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Bieco Illuminismo.

12 agosto 2009

scarface

E perché mai, ci chiediamo, viene impedita la partecipazione agli scrutini a dei privilegiati che ottengono un pubblico impiego senza superare nessun concorso e che insegnano verità assolute e dimostrabili, quali: che l’uomo è stato modellato da Dio usando del fango e una puntina di Vernidas, che la donna è nata da una costola dell’uomo, che può darsi – ma anche no – che sia la terra a girare intorno al sole e non il contrario, che in caso di malattia non servono medici e scienziati ma basta pregare forteforte PadrePio, due volte al giorno, dopo i pasti (se i sintomi dovessero persistere, consultare lo stregone di fiducia), che usare il preservativo è peccato mortale, così come farsi le seghe, ed altre immortali perle di saggezza degne del tardo medioevo.

Perché, perché costoro non possono accedere agli scrutini per giudicare il livello di preparazione dei nostri ragazzi?

D’altra parte quella di poter usufruire o meno dell’ora di religione, a scuola, è una libera scelta dell’individuo e della sua famiglia, alla quale viene lasciata facoltà di decidere – in base alle proprie credenze, alla propria confessione o al proprio limite massimo di sopportazione di stronzate – se far frequentare oppure no, al proprio figlio, le ore di insegnamento della religione cattolica (le altre  religioni si attacchino al cazzo, per favore).

E allora non si lamentino poi se questa scelta comporta delle conseguenze, come il venir bocciati, per esempio.

Anzi, imparino da questo esempio una grande lezione di vita, utile per il loro futuro da adulti cittadini dello Stato italiano: ogni scelta comporta sempre delle conseguenze e soprattutto, non si scherza con il Vaticano!

crocifisso

Lo vedete il simbolo nella foto sopra?

E in quanti altri posti lo avete visto?

Ve lo diciamo noi: negli uffici pubblici, nei tribunali, nelle scuole, negli ospedali, nelle caserme, nelle carceri, negli alberghi, nel ristoranti, sui camion…

E sapete perché?

Perché noi controlliamo il territorio, noi stabiliamo le regole che tutti voi dovete rispettare.

Tutti voi, mezzeseghe, dovete amarci, temerci, rispettarci e darci anche l’otto per mille dei vostri guadagni.

E ora inginocchiatevi e pregate, come vi abbiamo insegnato a fare fin da piccoli, pregate, quando vedete il nostro simbolo o un uomo con i nostri segni addosso. Perché noi siamo la più terribile, totalitaria, reazionaria, confessione della storia dell’umanità.

Il mondo è nostro, signori.

Ecco, questo – secondo noi – parafrasando Don Zauker, è il vero significato dell’intervento di Mons. Coletti.

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27 Commenti

  1. rotellaro scrive:

    vi voglio bene

  2. Kaiser76 scrive:

    Vi ano troppo bei maschioni!

  3. Bubu scrive:

    Me lo ricordo bene: uno dei monologhi più belli di Don Zauker.

  4. Van deer Gaz scrive:

    Signori, chapeau!

  5. Bove scrive:

    se è così, sono un bieco illuminista…
    e ricordo con piacere quando la canzone di Elio “born to be abramo” venne apostrofata dagli stessi figuri di cui sopra come “raglio blasfemo”…ah ah..

  6. woytila88 scrive:

    ma d’altra parte non avrete mica così tanta fantasia da inventarvi un personaggio di sana pianta no?! 😉 tanto ci pensano cotoletta qui, wiliamson, tetta di manzo ed altri a fornire materiale…..

  7. Anonimo scrive:

    Siete dei malidetti Illuministri. Che Coso vi protegga. Ame.

  8. Tino Bombarda scrive:

    nonnò! il crocifisso in aula è utillimo. quando non riuscivo a tradurre la versione di greco lo invocavo sempre!

  9. Anonimo scrive:

    Alcune precisazioni, i Paguri sono inabili mistificatori che non portano la pienezza del messaggio di santaromanachiesaapostolicacattolica.
    1) siamo probabilmente anche i vostri padroni di casa o possediamo il capannone / palazzo in cui lavorate, indi occhio! (primi proprietari di immobili dopo lo Stato);
    2) la vostra banca, non importa quanto piccola, fa affari con noi, indi occhio!
    3) i comuni dove vivete, non importa chi li governa, sistemeranno sempre prima le cose che ci interessano a noi piuttosto che le buche nelle strade o le fogne intasate et similia. Se volete che facciano quello che vi serve, sapete dove dovete venire a chiedere.

