Archivio di giugno 2009

Les jeux sont quasi faits.

29 giugno 2009

10 col Les jeux sont quasi faits.

“Addio, stand, dove l’animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.”

E se non si permette il Signore, di turbare la vostra gioia, come potremmo noi, umili suoi servi, rompervi i coglioni non rispettando il Suo volere?

Eh sì, infatti da dicembre 2008 stiamo lavorando ad una storia inedita di 46 pagine, da stampare in un albo in carta patinata e con copertina cartonata, da presentare a Lucca Comics 2009.

E’ un progetto che covavamo da tempo, convinti che l’autoproduzione sia non solo una delle poche realtà che offrano cosine interessanti e non omologate, ma anche l’unico modo per scavalcare la merdosissima categoria dei distributori – ormai principale cancro dell’editoria – e operare in totale libertà.

Il clima da sereno ritorno all’anno Mille ci ha fatto partorire una storiellina davvero rispettosa e di buon gusto (già da tempo la nostra cifra identificativa) e orientata verso una critica matura e costruttiva all’indirizzo della facile credulità di tanti fedeli.

Alla fine è un bel progetto, e con questo non ci riferiamo al solo albo (che a nostro dire, sta venendo BENISSIMO) ma all’intera iniziativa, viva, stimolante, condivisa; e dipenderà anche da voi se avrà un séguito o rimarrà un’esperienza isolata (trad.: FRUGATEVI).

Per rispondere velocemente alle vostre domande sul post precedente:

  1. Non c’è nessun contrasto o dissapore fra i Paguri e la redazione del Vernacoliere (almeno non tale da giustificare un nostro abbandono) però, quest’anno, a Lucca Comics abbandoneremo lo stand del Vernacoliere per posare i nostri vellutati culi su uno stand tutto nostro. La saltuarietà degli episodi di DZ degli ultimi mesi (e anche dei prossimi) non è dovuta a censure, scazzi o chissà che, bensì a semplice mancanza di tempo. Cogliamo anzi l’occasione per comunicarvi che nel numero del Vernacoliere in uscita venerdì 3 luglio non solo ci sarà Don Zauker, ma nell’episodio – una cocente storia d’amore – si svelerà l’ORIGINE DI UNO DEI SUOI TATUAGGI.
  2. Tutti quelli che non potranno venire a Lucca Comics potranno richiedere l’albo sul sito, come per le magliette, che sono servite e servono ancora a finanziare l’intero progetto. Oppure venire ad altre fiere a cui parteciperemo, dandone anticipato avviso qui sul sito.
  3. Non stiamo preparando un mensile tutto dedicato a DZ perché purtroppo a Paguri 1 non sono ancora cresciute altre 16 mani destre e perché nessuno ce lo finanzierebbe, ma solo un albo, il primo di una possibile serie.
  4. E’ probabile che le spoglie di S.Paolo non siano autentiche. Si indaga nel giro della prostituzione maschile.
  5. Michael Jackson è morto, il nostro Caro Premier no.

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Autarchia.

25 giugno 2009

dz intarsiatore1 Autarchia.

Driiiiin…

Driiiiin…

Driiiiin…

- Sì, parlo con la Tipografia (xxx)?

- Sì, buongiorno, la chiamo per chiederle un preventivo.

- Sarebbe un albo a fumetti di 46 pagine, formato 21,5 X 28,5, su carta patinata lucida.

- No, l’interno è in bianco e nero, con toni di grigio.

- Copertina a colori, sì.

- Guardi, mi metta anche l’opzione cartonata.

- Le copie? mah, facciamo sulle 2000.

- No, nessuna urgenza. Nel caso serve per fine ottobre. Sa, Lucca Comics…

- Sì, esatto. Ok.

- Grazie a lei, arrivederci.

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ESPIAZIONE

22 giugno 2009

montepulciano ESPIAZIONE

Il vero livornese, da maggio a ottobre e a qualsiasi latitudine si trovi, va sempre in giro in ciabatte e bermuda.

Questa premessa è necessaria per giustificare i moccoli che si sono uditi durante lo scorso fine settimana, in giro per le colline tra Montepulciano, Pienza e S. Quirico d’Orcia, con 10 gradi scarsi e la pioggia battente.

