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Il sogno del Monsignore.

26 gennaio 2010

Sinceramente non capiamo quale collegamento possa esserci con l’immagine sopra, noi volevamo parlare dell’ultimo intervento di Mons. Bagnasco dove ha rivelato che sogna una nuova generazione di politici cattolici.

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco incoraggia “i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani”, e desidera “che questa stagione” contribuisca “a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni”.

E qui il pensiero vola leggero alle figure di alcuni dei più importanti uomini politici di chiara e comprovata fede cattolica che hanno saputo, pur tra mille ostacoli e impedimenti, restare fedeli a valori come la vita umana, la famiglia fondata sul matrimonio e la responsabilità educativa.

Lui.

Quest’altro.

Quello buono.

Baffino.

Loro.

Quest’altro, che ci si scorda sempre.

Coso.

Pallacce.

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42 Commenti

  1. Anonimo scrive:

    Il messaggio cifrato ( mica tanto) è chiarissimo: “continuate a baciarci il culo e rimarrete ancorati alle vs poltrone nei secoli dei secoli amen”. E non preoccupiamoci: i primi ad aderire a quest’ultima (ma non ultima) iniziativa saranno le solite teste di c***o del Pd, che, illudendosi di poter così aumentare i loro voti, scontenteranno sempre di più la base, lasciando definitivamente il paese in mano ai fasci-pidduisti!
    Nemo

  2. Anonimo scrive:

    carissimi paguri,
    complimenti (in ritardo) per il favoloso albo “santo subito”. Però c’è qualcosa che devo farvi notare: secondo voi, cosa direbbe Don Zauker leggendo questo intervento? Come avete potuto dimenticarvi dello zio Itle? Ma come, si è sacrificato per noi e non si è neanche meritato un posticino nella lista?

  3. santrine scrive:

    e questo? come avete potuto dimenticarlo?

  4. Bove scrive:

    Bagnasco, continua a sogna’!

  5. vinicio scrive:

    Ma non è che a forza di postare di codesti omacci ‘gnudi mi state diventando frustoni?

  6. paguri scrive:

    @ Santrine:
    Non è un politico. Casomai il suo referente, questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti

  7. McLaud scrive:

    @Paguri: mi permetto di aggiungere alla vostra lista il più longevo dittatore europeo del XX secolo, ossia il portoghese António de Oliveira Salazar . Da notare che il celibe e seminarista Salazar fu un ferventissimo cattolico e molto più di Franco appoggiò la sua dittatura sulla collaborazione delle gerarchie ecclesiastiche.

    Non dimentichiamoci che il Portogallo è il paese di Fatima (e “Fatima” era uno degli elementi della “politica delle 3 F” con cui si ottundeva la popolazione: le altre due erano “Fado” e “Futebol”…no, “Fica” decisamente no: ve l’ho detto che era chiesastro!).

    Aggiungo anche un link, per chi volesse alla più completa e corretta pagina di Wikipedia in portoghese .

  8. santrine scrive:

    Amico mia, sei proprio sicuro che Totò ‘u Curtu non sia classificabile come uomo politico italiano?

  9. Anonimo scrive:

    Ciao
    Segnalo che, come dice la stessa pagina di Wikipedia, Simmons, il capo del Ku Klux Klan non era molto cattolico, anzi…

  10. Tino Bombarda scrive:

    io invece segnalo come Hoover (quello delle aspirapolveri?) sulla pagina del KKK, sia in pratica UGUALE a Benny Hill…

  11. Goldrake scrive:

    Mi sa che i sogni del nostro amato monsignore si avverano… Biutiful cauntri (eghein…).
    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/27/news/discorsi_duce_i-phone-2088367/

  12. Anonimo scrive:

    @ Goldrake
    In altre parole questo vorrebbe mettere come se niente fosse sullo stesso piano Gandhi e Mussolini???
    La mia proposta: vado a beccarlo in terra campana, prima gli stiocco un amorevole bacio (ma sulla guancia eh, non esageriamo, che con sti qui si sa mai che possono avere..)dopodichè gli faccio ingollare a forza una bottiglia di olio di ricino….secondo te capisce che non sono la stessa cosa?? 😀

