« | Home | »

Ancora dal M.o Sardelli

26 aprile 2009

ora-religione

Caro Amyco mia,

non ti sarà certo sfuggita la simpatica notizia. Il Papa ha affermato che
«L’insegnamento della religione cattolica contribuisce ad una sana laicità».

Un po’ come dire che la ritenzione urinaria fa pisciare o che la vernice rossa tinge di verde.

Il Papa Elegante ha altresì aggiunto che
«l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti»,

quando invece ciascuno potrà rammentare almeno dieci episodi della sua esperienza scolastica in cui il prete o l’insegnante di religione è stato preso a ruti e pernacchie, mentre nella mente di qualsiasi studente l’ora di religione è sempre inequivocabilmente equivalsa all’ora per fare casino, l’ora per non fare un cazzo o i compiti per le altre materie importanti, oppure l’ora della rottura di coglioni persa ad ascoltare le baggianate di qualche prete ignorante.

Ma bisogna ricordare che il Vicario di Cristo è infallibile anche quando nega la logica o racconta cazzate.
Percristo-concristo-incristo,
Tuo

Federico

***

Pubblichiamo questa missiva nella sua integrità, solo per dovere di cronaca e per l’amicizia e la stima che ci legano al Maestro.

Ed è proprio in forza di questi sentimenti che ci permettiamo di correggere quanto dice, e lo facciamo pubblicamente, non per superbia ma piuttosto per dare il via ad un dibattito che potrebbe arricchirci tutti quanti.

Il Papa ha ragione, quando afferma che: «l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti».

Dai felici giorni dell’ITI ricordo che, pochi giorni prima degli scrutini, il mio insegnante di religione cercò di convincere noi giovani svagati dalla primavera, dalle seghe e dall’odor di topa (poca, all’ ITI, e per questo più preziosa e anelata) ad una maggiore attenzione ai misteri del Wonderful Cristo-Re, con queste precise parole: “Sì, ridete, ridete… ma tanto in sede di giudizio, il mio voto conta come quello di qualsiasi altro professore, sapete?”

I fatti – purtroppo – gli hanno dato ragione.

E la mi’ mamma ci piange ancora.

Il dibattito è aperto.

Share

Tag: , , ,

30 Commenti

  1. Capitan Lkl scrive:

    Già, figure umanitarie di indiscusso prestigio.
    La mia esperienza in merito contempla i seguenti individui:
    1) un tipo unto e bisunto che sparava balle a raffica (“ho la Lamborghini”, poi veniva a scuola con una Simca o equivalente) e il cui concetto di insegnamento della religione stava nel far imparare a memoria i titoli dei libri biblici;
    2) un prete (poi spostato altrove, come è usanza) che “regalava” telefonini in cambio di certi favori, quando i telefonini costavano miliardi dei nuovi euro;
    3) una tizia che spiegava la paginetta del libro, con la vivacità di un automa;
    4) uno che si millantava cintura di judo: memorabile fu il giorno in cui sfidò gli allievi e venne sbattuto a terra, in classe, dal primo della lista.

    Forse Frainteso II non aveva torto, nel suo intervento: con questi esempi umani, come si fa a non dirigersi verso una sana laicità?

  2. Anonimo scrive:

    Questi sono i post che rendono donzuker.it uno dei siti migliori della rete!

  3. Anonimo scrive:

    Doverosa premessa: son reduce da elementari dalle suore, ottimo modo per crescere i figli o ferocemente atei o ferocemente ottusi; nella mia classe d’allora ci spartimmo ahimé verso netta maggioranza della seconda classe, ma vabbè; sorvolo su messe a iosa e maestra, pur laica, che oltre a dar versioni moooooolto di parte di tutto aveva pure belle uscite sull’inferiorità dei negri, senza contare l’omofobia che in una scuola elementare io manco vedrei remotamente motivata, ma vabbè…

    Dunque, devo dire che alle medie ho avuto buon prof di religione; laureato in filosofia e persona molto colta, spesso difficile da seguire, ha dalla sua tra tutti il maggior pregio possibile per il suo ruolo: non ha praticamente MAI parlato di religione e quando l’ha fatto aveva pure posizioni assai discordanti, infatti si raccomandò pure che non ne parlassi a catechismo (perché allora lo frequentavo), temendo di perdere il lavoro.

