Archivio di febbraio 2010
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EMOZIONE!
A volte capita di sentire di strusciamuri perditempo che, rovistando per soffitte o cantine trovano oggetti di valore, quadri di Van Gogh, sacri Graal e così via. Abbiamo sempre pensato che fossero tutte stronzate, da carogne malfidati quali siamo.
E invece dobbiamo ricrederci, perché è capitato anche a noi! Giusto stamani, fra le bancarelle del mercato dell’antiquariato di Gavorrano Scalo (GR), abbiamo acquistato un antico frammento di pergamena che una perizia ha confermato essere autentico, e scritto di pugno nientemeno che da Aristotele!
Nel prezioso frammento si parla, tra le altre cose, di una ricetta per il majale alle prugne, di una corretta igiene delle piante dei piedi e di come sia necessario scartavetrarsele con la pietra pomice dell’isola di Santorini, e infine di uno dei celebri sillogismi del grande filosofo greco. I termini di tale sillogismo recitano più o meno così:
“Un corruttore è sicuramente un grandissimo pezzo di merda”.
“Un avvocato è stato corrotto perché testimoniasse il falso”
Poi il frammento, purtroppo, finisce qui.
Però trattandosi di documenti antichissimi, invitiamo i nostri lettori a non formulare giudizi avventati e, anzi, a valutare il tutto con le dovute distanze, interpretando i fatti attraverso i mezzi critici messi a nostra disposizione da innumerevoli altri filosofi di scuola Gasparri, secondo i quali, se un criminale non è stato giudicato entro dieci anni dal reato commesso e, tuttavia, provato, allora è innocente come un angioletto.
Con questo pensiero, risultano innocenti anche Bruto, che aspetta ancora di venir condannato da un tribunale della Repubblica per l’omicidio di Cesare; Jack the Ripper, che non è stato mai processato e, dopo tanti anni, anche i suoi crimini saranno caduti in prescrizione; e infine anche il povero Itle, che adesso, se vuole, potrà finalmente rientrare dal Brasile ed essere acclamato come un grande statista, perseguitato dall’armata rossa e dalle toghe d’identico color.
Viva!
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24 febbraio 2010

Ha ragione il nostro femtopremier, il quale, tenero epigono di Tolkien, scatena i paladini del bene contro le forze del male, i pettinati in completo Armani dei Circoli della Libertà contro i Nazgûl della sinistra. Era l’ora.
Una delle battaglie di questa inedita crociata, finalmente, sarà contro le intercettazioni, che sono una barbarie e da cui possono sortire solo secchiate di fango. Il Sire ha anche aggiunto che siamo tutti intercettati (resta da capire dove siano nascosti gli altri 60 milioni di ascoltatori), e che questo non è accettabile in uno stato democratico come il nostro. Poi gli è venuto da ridere, ma ha dissimulato subito attribuendo l’accesso d’ilarità ad una vecchia barzelletta, balzatagli in mente, sulle schiave negre.
Ad ogni modo, siamo davvero felici di questa iniziativa. E questo perché se anche i Paguri fossero intercettati, potrebbero essere divulgate conversazioni incresciose e imbarazzanti, cose del tipo:
- Maledetto stronzolo, ma cosa aspetti a consegnammi la sceneggiatura? Guarda che non ce la faccio coi tempi, eh?
- Ho capito, ho capito, spaccacazzi, ho guasi finito, mi manca una vignetta sola ma devo aspettare che venga da sé!
***
- Ma hai visto come faceva caà il principino di questa minchia? Ma perché ‘un s’ammazza?
- Davvero, lui, quer criminale di su’ pa’ e la rottanculo di su’ ma’!
***
- Allora l’hai finito il quinto volume di “The Boys”? No, guarda, la sequenza dell’aeroplano m’ha fatto schiantà!
- Dé, io ciò pianto! Ma perché fuori si leggono e si fanno certe cose e in Italia invece c’è sempre le solite storie pallose da più di trent’anni? Perché ‘un si fanno anche da noi?!
- Anzi, perché ‘un ce le fanno fa’ a noi, addirittura!
***
- Io guarda, ‘un ce la faccio più! Ma che paese di merda è questo? Questo stronzolo ‘un ci si leva più da’ ‘oglioni!