    Talented Ripley

  13. Anonimo scrive:

    @Talented Ripley: credo che il tipo la differenza la colga ma come dicevano a roma diversi anni or sono “i soldi non puzzano”! Se ci sono cretini disposti a pagare per sentire le cazzate del duce, buon per lui che ci specula sopra!
    Nemo

  14. Goldrake scrive:

    @ Talented Ripley
    Questi subumani (o diversamente intelligenti, tanto per essere politically correct) dovrebbero leggere e riflettere su articoli come questo, anche se so di essere un illuso in partenza, visto che le azioni “leggere” e “riflettere” non possono essere computate dal loro microcefalo…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pregiudizio_contro_gli_italiani

    @ Nemo
    Sinceramente trovo orribile già solo il pensiero di lucrare su cose come queste, perchè in ogni caso significa diffonderle… Ma a parte ciò, quando cazzo dovrebbe essere applicato il reato di “APOLOGIA AL FASCISMO” se non in casi come questo ???

  15. woytila88 scrive:

    @anonimo 12 peccato mi hai anticipato, ma stai tranquillo che i Paguri ci staranno preparando sopra un bel reportage che andrà in onda su Terra! dopo le 11 e mezza, tre quarti. Quanto a Pavelic sarebbe bene se ne ricordassero tutti quelli che hanno qualcosa da ridire sulla santificazione dello zio del concorrente del Grande fratello…. Tipo gli ebrei, ma perchè non imbastiscono una bella campagna su questo? non hanno capito che continuare a dire che PIo 12 è stato zitto in Italia non conta un cazzo? Che in Itaglia chi sta zitto, non vede, non sente, non parla è un EROE?

  16. Anonimo scrive:

    @ Goldrake
    in effetti non credo che a questi fascistelli farebbe piacere sentirsi chiamare “mozzarella niggers”! Potrebbero tenere a mente qualche principio biblico (loro che sono così pii e rispettosi…) e ricordarsi di trattare il prossimo nello stesso modo in cui vorrebbero esser trattati loro…poi, certo, se son masochisti… 😉
    @ Nemo
    chiaro che quel furbetto coglie la differenza. Solo mi fa onco la faccia da culo che dimostra nell’equiparare per profitto due personaggi che non potrebbero essere più distanti per azioni e idee: un dittatore e un liberatore.
    Per di più invocando ipocritamente una insensata “par condicio”..

    Talented Ripley

  17. Anonimo scrive:

    @Goldrake: forse sarebbe il caso di pretenderne l’applicazione ogni volta che vengono organizzate manifestazioni dichiaratamente fasciste, ogni volte che i fasci littori vengono esposti nelle curve o nei concerti nazi-rock, o meglio ancora nei confronti di quegli editori che ogni anno pubblicano il calendario del duce, e rimanendo in tema con Talented Ripley, che poi guarda caso sono gli stessi che pubblicano il calendario del CHE e di padrepppio…francamente non mi scandalizzo se ci sono furbetti che tentano il facile guadagno profittando dell’idiozia delle persone, semmai rimango turbato al pensiero che ci sono cretini che comprano tali servizi. Se prorpio devo essere sincero mi dispiace non averci pensato io a offrire tale servizio, perchè credo che sia una enorme soddisfazione andare a cena con i soldi fatti alla faccia delle bestie. Siccome sono sicuro che tale mia affermazione solleverà qualche obbiezione, non mi rimane altro che citare l’economista Leone (non il regista Sergio) che affermava che la democrazia ha in se una forma di violenza, a differenza del libero mercato! il ragionamento era ovviamente basato su un libero mercato ideale in cui il consumatore, conscio di tutti i pro e contro, è libero di acquistare ciò che più soddisfa le sue necessità, mentre nella democrazia si corre il rischio di essere vittima delle scelte altri se ci si ritrova tra i votanti di minoranza o di fare violenza agli altri imponendo le proprie scelte se si rientra tra i votanti di maggioranza! Cmq il discorso e personalmente trovo più ipocrita la politica di molte società che operano in italia, soprattutto nel ramo delle telecomunicazioni, che sfruttano il lavoro dei dipendenti a progetto o a tempo determinato salvo poi aver creato una fondazione con proprio nome che si vanta di fare beneficenza nei paesi del terzo mondo.
    Nemo