    The Swordman, momentaneamente al servizio del SIV (Servizio Informazioni Vaticano, incidentalmente coinvolto in tutti i grandi scandali dal 1945 a oggi)

  10. Anonimo scrive:

    ma la gelmini, oltre che una delle puttane di berluskaiser è anche la puttana di monsignor coletti??????????????????????
    federica

  11. Anonimo scrive:

    ma ci pensate che all’asilo ai bimbi di 3 anni tentano di inculcare il concetto di morte e resurrezione???? eccheccazzo!!! cristo gli sembra meglio pure di goku!!! nemmeno le 7 sfere deve cercare per tornare in vita!
    Ele

  12. Anonimo scrive:

    Ricordando quel famoso monologo di Don Zauker, in effetti…ci si chiede se Coletti non lo legga, o voi siate stati davvero dei precursori che hanno capito tutto…misteri della Fede…

  13. Anonimo scrive:

    Laicità è un elemento imprescindibile
    per una democrazia stabile…

    Acc…! che cazz…! dimenticavo che siamo sotto una monarchia assoluta!

  14. NoiZeBoX scrive:

    ragazzi non c’entra un cazzo (o quasi…) ma questa cosa è allucinante:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_731

  15. Lavrentij scrive:

    a proposito di preti, leggete questo articolo, si ritorna alla benedizione dei gonfaloni squadristi, come faceva padrepie!

    Ronde ‘fai da te’
    Made in Livorno

    Con la benedizione del prete ed ‘armati’ soltanto di telefonini per avvisare le forze dell’ordine, otto volontari, tutti residenti nel rione Sant’Andrea, hanno deciso di pattugliare le strade del loro quartiere, mobilitandosi contro il degrado, gli schiamazzi e la criminalità
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    Home – Notizie Livorno
    prec succ

    Le ronde dei volontari di Monza Soccorso in centro (foto Rossi/Radaelli) Livorno, 14 agosto 2009 – “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. E chi, dal calar del sole fino a notte inoltrata, li ha visti marciare con passo marziale, nelle strade buie (anzi, troppo buie) del rione Sant’Andrea, giura che l’aspetto da ‘duri’ ce l’abbiano sul serio. Tanto che l’altra sera persino don Andrea Medori, il battagliero parroco della chiesa di Sant’Andrea, più volte protagonista di ‘sparate’ – s’intende, solo verbali – contro lo stato di degrado, sociale prima che urbano, del quartiere, li ha scambiati per malintenzionati e si è preso un bello spavento. “Tranquillo don, noi stiamo dall’altra parte – lo hanno subito rassicurato – , facciamo un giro di perlustrazione per assicurarci che sia tutto tranquillo”.

    È lo stesso sacerdote a rivelarci l’esistenza e soprattutto l’entrata in funzione della prima ‘ronda fai da te’ made in Livorno. Otto volontari, otto privati cittadini, tutti residenti nella zona e tutti ben piazzati, che hanno deciso di prendere in mano la situazione, incaricandosi di fare da sentinelle della sicurezza per riportare un po’ di ordine là dove, finora, hanno regnato i piccoli spacciatori, gli ubriachi e i senzatetto spesso protagonisti di episodi di violenza, qualcuno anche molto grave, come l’aggressione — una ventina di giorni fa — ad una donna, rea soltanto di aver chiesto ad alcuni stranieri di andare a far baccano da un’altra parte.

    “L’altra sera rientravo in canonica – racconta don Medori – e proprio sul marciapiede di via Sant’Andrea mi sono imbattuto in questa formazione compatta di giovanotti. ‘‘Ecco, ci risiamo – ho pensato – vuoi vedere che ora mi danno fastidio e mi tocca chiamare di nuovo la polizia?. Sono stati loro a tranquillizzarmi. ‘‘Non è niente, don – mi hanno detto – non vogliamo farle del male. Siamo suoi parrocchiani e ci siamo organizzati per dare un’occhiata qua in giro e vedere se è tutto in ordine’’.

    “Chiamateli pure ‘ronda’, chiamateli ‘City Angels’, come quelli famosi di Milano. Anche se non indossano la divisa, e sono armati soltanto del telefonino, con cui, qualora si trovassero di fronte a qualche situazione di pericolo o davanti a qualche episodio criminoso, possono chiamare le centrali operative di 112 e 113, per far intervenire prontamente le forze dell’ordine. io li chiamo semplicemente ‘uomini di buona volontà’. Sono dei livornesi che hanno a cuore il loro quartiere e che sono stufi dell’andazzo. E se proprio volete saperlo, hanno la mia benedizione”.