- O, me l’hai promesso, eh? Quando ‘r nano maledetto STIANTA, scatta subito una doppietta di rasponi, poi si va tutti a cena fòri e poi via, in macchina a giro per la città a festeggiare come se l’Italia avesse vinto a’ Mondiali!
- Ma scherzi?! S’è fatto un giuramento solenne e su queste cose ‘un ci si scherza!
***
- NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Lupi, c’è Lupi anche stasera!!!…ma come si fa a sopporta’ uno come Lupiiii!!!…
- Madonna tr(………..omissis……………)ane! Lupi! Oddìo, bisonga che giri canale, ché mi vien l’urcera!
***
- Stasera cine?
- Ma se non c’è un cazzo!
- Boia, ‘un ci riesce più d’anda’ a vede’ un firme come si deve, madonna(…….omissis……..)oia!
- Ma è venerdì, e la notte ci esige protagonisti! Bisogna, in qualche modo celebrare la nostra gioventù, uscire di casa e gridare al mondo che siamo vivi!
- Tisana a casa mia?
- No, a casa mia, ciò già le ciabatte e l’urtima vòrta son venuto io!
***
- Finitoooooooooo! Stamani ho spedito gli ultimi albi e, seddiovòle, ce li siamo levati tutti dai coglioni!!!!
- Davvero! Basta buste, basta indirizzi, basta dediche…
- E soprattutto basta merdoni assassini che pagano con un nome, vogliono la dedica ad un altro e chiedono di spedirlo a un altro ancora!
***
- Oh, ma c’è l’Olimpiadi invernali?
- Sì, mi pare di sì!
- E il nostro amore, la bella culona Albena Denkova non partecipa?
- Ah, già! Boh?! Speriamo di sì…
- Boia ti riòrdi che popo’ di culo che ciaveva? bella, bella e brava!
- Me l’ero scordata, ma ora che me l’hai fatta torna’ a mente vado a farmici una bella sega, vai!
(…)
E questo, sinceramente, è intollerabile.
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23 febbraio 2010

Anche noi, come le Istituzioni, seguiamo la politica dell’alternanza. Lo facciamo, tuttavia, in un modo più consono alle nostre esigenze: a volte ci siamo, a volte no.
Questa è la volta del ci siamo.
“Iniziazione”, dal Vernacoliere di marzo, in edicola da venerdì 26 febbraio.
***
MEMO: domenica 28 febbraio, di giorno saremo a Mantova Comics. Al calar delle tenebre, invece, ci troverete al TeatrOfficina Refugio, in Scali del Refugio a Livorno, nei cui locali, alle 22,00, presenteremo tutti gli aggiornamenti e gli sviluppi riguardanti l’albo Don Zauker – Santo subito.
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21 febbraio 2010
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18 febbraio 2010

Guardate, non è per supponenza o per ostentato e fasullo anticonformismo, ma vi preghiamo di crederci quando vi diciamo che a noi del Festival di Sanremo non ce ne frega un cazzo nulla.
Davvero, non sappiamo chi c’è, chi non c’è, chi ci va e chi ci viene mandato.
Ma così non è per il nostro amico Santrine che, da buon emigrante, approfitta di queste belle manifestazioni per ricordarsi un po’ del suo Paese e per convincersi ancora di più di aver fatto la scelta giusta.
E, manco a dirlo, non poteva non riconscersi nella bella dichiarazione d’amore all’Italia che il nostro principino Emanuelle Filiberto ha cantato sul palco dell’Ariston, in compagnia del suo nano di corte e di un altro tizio.
La parola, dunque, a Santrine:
No, cari amici, la vita dell’emiCranto non è per niente facile.
Puoi ripudiare il tuo paese quanto vuoi, arrivare a fingerti pakistano per fare bella figura, ma l’orgoglio di essere italiano è sempre lì, vigile. E allora ti scopri a raderti con la crema da barba alla menta, a tenere il mandolino sempre a portata di mano, a correre dalla cucina al cesso, come Tardelli al Bernabeu. A volte poi, quando la nostalgia canaglia ti prende proprio quando non vuoi (op.cit.), apri con voracità l’homepage di un quotidiano italiano e la divori in ogni sua parte. E cominci a farti delle domande.