  18. Anonimo scrive:

    Truope e cast: sono solo non vedenti
    Regista e attori tutti ciechi,
    in Israele nasce un nuovo film
    «I preparativi sono un po’ più lunghi che per un set “normale”, ma neanche più di tanto»
    commento:
    alla fine il regista crede di aver fatto un capolavoro … come capita anche gli altri registi
    commento 2
    fortuna che in israele (e non solo) tutti gli spettatori sono ciechi
    a proposito:
    oggi israele ricorda l’olocausto (…ma non quello da LORO provocato ai palestinesi)

  19. Anonimo scrive:

    Cari donzakkeri,
    siete la fonte a cui la mia cultura s’abbevera: grazie per le vostre erudite pisciatine!

    😉

    Davide C.

  20. Anonimo scrive:

    Anche gli Stati Uniti ricordano l’olocausto. Quello dei pellerossa.

  21. woytila88 scrive:

    Io preferisco evitare di dare ragione a quelli che parlano di anti semitismo e antisionismo come la stessa cosa, e quindi dato che è la giornata della Memoria preferisco ribadire ORA E SEMPRE CONTRO l’antisemitismo (mentre per l’appunto l’antisionismo è un’altra roba): ho visto un film molto bello ieri sera che consiglio a tutti, il bambino con il pigiama a righe. Vi sembrerà strano ma sono uscito scioccato dal cinema più che quando ho visto Schindler’s list o il Pianista

  22. Goldrake scrive:

    @ woytila88
    Concordo, veramente toccante… Anche se pure gli altri due sono dei capolavori, il Pianista soprattutto.

  23. Anonimo scrive:

    @ anonimo 21: guarda che i musulmani non sono certo dei gran stinchi di santo, e che, se non altro, gli ebrei hanno sempre avuto il buon gusto di non imporre agli altri la loro religione. Poi capisco che lo schierarsi politicamente imponga di non vedere la verità, ma qui si esagera…
    Liberale & Scomunicato
    (Molto scomunicato, spt)

  24. Anonimo scrive:

    anonimo 21:
    “gli ebrei hanno sempre avuto il buon gusto di non imporre agli altri la loro religione”
    anonimo 21 …. sei sicuro di ciò che dici?

  25. Anonimo scrive:

    a proposito dei nostri sopravvissuti allo sterminio:

    Perchè un «vero» sopravvissuto di Buchenwald non ricorda di aver mai conosciuto un ‘Elie’ Wiesel e lo ha denunciato all’FBI, al governo USA e svedese per falsa identità? «Il mondo deve sapere che Elie Wiesel è un impostore», ha dichiarato. Chi è dunque l’Elie Wiesel ascoltato con compunzione da Gianfranco Fini a Montecitorio? E soprattutto: dov’è finito il vero Wiesel, di nome Lazar?
    Elie Wiesel non è nemmeno Elie Wiesel
    Maurizio Blondet 29 gennaio 2010
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    Testo
    Il Parlamento italiano ha invitato a parlare del Giorno della Memoria il noto sopravvissuto e premio Nobel Elie Wiesel. Gianfranco Fini ha ascoltato, con il volto atteggiato a compunzione e dolore, la testimonianza del celebre personaggio, che è scampato da Auschwitz-Birkenau.

    Eppure c’è il fondato dubbio che Elie Wiesel non sia Elie Wiesel, ma qualcun altro che ne ha preso il posto.

    Miklos Gruner
    Miklos Gruner
    A rivelare la storia ad un giornale ungherese è stato un vero sopravvissuto: Miklos Gruner, che nel maggio 1944, a 15 anni, fu internato con genitori e fratelli ad Auschwitz-Birkenau. Il giovane Gruner lavorò alla fabbrica di benzina sintetica della IG Farben, mentre i suoi parenti morivano l’uno dopo l’altro. Rimasto solo, il ragazzino fece amicizia con altri due internati, più anziani, come lui ungheresi: i fratelli Lazar e Abraham Wiesel.