    Al liceo della mia città c’era scafatissima maialona che a tutt’oggi è topa pipabilissima, sempre minigonne e calze a rete, per altro pure ragazza madre: come non sia stata radiata è grande miracolo a cui penso han dedicato molte cappelle; leggenda mooolto diffusa era che in quinta scegliesse dei maggiorenni favoriti per “lezioni dedicate”, io cmq cambiai scuola e non ne seppi mai niente di preciso, se non che pare si fosse pipata pure docente sposato…

    Al triennio niente religione, dissi ai miei di firmare altrimenti imprecavo tutta l’ora e, vista anche la mia costante collezione di rapporti, note e pure pregiata sospensione, mi accontentarono abbastanza velocemente, non senza vari mugugni che poi m’avrebbero abbassato il voto, perché “religione devi far vedere che la fai”; notasi che i miei genitori erano entrambi insegnanti e che la mia media si alzò parecchio nel triennio…

    Devo dire due parole anche su questa donna le cui lezioni mai seguii: zittellona che andava verso i 50, penso fosse parecchio disturbata o almeno si dava molto da fare a farlo credere, fors’anche perché, visto che con religione NON porti un programma all’esame (eh, cara Gelmini che la poni come materia sopra le altre), questa si faceva SEI e dico SEI mesi buoni di malattia ogni anno…

  4. irlandese incazzato scrive:

    un solo episodio indimenticabile: medie inferiori mia madre che va a parlare con l’insegnante di religione dicendogli “guardi mio figlio farà religione questi tre anni perchè voglio che conosca la fede e che poi decida da solo se vuole o non vuole credere dato che in famiglia non siamo credenti” docente che gli risponde una cosa tipo “bhe nessuno è perfetto vedremo di salvare almeno suo figlio..” hanno praticamente dovuto tirare via mia madre che cercava di strangolarla…accompagnando i gesti con frasi che posso immaginare della serie te lo faccio incontrare io dio!

    per sottolineare il livello di questa docente vi dico solo che mi aveva argomentato bisogna credere nella chiesa cattolica perchè è la religione più antica del mondo e quella che è durata di più nella storia… al che la risposta non può essere altro che un Ruto da 6 punti su scala mercalli.

  5. vinicio scrive:

    Io devo dar ragione a coso lì, il prete che ci faceva religione alle superiori ci fece comprare il libro (!) e ci interrogava.. e i 4 fioccavano.. ma il bello era che il libro di testo era un agile testo ad usum delphini sulla storia delle religioni, non sulla religione cattolica.
    Per continuare con la sua opera ci portò pure a vedere film tipo “La via Lattea” di Bunuel.
    I neuroni giravano a mille nelle nostre testoline, se volevi fottertene della religione dovevi impegnarti… dovevi capire, dovevi sapere.
    Ma son casi oltremodo rari.

  6. Anonimo scrive:

    Sono uno studente della 4^ liceo scientifico. Sono ateo, ma nonostante tutto frequento l’ora di religione. Perché? L’insegnate di religione che ho non un prete ma comunque appartenente al cattolicesimo, non gestisce le sue lezioni come un’ora in cui insegnare la religione cattolica ma come un’ora in cui consente agli alunni di instaurare un dibattito (siamo una classe molto partecipativa) su temi solitamente d’attualità (l’ultimo dei quali era la bioetica) in modo che possano confrontarsi tutte le correnti di pensiero (atei. siamo in 4 in classe, cristiani convinti (la maggior parte) e cristiani “riformisti” (a cui non vanno giù le politiche della chiesa e la gerarchia)). Inoltre ogni tanto invita esterni in classe a parlarci di argomenti come lo sviluppo sostenibile, la struttura delle ONG (con partecipazione anche di un membro dell’ONU come confronto) ecc ecc.

    Beh, visti i commenti precedenti devo ritenermi fortunato 😀

  7. Anonimo scrive:

    Il voto del prof di religione vale come quello di ogni altro, ciò è verissimo e ha savato il culo a un sacco di gente che conosco ,me inclusa ,al momemto degli scrutini.
    Per quanto riguarda l’insegnante , ho avuto diverse esperienze, da una pazza furiosa che alle medie ci faceva fare verifiche su verifiche a un prete al liceo che parlava con noi dei nostri problemi sia nella scuola che nella vita.
    L’ora di religione secondo me può essere un momento davvero importante se si rinunciasse a voler indottrinare i ragazzi e si parlasse con loro dei loro problemi.Forse , e dico forse , non si sentirebbero tutte quelle notizie racapriccianti al telegiornale dove i ragazzi , anche molto giovani, stuprano uccidono o danno fuoco a un’uomo indifeso.

    L.T.