Un esempio.
Il legittimo (ci mancherebbe altro) futuro pretendente al trono d’Italia è stato malamente sfancvlato® dal Festival di Sanremo, in coppia nientepopodimeno che con il suo nano di corte, Enzo Ghinazzi (rima obbligata). Ora, dimentichiamoci per un momento che Pupo da anni si fa mantenere il vizio del gioco, la moglie e l’amante dal canone RAI e da un patetico revival. Dimentichiamoci anche che, senza il supporto di metà degli Squallor (Daniele Pace e Giancarlo Bigazzi, di nuovo rima obbligata) come autori, sarebbe rimasto null’altro che un nano innocuo. E dimentichiamoci pure che una delle sue canzoni più famose è in realtà stata scritta ad honorem di un mattarello di mogano da quell’alliscia-putipù di Malgioglio.
Ma sì, dimentichiamoci di tutto questo e concentriamoci sul principino, che ricorda il presidente del consiglio in carica: un po’ showman, un po’ industriale, un po’ operaio, un po’ artista, un po’ donnaiolo. Il tutto tenuto insieme dal fil rouge della cialtroneria.
Infatti il curriculum del (ram)pollo reale lo vede, ancora esule, come conduttore televisivo grazie a quel paraculo di Fazio; come svolazzante ballerino sotto le stelle in coNpagnia di accompagnatrici di riguardo; come fondatore di un movimento politico di spessore nonché candidato (trombato duro, non senza piacere…da entrambe le parti) alle elezioni europee. Infine, mai domo, come irriducibile nemico del congiuntivo, con il quale ha ingaggiato da anni una battaglia senza esclusione di colpi.
Ma soprattutto, la sua vena imprenditoriale lo ha portato a chiedere centinaja di milioni di euro ai suoi sudditi (cioé voi, moi non plus: PUPPATEMELO!) per le sofferenze patite durante l’esilio svizzero, delle quali fa velata menzione il testo della canzone, con tanto di richiesta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Ovviamente ha fatto questo in copro-duzione col padre, a sua volta riuscito imprenditore ramo omicidi, videopoker e troie, nonché vedette di scazzottate reali ai matrimoni altrui e, dulcis in fundo, iscritto alla P2 ça va sans dire.
Ciononostante, non trovo giusto che si tratti così un testo in cui si parla di orgoglio per la propria religione e per la propria cultura, per di più cantato da due autorità in materia.
Ma tanto, si sa, solo chi ha patito come me e il piccolo principe le pene che ti procura il dover essere costretto a vivere in un Paese nel quale non ti riconosci (per lui la Svizzera, per me l’Italia) può capire il testo di quella bella canzone, la cui aria, tra l’altro, è paripari “Somewhere over the rainbow”.
Ah, a proposito di aria, ho letto che uno degli illustri ospiti del festival è stato Causo* Cassano, che ha simpaticamente ammesso di avere scritto più libri di quanti ne abbia letto: due.
Ora, considerando che questa sua comparsata è stata meritatamente retribuita con 150.000 dei Vostri euro (e delle Vs. madri, beninteso), ne deriva che il prezzo corrente di mercato è di 75.000eur a libro letto.
Ora la domanda è: ……..?
Secondo me, sì.
Vs.
Santrine
*Coso, in barese
***
ULTIMORA:
Berlusconi dice che per chi commette reati non c’è posto nella politica.
Beh, fin troppo facile.

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16 febbraio 2010

(Scusa, Pablo).
Cari gangilli, la vostra fantasia pazzerellona vi ha fatto formulare le ipotesi più disparate sull’oggetto del post precedente, vero e proprio quarto mistero di Fatima. Alcune anche molto veritiere, ma parziali; sappiamo cioè della grave frustoneria che caratterizza Batman; sicuramente anche Clark Kent, ma non possiamo certo dirlo per King Mob.
Così come parziale è l’ipotesi Vertigo; magari si fosse interessata al nostro buon parroco! Negli ultimi anni è la nostra casa editrice di riferimento, ma in questo caso non vale la proprietà transitiva.