Comunque lo spettacolo è andato bene, la sala polivalente ex-macelli, al contrario da quello che poteva fare pensare dal nome veramente di merda, era in realtà il luogo bellissimo (il migliore dove siamo stati, dopo S. Romano a Lucca) che potete vedere sopra e i ragazzi dell’organizzazione sono stati davvero gentili, anche se tutti maschi dotati di fava.

Tra gli spettatori del DZTS di Montepulciano c’è stato anche un prete, che dopo circa mezz’ora ha abbandonato la sala protestando contro gli organizzatori, con parole che più o meno suonavano così: “E’ uno schifo! E’ un’indecenza! Queste cose non si possono vedere!”

Sicuramente faceva riferimento all’immagine seguente, dove si vede il Sommo Pontefice, in guisa di novella Marylin, con le gonnelle sollevate dal vento della metropolitana.

metro ESPIAZIONE

Anche se non dipende certo da noi il fatto che un uomo della sua età se ne vada in giro vestito a quel modo, ci siamo sentiti lo stesso in colpa per aver mostrato l’immagine.

Consci del grave atto di cui ci siamo resi responsabili, domenica ci siamo recati in una pieve del XI sec. a S. Quirico d’Orcia per mondare i nostri peccati e invocare il perdono della Beata Vergine. Sfiancati dal lungo pellegrinaggio, ci siamo fermati per rifocillarci in un’osteria locale, dove abbiamo consumato un pasto leggero e frugale, giusto per trovare le forze utili ad arrivare alla chiesetta, che era lì a 20 metri.

Tre ore dopo, giunti nel luogo di preghiera, ci siamo commossi leggendo i pizzini con i ringraziamenti e le invocazioni che i visitatori indirizzavano alla Regina Coeli e, tormentati dai sensi di colpa (e dai bruciori di stomaco) abbiamo voluto arricchire la bacheca con la nostra personale invocazione.

bacheca ESPIAZIONE

dettaglio bacheca ESPIAZIONE

Naturalmente la Mater Christi (nonché la Uxor Giuseppi, non dimentichiamolo) ha fatto il miracolo e, verso sera, siamo riusciti finalmente a digerire gli affettati, gl’insaccati, i diversi tipi di pecorino, i crostini, i pici, i ravioli, il vino, il pane, il dolce e il caffè.

Sempre sia lodata, dunque, la Virgo Fidelis che, ancora una volta vince sulla Citrosodina  e sull’ Effervescente Galeffi.

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Budelli.

21 giugno 2009

budelle Budelli.

Tornati a casa dopo due giorni di assoluto distacco dalla realtà, il Maestro Federico Marusca Sardelli ci ha aggiornato su un bell’avvenimento, sui cui ha espresso un pensiero che ci pregiamo riportare qui di séguito.

Il resoconto (imperdibile) della trasferta a Montepulciano lo posteremo nei prossimi giorni.

«Il Papa ha pregato per qualche minuto dinanzi a un reliquiario che contiene tutti i frammenti del muscolo cardiaco di Padre pio trovati tra i resti del corpo quando il 2 marzo 2008, fu aperta la triplice bara di metallo, legno e zinco contenente le spoglie del santo».
Corriere della Sera, 21 giugno 2009

