INTERCETTAZIONI
ferma condanna
Napolitano dice
“Per me… bah, vaglio”
(Santrine)
31 maggio 2010
31 maggio 2010
Ecco, già ce li immaginiamo, i soliti antisemiti, pronti ad attaccare lo Stato di Israele per essere caduto in quest’ennesima provocazione da parte dei soliti pacifisti del cazzo.
Sì, perché come ormai avviene da molti anni, il moderato governo israeliano è costantemente preso di mira da orde di pacifisti e disgraziati, che puntano a screditarlo agli occhi della comunità internazionale lasciandosi bombardare le città e i campi profughi, lasciandosi morire di fame e malattie e, ultima trovata, lasciandosi ammazzare mentre vanno a portare medicine e mezzi di sostentamento alle popolazioni prigioniere dell’embargo.
Bene, sappiate cari signori, che Israele è una grande democrazia, punto. Oh, lo dicono in tanti, vorrà pur dire qualcosa, no? E questo le dà tutto il diritto di difendersi dalle provocazioni di chicchessia, bombardando e uccidendo un po’ chi cazzo le pare, così, senza dover rendere conto a nessuno. Questo, almeno, secondo le dichiarazioni del sottosegretario agli Esteri, tale Coso Mantica, che pur senza aver saputo ancora una sega nulla di quel che fosse accaduto, si è affrettato a sostenere la tesi della provocazione ai danni di Israele.
Attendiamo ora nuovi attestati di stima da altre Grandi Democrazie che sono costantemente minacciate, non solo dai pacifisti, ma anche da pericolosissimi monaci tibetani, come la Cina, temibili monaci buddhisti in Myanmar e da studenti nullafacenti e sediziosi, come in Iran.
Avanti così.
29 maggio 2010
Anabolizzati ciuffoni (e spesso anche acciuffoni) stretti in colorate tutine attillatissime che pretendono di salvare il mondo a forza di cazzotti.
Nerd prigionieri della loro inadeguatezza che non riescono più a capire il confine tra la realtà e l’immaginazione.
Questo sono i supereroi in un mondo dove non esistono i superpoteri.
Questi sono i supereroi, nel nostro mondo.
Ma se in questo fumetto di supereroi non ci saranno superpoteri, cosa ci sarà?
Vediamo un po’…
…complotti, controllo dell’informazione, ricatti, inculate, paranoie, persecuzioni, politica, scandali, omicidi, terrorismo psicologico, guerra, multinazionali, schiavismo, cani, merda, trame segrete, puttane, aziende farmaceutiche, religione, sangue, squallore, umiliazioni, filosofia zen, tragedie, bondage, mantelli svolazzanti, violenza gratuita, seghe, razzismo e splendidi servizi sugli animali, come in ogni tg che si rispetti.
Sembra abbastanza, no?
Domanda lecita: “Ma se avete detto che non vi piacciono, perché fate un fumetto sui supereroi?”
Risposta cortese: “Beh, neanche la Chiesa ci piace, eppure abbiamo fatto Don Zauker.”
Lucca 2010
Emiliano Pagani; Laca, Andrea Piccardo.
28 maggio 2010
26 maggio 2010
Prosegue, fra una lode e un’ingiuria, fra un sostegno e uno sgambetto, fra un bacio e un anatema (a cui viene puntualmente risposto “a me me lo puppi”), l’intensa opera di evangelizzazione e proselitismo del nostro nume tutelare.
Don Zauker ama i suoi fedeli, e si dimostra infaticabile quando si richiede la sua parola negli angoli più remoti e ostili del mondo, specie se viene ospitato, rifocillato e rimborsato dell’incomodo. Ancora l’eco delle sue dolci omelie stenta a dissolversi nei luoghi ove poggiò il piede (così come stentano a dissolversi le polemiche sulla stampa, le lamentele dei bigotti, l’indignazione dei burattini), e ciò non fa altro che incoraggiarlo in questa sua faticosa missione.