E’ parziale – purtroppo – anche l’ipotesi cinema. E qui ci corre l’obbligo di fare una piccola rivelazione: noi la sceneggiatura per il film di Don Zauker l’abbiamo scritta davvero. E’ pronta da tre anni; purtroppo, però, non avendo un cazzo di contatti, conoscenze né dimestichezza col rutilante mondo della celluloide, la storia che abbiamo scritto a due mani giace in un cassetto, coi suoi amici mutande e calzini. Su questo grava anche la consapevolezza che prima di realizzare un film coi toni e gli argomenti del nostro fumetto, un produttore italiano si sottoporrebbe volontariamente alla pratica di un paio di colonscopie al dì. Peccato, perché la storia è bella. O, almeno, a noi piace parecchio.
Ok, inutile dilungarsi oltre, tanto i più dritti (o draghi) fra di voi ci erano già arrivati: Don Zauker – Santo subito verrà rieditato dalla Planeta.
La casa editrice di Barcellona – che pubblica in Europa i personaggi del post precedente, in pratica i nostri personaggi preferiti – ha acquisito i diritti di riedizione di SS. In Italia la nuova edizione è prevista per marzo. La cosa buona è che l’albo verrà tradotto e pubblicato anche in Spagna, con la prima uscita prevista per giugno.
Con una padronanza dell’inglese degna di Aldo Biscardi (ma briào di strizzo e con l’apparecchio ortodontico) seguiamo personalmente la proposta dal 2008; inevitabile, quindi, che abbiamo accolto l’ok della Planeta con gioia pacata e serena soddisfazione*. Mica per le cifre, che di per sé sono assai modeste sia per quanto riguarda la tiratura che per il compenso, quanto per il fatto che un personaggio creato da noi, con le nostre manine e le nostre menti obnubilate dall’Alchermes, una sera di sette anni fa in casa PaguriA, sia arrivato fino a Barcellona, alla stessa casa editrice che pubblica Batman e V for Vendetta.
Un altro motivo di soddisfazione viene dal fatto di aver realizzato l’albo da soli, con l’aiuto dei soli ragazzi di Double Shot, che si sono occupati della parte “burocratica” e che non finiremo mai di ringraziare/beatificare.
Grazie anche a Rrobe e a Mastro Paglia che, la scorsa estate, con le palle a mollo nel mare turchese di S. Vincenzo, ci consigliarono di rivolgerci ai DoubleShot.
Grazie anche a voi, che avete trasformato quest’albo in un piccolo (ma mica tanto) caso editoriale.
E poi, volete mettere come sarà bello vedere il nostro buon esorcista accanto a un miliardario vestito quasi uguale, ma con la tutina aderente e le orecchie da pipistrello?
Finiti i rigraziamenti, prima di tornare alle seghe, vi lasciamo con un motivo di riflessione: ma tra l’autoproduzione e la Planeta, cosa c’è nel mezzo?
Il dibattito è aperto.
P.S. Le copie che avevamo stampato sono finite. Salvo sorprese dell’ultim’ora, il Don Zauker edito da Planeta dovrebbe essere nelle fumetterie italiane a marzo.
* Uragani di seghe (ognun per sé).
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14 febbraio 2010
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10 febbraio 2010

Ci sono uomini che, legati con un lungo elastico, si lanciano nel vuoto da altissimi ponti per provare il brivido dell’impresa ai limiti delle potenzialità umane.
Altri cercano lo stesso brivido a bordo di una canoa fra i flutti di un fiume in piena.
C’è chi si spinge anche più in là: chi si lancia in caduta libera da 4000 metri di quota, o si catapulta in un burrone in sella a una moto, o prova a correre sulle braci ardenti, chi si fa appendere per la pelle della schiena, chi si addentra in un ambiente sconosciuto, quando non addirittura ostile, cercando di sopravviverci con i mezzi che trova.
Chi, addirittura, mette alla prova il proprio fisico, la propria mente e, perché no, anche il proprio destino, guardando un’intera puntata di “Amici”.
Ci sono tanti modi per provare un’emozione fortissima, ai limiti della sopportazione umana.
Noi proveremo a toccare quel brivido (ri)portando in scena il DON ZAUKER TALK SHOW A PISA!
Non sappiamo cosa ci aspetterà, e se torneremo vivi dall’esperienza. Ma a volte si sente l’esigenza di osare l’inosabile, e sperimentare le condizioni più estreme.
