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Grande successo a Cannes:
IL CINEMA ITALIANO NON FA PIU’ CAA’!

27 maggio 2008

palma

Quest’anno la Croisette è anche tricolore. Entusiasmo, sorrisi, strette di mano, applausi come se piovesse, invece dei consueti ruti di fondo sala, scaracchi sul retro delle giacche, risatine sommesse e tastate di coglioni.

Il bilancio 2008 per il nostro cinema è davvero lusinghiero. Gomorra di Matteo Garrone e Il Divo di Paolo Sorrentino si sono aggiudicati rispettivamente il Grand Prix e il Premio della Giuria al festival di Cannes. A loro, agl’interpreti e il resto della troupe, vanno i nostri complimenti, davvero.

Tutto questo nonostante l’autorevole commentatrice Afef abbia dichiarato che i due film (ma in particolare il primo) non rendono un bel servizio all’Italia. D’altra parte, che giovamento può mai trarre il nostro triste Paese da un film che parla di Napoli senza mostrarne lo splendido golfo, la pizza, il sole e i babbà? Che giovamento potrà mai trarre il nostro sventurato Paese da un film che ne descrive il più importante uomo politico del dopoguerra come un mafioso (ma solo fino al 1980) e cinico tessitore di intrighi?

Immaginiamo già l’obiezione che il lettore medio potrà fare a questa arguta dichiarazione della bella(topa) Afef, perché in fondo l’abbiamo già sentita varie volte e da varie fonti, in questi giorni: “Ma allora sono meglio Boldi&DeSica(+massimoghini+fabiodeluigi +michellehunziker+claudiobisio) e Pieraccioni?”

No, ci dispiace ma questo è un paragone totalmente sbagliato.

I vari film di Natale non hanno mai avuto la pretesa di rappresentare il Cinema italiano. Nei loro immensi limiti e nelle loro sconfinate bassezze hanno però il pregio (ed eventualmente l’unico) di non aver mai avuto – probabilmente – la pretesa di sostituirsi o anche solo mettersi al pari livello dei vari Maestri del passato. Quel genere di film sono solo una versione se possibile più squallida, ma inutile, dei vari film con Lino Banfi, Gianfranco D’Angelo, Alvaro Vitali e Renzo Montagnani, sufficienti tuttalpiù a ispirare un bel paio di rasponi sul culo di Nadia Cassini.

Quelli che invece hanno queste pretese sono i vari Muccino, Veronesi, Ozpetek, Verdone, Amelio, D’Alatri etc…

E se tra questi ci sono anche registi validissimi, diciamolo sinceramente: HANNO ROTTO I COGLIONI!

Non ne possiamo più di storielline mediocri, riflessioni intimiste da attesa dal parrucchiere, non ne possiamo più di quarantenni infelici e frustrati (ma medio borghesi, colti e benestanti) non ne possiamo più di finocchi brillanti, sensibili e intelligenti (ma ci sarà rimasto un finocchio scemo in giro?) non ne possiamo più di storie banali di amori traditi, studenti in crisi, donne stressate, amori adolescenziali, poliziotti onesti… BASTA, CAZZO!!!

Per carità, non invochiamo mica l’esclusiva del cinema di denuncia, ci mancherebbe altro che non ci fosse una sana alternanza con la commedia, il comico e financo la stronzata melensa. Ma che un’ALTERNANZA ci sia, porca troia.

I premi di Cannes vanno anche al coraggio dei produttori che hanno avuto fiducia e investito soldi in progetti diversi e più coraggiosi, che osassero quel tanto che basta per cercare di sollevarsi dal pantano culturale in cui è precipitata l’Italia in questi ultimi anni.

Certo, è anche vero che ai francesi non è parso vero di poter premiare due film che mettono a fuoco alcuni tra i tanti difetti dell’Italia, così come qualche anno fa non gli sembrò vero poter dare risalto al film di Michael Moore che parlava male degli Stati Uniti e dell’amministrazione Bush. Però è altrettanto vero che da noi i due film non sarebbero neanche stati candidati ai telegatti, probabilmente a vantaggio di un “Don Matteo contro Belzebù” o “Carabinieri2”.

