
    AAAAAAAAARGH!!!!

    Salumi

    Alex
    http://arcureo.blogspot.com

  86. Anonimo scrive:

    17Ace8 sd95vbm24r7mvu4091rvbqp

  87. Anonimo scrive:

    Tut el Venet, l’è dacordo par sta canpagna civie. Ca l’è on disprìsio vedare ca le tradisiòn le va a ramengo. Tuta colpa dea teevision, par mi.
    Parò asseme dir che a gaveo a scoea n’insegnante ca la gera Emiliana e la dixeva ca in tel Venet se parla massa veneto, de pì che in tel resto de Italia. Mi no o sò, disìme vialtri se xe vero.

  88. Anonimo scrive:

    Voevo dire che se parla pì diaèto che nele altre region d’Itaia. Par ela nìaltri a femo a secession coa lèngua. Tè tranquii, la poitica no la centra gnente.

  89. Anonimo scrive:

    Quoto tutti quelli che hanno ricordato che “pippa” è romano! Romanissimo! Da cambiare nome della campagna! Suggerirei “figa una sega”, che salva l’allitterazione. Oh, e già che ci sono: bimbi, “‘sti cazzi” (di chiara origine romana) non vuole dire “acciderbolina” ma “non potrebbe importarmene di meno”. Che il secondo significato è un’appropriazione indebita E PER DI PIU’ MILANESE!

    Bostoniano

  90. Anonimo scrive:

    In Basilicata si dice U’ pusc o u’ piccione per la vagina e u’ pingone o la stagliuola per il pene.

  91. Anonimo scrive:

    su mediaset parlano solo romano/napoletano!
    O altre lingue del sud…guardare amici per credere!
    ps: io non guardo amici!

  92. Anonimo scrive:

    Vve volevo solo da ‘nformà cche pur’io, da romano, mme sento minacciato da’a milanesizzazzzzione de ‘a lingua itajiana, ma sopratutto dar cambiamento der lessico colorito e da’a perdita de arcùne metafore che contraddistingueno ogni dialetto…
    Quìnni mme sò autopromosso pur’io arfiere dde ‘sta campagna, nè’a speranza che li romani nun se dimentichino mai ‘e proprie radici… Quìnni, prima dde salutavve, ve scrivo ‘n paro dde sonetti der Belli:

    ER PADRE DE LI SANTI
    (Roma, 6 dicembre 1812)
    Er cazzo se pò ddì rradica, uscello,
    Ciscio, nerbo, tortore, pennarolo,
    Pezzo de carne, manico, scetrolo,
    Asperge, cucuzzola, e stennarello.

    Cavicchio, canaletto, e cchiavistello,
    Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
    Attaccapanni, moccolo, bbruggnolo,
    Inguilla, torciorecchio, e mmanganello

    Zeppa e bbatocco, cavola e tturaccio,
    E mmaritozzo, e ccannella, e ppipino,
    E ssalame, e ssarciccia, e ssanguinaccio.

    Poi scafa, canocchiale, arma, bbambino:
    Poi torzo, cresscimmano, catenaccio,
    Mànnola, e mmi’-fratello-piccinino.

    E tte lasscio perzino
    Ch’er mi’ dottore lo chiama cotale,
    Fallo, asta, verga, e mmembro naturale.

    Cuer vecchio de spezziale
    Disce Priapo; e la su’ mojje pene,
    Seggno per dio che nun je torna bbene.

    LA MADRE DE LE SANTE
    (Roma, 6 dicembre 1832)
    Chi vvò cchiede la monna a Ccaterina,
    Pe ffasse intenne da la ggente dotta
    Je toccherebbe a ddì vvurva, vaccina,
    E ddà ggiù co la cunna e cco la potta.

    Ma nnoantri fijjacci de miggnotta
    Dimo scella, patacca, passerina,
    Fessa, spacco, fissura, bbuscia, grotta,
    Freggna, fica, sciavatta, chitarrina,

    Sorca, vaschetta, fodero, frittella,
    Ciscia, sporta, perucca, varpelosa,
    Chiavica, gattarola, finestrella,

    Fischiarola, quer-fatto, quela-cosa,
    Urinale, fracosscio, ciumachella,
    La-gabbia-der-pipino, e la-bbrodosa.

    E ssi vvòi la scimosa,
    Chi la chiama vergogna, e cchi nnatura,
    Chi cciufèca, tajjola, e ssepportura.