    Se è vero che nelle ultime due settimane i controlli di polizia e carabinieri nella zona compresa tra Piazza della Repubblica, via della Pina d’Oro, via Terrazzini e via Sant’Andrea, si sono intensificati e le pattuglie ora si vedono molto di più, non appena le auto di servizio si allontanano, tutto torna come prima. “E soprattutto – spiega don Medori – la gente ha paura che, una volta cessato l’allarme rosso, spenta l’eco degli ultimi episodi clamorosi, la situazione torni ad essere quella che viviamo da dieci anni a questa parte. Cioè il caos. Perché non bastano i controlli, ci vuole anche più illuminazione, servono più lampioni, servono marciapiedi su cui camminare senza che il lastricato sconnesso ti faccia cadere a terra. Torno ora dall’ospedale, dove sono stato a trovare due anziane parrocchiane che l’altra mattina sono inciampate qui davanti in via Terrazzini.

    “Se la gente perbene non può neanche camminare sui marciapiedi, per fare una passeggiata di salute, per strada restano solo i balordi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E, aggiungo io, se poi i cittadini si organizzano da soli per fare le ‘‘ronde’’ o comunque si vogliano chiamare, non c’è da stupirsi. La sentinella, nei confronti delle forze dell’ordine, la faccio anch’io. Proprio l’altro giorno ho fatto presente alle autorità una situazione, secondo me sospetta, in un appartamento al primo piano di uno stabile del quartiere, abitato da italiani e nordafricani. E ora le forze dell’ordine ci stanno lavorando. Questo non è improvvisarci ‘sceriffi’ o ‘giustizieri’. Vuol dire solo fare il nostro dovere”.

    Paola Zerboni

  16. Goldrake scrive:

    @ Lavrentij
    Disgustoso, semplicemente disgustoso.
    Ma c’è anche il rovescio della medaglia…
    http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/imperia/2009/08/14/AM2NPfpC-retata_finisce_spiaggia.shtml

  17. McLaud scrive:

    Esimi tutti,

    quando vi troverete a parlare con qualche soggetto chiesastro su questo simpatico assunto dell’insegnamento della religione, non fatevi confondere dai loro trucchi: per questo, ho provveduto ad omogeneizzarvi la sentenza 7076/2009 del TAR del Lazio ( eccola qui per esteso ).

    In un primo momento, la CEI sostiene che le confessioni religiose, le associazioni laiche e razionaliste ed i singoli privati che avevano fatto ricorso, non avessero in realtà interesse a farlo.

    Giustamente, invece, replica il TAR affermando che “l’interesse concreto perseguito dai ricorrenti attiene alla tutela di valori di contenuto ideale e morale che, come tali, attengono alla personalità dell’essere umano.
    Qui è invocata la tutela dei diritti sociali, religiosi e culturali di tutte le varie minoranze, comunque, non cattoliche“.

    Conclude sul punto sostenendo: “Non pare che possano sommariamente liquidarsi i ricorrenti come se fossero, sostanzialmente, dei soggetti cerca di una pretestuosa tutela per la loro svogliatezza rispetto ai diligenti alunni che hanno optato per la religione cattolica, ma è manifesto che i ricorrenti sono evidentemente portatori di una differente sensibilità, sia essa religiosa o laica“.

    Di seguito, il TAR coglie anche l’occasione per replicare ad un’obiezione tendenziosa della CEI, secondo cui chi ha ricevuto meno crediti (e quindi un voto finale inferiore) perché non ha seguito l’insegnamento della religione cattolica, non può lamentarsene, come non potrebbe lamentarsi chi ha ricevuto meno crediti perché non ha praticato alcuno sporto o non ha svolto attività artistiche. Si afferma che questa equiparazione non è condivisibile, perché “qualsiasi religione – per sua natura – non è né un’attività culturale, né artistica, né ludica, né un’attività sportiva né un’attività lavorativa, ma attiene all’essere più profondo della spiritualità dell’uomo ed a tale stregua va considerata a tutti gli effetti.
    Di qui l’interesse dei non credenti, ovvero dei differentemente credenti, ad impugnare gli atti che ritengono violino le loro più profonde convinzioni morali o religiose”.