Ecco qua una bella notizia fatta per allargare il cuore ai fedeli e spezzarlo agli increduli. In verità, lo spezza anche ai santi, perché la Chiesa Cattolica non sa resistere, a distanza di secoli dal Medioevo, al piacere di mettere le mani sui cadaveri per farli a pezzi e vedere un po’ come son fatti i santi dal dentro. Lodevole intento scientifico, non c’è dubbio, tantopiù se i brandelli vengono poi conservati con cura in vasi tempestati d’oro e fatti oggetto di una idolatria tanto sacrilega quanto ripugnante. Una macelleria così minuziosa si riscontra solo nella moderna pratica dell’autopsia, che serve però ad illuminare le cause delle patologie e far progredire la conoscenza. I fratacchioni di S. Giovanni Rotondo l’hanno invece praticata nel 2008 per tener vivi quegli istinti tribali che la maturità umana non ha saputo ancora sopire: l’attrazione morbosa per la morte, il sangue, la corruzione dei corpi. Ma bisogna anche riconoscergli un grande talento per gli affari, visto che dalla stimolazione di questi istinti essi riescono a totalizzare un fatturato da capogiro. Le chiese di tutto il mondo civile sono zeppe di migliaia cadaveri rinsecchiti, cuori (interi o a fette), dita, lingue, mammelle, clavicole, piedi, occhi, tratti intestinali di varia lunghezza ed altre delizie della cucina delle frattaglie.
S. Tommaso d’Aquino, l’impareggiabile autore della Summa theologica, era detto «il bue muto» per via della sua eccezionale pinguedine e per la sua indole taciturna. La grande stima dei suoi confratelli per il suo valore filosofico li spinse, alla sua morte, a farlo a pezzi e bollirlo affinché il suo grasso venisse conservato come la parte più degna di questo grande filosofo. Ma non bisogna dimenticare che le due braccia del santo presero una la via di Parigi, l’altra di Roma, per abbracciare meglio l’Europa con la sua filosofia. Poiché si riteneva che l’eccezionale talento oratorio di S. Antonio da Padova fosse direttamente ispirato dallo Spirito Santo, alla sua morte si pensò bene di mozzargli la lingua ed infilzarla su uno spunzone affinché fosse offerta alla venerazione delle masse; ancor oggi il pio visitatore può godere questo spettacolo divino in una cappella della Basilica di Padova.
Di S. Lorenzo martire, che, com’è noto, fu arrostito in gratella senza nemmeno il conforto di qualche pennellata di rosmarino, qualche solerte protonecrofilo pensò bene di raccogliere il sangue, che oggi si conserva in un’ampollina vitrea nella Collegiata di S. Maria in Amaseno: la descrizione che la Chiesa stessa dà del contenuto della preziosissima ampolla è: «una massa sanguigna, mista a grasso, a ceneri e ad un brano di pelle», ricetta questa molto apprezzata anche da alcune tribù del centr’Africa dèdite all’antropofagia.
Ma queste ed altre migliaia di storie, si dirà, avvenivano in quei secoli bui in cui l’individuo era dominato dall’ignoranza e dalla paura, quando la Chiesa poteva dominare incontrastata e la scienza era ancora lontana dal rischiarare le menti. Eh no, cari i miei taddèi: il Preziosissimo Cuore Affettato di Padre Pio è opera recentissima, contemporanea alla Santa Maschera di Silicone realizzata dal Gems Studio di Londra. Ma la grandezza della Chiesa è anche questa: riuscire a far finta che non ci sia stata la rivoluzione scientifica e continuare a rivendere la stessa paccottiglia marcia con uguale successo. Lo conferma il fatto che lo show del cadavere di Padre Pio ha fruttato circa 900.000 prenotazioni e che ieri, quando il papa fingeva di pregare davanti alla coratella in scatola del santo, c’erano 50.000 persone a plaudirlo.
Lo spezzatino di pericardio di Padre Pio è dunque davvero miracoloso, almeno per il fatturato della Chiesa; chissà se pregandolo con sincerità non otterremo anche noi la nostra grazia: che queste pie genti la finiscano di tenerci zavorrati all’infanzia dell’umanità.

FEDERICO MARIA SARDELLI

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Grazie perché…

20 giugno 2009

ccgrazie Grazie perché...

Questa bella immagine mostra il dettaglio di un bollettino postale ricevuto dalla nonna di un nostro lettore, tale Manuel (probabilmente finocchio, come lascia intuire il nome vagamente frustoneggiante, da parrucchiere per signora).

I nostri più vivi complimenti alle religiose dal nome così naïf. E a questo proposito: in cosa consisterà mai lo zelo di codeste figlie?

  • - Zelo nell’opera di proselitismo?
  • - Zelo nel dispensare grazie per conto terzi?
  • - Zelo nell’opera d’intarsio della propria potta con tutto ciò che il Signore mette loro a disposizione?

Mistero.

Osservando le varie opzioni da spuntare per giustificare l’offerta fatta, possiamo leggere: “In onore di S. Antonio, per ottenere Grazie”.