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25 Commenti

  1. maka scrive:

    io sono contro l’alternanza. niente film del cazzo di natale. mi sta sul cazzo boldi, de sica & CO.(e non sono assolutamente assimilabili ai mitici film di lino banfi). sono 20 anni che fanno sempre le stesse cose, cambiano solo il posto, un anno a cortina, un altro a new york, un altro a los angeles, un altro in culo………e basta. hanno esagerato e la mia tolleranza è finita. meno male che ogni tanto qualche regista italiano si ricorda della nostra storia e delle merdate made in italy….assivoglia a film da girare, possono fare un “enciclopedia” di film solo degli ultimi 20 anni!

  2. Anonimo scrive:

    pagurini miei vi correggo, la mafiosità di Andreotti è stata accertata (e dichiarata prescritta) fino al 1980.

    cmq verissimo tutto il resto, questa e’ la prima boccata di ossigeno per il cinema italiano (parlo sulla fiducia, non ho ancora visto nessuno dei due film) da Romanzo criminale (altro film da 10 e lode)

    Conte Ejacula

  3. paguri scrive:

    “la mafiosità di Andreotti è stata accertata (e dichiarata prescritta) fino al 1980”
    Vero.
    E già corretto. Non sia mai che si voglia incrinare la reputazione e l’onorabilità del personaggio.

  4. Anonimo scrive:

    ragazzi, la smettete di fare un post più bello dell’altro? mi sono rotto i coglioni di linkarvi ogni volta a destra e a manca!

    Davide

  5. Anonimo scrive:

    Vi siete dimenticati nel finale de “l’uomo di nomadelfia”, la nuova splendida ficscion pretaiola di rai1.

  6. ulivinico scrive:

    Parole sante. L’altro giorno la mia ragazza ha dovuto correggere Radio Siena che aveva accennato all’assoluzione di Andreotti, parlando del film. Però a radio Siena HANNO CORRETTO LA NOTIZIA!!! Grandi no?
    Ma Radio Siena non conta nulla…al TG2 invece si insegna il creazionismo:
    http://www.youtube.com/watch?v=6GpWd7nnSko

    Gli venisse un accidente…così, tanto per incontrare prima il loro padrone.

  7. ulivinico scrive:

    Ah, vi consiglio questi video girati da Piero Ricca a Genova:
    http://www.pieroricca.org/2008/05/26/genova-per-lui/

    Ci sono interviste a suorine che considerano malati gli omosessuali, altre donnine che vedono nella pioggia un segno del movimento del papa che smuove il cielo…ecc…ecc….

  8. Goldrake scrive:

    Qualche film con trama scomoda (ma scomoda per davvero, non le solite riflessioni post intimistiche citate dai Paguri) in Italia è uscito anche negl’ ultimi tempi, il fatto è che, come al solito e come tutto ciò che di interessante esce in questo disgraziato paese, viene completamente ignorato.
    Mi permetto di consigliarvi la visione dei seguenti titoli, non dei capolavori, ma sicuramente al di sopra della media, perlomeno per originalità.

    Arrivederci amore, ciao (2007, regia di Michele Soavi)
    Shooting Silvio (2007, regia di Berardo Carboni)
    Saddam (2005, regia di Max Chicco)

    Concludo con un argomento che prima o poi i Paguri spero tratteranno : l’insopportabile presenza di FICTION SUGLI SBIRRI su tutti i canali (ormai persino RAI 3 !). Basta, non ne posso più ! Tutti belli, disponibili, COLTI, preparati, gentili… Sic !

  9. paguri scrive:

    Sì, caro Goldrake, l’argomento sull’insopportabile presenza di fiction sugli sbirri (ma anche sui preti) è uno degli argomenti che ci teniamo buoni da tempo per un nuovo post.
    Così come lo stereotipo del finocchio colto, brillante, ironico, ma estremamente sensibile, pari ormai a quello del negro che balla bene.

    “Arrivederci amore, ciao” lo abbiamo visto e apprezzato come facciamo quando troviamo un film italiano che ci piace: “ACCIDENTI, NON SEMBRA NEMMENO UN FILM ITALIANO”, gli altri ci mancano.

  10. Anonimo scrive:

    Vi vorrei citare anche l’ottimo (nonostante un pò di lentezza e linearità nella regia) “Evilenko” di David Grieco del 2004 che, come leggo su wikipedia, è stato, addirittura ed incredibilmente (non essendo una stronzata paurosa),”riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 8 giugno 2001″. Con un immenso Malcolm “aranciameccanica” McDowell nella parte del serial killer.Anche questo film non sembra italiano…

    Nicco

  11. Nenè scrive:

    @ulivinico: e sai, fino a che son suore… non per giustificarle, figurati, ma ti faccio presente che una mia ex compagna di studi aveva lo stesso pensiero sugli omosessuali, ma il bello era che eravamo entrambe iscritte alla facoltà di psicologia! CHE TRISTEZZA 🙁

  12. Anonimo scrive:

    A proposito di film del cazzo. A febbraio sono andato al cinema (be’ mi soRdi) a vedere “Scusa ma ti chiamo amore” tratto d’omonimo libro di Federico Moccia (dyolofuRmini). Gran bel film non c’e’ che dire. Mancavano solo 2 cose:
    * una storia
    * degli attori in grado di recitarla.