    Riguardo, poi, al merito della decisione, devo innanzitutto sottolineare la prima frase con cui il TAR apre le sue argomentazioni: “il concetto di separazione tra la sfera religiosa e quella civile è stato uno dei preziosi contributi della Cristianità alla civiltà occidentale”. (…e secondo me ne hanno pure approfittato per prendere un po’ per il culo!)

    Vengono poi ricordati alcuni passaggi della sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale, secondo cui, in virtù del principio di laicità dello stato, l’ordinamento statale, rispetto alla religione, non si pone in termini di ostilità, “ma si pone al servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini”. Sempre in quella sentenza è stato poi affermato che l’insegnamento della religione cattolica concerne un diritto di libertà costituzionale “non degradabile, nella sua serietà e impegnatività di coscienza, ad opzione tra equivalenti discipline scolastiche”.

    La religione non è, quindi, ancora un volta, equivalente alle altre discipline scolastiche ed il TAR conclude che a quest’osservazione “deve essere ancorato il convincimento circa l’illegittimità della sua riconduzione all’ambito delle attività rilevanti ai fini dei crediti formativi”. Il che significa che come la religione cattolica non può essere equiparata ad altri insegnamenti, così non può nemmeno essere ricondotta all’area delle attività che attribuiscono crediti“.

    Si precisa, inoltre, che “La sfera religiosa concerne aspetti che coinvolgono la dignità (riconosciuta e dichiarata inviolabile dall’art. 2 Cost.) dell’essere umano e spetta indifferentemente tanto ai credenti quanto ai non credenti, siano essi atei o agnostici (cfr. Corte costituzionale, 8 ottobre 1996, n. 334).
    Ma proprio per questa ragione, sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico, proprio per il rischio di valutazioni di valore proporzionalmente ancorate alla misura della fede stessa”.

    Proprio per questo, con una grande sensibilità, il TAR evidenzia anche che l’attribuzione di crediti in relazione all’insegnamento di religione “concerne anche gli stessi alunni che hanno aderito all’insegnamento della religione con un consapevole convincimento, ma il cui profitto potrebbe essere condizionato da dubbi teologici sui misteri della propria Fede“.

    Così, si raggiunge il nocciolo della decisione che si trova in questo passaggio: “In una società democratica, al cui interno convivono differenti credenze religiose, certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali“.

    Successivamente, facendo sempre dimostrazione di grande sensibilità e contatto con la realtà, i giudici amministrativi sostengono che il peso dei crediti scolastici nell’elaborazione del voto finale ben giustifica la preoccupazione di chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica. E ciò è tanto più vero quando, come succede, gli insegnamenti alternativi non siano attivati, oppure “quando gli alunni delle più eterogenee etnie del mondo e delle altre più disparate confessioni rappresentano quasi il 40% degli studenti (con punte addirittura del 90 % in alcune estreme periferie dei grandi agglomerati urbani)”.

    Nè si può ribattere sostenendo che si possono maturare “crediti formativi” extrascolastici, perché essi non hanno né la stessa funzione, né lo stesso peso dei crediti scolastici nelle valutazioni annuali ed in quella finale.

    L’assegnazione dei crediti formativi a seguito della partecipazione all’insegnamento della religione cattolica e il concorso su un piano di uguaglianza dell’insegnante di religione agli scrutini “in concreto comporta[no] che le famiglie laiche o degli alunni stranieri appartenenti ad altre confessioni siano di fatto costretti o, ad accettare cinicamente e subdolamente l’insegnamento di una religione cui non credono; ovvero a subire un’ulteriore discriminazione di carattere religioso, che si accompagna e si aggiunge spesso a quelle di carattere razziale, economico, linguistico e culturale.
    Il sistema complessivo, in essere in concreto, ha dunque l’effetto di indurre gli studenti a rinunciare alle scelte dettate dalla propria coscienza, garantita dalla Carta Costituzionale e dell’articolo 9 del Concordato, in vista di un punteggio più vantaggioso nel credito scolastico“.

    Il TAR si richiama in proposito anche alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e afferma che “in coerenza con i valori fondanti della C.e.d.u., in una società al cui interno convivono differenti credenze religiose, è necessario conciliare gli interessi dei diversi gruppi e garantire il rispetto delle convinzioni di ciascuno (arg. ex Corte europea dir. uomo, 31 luglio 2001), e non può manifestarsi una preferenza per una particolare confessione o fede religiosa, ma deve garantirsi il ruolo imparziale dello Stato (cfr. Corte europea dir. uomo, 10 novembre 2005)”.