Si lascia intendere che basta fare un’offerta in denaro per ottenere in cambio una grazia a piacere da scegliere nel vasto catalogo messo a disposizione dal pio istituto (non senza una buona dose di divino zelo, intendiamoci).

Quindi, la domanda più importante che ci facciamo è la seguente: Come si chiama questa pratica?

  • - Simonia?
  • - Abuso della credulità popolare?
  • - Circonvenzione d’incapace?
  • - Truffa?

Perché Wanna Marchi è stata pubblicamente accusata e sbugiardata (nonché giustamente processata), mentre questi pestamerde possono dire e fare quello che vogliono?

Mistero n° 2.

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Eleganza e sobrietà.

16 giugno 2009

cazzolanek Eleganza e sobrietà.

Da oggi anche voi potrete dire, insieme all’ex primo ministro ceko Topolanek: “Potrò anche andare a giro con il cazzo di fòri, ma sopra vesto sempre Don Zauker, per Dio!”

Sono infatti nuovamente disponibili (in tutte e tre le taglie M,L e XL) LE MAGLIETTE DI DON ZAUKER!

Per un’estate all’insegna del buon gusto e della raffinatezza, tornano la classica Memento ed in particolar modo l’elegantissima Divisa Estiva che offre numerosi privilegi, come l’esenzione dal pagamento dell’ICI e dalle accuse di violenza carnale, oltre alla possibilità di poter dire le peggio cazzate, tipo che nel genoma umano ci sono segni della Trinità, senza che nessuno vi prenda – meritatamente – a scurregge!

Finalmente eleganza e sobrietà tornano a farla da padrone assolute in questo sito, come nel nostro amato Paese.

E con le magliette torna prepotentemente di gran moda l’adesione ai DonZaBoys! Adesione che necessita l’invio di una vostra foto (firmata o anonima, cimportaunasega) con indosso una qualsiasi maglietta di Don Zauker a questo indirizzo: foto@donzauker.it

Forza, via, su, fateci vedere fin dove osate spingervi!

***

E per quelli tra voi che abitano nelle ingrate terre senesi, dove di questi tempi si deve stare davvero freschi, ricordiamo che sabato 20 giugno saremo a Montepulciano in piazza Moulin 1, presso la Sala Polivalente “Ex macelli” (il nome è tutto un programma) per il DON ZAUKER TALK SHOW, TESTIMONI DELLO SPIRITO 2009!

Come sempre, una serata all’insegna del buon gusto, della raffinatezza e del rispetto verso l’opinione di Santa Madre Chiesa.

Per i fedeli di Montepulciano: non ordinate le magliette, ve le portiamo sabato sera, a domicilio.

Di seguito il prezioso volantino:

20 giugno1 Eleganza e sobrietà.

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Se telefonando

11 giugno 2009

mvgolone Se telefonando
Nel momento in cui scriviamo non è ancora stato varato il disegno di legge che impedisce la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche non più coperte da segreto istruttorio. Ci sentiamo quindi liberi di riportare fedelmente la più significativa telefonata del 2008 fra un famoso Presidente del Consiglio e una escort.

- …
- E dai… ormai fra noi c’è una certa confidenza, vero?
- Sì, lo so, ma…
- E mi sembra di averti dimostrato quanto ti stimi, no?
- E di questo la ringrazio. E’ solo che…
- “E’ solo che” cosa? hai paura?
- No, no… insomma, del resto non è neanche la prima volta…
- Ecco, lo vedi? Questo vuol dire che la fiducia che ripongo in te non è ricambiata.
- Ma no, ci mancherebbe! E’ solo che… mi sembra già bello così, no? non vedo la necessità di dover…
- “Dover”? Guarda, se lo interpreti come un dovere sappi che mi offendo, sai?
- No, non volevo offenderla…
- Ecco, e allora vienimi incontro.
- Ma non si può fare un lavoro di bocca come tutte le altre volte?
- Anche. Ma perché porre limiti alla passione?
- Nessun limite, che diamine. Anzi, mi sembra di metterci tutta me stessa, nei miei pompini a tortiglione.
- Glom… Glom… E’ vero. E guarda, il solo pensiero, insieme a due pillole di Viagra, me lo ha fatto rizzare. Ora mi tocca lavorarlo perbene.
- Così mi lusinga, lo sa? Mi fa sentire un po’ porcella…
- Sì, dai, dimmi le cose zozze… arf…
- Che vuole che le dica, ho i capezzoli turgidi, ora…
- Sì, arf.. sì… e poi?
- E poi…

BEEEEEP!