  8. andre_ scrive:

    @ anonima 7 (L.T.)
    Cerchiamo di non fare del grandissimo qualunquismo, per favore.
    A me sinceramente fa più paura che uno che deve rispondere solo alla sua curia (perchè l’insegnante di religione non vince un concorso come tutti gli altri, ricordiamocene!) “parli dei problemi dei ragazzi”.
    È una cosa estremamente più subdola del “semplice” tentativo di indottrinamento.
    Perchè un insegnante di religione di vedute un po’ meno ristrette della massa degli altri è piuttosto raro, ed anche in quel caso ha comunque sempre e solo una visione di parte.
    Non può che essere così visto il ruolo che ricopre e la carriera che si è scelto.

    Quello si sarebbe un indottrinamento bello e buono (e pure più efficace).

    Sicuramente se ci fossero più insegnanti di religione di quel tipo non leggeremmo sui media di tanti ragazzi che stuprano ed uccidono persone indifese.
    Nota bene, non ho detto che ce ne sarebbero meno.
    a_

  9. rotellaro scrive:

    Ah i ricordi delle superiori.
    Ricordo quanta soddisfazione mi riempì quando riuscì a convincere i miei i genitori cattolici che la vita era mia e che avevo pieno diritto a non fare l’ora di religione.

    E ricordo quando, una volta a scuola, mi accorsi che ero l’unico in tutta la scola ad aver fatto tale scelta.

    E ogni volta che uscivo fuori dall’aula a non fare un cazzo (non che dentro facessero qualcosa, ma almeno io ero libero di andare al cesso a spararmi un raspone a due mani) puntualmente il bidello mi chiedeva “ma che ssi’? evangelista?”

  10. mga scrive:

    Al contrario di molti alle medie ed alle superiori ho avuto come insegnanti una ragazza ed una signora molto valide, che non parlavano mai di religione ma che instauravano dibattiti sull’attualità.
    In particolare mi ricordo alle superiori, in cui tutti parlavano tranquillamente, io lanciavo una provocazione (pesante) gratuita ed il tutto esplodeva con incazzature da parte di tanti, fino quasi alle offese ed alle minacce. Nel frattempo io me la ridevo a vedere gli altri sfavati e lei, che aveva capito, rideva sotto sotto con me.
    Due bei tipi, non c’è che dire…

  11. Bonats scrive:

    E pensare che proprio ieri mi sono rivisto tal film di Bellocchio, doppiato in Polacco su Tvp Polonia Kultura!
    Prosim Prosim…

    vi è andata bene che non vi hanno cannato all’unanimità dei profz, allora… caso più unico che raro, nell’universo mondo.

  12. Bonats scrive:

    Nota bene: il sottoscritto è stato cannato in quarta liceo, con l’unaminità dei docenti.
    Ma religione già non la facevo da un pezzo…

  13. Kaiser76 scrive:

    Io ho subito la scelta impoa dell’asilo presso le suore del paesello ove mi han portato a vivere,francamente già da lì il germe della negazione ha emesso il primo vagito ,poi la catechesi sino alla comunione senza arrivare alla cresima e preti anco di colore a scuola a incensare il nulla.

    Sul lavoro peggio dovendo fare la manutenzione nelle chiese e presso la diocesi ove i pargoli si fanno appogiare il verbo fatto carne e il metodo OVO.

    Io continuo a gastimare le schiere dei santi Coso incluso !

  14. santrine scrive:

    Premesso che il M.o ha ingiustificatamente omesso tutte le altre ugualmente valide preposizioni (i.e. sucristo-dacristo-fracristo etc.), vorrei far notare che in molti paesi in cui non si passa inutilmente per anni un’ora alla settimana a non fare un cazzonulla (in aula o fuori poco iNporta), ai ragazzini ci iNparano almeno un’altra lingua straniera. Che sommata a zero, fa almeno 1.
    Se parlare tuttinZieme in classe dei poBblemi di noi ggiovani, come si fa adesso, porta ad avere montagne di pregiudicati nei posti chiave del paese, forse non serve a un cazzo, no?

  15. Lypsak scrive:

    Io testimonio di aver avuto culo, in questo senso. Per un anno, alle superiori, ho avuto un prof. di religione ventiseienne molto intelligente, preparato e pronto agli assalti pseudo-erotici e/o spiritualmente provocatori di un’intera classe di ragazze assatanate. Lo ricordo ancora con estremo piacere.