    Infine, prima di annullare le ordinanze che hanno creato il sistema contestato, nella sentenza non si perde neanche l’occasione di ricordare come far dipendere l’attribuzione di un credito formativo da “una scelta di carattere religioso degli studenti o dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni (islamica, ebrea, cristiane, di altro rito), ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica (come del resto avviene in Germania)”.

  18. McLaud scrive:

    Scusate per la lunga tirata, ma leggere certe sentenze migliora l’umore!

    @Lavrentij: mi sarei aspettato una cosa del genere a Pisa, ma i pochi indigeni che ancora vi dimorano saranno anche bigotti e scassacazzi, ma sono soprattutto pavidi.

    Non posso che sperare che anche il simpatico “don” si frantumi su qualche sconnessione dei marciapiedi di via Terrazzini…e giù bestemmioni roboanti alla giunta comunale del padreterno.

  19. kirukao scrive:

    Non centra molto con il tema della vostra discussione, o forse sì. La mia condizione di emigrante-latitante mi spinge a leggere un pò di tutto per sapere un pò che cazzo si combina a “casa”, anche giornali di merda come questo

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/14-agosto-2009/c-vernacoliere-censurato–1601665938027.shtml

    che però se ne vengono fuori con un articolo che ti dà un altro pezzo di Italia in cui risuonano le solite parole: pudore, perbenismo,, ora basta. Insomma la solita gente che si lamenta, quella stessa che va a farsi di carne e sangue di cristo ogni domenica o che dice di farlo, o forse ancora, che dice agli altri di farlo ma intanto la tira in culo alla collettività in un qualche modo subdolo. Nell’articolo dicono anche che il vernacoliere è “formidabile, dissacrante”, ma “…troppe parolacce…” e allora “…abbiamo coperto solo qualche lettera, se no si distorce il senso della frase, e non è questo il nostro intento”. In effetti, osservo io, coprire “ulo” in “dito ‘nculo” non distorce molto la frase, giusto?

    Dopo il ricorso alla sentenza del TAR, dopo le parole della CEI, dopo la censura al vernacoliere, dopo i commenti della gente che sento ogni volta che torno sul suolo patrio, non ne posso proprio più. Mi prende lo sconforto.

    Papa Merda, Dio Peggio. Scusate, sono troppo volgare: Pap_ M__rda D_o Peg_io …sennò distorco troppo il senso della frase.

  20. rotellaro scrive:

    @kirukao: mi sa che tra qualche mese ci si becca davanti all’atomium per fare due ruti e gridare PISA MERDAAAAAAAAAAAA 😛

  21. rotellaro scrive:

    ops volevo dire P___A M___A (che poi la censura bacchetta pure donzauker.it e non è bello)

  22. kirukao scrive:

    Davvero?! Con estremo piacere 🙂

  23. rotellaro scrive:

    @kirukao:

    un ruto è per sempre (cit.)

    dai primi timidi tentativi di invio CV sembra che li dalle tue parti un dba oracle sia retribuito decisamente meglio di qui (poca roba, solo il triplo dello stipendio :P) sicche’ direi che ora devo solo stabilire il “quando” 😉

  24. Anonimo scrive:

    @Bove
    io e un mio collega ci siamo presi una (minuscola) rivincita cantando a squarciagola Born to be Abramo durante una processione, ha presente quelle con cristi, portatori dei suddetti e cristosi vari? 😉 E’ stato fantastico, ci guardavano malissimo ma non hanno osato dir nulla perchè stavamo lavorando (allestivamo il palco per un concerto serale…)

    The Talented Ripley

  25. Anonimo scrive:

    La parte finale in corsivo è tratta da un fumetto del nostro esorcista preferito che ho letto sul Vernacoliere, Don Zauker diceva le stesse medesime parole in diretta tv; uno dei più bei episodi che abbia mai letto

  26. Anonimo scrive:

    Ho letto tutti post e nn ho + capito quale era il tema.
    Comque volevo sbattezzarmi, ma non è così facile. Il prete non accetta la mia dichiarazione. Dunqeue la Chiesaccia conta almeno un dissdente tra i suoi attivisti, come se fossi un aderente.
    Non va bene.

    Ducaiga