- Signor presidente, c’è il presidente degli Stati Uniti al telefono.
- Caz… Sì, me lo passi pure, cosa.

- Hello?
- Hello, George, my best friend! Oh You’re the best friend that I ever had, I’ve been with you such a long time, You’re my sunshine…
- Sunshine?!…
- …Sunshine reggae, don’t worry, take it easy…
- Er…What?
- What a feeling / Bein’s believin’ / ta- tarattatta- tattà….
- Hey, are you ok?
- Yes! YEAAAH! C’mon, let’s twist again!
- Oh… Well… It’s me, can you hear me?
- See me… Hear me…. Touch me … Feel me…
- Er… Am I speaking with Gordon Brown?
- Yesss! Brown! Brown sugar / how come you taste so good…
- Gordon, I called for last G8 meeting in Japan…
- BIG IN JAPAN / TONIGHT, BIG IN JAPAAAAAN / ALRIGHT… Le so tutte, sono il tuo juke-box!
- Oh, fuck off.

Clic.

- George? …George? Is there anybody in there? Just nod if you can hear me…

- Cosa, mi ripassi immediatamente la signora.
- Va bene, Presidente.
- Sei ancora lì, cara?
- Sì, e tu ce l’hai ancora duro?
- Ah, ora più che mai! Ogni volta che parlo con George mi arrapo di brutto.
- Più che con me?
- E’ una cosa diversa… Sai, io e lui siamo davvero grandi amici 4ever and ever. Ma torniamo a noi, ché sennò finisce l’effetto. Eri rimasta ai capezzoli.
- Eh, vedesse, presidente… Sotto la camicetta sembrano due chiodi.
- E il mio cazzo è come un martello. Dove lo vogliamo battere?
- Eeeeh…
- Lo sai benissimo dove lo voglio battere. Maledetta, mi farai morire.
- Presidente, lei che è un noto cantante e compositore conoscerà sicuramente la famosa romanza “Il culetto è mio / è mio e perciò / no, no, no / non ci sto…”
- Sì, ma conosco pure l’altra, che fa “’O TIEMPO SE NE VA / E TU NON VUO’ CHIAVA’ / SI’ COMM’ ‘O CAPPUCCINO PE’ ‘STA COPPOLA ‘E BABBA’”…
- Come è intonato…

BEEEEEP!

- Signor presidente, c’è il suo avvocato al telefono.
- Merda! Si contenga, cosa! Comunque, me lo passi pure.

- …

- CHE C’E’?! EH? COSA C’E’ CHE TI PORTA A ROMPERMI I COGLIONI A QUEST’ORA DEL POMERIGGIO?
- Ma presidente, la volevo informare che tutte le nostre proposte di legge sono state approvate, roba da non credere.
- Me ne sbatto le balle! Ci sono delle priorità nella vita di un grande statista, lo sai bene, ….quante volte te l’ho detto: la figa al primo posto!
- Ma presidente…
- Niente ma! Oltretutto questo tuo modo di fare mi fa sospettare che tu per la figa non nutra molto interesse. Devo forse pensare che tu sia un culattone comunista? Lo sai o non lo sai che i froci votano tutti a sinistra?!
- Sì, presidente, lei lo ripete in continuazione…
- Appunto, e allora non osare mai più interrompermi per simili quisquilie.
- Obbedisco.
- Comunque, visto che ormai ci siamo, non ha protestato nessuno?
- NESSUNO! …Solo qualche poveraccio che è stato subito zittito dai suoi stessi leader di partito e dalla nostra armata di servi dell’informazione. Così ora gli italiani la vedono come gliela descriviamo noi.
- Davvero, l’Italia di oggi è davvero un grande Paese! Ci sono voluti anni di duro lavoro, ma finalmente siamo diventati quella grande nazione che il mio povero vecchio maestro, mi dipingeva sempre nei suoi progetti…
- Presidente, si è commosso?
- No, è che mi andata la bruschetta nell’occhio…
- Che bella scena, sembra il libro Cuore!
- Eh sì, quando penso al mio caro Gran Maestro, una lacrimuccia mi scappa sempre. In fondo è a lui che devo tutto…
- Arrivederci, presidente.
- Ciao caro, ci sentiamo presto.