  16. Anonimo scrive:

    Mi è andata male…alle medie 1 prete e poi una suora per 2 anni…Liceo 1 prete per 2 anni e un alico imbecille che pubblicava libri sulla vita di una santo locale ma che in compenso non ci faceva fare un cazzo, salvo talvolta cercare di instaurare un dialogo sui “probbblemi dei ggiovani” ma non gli davamo retta e continuavamo a fare i compiti per le materie successive. la sfiga però volle che al trienni un prete me lo ritrovai come prof di filosofia e lo studio della filosofia per lui non era altro che la rilettura delle teorie dei vari filosofi sotto chiave religiosa (non so perchè ma Marx non venne mai spiegato…strano)….
    La cosa che però mi fa incazzare a bestia è che si butta una intera ora a settimana con un tizio che è assunto A TEMPO INDETERMINATO su nomina del vescovo che di fatto lo gestisce come una marionetta soprattutto al di fuori dell’orario di lavoro (per la serie: io ti ho dato lo stipendio, io te lo tolgo se non ubbidisci alle mie richieste, perciò lavami la macchina…) e poi non si ha un 1/4 d’ora per insegnare a queste giovani bestie un minimo di educazione civica, compreso un pò di diritto costituzionale che dovrebbe servire loro a fargli capire come si stà al mondo e perchè le tasse le dovrebbero pagare tutti, e perchè non si può fare come cazzo ci pare ma la ns libertà incontra dei limiti, e che tutto sommato abbiamo anche dei diritti di cui pretendere il rispetto…questo si che mi incazzare…
    Nemo

  17. McLaud scrive:

    Ah, quanti beati ricordi mi suscitano le ore di religione!

    Premesso che quanto conosco di religione è frutto di mie letture (e ciò è profondamente disapprovato – anche se non più vietato – dalla chiesa cattolica®), ho attraversato diverse fasi nei miei rapporti con il mistico.

    Sintetizzando all’estremo, ho subito il catechismo da parte di soggetti che, sfruttando la naturale credulità e suggestionabilità dei bambini, cercavano di plagiare me e gli altri spacciando per fatti realmente accaduti aneddoti carichi della più bieca superstizione e menzogna. A titolo di puro esempio (considerata anche la sua grande attualità), citerò quello dei due fratelli, uno dei quali religioso e l’altro miscredente. Ogni notte il primo recitava una preghiera prima di dormire, mentre l’altro si abbandonava al suo bestiale sonno senza aver rivolto l’ultimo pensiero al sommo.
    Cosicché, quando una notte si verificò un terremoto, il credente si salvò ed il senza dio restituì l’animaccia (ottenuta in comodato gratuito con l’allacciamento ADSL a banda larga) al creatore.

    Cosa ci insegna questa bella lezione? Che chi vive ha poco da gioire, perché arriva Berlusconi a zompare sul cadavere del fratello sepolto sotto le macerie e poi gli costruisce una bella baracc..ehm, NEW TOWN.

    Divagazioni a parte, sono sopravvissuto a quest’odioso indottrinamento e sono approdato alle superiori ormai già traviato e smarrito per il gregge (dato il mio smisurato ego, peraltro, l’essere considerato pecora m’è sempre andato di traverso).
    Dopo la fugace apparizione di un sacerdote giovane, affabile e piacente (e perciò bersaglio delle attenzioni paraerotiche di tutte le giovini, come Lypsak ha già descritto), che prontamente è stato allontanato dalla diocesi, per il resto è riemersa un’antica insegnante del catechismo.

    Inutile dire che, essendo l’idiozia del soggetto in questione approssimata per difetto all’infinito, tutta la classe – non più composta di manipolabili fanciulli – si è impegnata a renderle ogni lezione un inferno (ops! ho detto inferno?…volevo dire una tortura). Ricordo specialmente quando mi feci trovare incappucciato in cattedra con un idolo di Quelo in mano, cercando di convertirla; e come dimenticarmi di quando abbassammo tutte le saracinesche ed all’ingresso della pia prof. ululammo congiuntamente invocazioni sataniche?

    Scappò ad altissima velocità.

    Due osservazioni in coda: 1) diffido dei “dibattiti” in cui, come notava giustamente Santrine, si parla “tuttinZieme in classe dei poBblemi di noi ggiovani”. Spesso il docente cerca di pilotarli o, comunque, di “suggerire” subdolamente come soluzione (e senza ulteriore contraddittorio) quanto afferma il magistero della chiesa cattolica®.

    2) @ Nemo: nella costituzione c’è un po’ meno e un po’ più di quello che si pensa e forse è proprio giusto che sia così. C’è un po’ meno, perché non sono definiti minuziosamente i doveri ed i limiti delle libertà di ciascuno. C’è un po’ di più, perché i principi ed i diritti che descrive hanno una portata molto ampia, anche se alle volte indefinita. Proprio per questo sono d’accordo con te: si dovrebbe conoscerla meglio per capire quanto è importante non muovere una virgola di quelle norme, che ben potrebbero fondare la coscienza laica del nostro stato.

