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Coccodrillo

Giovanni Masotti

11 gennaio 2009

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No, non è vero.

Non è vero che la gente non ti ha amato, o Giovanni. Qualche impudente ti ha definito come il peggior giornalista di un telegiornale già di per sé farsesco e vergognoso come il TG2, ma si è trattato sicuramente di qualche gruppuscolo di facinorosi estremisti pallosi capelloni fissati con l’informazione a tutti i costi, invidiosi del fatto che te eri corrispondente da Londra e loro invece magari benzinai a Induno Bisuschio.

C’è ancora tanta malafede in giro, caro Giovanni.

Per fortuna non bastano servizi di stramerda a cadenza quotidiana sulle edizioni pomeridiana e serotina del TG2, per farsi odiare dalla maggior parte del pubblico.

Non basta rappresentare un autentico furto del già poco tempo che il suddetto TG concede ai fatti più importanti che accadono nel pianeta; né quello dei soldi che ti venivano corrisposti per raccontarci della pensionata del Minchiashire che aveva perso il gattino.

Non basta raccontarci per filo e per segno le più infime troiate dei Reali d’Inghilterra, incurante del fatto che dei Reali d’Inghilterra – come di quelli di qualsiasi altro Paese – ai cittadini italiani gl’importa una grandissima sega.

Non basta un tono di voce al ralenti con incorporato effetto sonoro d’onda a triangolo, forse poco adatto al ruolo di corrispondente dall’estero ma efficacissimo per lo scivolamento della borsa dei coglioni sulle mattonelle del tinello; né il commentino finale a mo’ di morale delle favole d’Esopo.

Non basta neppure l’aria da canaccio bastonato prima d’essere macerato dal pulmino dei bimbi ciechi, né l’improbabile ciuffo da far schiattare d’invidia Silvan e Valentino in una botta sola o il fularino vezzosetto della zia morta.

Non bastano queste cose, caro Giovanni, e difatti il tuo pubblico ha continuato ad appoggiarti perché tu perseverassi nella tua missione, e ti ha sempre seguito con affetto.

Speriamo lo faccia anche in quest’occasione.

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