- …

- Sei ancora lì, porcellona mia? Che cosa hai fatto mentre ero al telefono, ti sei palpata la figa?
- Ehm, sì sono ancora qui, presidente e, no, non mi sono palpata la fica. Mentre lei è al telefono, di solito metto in ordine la corrispondenza. Vuole che le ripassi la signora?
- COME OSI ASCOLTARE LE MIE TELEFONATE?! Guarda che ti ricuso, sai? Ti spedisco a fare “Un posto al sole”, sai?…
- Ma, presidente, io sono la sua segretaria, sono io che le passo le telefonat…
- Questo non ti autorizza, cara cosa! Io sono stato eletto dagli italiani, ascoltando me è come se ascoltassi tutti loro e io questo non lo posso permettere, hai capito?!
- Sì, presidente, mi scusi.
- Qui stiamo perdendo il senso del rispetto e della misura, porca troia… che non mi ricordo neanche come ti chiami!
- Ha ragione lei, presidente. Le ripasso la signora.
- Sarà meglio!

- …

- …Pronto, maialina mia, ci sei?
- Sì, sono qui.
- Sì, “sono qui” e poi?…
- Sì, sono qui, mio verro!
- GROUIIIIIIK! GROUIIIIIIK! Dio, mi sta scoppiando fra le mani! Perché non corri subito da me, ti strappo quel cazzo di tailleur e…

BEEEEEEP!

- Ehm… Presiden…
- Cribbio! Quante volte glielo devo dire che non voglio essere interrotto durante la telesega!
- Er… lo so, ma il direttore della RAI ha urgenza di conferire con lei. Che gli devo dire?
- LEI? E cosa gli vuole dire, lei? Al massimo gli può dare qualche consiglio su come fare gl’involtini di vitella. Me lo passi, che è meglio.

- …

- Signor presidente! Che meraviglia sentirla!
- Sì, dimmi.
- Che voce, che voce! Sa chi mi ricorda questo timbro, così suadente? Quel cantante… si ricorda…
- Guarda, a me i cantanti non sono mai piaciuti. Il mio stalliere, in carcere non ha mai cantato, e ora è lassù, nell’Olimpo degli eroi!
- Ehm… sì, ho capito. Senta, l’ho chiamata per chiederle come vuole che organizzi le scalette dei nostri TG della prossima settimana.
- Mah, vedi un po’ te. L’importante è che tu riduca i servizi sulle manovre di Governo, gl’italiani si annoiano davanti a questi argomenti. Più troie, che diamine! Agl’italiani piacciono le troie!
- Come a lei, eh, presidente?
- Modestamente… Non per nulla rappresento tutti gl’italiani, no?
- E grazie a Dio, presidentissimo bello!
- E poi basta servizi sulle aggressioni dei rom, sulle rapine in villa, sul carovita, sulla spazzatura di Napoli e sull’Alitalia. Ormai le elezioni le abbiamo vinte e dobbiamo parlare solo dei successi.
- Eh, e qui è già un po’ più complic… No, cioè, non che voglia dire che…
- Oh, non ti preoccupare. Taglia, e il tempo rimanente riempilo con più meteo, revisionismo storico, mistificazioni, servizi su quei babbioni dei Reali inglesi, Padre Pio e calcio mercato.
- Ancora di più? Ma presidente, ormai i TG sono diventati quasi 90° minu…
- Ah, e mi raccomando, nella fascia oraria preserale mattimici un programmino debole. Sai, ormai Striscia fa veramente schifo al cazzo, e dopo 15 anni la gente comincia ad accorgersene…
- Oh… e… andrebbe bene l’Intervallo?
- Mmm… troppo audace. Preferirei le prove di sintonia, con tutti quei bei colori sgargianti e quell’allegro fischio continuo… così i bambini si svagano, eh?
- Come desidera, presidente. Riferisco subito. Mi stia bene, eh? Le ho già detto di quant’è suadente?
- Sì, ciao.