    Simone “Il Priso”

  93. Anonimo scrive:

    A Lecce se qualcuno dice figa e cagare lo guardiamo storto e lo mandiamo fanculo. Qua non ci si dimentica che LU PICCIUNE è l’origine del mondo e che se si esce con una lurdona o picciunazza si esce per farsi una bella e sana RASCATA. Ricordo anche, per salvezza della lingua (qui al salentino e al griko ci teniamo), che il cazzo lo chiamiamo pica (come la pica la gazza) e per una corrispondenza che si perde nella notte dei tempi la passera diventa pico (ma è più sonoro piccione). scusate il campanilismo ma qua le migliaia di milanesi et altri che vengono in vacanza, SE LO IMPARANO LORO IL DIALETTO SALENTINO, ALTRO CHE MILANESIZZARE A NOI. siamo l’ultimo avamposto! siamo la vostra salvezza! grandi paguri. la toscana è lontana ma la mi ma’ (mathrima) un paio d’anni fa passò da firenze e come regalo mi portò una copia del vernacoliere dove lessi la prima volta donzauker. straordinario.

  94. Anonimo scrive:

    Maremma bucaiola, se le tette son milanesi m’impicco… certo son belle soprattutto le puppe! Però m’buttarai via le tette?

  95. Anonimo scrive:

    sei solo un povero terr…parla come mangi ….tarun dal bali….w la lega lombarda

  96. Anonimo scrive:

    Figa! 😀

    http://www.ryo.it

  97. Anonimo scrive:

    Abbasso il milanese del nano coglione!
    Simme e Napule paisà!

  98. Anonimo scrive:

    Dio vi beneFICA! fate troppo morì siete troppo sodi!

  99. Anonimo scrive:

    A Milano un sacco di gente dice fica, cacare, topa, minchia, puppe, te possino ammazza’. E questa cosa è talmente vera che ha ingannato pure l’ideatore di questa campagna: la parola “pippa” è di origini non certo milanesi. Ma tutto questo per noi non è certo un problema, Milano è città di immigrati, tra i quali anche mio nonno che salì dalla Puglia più di 60 anni fa. Milano e i suoi mille dialetti, per dirla con Alex Britti. Viva il pluralismo!

  100. Anonimo scrive:

    Altro che figa!
    VIVA LA PATONZA!

  101. Anonimo scrive:

    Mi me sun let tuscos, ma mò, ghò da dir una robeta a sti bagai che sun dre a dir ste piciate insci.

    Milan l’è gran Milan.

    Anche se con il silvio, purtroppo…

    A alura,se fem?

    Sifulum!!!!

    (che letteralmente non è un inno alla droga ma bensì significa.. che facciamo? Fischiettiamo!)

    P.s. Per il lumbard de la lega un saluto speciale:

    Quand la mèrda la munta a scragn o la spüssa o la fà dann. Te capi, o te capis nagot?

  102. Anonimo scrive:

    Ma la fava? nessuno la rammenta?
    Il bell’intercalare ” ma mi lecchi la fava!!!” dove si mette?
    Poi le varie aggiunte o variazioni tipo: “….sulla punta sennò ti strozzi” oppure le interpretazioni poetiche:
    “… te la canto in ottava
    mettiti in ginocchio e
    puppami la fava ” etc. etc.
    oppure “..siieeee…!!!! la fava di noè, lunga un metro e ventitrè…” per dire ” un dì cazzate”.
    P.S. Ragazzi lo so che me la bloccate ma la fava è la fava, va rammentata, oh vaglielo a dì in pirlandia.

  103. […] se proprio vogliamo ricordarci di essere italiani, ma POCHE. Guarda questo opuscolo, ti aiuter

  104. Anonimo scrive:

    L’ era ora dialo can che quei fioi de na roia se metesse n’ attimino calmi. mi sensa don zauker (sensa c) non savaria sa far… ti te me salvi! non quel santon bavarese che ‘l vive sensa pecca’!
    milanooooooooooo maìme il cul col pandorin!

    e forza hellas verona (don faghe una preghierina)!

    so che lo cancellerete ma chiedo che almeno questo grido d aiuto del nord venga ascoltato…

  105. Armin scrive:

    Aderisco incondizionatamente a questa encomiabile campagna di civiltà.

    Da noi la topa la chiamiamo mona,
    le puppe diventano le téte (accento stretto ed una t sola!),
    noi non trombiamo, ma ciavémo,
    ed a proposito di questa nobile attività la fava suona el càsso.
    A ciascuno il suo, certo, ma se ogni tanto scappa qualche divagazione, che male c’è?