    Lazar Wiesel aveva allora, nel 1944, 31 anni. Gruner non dimenticò il numero con cui il suo amico era stato tatuato dai nazisti: A 7713. Nel gennaio ‘45 i detenuti furono trasferiti a Buchenwald perchè i sovietici si stavano avvicinando al campo; molti morirono nel trasferimento, avvenuto in parte a piedi: morì anche Abraham Wiesel.

    L’8 aprile del ‘45 gli americani liberarono Buchenwald, e trasferirono Miklos Gruner, che aveva contratto la tubercolosi, in un sanatorio svizzero. Più tardi, Miklos Gruner si stabilì in Australia. Ma tornò spesso in Europa, e precisamente in Svezia, dove s’era stabilito un suo fratello, altro sopravvissuto. La sua storia era nota ai giornali svedesi, che l’avevano spesso intervistato.

    Sicchè nel 1986 (l’anno in cui Elie Wiesel ricevette il Nobel) Miklos Gruner fu contattato dal giornale Sydsvenska Dagbladet a Malmoe, che lo invitò ad incontrare «il suo vecchio amico Elie Wiesel» onde trarne un articolo commovente. «Mai conosciuto uno con questo nome», rispose Gruner interdetto. Gli fu spiegato che «Elie Wiesel» era l’internato che lui aveva conosciuto nel lager come Lazar Wiesel. Allora Gruner accettò lietamente l’invito.

    L’incontro avvenne il 14 dicembre 1986 nel Savoj Hotel di Stoccolma. «Quando mi trovai di fronte al cosiddetto Eli Wiesel», ha ricordato Gruner, «con mio grande stupore ho visto un uomo che non conoscevo affatto, che non parlava nemmeno ungherese nè yiddish, ma l’inglese con un forte accento francese. Sicchè il nostro incontro terminò dopo dieci minuti. Quell’uomo mi diede in regalo un suo libro, intitolato «Night» (Notte) di cui diceva di essere l’autore. Accettai il libro, ma dissi a tutti i presenti che quell’uomo non era la persona che diceva di essere».

    Quell’uomo rifiutò di mostrare a Gruner il numero tatuato sul suo braccio. Divenuto sospettoso, Gruner spulciò tutti gli elenchi degli internati di quegli anni: un Elie Wiesel non compariva da nessuna parte. Per di più. Gruner scoprì che il libro che «Wiesel» gli aveva donato e di cui si diceva autore, era una traduzione inglese di un libro scritto in ungherese nel 1955 da Lazar Wiesel – il suo vero e vecchio amico di Gruner – e pubblicato anche in tedesco con titolo «Und di Velt hot Gesvigen».

    Il Mondo tacque. Il libro che Wiesel gli aveva dato era una specie di riassunto di quello autentico, riscritto prima in francese poi in inglese, e pubblicato col titolo francese «La Nuit», e in inglese come «The Night», nel 1958. Il libro era stato venduto in 6 milioni di copie, e aveva fruttato a «Elie Wiesel» parecchi milioni di dollari.

    Allora Gruner si mise alla ricerca del suo vero amico, Lazar Wiesel: voleva contattarlo, farsi spiegare cos’era successo. Non l’ha mai trovato. Il vero Lazar Wiesel è misteriosamente scomparso, e nessuno ne sa più niente.

    «Eli Wiesel non ha voluto più incontrarmi», ha raccontato a suo tempo Gruner, «è un uomo di successo, si fa pagare 25 mila dollari per 45 minuti di conferenza sull’olocausto. Ho fatto una formale denuncia all’FBI di Los Angels su questo caso di falsa identità, l’ho denunciato ai giornali e ai governi in USA e in Svezia. Risultati zero. Ho anche ricevuto minacce di morte per questo, ma io non ho paura. Ho depositato il dossier (sul falso Wiesel) in quattro diversi Paesi: se muoio d’improvviso, essi saranno resi pubblici. Il mondo deve sapere che Elie Wiesel è un impostore; sto per pubblicare un libro che si intitolerà ‘Identità Rubata A-7713’».

    Questa storia è stata riportata dai giornali ungheresi: Még mindig kísérti a haláltábor. La traduzione americana è questa: Auschwitz Survivor Claims Elie Wiesel is an Impostor.