- …

- Cosa, ripassami subito la troia.
- Ma… presidente, vuole parlare con la segretaria? Credevo che…
- Ah, sei tu? No, dolcezza, ormai mi sono impuntato e voglio il tuo, di culo.
- Oh, presidente… com’è deciso!
- Certo, eccheccazzo! E se oggi ormai finisco da solo, ti ricordo che come io ti ho messo nell’invidiabile posizione in cui sei, io posso cambiarla in un’altra, forse meno prestigiosa, ma altrettanto invidiabile.
- E va bene. Però, non in ginocchio sulle mattonelle, glielo chiedo per favore.
- Vedremo.
- Allora ci vediamo domani al Consiglio dei Ministri?
- Sì, e anzi, se riusciamo a farlo prima, ti lascio il pomeriggio libero, così ti eviti le palle che ci faremo per discutere il nuovo disegno di legge.
- Grazie, presidente. Lei è un gentiluomo. Le mando un bacino proprio lì.
- AAAARF! (Zum! Zum! Zum! Zum! Zum!) CO… AAAARGHHH! GODO, GODO! CRIBBIO, STO PER…

- Signor presidente, le passo Sua Santità.

- ODDIO, GODO! Aaaaaahhhhh… hhhhh… hhhh… hhhhh… GODO! VENGOOOOOO!
- Ja? Bist du Georg?

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Lo chiamavano Trinità

8 giugno 2009

trinita1 Lo chiamavano Trinità

«L’essere umano porta nel proprio genoma la traccia profonda della Trinità [...] Nella nostra terra, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie, nel micro-universo, nelle cellule, negli atomi, nelle particelle elementari: in tutto ciò che esiste, è impresso il nome della Santissima Trinità».
BENEDETTO XVI, 7 giugno 2009

È bello venire a sapere tutto ciò, il giorno 7 giugno dell’anno 2009, perché altrimenti saremmo rimasti nell’errata opinione che la Trinità – termine e concetto filosofico che non si ritrova in nessuna parte della Bibbia – fosse una caotica e incoerente invenzione umana perfezionata a suon di concilî rissosi e scomuniche violente, a partire dall’anno 325 dell’era volgare. Ma, grazie al Santo Padre, veniamo invece a scoprire proprio oggi, all’inizio del terzo millennio, che la Trinità, oltre al merito di avere ispirato un personaggio molto fortunato della carriera attoriale di Terence Hill, è addirittura inscritta nel genoma umano. Ora – è vero – gli studî sul genoma sono ancora agli esordî, e dunque non siamo in grado di escludere scientificamente che tra gli oltre 30.000 geni di cui si compone il patrimonio cromosomico vi sia anche quello della divina Trinità. Ma questo è solo un limite della scienza; bisogna dunque al momento fidarci di ciò che ci dice il Vicario di Cristo, al quale il Signore degli Eserciti avrà di sicuro insufflato, per vie misteriose, questa importantissima e indubitabile verità scientifica.
Sbagliano dunque tutti coloro che credono che la Trinità sia stato un faticoso compromesso dialettico-filosofico ottenuto attraverso le risse delle varie sètte cristiane primitive. Da oggi, grazie alla chiarificazione del Papa, non c’è più bisogno di sapere che al Concilio di Nicea del 325 i buoni pastori si sputarono addosso per decidere se Gesù fosse creato o increato e, nel caso, se fosse consustanziale al Padre; non dovremo più nemmeno restar sorpresi se al tempo di quello stesso concilio lo Spirito Santo non avesse ancora nessuna qualità, né sapesse di «procedere dal Padre e dal Figlio»; non faremo più fatica a comprendere la decisione del Concilio di Rimini del 359, nel quale i reverendi padri tolsero a Gesù la sua consustanzialità; non dovremo più affannarci per far quadrare le tesi del Concilio di Efeso del 431, che condannò tanto severamente i nestoriani perché sostenevano che Gesù era Dio ma sua madre non era la madre di Dio; non ci sarà poi più d’imbarazzo leggere i resoconti del secondo concilio di Efeso del 449, dove a Gesù fu assegnata un’unica natura, secondo la dottrina dei monofisiti di Eutiche; né saremo più confusi nel sapere che al concilio di Calcedonia del 451, i monofisiti furono presi a legnate e Gesù poté così riavere due nature; infine, non dovremo più temere la logica quando rileggeremo la storia del II concilio di Costantinopoli, dove si decise che Gesù, se aveva due nature, doveva avere anche due volontà. E così avanti di concilio in concilio, fino a definire il contraddittorio, raffazzonato e traballane concetto di Trinità.
Dobbiamo allora ringraziare di cuore il Santo Padre per aver sgombrato la nostra mente da queste storie confuse e incoerenti ed averci rivelato una verità finora ignota: che il Signore, il Dio dell’Universo, ha voluto inscrivere nell’atomo, nel genoma e nel firmamento il resoconto stenografico di due secoli di faide, risse e svarioni logici dei padri conciliari protocristiani. In un periodo in cui Baget Bozzo passa per un intellettuale, anche Giuseppe Ratzinger può sembrare Tommaso d’Aquino. Grazie, o Santo Padre.