    Della mia venetità, o veneteria o venetezza, a piacer vostro, sono fiero, ma non per questo sono disposto a rinunciare ad esprimere talvolta il mio disappunto con un bel madonnabuhajolarottan’ulo, dovunque questa espressione sia stata coniata.

    Dico bene, oppure ho ragione? 😉

  106. Anonimo scrive:

    Boia De,

    Ai milanesi ni vo ner culo e porto dieci di resto!

    Ci mancano artre e loro..

  107. Anonimo scrive:

    Che faccia da cazza che hai!

  108. Anonimo scrive:

    Favaculopuppetopapalle e bellioro!
    Don Zauker è il mio unico credo,il mio messia, la mia stella polare, il mio guru, il più grande paladino contro l’ipocrisia imperante.
    E a Lucca sapete ve ne è a josa….
    Firmato Gimme (che tanto jimi un ni riesce di dillo guasi a nessuno;PEORI !)
    Ciao a Giulietto del Gargini Gargiulo

  109. Anonimo scrive:

    Finarmente, ora si che ragiona, dio diavolo. Basta fà comandà quelli scurreggianebbia per la lingua, riprendiamoci le nostre origini, e mandiamo ner culo quei milanesacci, che poi diciamosela tutta, sono anche redioli

  110. Anonimo scrive:

    i milanesi anna murì arraggiat’

  111. Anonimo scrive:

    allora, innanzi tutto levatevi dalla testa di levarmi dalla bocca il cazzo, che come dicono i gemboy sono peggio di cicciolina…
    Sarò Milanese, (purtroppo) però va che a Milano è la città con meno milanesi di tutta italia.
    però…
    Va bhe.. osssssennnno.. mi insegnate qualche bell’insulto in più?

  112. Anonimo scrive:

    non facciamo guerra tra poveri! la realta’ e’ che in questa italia che unisce diversi popoli , popoli che hanno lingue come il veneto o il sardo o il siculo . e’ bene che si continui e non si perda la voglia di parlare come parlavano i nostri nonni. le nostre radici, la nostra storia. l’italia e’ unita solo dal 1866 e contro la volonta’ di diverse genti. unita con plebisciti truffa e lo dico perche’ mi sono documentato e non certo nei libri che ci fa’ studiare lo stato italico . l’italia prima o poi ritornera’ divisa come era una volta e come e’ giusto che sia. io veneto nato da veneti mi sono sentito italiano solo ai mondiali di calcio. la falsita’ dei tele e giornali hanno le gambe corte. viva l’europa dei popoli. viva l’indipendenza dei popoli . all’italia non ci crede piu’ nessuno

  113. Anonimo scrive:

    vi siete dimenticati un’altra odiosissima usanza milanese o comunque lombarda, l’eliminare le ultime lettere dei verbi “fan bene… han comprato la macchina… siam proprio a posto…”.

  114. ficap scrive:

    madonna sofilobrontoputtanosaura….quante verità che sto leggendo!!!
    w i dialetti, ma ad ognuno il suo e senza rimescolanza, altrimenti c’è l’italiano!
    una volta chi andava in tv faceva scuola di dizione per non avere inflessioni di nessun tipo, ora che merdaset ha preso il sopravvento le inflessioni milanesi sono entrate nella vostra vita come cinci nel culo di cicciolina!!
    quindi le cose sono due: o spengete merdaset, o smettete di sentirvi cicciolina!!

  115. Anonimo scrive:

    Demilanesizzazione?! Io punterei ad una deromanizzazione, che in tv se non sai dire “ahò, namose, eccallà, er zabbato, ‘a borza, ” non ti ci fanno lavorare…..ma quale milanesizzazione della lingua?!…..se poi vi rode il culo che Milano è l’unica metropoli italiana (circondata da km e km di italico ghetto provinciale) è un’altro discorso…

    Ciao, bottegai!
    Actarus.

  116. Anonimo scrive:

    ank’io sostengo il movimento PIPPA ‘na SEGA!!!! In culo a Milano e ai milanesi! W la POTTA!!!!

  117. ficap scrive:

    o actarus, per me i bottegai sono il simbolo della mia città…io sono un fiero bottegaio, sono fiero di dove vivo e di come parlo, sono felice e fortunato di vivere dove vivo…ma chi cazzo ti invidia a te!!!!!
    vedi, voi milanesi pensate di essere indispensabili ed invidiati da tutti, ma te non hai capito un cazzo di questo post!
    e ora piglia la madunina e piazzatela su per il culo!