    Cosa pensare? Elie Wiese il Nobel dice di sè di essere romeno e non ungherese, di aver studiato alla Sorbona, e di essere stato collaboratore di Francois Mauriac. C’è dunque qualche ragionevole dubbio sulla sua identità.

    Miklos Gruner e Wiesel compaiono nella più celebre foto sull’olocausto, quella presa dagli americani appena entrati nel lager di Buchenwald, il 16 aprile 1945. Gruner è il ragazzo all’estrema sinistra nella fila in basso, mentre Wiesel è il settimo da sinistra nella fila mediana. Così almeno sostiene Elie Wiesel. Gruner però sostiene che quell’uomo non è nè Lazar, nè Eli Wiesel. Chiunque sia, appare un idividuo sulla trentina, un po’ troppo vecchio per essere Eli Wiesel, che dice di essere nato nel 1928 e dunque, all’epoca aveva 17 anni. Basta fare il confronto con Miklos Gruner, il vero internato, che allora era sedicenne.

    weisel.jpg

    Cliccare l’immagine per una foto in alta risoluzione

    Allora, chi è l’Elie Wiesel ascoltato con compunzione da Gianfranco Fini? Piacerebbe chiedere anche: quanto ha voluto essere pagato «Elie Wiesel» per rendere la sua veridica testimonianza?

    Sappiamo che «Elie Wiesel» aveva affidato tutti i suoi risparmi, 10 milioni di dollari raggranellati coi suoi libri e una vita di conferenze, al finanziere Bernie Madoff: ed ha dunque perso tutto. Deve rifarsi il gruzzolo?

    E soprattutto: dov’è finito il vero Wiesel, Lazar, ungherese, numero di matricola A -7713?

  26. woytila88 scrive:

    @ anonimo 26, teoricamente avresti ragione, difficilmente è possibile avere il permesso di convertirsi all’ebraismo. Quanto alla realtà però, ti ricordo che 2 tali Pietro e Paolo (o Gianni e Pinotto?) intrapresero un certo viaggio 2000 anni fa che ancora oggi ce lo ricordiamo……

    @ Goldrake, si il Pianista è un capolavoro, da 5 stelle senz’altro, ma il fatto che ti facciano vedere una cosa impensabile, con gli occhi di uno che non sa cosa sta accadendo (o che lo scopre a poco a poco) fa più effetto.

    @anonimo 28: la prox volta sono curioso di ascoltare la storia di don Zauker e di J. Ratzinger datata 1945…

  27. McLaud scrive:

    @Woytila88: …e Don Zauker ti direbbe: “Joseph Ratzinger non è affatto un impostore, PER LA MADONNA A CROCE UNCINATA!” 😉

  28. Lopo scrive:

    anonimo28: ricordiamo che Blondet è quell’ultracattolico antisemita di estrema destra che scrisse che
    1) i negri (sic) sono tutti minus habens, e a conferma citò l’aneddoto di quel negro (sic) che aveva premuto inavvertitamente “invio” mentre scriveva una mail, e per bloccarla prima che partisse aveva calpestato il cavo come se fosse un tubo di gomma dell’acqua (così racconta lui)
    2) c’erano dei sospetti che papa Wojtila potesse essere di ascendenze ebraiche, e per questo bisognava andare piano con la sua santificazione, (del resto è noto che gli ebrei sono delle merde e quindi non possono essere santi, almeno immagino che questo fosse il suo ragionamento)

  29. Anonimo scrive:

    quiz per Lopo
    il nostro parlamento ha invitato, in tutta la sua storia, 3 stranieri
    chi sono?

  30. Anonimo scrive:

    @ woytila88: mi pare che Pietro e Paolo fossero già cristiani e avessero diffuso il culto di Cristo (altra favola tutta da smontare per altro..). Però se qualcuno sa di più mi corregga.
    Liberale & Scomunicato
    Ps: non mi risulta che gli ebrei abbiano fatto opera di proselitismo, o comunque ne abbiano fatta quanto crististi e maomettani. Comunque se qualcuno può smentirmi, lo faccia tranquillamente citando i casi.

  31. Lopo scrive:

    Anonimo32, sbagli, sono stati 4.
    Invece di fare i quiz dimmi che cazzo c’entra.