Se volete partecipare, venite Sabato 13 febbraio, alle ore 22,00, al Cantiere San Bernardo, in via Pietro Gori (angolo via San Bernardo) a PISA.
L’Associazione Paguri, però, declina qualsiasi responsabilità relativa a traumi di varia natura derivanti dall’esperienza (il passaggio a Pisa, non lo show).
Don Zauker: No Limits.
P.S. Aggiungiamo due sole note:
- Si dovrebbe pagare, poco, pochissimo, ma si dovrebbe pagare. Quanto? Sappiamo una sega! Chiedete a quelli del Cantiere. Ma sotti i cinquEuri.
- Se qualcuno vuole fare filmati o riprese, faccia pure. Basta che poi ce li mandi anche a noi.
***
ULTIMORA: Bertolaso indagato per corruzione!…sì, sì, anche noi avevamo sempre pensato che prima o poi sarebbe successo!
Ecco, ora non gli manca veramente niente per esser nominato ministro, come annunciato giorni fa, dal nostro luminoso premier.
No, non pensate male.
Intendevamo dire che, in questo modo, anche lui potrà avvantaggiarsi della legge sul legittimo impedimento, che si vuole estendere a tutti i ministri, ecco!
AGGIORNAMENTI: Berlusconi: ” Bertolaso non si tocca!”…e se lo fa, lo fa solo quando Francesca ha le sue cose.
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8 febbraio 2010

Diciamo la verità: a volte temiamo di essere un po’ monotematici nella scelta degli argomenti, che spaziano da Berlusconi al Papa, per poi tornare indietro a Berlusconi e ritornare sul Papa, soffermandosi, talvolta, su qualche stronzolo che si sia distinto per particolari meriti.
Soprattutto temiamo di non saper essere abbastanza odierni, spigliati e attuali e di trascurare il mondo dei giovani, perdendo così diverse migliaia di lettori.
Ma noi siamo autori di fumetti, perdìo!
Siamo giovani(li), siamo alla moda, facciamo tendenza, siamo veramente cool e dannatamente trendy, cazzo!
Siamo opinion leaders!
Cosa volete, oggi, grazie a internet, tutti possono essere opinion leaders! Basta discernere con aggressività su questo o quell’altro argomento – non importa con quale preparazione – e cercando di creare il massimo scompiglio in modo da agitare le opinioni, facendo attenzione, comunque, a prendersi sempre molto sul serio.
Per questo motivo e soprattutto per non sembrare due vecchi brontoloni che vivono fuori dal mondo, abbiamo deciso di fornire ai nostri amati lettori una guida ragionata ai film in programmazione nelle principali sale italiane. Una guida preziosa, arricchita da preziosi giudizi critici e note tecniche, che rappresenti quindi un servizio utile e garantisca un’attendibile banca dati da consultare prima di decidere quale film andare a vedere.
Cominciamo.
AVATAR: Ne hanno parlato troppo, troppo casino. Non ci siamo andati.
LA PRIMA COSA BELLA: Nulla di speciale, però bellino, via.
IL QUARTO TIPO: Non sa d’un cazzo.
BACIAMI ANCORA: E chi l’ha visto?
PARANORMAL ACTIVITY: Cimportaunasega. Se l’ha girato in casa, con la su’ fia, ir su’ amico e la telecamerina amatoriale, allora noi si guarda, in casa, con le nostre fie, i nostri amici e il divx amatoriale.
IO LORO E LARA: Verdone ha rotto i coglioni.
IL CONCERTO: Dice sia ganzo. Mah?! S’andrà a vede’ la prossima settimana, eh?
BANGKOK DANGEROUS: Eh?
TRA LE NUVOLE: Inizia bene, poi no.
Bene, sicuri di avervi fatto cosa gradita vi diamo appuntamento alla prossima settimana, quando parleremo di fumetti.
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6 febbraio 2010

Amici miei,
vivendo in Belgio ormai da un po’, mi duole ammettere che ogni volta che metto piede sul suolo patrio lo vedo sempre più un paese dove passare delle belle vacanze, in posti meravigliosi, con cibo spettacolare, vino ancora migliore, bellephyæ® & cotillons. Ma viverci, be’, viverci è un’altra cosa.