  118. Anonimo scrive:

    Ficap, non sono milanese nè invidio Milano e i milanesi. Ma è un fatto che Milano sia l’unica città italiana che si avvicina (“avvicina”, la strada è lunga; ma come diceva Montanelli “non sono milanese ma è grazie a Milano se sono quello che sono diventato…”. Il più grande giornalista italiano di sempre, anche se dirlo rode il culo sia a Peppone che a Don Camillo, per non parlare di Nani e Mortadelle varie…) all’altezza delle grandi metropoli del mondo. Il resto è provincialismo del più becero.
    Hai ragione, non ho capito nulla di questo post, visto che credo che (al di là della provocazione spiritosa, che poteva starci) a mettere in pericolo la lingua italiana siano più i romani e che i milanesi (ma che TV guardate?! Anche Mediaset ormai s’è albertosordizzata…).
    Torna al bancone va’, contradaiolo…

  119. Anonimo scrive:

    Deh, mizzica, concordo.
    Giummy

  120. ficap scrive:

    a parte il fatto che non sono contradaiolo, ma di un bel rione di parte azzurra!
    comunque sia firenze che siena in quanto ad italiano penso siano un pò superiori a tutti!
    e poi un’altra cosa, come ti ho già detto io del mio bancone ne vado fiero, sei te che dovresti tornare a rispettare chi lavora sia esso artigiano fiorentino che cummenda milanese. prima bottegaio, poi torna al bancone…. oooo ma chi cazzo pensi di essere???? pensi che citare montanelli (fiorentino) ti renda superiore ad un qualsiasi barbone sdraiato in una qualsiasi stazione a mendicare????? ripigliati ciccio e illuminaci tutti…dandoti foco!!!
    a presto minchione (mi scuso con i siculi se mi approprio di un loro termine, ma in questo caso ci stava bene)!

  121. Anonimo scrive:

    Ficap, ti sei perso l’accezione provinciale che Actarus dava a quei termini (non credo attaccasse i lavoratori in generale) e non ti rendi conto di quanto sei contraddittorio: muovi una lotta di classe contro una categoria che professa il medesimo odio per “gli altri” che professi tu (con conseguente rivendicazione di superiorità). Non è solo questione di lingua, Montanelli non credo intendesse dire che ha imparato l’italiano a Milano: un professionista non è fatto solo di verbi da coniugare, ma capisco che nel chiuso del rione si faccia fatica a capirlo.
    Al di là dell’Appennino c’è un mondo, ogni tanto dagli un’occhiata che sembri uscito dal film “Non ci resta che piangere” con Benigni e Troisi (mi scuso con i due attori se mi approprio di un loro titolo, ma in questo caso ci stava bene)!…

    Ciao, El Loco.

    p.s.: l’altro giorno ho seguito in Tv il telegiornale su una Tv di Stato e subito dopo il Marchese del Grillo su un altro canale. Ho fatto fatica a distinguerli…

  122. Fra72 scrive:

    senti caro anonimo”cummenda”milanese del cazzo .. ora t’avresti anche rotto le palle!!! Ma chi ti credi d’essere???????? I’ rione .. aldilà dell’Appennino … sai icchè c’è aldilà dell’Appennino??? Parecchia nebbia e ormai vi s’è annebbiato anche il cervello .. vi meritate quel cazzo di presidente del consiglio che avete votato e che anche oggi ha fatto la sua ennesima figura di merda con la polizia nelle scuole (ah già ma lui mica l’ha detto!!!!! è solo colpa dei comunisti!!!)
    Saluti essere superiore!!

  123. ficap scrive:

    io non mi sono perso proprio nulla, ma solamente incazzato per queste parole: “,,,Milano è l’unica metropoli italiana (circondata da km e km di italico ghetto provinciale).” e sia chiaro che milano anche io la ritengo l’unica metropoli, è tutto il resto che non considero italico ghetto provinciale!!!
    ha detto bene fra72, forse troppa nebbia vi ha inumidito il cervello!!!
    W LA FICA!