    Ad ogni modo, due norme sono spesso sottaciute nella discussione sulla scuola: i commi 1 e 3 dell’art. 35 Cost.

    – “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, checché ne dica la chiesa, quindi.

    – “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”: lo stato non dovrebbe sganciare una lira, ma qualche laido costituzionalista si è spinto a sostenere con un discutibilissimo equilibrismo argomentativo che il divieto vale solo per la fase della creazione delle scuole e non per la loro gestione corrente. Altri ancora hanno affermato che “senza oneri” significhi “senza spese” e che, perciò, i privilegi fiscali (esenzioni, detrazioni, deduzioni…) siano leciti, con un trucco logico degno più d’un prestigiatore che non d’un giurista.

    Purtroppo, un fiume di soldi (sotto forma di sovvenzionamento diretto o di risparmio di spesa) giunge copioso nelle casse delle scuole private (e “private”, in Italia, significa “cattoliche”); e se i democristiani erano riusciti a tenere a bada i loro polli, oggi destra e sinistra fanno a gara a chi offre di più alla scuola privata…e ad affossare sempre più quella pubblica.

    A loro non posso che augurare che il verbo si faccia carne nella carne dei loro figli in una scuola privata.

    Verbosissimamente vostro.

  18. torollo scrive:

    NO non è vero che la setta degli insegnanti di religione è costituita da disadattati, io per esempio, che, tra l’altro, come tutti gli elementi socialmente deplorevoli ho fatto l’ITI, ho conosciuto delle vere e proprie perle di saggezza: tipo un anno ci toccò come insegnante di religione un tronco di potta, e come ben rammentava il paguro, la scarsità e la fame portò incredibilmente quell’anno a riempire la classe anche da parte di quelli che religione non la facevano. l’anno successivo poi per le prime tre settimane avemmo un tipo che ci portava tutte le volte nel piazzale a discutere di vespe truccate e a fumar cicchini, e alla domanda su come mai fumasse le STOP senza filtro lui rispose che fumare una sigaretta col filtro equivale a caricare col guanto, c’è molto meno gusto. Inspiegabilmente gli altri insegnanti di religione fecero pressioni affinchè fosse allontanato……….

  19. Anonimo scrive:

    Il mio prof di religione millantava di essere membro dell’accademia dei lincei. Dopo il V ginnasio a seguire le sue lezioni sono rimasti solo in 4.

  20. segolas scrive:

    Smisi di “avvalermi” all’insaputa di mia mamma in seconda liceo.

    Come alternativa scelsi quella cosa che dice che sarei dovuto andare a studiare da qualche parte.

    Ah! quante partite di briscola con i bidelli! (bIdelli, non bUdelli, purtroppo)

  21. Anonimo scrive:

    http://www.corriere.it/spettacoli/09_aprile_27/cappelli_flop_bellissima_bagaglino_b5eeec20-32fa-11de-b34f-00144f02aabc.shtml?fr=plgol0

    poretti, mi fanno pena…certo Paguri dovresti imparà da questi PROFESSIONISTI della SATIRA! Praticamente era una accozzaglia di TETTE e KULI messi li random (ndr: anke un travone)

    la meglio cosa è la frase finale di pingitore:
    “Accet­tiamo l’Auditel ma allora non ci spieghiamo perché il pubbli­co in sala rideva dall’inizio al­la fine”

    sono veramente dei BELIEVER, l’importante e crederci! LOL

    memetz

  22. McLaud scrive:

    @ assolutamentevero: non puoi mica credere sempre a quello che scrive certa stampa bolscevica!

    In Abruzzo è tutto un gioire e festeggiare: come arriverà il papa, finalmente potranno fargli un culo così!

  23. Anonimo scrive:

    @anonimo 24

    Il giornalista del Corriere è un affezionato del bagaglino:

    Leo Gullotta che, impe­gnato a teatro, aveva dato for­feit.

  24. Anonimo scrive:

    Il Corriere Online del 28 aprile ha come primo titolo “Benedetto XVI tra le macerie”…
    Lo so che non si parlava di S.Pietro, ma il solo leggere queste righe mi ha regalato un minuto di serenità…
    Con immutata stima
    Babbu

  25. Anonimo scrive:

    su una cosa pero’ il pope ha ragione:
    quanto piu’ ho studiato religione, e piu’ l’ho odiata…

  26. Anonimo scrive:

    ergo: «L’insegnamento della religione cattolica contribuisce ad una sana laicità»

  27. Anonimo scrive:

    Sono d’accordo. Visti gli insegnanti e gli argomenti trattati, l’ora di religione a scuola è controproducente…speriamo che non se ne accorgano…