  32. Anonimo scrive:

    …citare Blondet su Don Zauker?!!?!?

    AHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAAHHAAHAH

    VERGOGNATI e vai a vedere le fonti, prima!!!

  33. Anonimo scrive:

    non era mia intenzione referenziare quel criptocristiano di blondet, ci mancherebbe, ma “le fonti” citate da blondet mi paiono accettabili! … non è molto democratico toglier la parola a nessuno “per principio”.
    il parlamento italiano è il parlamento a sovranità limitata, di un paese occupato (dal ’45) e quando invita qualcuno molto facilmente non è “per simpatia” ma per “dovere” verso le truppe di occupazione … in questo caso il padrone è il sionismoimpreialismoisraelo-israelo-israelo-americano … (viviamo un momento in cui l’Impero sta scricchilando pericolosoamente … e non voglio citare Blondet … )

  34. woytila88 scrive:

    @anonimo 33 dire che Pietro e Paolo erano già cristiani sarebbe come dire che Lutero era già luterano…. il cristianesimo era una setta ebraica inizialmente. Un po’ come tutte le religioni quando nascono….

  35. Lopo scrive:

    Anonimo36:
    Vorresti dire che il Parlamento ha invitato il re Juan Carlos di Spagna “per dovere verso le truppe di occupazione”?
    Andiamo, viaaaa…

    Poi:
    non è molto democratico toglier la parola a nessuno “per principio”.
    Ma chi toglie la parola a nessuno? Blondet e le altre merde antisemite hanno fior di spazio, basta parlare di “censura” dove non c’è. Si sta ammazzando il vero significato delle parole, in questo modo. Basta, davvero.

    Quanto alle “fonti”, le hai controllate? O ti fermi a quello che ha scritto Blondet (ed altre decine di siti negazionisti e neonazisti) senza riscontri?
    Peraltro, fermandosi a quell’articolo, è la parola di questo Gruner contro quella di Wiesel, stop.

  36. Anonimo scrive:

    bravo Lopo:
    ti spetta la prima e l’ultima parola!

  37. Lopo scrive:

    SolitoAnonimo:
    1) La prima parola l’hai avuta te, sei impreciso anche su questo.
    2) Ma visto che bazzichi qui da tempo, e ti arroghi anche il diritto di dare del “pigrista” agli altri, metterci la faccia o uno straccio di nome, no?

  38. Anonimo scrive:

    NEL RICORDARE CHE LA GRECIA NON HA TANTA VOGLIA DI ADERIRE AI PROGRAMMI DI RISANAMENTO FINAZIARIO … CHE IN GENERE PORTANO AL FALLIMENTO DELLE ECONOMIE, riporto questo interesante articolo (i punti esclamativi sono miei, il lettore di Blondet sotto anonimato):