    Sul primo punto non si puo’ certo pretendere tanto, visto da dove il film e’ tratto non e’ possibile cavar sangue dalle rape. Ma sono da notare incongruenze grandi come lontre tipo ragazzine che danno l’esame di maturita’ ed ottengono il foglio rosa a 17 anni.

    Per gli attori devo dire che confrontato con gli altri interpreti Raul Bova sembrava un mix tra Grassman (Vittorio), Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, ma piu’ espressivo. La protagonista femminile (una ragazzina il cui unico merito e’ di a)essere figa b)averla data al regista, al vice regista, agli autori, al cameraman, all’autista, al magazziniere, al portiere di cinecitta’…. ) recitava peggio della mia mano sinistra infilata in un calzino. E, come Clint Eastwood, aveva solo due espressioni “con il sigaro e senza il sigaro”.. Solo che lei il sigaro non se lo metteva in bocca.

    Scusate lo sfogo, ma sono lucchese e mi girano i coglioni per aver pure pagato per vedere questa merda.

    Marco

  13. Goldrake scrive:

    Pardon moi, Marco, permettimi una domanda : cosa ti ha spinto ad andare a vedere “Scusa ma ti chiamo amore” ? E soprattutto cosa pensavi di trovare ? Qualcosa ai livelli di Andrej Arsen’evič Tarkovskij ? Cioè, mi spiego meglio… Sei andato a vedere un film INTITOLATO “Scusa ma ti chiamo amore”…
    Se però mi risponderai “ero con un toccu de mussa (come si dice dalle mie parti) appena rimorchiato e non ho saputo dirle di no”, allora ti perdono.
    Scusa lo sfogo ! 😉

  14. Anonimo scrive:

    Esatto Goldrake, come dice il vecchio detto: “tira piu’ un pelo di topa che 100 paia di buoi”

    Marco

  15. Goldrake scrive:

    Ora va meglio 😉

  16. paguri scrive:

    Confessioni:
    Io, PaguriAlfa, per una fia mi sono sorbito un intero concerto di BIAGIO ANTONACCI, la notte dell’ultimo dell’anno!!
    Unico alibi: era gratis!

  17. Goldrake scrive:

    C’è un limite a tutto, caro PaguriAlfa, c’è un limite a tutto… E un concerto di BIAGIO ANTONACCI è ben oltre ogni limite ! Ecchecazz !

  18. maka scrive:

    No, PaguroAlfa, non ci sono alibi neanche per una topa da competizione.

  19. Nenè scrive:

    Da donna elogio il gesto di PaguriAlfa.

  20. grisson scrive:

    Forse la cara Afef ha paura che si faccia un fil di denuncia sul suo caro Tronchetto?

    Sulle sue speculazioni inculate ai piccoli azionisti allo stato al crollo di una delle piu’ grandi e socialmente avanzate aziende italiane l’Olivetti?

    Ma io faccio così per dire

    Adie

  21. kcjones scrive:

    da uomo dico, se ti sei beccato biagiantonacci, e:

    1) te l’ha data ma non valeva la pena;
    2) te l’ha fatta solo annusare da lontano.

    l’hai avuta.

  22. Anonimo scrive:

    bravi! ciavete ragione!!!

    vogliamo firmis che osano di più e il ritorno di BudSpencer! Clonatelo!

  23. Anonimo scrive:

    Consiglio il recentissimo “Non pensarci” di Gianni Zanasi. Una gran figata di film. Italianissimo, divertente, rock. Una vera perla.

  24. Anonimo scrive:

    Se facessero + film sulla topa, sarebbe meglio… ora la gente pensa solo alle storielle d’amore del cazzo, il calcio di merda e altra roba… Bisogna pensà di + alla potta!!!!! vedrai che poi le guerre nn ci sono +…

  25. Anonimo scrive:

    Guagliù avete dimenticato “Biutifùl cauntri”, documentario indipendente sulla munnezza della Campania…
    Vincenzo