« | Home | »

Coccodrillo

Fabio Fazio

17 ottobre 2008

fabbiofasio

Che tempo farà, lassù, eh Fabio?

Chissà. Noi preferiamo immaginarti così, sospeso fra un sereno variabile e venti deboli da nord-ovest. Con un sole splendente, ma addensamenti sui rilievi, leggera foschia ma ampie schiarite nelle ore pomeridiane.

Un clima che rispecchi la tua complessa personalità, costantemente sospesa fra una composta piaggeria e un sempre lieve perbenismo, conditi da un’ironia un po’ ruffiana ma nel segno comunque di una deliziosa supponenza. Un po’ come il partito che ti onoravi di servire fedelmente e che, in cambio, ti ha garantito anni e anni di visibilità (da alcuni anche non richiesta).

Questo era il tuo stile, Fabio. Uno stile per una classe di sinistra emancipata e moderna, che non demonizza l’avversario ma anzi ne riconosce i meriti, ne apprezza l’acume e ne corteggia il pensiero. Perché, comunque, non si sa mai.

Questo comunque non ti ha mai limitato nella tua incontenibile verve: ricordiamo con entusiasmo i simpaticissimi siparietti con Luciana Littizzetto, quando a fatica la arginavi nel tentativo di impedirle di pronunciare oscene volgarità tipo “cerume”, “buonprò”, “forfora” o “dita dei piedi”. Perché l’umorismo è indispensabile, certo, purché nel rispetto dell’educazione. E in questo, Fabio, non hai mai fallito.

Hai resistito alla tentazione di inseguire il facile successo dei telequiz o dei giochi dei pacchi; non ti sei mai venduto alle facilonerie del nazional-popolare, per poterti vendere meglio al Gruppo Editoriale l’Espresso S.p.A., che ti ha conferito la carica di alfiere di una sinistra non più da tinello, ma finalmente da salotto (se non addirittura soggiorno vista mare).

Questa sinistra che hai sempre portato con te, nel cuore. Una sinistra fatta di piccole cose, del nostro comune vivere quotidiano: l’ascolto di un cd di Fossati, la consultazione della guida vini di Repubblica, la visione di un film di Virzì, una colazione con Eugenio Scalfari, l’ascolto alla radio di Vittorio Zucconi e un vernissage in compagnia di Michele Serra.

Un’idea di sinistra che hai avallato e contribuito a diffondere, difendendola come l’immagine di una società migliore, ma soprattutto più educata.

Un’idea di sinistra che, ci auguriamo, ti raggiunga al più presto.

Share