FEDERICO MARIA SARDELLI

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20 Questions

3 giugno 2009

questions 20 Questions

Non potevamo attendere oltre.

Dopo le dieci domande di Repubblica a Silvio Berlusconi circa le stronzate circolate nel disperato tentativo di riparare all’affaire minorenni e festini di capodanno, e dopo le altre dieci presentategli da Open Democracy, ecco, sempre sullo stesso interessantissimo argomento…

(rullo di tamburi)

LE DIECI DOMANDE DI DON ZAUKER AL PREMIER:

  1. Sicché nullanulla?
  2. Ma nemmeno col Cialis?
  3. E allora seghe?
  4. Ah, ho capito. Ma sputa o ingoia?
  5. Le ha chiesto se, tante volte, avesse un’amica da confessare?
  6. Seee… non penserà mica che creda alle cazzate che ha raccontato a Porta a Porta?!
  7. Via, ma per chi mi ha preso, per BrunoVespa?
  8. Piuttosto, quando ci sarà la prossima festa a Villa Certosa?
  9. Potta ce n’è?
  10. No, grazie, niente aereo di Stato, vengo con la mi’ macchina. Sa, se poi becco una fia… lei mi capisce, vero?

Bene, noi saremo anche degli inguaribili ottimisti, ma siamo convinti che sarà molto più facile per il nostro caro leader rispondere alle domande di Don Zauker che a quelle di Repubblica o di Open Democracy.

E smettiamola una buona volta di fare le vittime e farci giudicare dai giornali stranieri, tutti insufflati (sic) dalla sinistra o da quel bolscevico di Murdoch, quindi faziosissimi! In Italia, dove invece sono tutti controllati da Papi, la democrazia non è mai stata in pericolo, così come la libertà di stampa!

Non è possibile che il giornalismo d’inchiesta sia lasciato in mano alla sinistra! (grazie al cazzo: non esiste più). Anche i giornali e i TG vicini al PDL hanno agguerritissimi professionisti che non si sono certo tirati indietro circa il Pottagate; ed ecco che hanno anch’essi voluto subito presentare al premier le loro 10 domande:

  1. Posso parlare?
  2. No, davvero, se la disturbo me ne sto zitto, ci mancherebbe. E’ Sicuro?
  3. Mi perdoni, Sire, mi scappa la pipì; posso andare in bagno?
  4. A lei non le succede mai che fa la pipì e, appena esce dal bagno, le scappa di nuovo?
  5. Sarà l’emozione di trovarsi qui, davanti a Lei, non crede?
  6. No, dico davvero, Lei è veramente un uomo bellissimo, sa?
  7. Possibile che non glielo abbiano mai detto?
  8. Quante domande mancano?
  9. Ah, bene, solo due. Che ore sono adesso?
  10. No, è davvero così tardi?

Viva l’Italia!

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