  124. Anonimo scrive:

    Veramente nemmeno io sono di Milano e non ho votato questo governo (come se un governo potesse essere votato da una sola città, poi: forza, che il primo che spara la minchiata che il Nano va sù per i voti dei tifosi milanisti vince l’orsacchiotto!…); ho scritto al di là degli Appennini ma avrei potuto dire al di là delle Alpi.
    Mi pare comunque che viviate un complesso di inferiorità, anche se con orgoglio lo negate, sennò non si spiegherebbe tanto accanimento contro i milanesi.
    Insisto e ripeto, visto che continuate a evitare di rispondere alla domanda: davvero l’influenza milanese nel parlar nazionale è per voi problema più grosso della medesima influenza romana?!
    Bye, El Loco.
    p.s.: io parlo 6 lingue e una peggio dell’altra, visto che son di sangue bastardo. Ma non è voi parliate tutti un italiano perfetto, anzi: combattete un virus favorendone un altro. Convinti voi…

  125. Anonimo scrive:

    viva la fregna e le pocce!

  126. Anonimo scrive:

    oè voi dei commenti piano ad avercela coi lombardi! siamo in parecchi che seguono don zauker e, vabbè che è milanese, ma se mediaset vi fà due coglioni così 24 ore al giorno e perchè lo psico nano l’hanno votato tutti in italia!

  127. Anonimo scrive:

    amen fratello! Sono ormai anni che provo a combattere la fastidiosissima locuzione “settimana prossima” senza articolo, in frasi tipo “ci vediamo settimana prossima”…odio.

    d.

  128. Anonimo scrive:

    Giusto! Approvo! Son con voi! Macchè pippe e pippe, un’hanno capito una sega!

  129. Anonimo scrive:

    Combattere contro la presunzione altrui di essere migliori non deriva da complesso di inferiorità (rif commento n.126) bensì dal fatto che CI SIAMO ROTTI IL CAZZO di sentire questi che vengono qui e pretendono di insegnacci anche a fa’ il cacciucco! Per quanto riguarda la telvisione, basterebbe guardalla di meno, invece di criticalla e basta, non è così difficile! O evidentemente si…
    P.S. anch’io odio “piuttosto che” o “assolutamente si” usati nel modo che va di moda… mi sa di scarsa personalità…
    Grande Vernacoliere! Siete una boccata di aria fresca!(si po’ di’?) Magenta

  130. Anonimo scrive:

    Io sono romagnolo, di Ravenna. A Milano ci sto per lavoro da quattro anni. Vorrei specificare una cosa: quello che oggi in senso comune si identifica con “parlata milanese” è in realtà un odioso strascico di pose, vezzi e cagonerìe che ha radici per lo più televisive, cosa ABERRANTE; d’altro canto, i milanesi hanno abbandonato -fatti loro il perchè- le loro tradizioni linguistiche ( e non solo) e le hanno relegate a oblio imperituro. La cura è spegnere la televisione più spesso e passare qualche serata a parlare… sembra banale, ma è l’unica ginnastica per preservare non solo il proprio vernacolo o dialetto o accento che sia… ma anche per tramandarsi saggezza, motto arguto, prontezza al dialogo e all’ascolto. Forza Ravenna abbasso Inter!!!

    Marco ’76

  131. Anonimo scrive:

    Bah!….
    Voto per la demilanizzazione del verbo italico.
    Vengo dal laterra dove nacque Andrea da Grosseto,il primo a tradurre un libro nella lingua italiana volgare e voglio che questa rimanga ITALIANA, con tutti i dialleti, cadenze e parlate che ogni regione, ma anche nel caso di alcune province, se non paesi dello stesso comune,ha.
    I Cummenda parlino con il loro intercalare nella grande milano o lombardia. Così come i campani, i sardi, i siciliani, i calabresi, i laziali e chiudo qui l’elenco perchè troppo lungo… ognuno parli il proprio “dialetto” nei propri confini regionali… fuori dai confini c’è l’itagliano e possibilmente correggiuto.
    Una cosa però vorrei dirla .. se c’è una “parlata” noiosa è il cummendese, con il loro: “lavoro, guadagno, pago, pretendo” detta con quella forma di superiorità che da molto fastidio ad orecchie abituate a sentire una lingua più calda e ricca di vocaboli anche volgari ma bellissimi.
    Detto questo, precisando che non è una diatriba contro Milano ed i suoi abitanti,vi saluto con un perentorio W La Fica ( meglio Topa ) e, se vi va, giochiamo a rava …voi mettete il buco ed io…
    Marco

  132. Anonimo scrive:

    …ma va a ciapal ndel cu! 😉
    Milan l’e’ un grand Milan!

  133. Anonimo scrive:

    Scopare non è milanese, è toscano! In milanese scopare significa spazzare in terra (con la granata, in milanese scopa.
    Freddie Freeloader