Purtuttavia, ‘iobono come mi piace scrivere purtuttavia, quantunque sia desueto.
Dicevo? Ah sì, nonostante ciò, la maggior parte dei miei amici/colleghi stranieri sono invariabilmente attratti dai nostri posti meravigliosi, dal cibo spettacolare, dal vino ancora migliore, più raramente dalle bellephyæ. Si sa come sono i belgi, un po’ co(ti)llons.
Quindi, quando mi chiedono consigli su dove andare*, cosa fare**, cosa mangiare***, per comodità li mando* su qualche sito di fiducia dove trovare quello che cercano. Ma quelli che non hanno un italiano a portata di mano, che fanno? Lo so cosa state pensando, ma non suggerite, ve lo dico io: vanno sul portale Italia.it, ovvio!
Ora, non cominciamo con le facili ironie, i “se mi darebbero 2.000 euro ce lo facevo meglio io”, etc. perché se ci hanno speso circa 70 milioni di euro, il costo di un discreto calciatore, li varrà, no? Se si vuole incentivare il turismo bisogna frugarsi, non ci sono scorciatoie. Molte persone si sono avvicendate nella realizzazione di questo progetto ambizioso, è stato un complesso lavoro corale, e ognuno ha dato il suo contributo. A cominciare dal Presidente del Consiglio Be… no, non mi riesce di dirlo, il Ministro Stanca (dopo un po’, neanche troppo), il Ministro Rutelli, il Ministro Brambilla, il Ministro Brunetta, la Sora Lella e sumà (della Sora Lella, op.cit.).
E’ infatti solo grazie a loro che adesso, aprendo il sito dall’estero, e per soli settanta milioni di euro, possiamo presentare con orgoglio ai nostri amici stranieri primizie come “Cellino San Marco: il sogno di Al Bano” (ma non era quello che manco il papa vuole vedere?) e “Discovering the Forbidden City of Peking” (ma non era il sito dell’Italia?). E possiamo dilettarci a scorrere con voluttà le news, aggiornate al 27 dicembre 2009.
Continuo? Non credo ci sia bisogno.
Però, come succede in alcuni film, proviamo a vedere dove sono finiti i protagonisti di questo nuovo miracolo italiano:
Il Ministro per l’Innovazione che lanciò l’idea nel 1994, Lucio Stanca, adesso è Amministratore Delegato di Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A, (emolumenti per 450.000 € l’anno), ma nel contempo arrotonda anche con lo stipendio di deputato, a cui non ha saputo rinunciare. Se poi alla Camera non si fa vedere è perché cià da fare, sapeteunasegavoi di Expo.
Il Ministro per i Beni Culturali che mise online per la prima volta il sito nel 2007, Coso Rutelli (a.k.a. Pliiis, visit Italy), è ancora inspiegabilmente tra i co(ti)llons a fare danno.
Il Ministro per il Turismo che ha fatto partire questa meraviglia nel 2009, Teg.me Vittoria Brambilla, non ha bisogno di presentazioni, ma probabilmente di qualche ceffone. Però va detto che, essendo a capo dell’impresa di famiglia dèdita alla trafilatura d’acciaio, di turismo se ne intende.
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione che ha contribuito alla messa online, Cosetto Brunetta, lo vedrei bene sulla spalla destra di Bud Spencer, ma magari voi avete un’idea migliore.
Ah, dimenticavo, il sito di riferimento per il turismo italiano riceve circa 20.000 contatti al mese (edreams quasi 2 milioni).
Praticamente con soli 70 milioni di euro siamo passati dall’imbarazzo della scelta, all’imbarazzo.
Santrine
* In culo.
** Ammàzzati.
*** Questa fava.
***
Santrine è da anni un amico fidato e prezioso dei Paguri, in questi ultimi tempi impegnato nel ruolo di EMICRANTO. Napoletano di nascita, ha vissuto a Pescara, poi Firenze, Milano, fino a stabilirsi a Bruxelles, ove attualmente risiede. Novello Umberto Nobile, impegnamoci tutti quanti ad arrestare questa corsa dissennata verso l’algido nord che lo accompagna da tutta la vita, perché andarlo a trovare in un igloo torna male.
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