    Papandreu condanna gli attentati incendiari alla sinagoga
    Il premier greco Giorgio Papandreou ha condannato ”nel modo piu’ deciso possibile” i recenti attentati incendiari contro la sinagoga di Hania, sull’isola di Creta. (…) Una condanna diretta da parte del premier, oltre a quella dell’esecutivo, era stata chiesta dalla Anti Defamation League (Adl). Quattro persone, due inglesi !!!!!!!!!!!!!un americano !!!!!!!!!!!!!!!! e un greco, sono state arrestati per gli attentati, ed un altro americano e’ ricercato. (…)
    Chrisochoidis ha risposto in tal modo alle dure critiche del quotidiano Wall Street Journal (WSJ) che, dopo i ripetuti attentati contro l’antica sinagoga di Hania, a Creta, aveva stigmatizzato nei giorni scorsi ”la mancanza di una leadership morale” in Grecia capace di denunciare con forza la minaccia del risorgente antisemitismo. Il WSJ in un articolo intitolato ‘La vergogna della Grecia moderna’ aveva scritto che ”la Turchia non e’ la sola democrazia mediterranea colpita dalla maledizione dell’antisemitismo”. E nel denunciare ”l’atteggiamento spesso vergognoso e ambiguo assunto da troppi Greci durante la Seconda Guerra Mondiale”, aveva al tempo stesso criticato ”la letargica risposta” del governo, dei politici, della chiesa e dei media agli ultimi incidenti che hanno fatto seguito ad altre azioni razziste e vandaliche contro monumenti e cimiteri ebraici in varie parti del paese. L’esecutivo socialista ha espresso la sua condanna dopo l’ultimo dei due attacchi incendiari che hanno distrutto gran parte della biblioteca e dell’archivio del tempio-museo e che avevano spinto anche il Dipartimento di Stato americano ad esprimere profonda preoccupazione. Chrisochoidis, in una lettera al WSJ afferma che i recenti attacchi incendiari a Creta ”hanno a che fare piu’ con l’aumento della violenza in generale e delle organizzazioni estremiste che con una risorgenza dell’antisemitismo”. ”La Grecia non e’ mai stata e mai sara’ un paese di odio ceco e di razzismo”, ha scritto il ministro ricordando le sofferenze del paese durante l’occupazione nazista
    Il leader dell’estrema destra greca, Giorgio Karatzaferis, ha sostenuto oggi in un’interrogazione parlamentare che, secondo alcune informazioni, le cinque persone – due britannici due americani e un greco – arrestate o ricercate per gli attentati contro la sinagoga di Hania, a Creta, lavorerebbero o avrebbero rapporti con una vicina base americana sull’isola greca. I cinque sono stati arrestati la scorsa settimana in seguito a due attentati incendiari contro l’antica sinagoga di Hania, e un altro americano e’ ricercato e, secondo i media, sarebbe partito per l’Italia. I due attentati hanno causato la quasi completa distruzione della grande biblioteca e dell’archivio del tempio a Creta, che e’ anche museo. Karazaferis nell’interrogazione scritta sostiene che i due americani, secondo le informazioni in suo possesso, lavorerebbero alla base americana di Souda Bay, a Creta, mentre i due britannici sarebbero istruttori al Nato Maritime Interdiction Operational Training Center (Nmiotc) a Souda, e il greco svolgerebbe un lavoro connesso con i rifornimenti alla base. La stampa locale a Hania riferisce oggi tali informazioni, riportate anche dai media nazionali, sottolineando pero’ che non sono state confermate dalla polizia. Secondo quest’ultima, i due americani sarebbero insegnanti e i due inglesi e il greco avrebbero lavorato al vecchio porto di Hania. Nella sua interrogazione, Karatzaferis ha chiesto al premier, Giorgio Papandreou, cosa intenda fare di fronte a queste notizie che, se confermate, ”gettano una luce politica sinistra e altamente sospetta” sulla matrice e lo scopo degli attentati. Avvenuti, afferma il leader di estrema destra, mentre ”sia il Dipartimento di Stato che il quotidiano americano Wall Street Journal” hanno sollevato la questione di un presunta ondata di antisemitismo in Grecia, in merito agli attentati. Un altra questione importante che la Grecia dovrebbe affrontare sarebbe il no del Albania sui confini marittimi :
    La Corte costituzionale dell’ Albania ha respinto l’accordo siglato il 27 aprile del 2009 fra Tirana e la Grecia che delimitava i confini marittimi e la piattaforma continentale fra i due Paesi. Secondo un comunicato pubblico dell’alta corte, la decisione e’ stata presa all’ unanimita’ dai nove giudici, che nel testo dell’accordo hanno riscontrato ”violazioni procedurali e sostanziali della Costituzione”. Il patto raggiunto fra i governi dei due Paesi e’ stato ampiamente contestato dall’opinione pubblica e dalla stampa, che sollevo’ dall’inizio seri dubbi sui negoziati. Esperti militari indipendenti presentarono anche degli studi sull’argomento, sostenendo che l’Albania avesse ceduto alcune centinaia di chilometri quadrati di superficie marittima alla Grecia. Coinvolta nel dibattito anche l’opposizione di sinistra guidata dall’attuale sindaco di Tirana, Edi Rama, che sulla questione ha fatto poi ricorso alla Corte costituzionale. Le autorita’ invece hanno sempre sostenuto di aver tenuto conto, nel corso dei negoziati con la Grecia, delle leggi e delle convenzioni internazionali

  39. Anonimo scrive:

    ps
    L’ARTICOLO PRECEDENTE è TRATTO DAL CORRIERE DEL SUD