La nuova tappa del futuro santo (che nel frattempo si sta toccando i coglioni) avrà luogo sabato 29 maggio, ospite dell’organizzazione di ArtMaySound, a Bolzano. Il buon esorcista comparirà in Piazza Walther, la mattina e il pomeriggio, e parlerà per bocca di uno dei Paguri, suoi agiografi da passeggio, con aggiornamenti sui lavori in corso e qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni.
Questo comunicato è a beneficio di coloro che:
In attesa degli ultimi aggiornamenti, s’innalzi su pei monti una laude, con voci fortissime e adamantine:
Veniamo giù dai monti
dai monti del Tirolo
cantiamo tutti in coro
Don Zauker che bontà!
26 maggio 2010
Commenti disabilitati
25 maggio 2010
24 maggio 2010
Fervono ancora i preparativi, ma a giorni si saprà se la legge sulle intercettazioni andrà in porto o no, e in quale forma.
La nostra è una sincera eccitazione, un po’ come alla finale dei mondiali, o al testamento della zia d’America morta schiantata, o al primo, indimenticabile rocchettone*.
In tanti si affannano a descrivere questo nuovo progetto come una delle leggi più merdose che si potessero concepire (come se il 90% delle precedenti fossero giaggioli), in culo all’opinione pubblica, al buon senso, ai fondamenti della democrazia, alla maggior parte degli organismi di stampa, della magistratura, degli osservatori stranieri, all’orsetto Knutt e – non ultimo – all’articolo 21 di non ci ricordiamo cosa, ma doveva essere importante… ce l’abbiamo sulla punta della lingua…
Boh, ora non ci viene a mente.
Si diceva, in tanti gridano allo scandalo, agitando lo spauracchio della figura meschina a livello mondiale.
Ah ah, anime belle.
Cioè, dopo tutto quello che è successo negli ultimi vent’anni, ci si preoccupa ancora della figura a livello internazionale? Ma per favore. No, no, semmai la questione è un’altra, e precisamente questa: possibile che noi italiani si faccia sempre le cosine a metà e un passettino alla volta? Possibile che si venga sempre additati come i quacquaracquà smidollati, che non riescono – nel bene o nel male – a concretizzare nulla, in maniera completa e plateale? Eccheccazzo, possibile che non si riesca a diventare un grandissimo punto di riferimento, sia come Paese illuminato, ricco, colto, pacifista, all’avanguardia e difensore dei diritti umani, sia come postaccio pericoloso, sudicio, ignorante come la merda, arretrato, senza democrazia, fondamentalista e con Enrico Papi in TV?
E allora, visto che fra le due opzioni almeno una l’abbiamo imboccata, e di gran carriera, si dimostri finalmente di cosa siamo capaci e si vada fino in fondo una volta per tutte! Costituiamo finalmente una realtà che lasci la sua traccia indelebile nella storia! Ma sì, spingiamo allegramente il pedale dell’acceleratore verso il burrone, clacsonando e facendo le corna alle altre vetture! AH! AH! AAAAAH!
Perlomeno non avremo finalmente da invidiare nulla che so, al Cile di Pinochet.
L’unica cosa è che non abbiamo gli Inti Illimani.
E a noi, che ovviamente saremo in esilio, chi ci canterà le invocazioni alla battaglia per la libertà?
Povia?
* Ma anche a tutti quelli successivi, diciamolo.
22 maggio 2010
18 maggio 2010
Monicelli ha torto: l’italiano è un popolo di rivoluzionari sempre pronto, per senso civico, all’insurrezione popolare. Quale di questi eventi potrebbe provocare una rivolta?
Vince con 1484 voti, pari al 34% del totale, “Sostituzione della trasmissione “Amici” con la rassegna concertistica dei Berliner Philarmoniker”.
Hanno voglia i disfattisti-leninisti-catastrofisti-mastupristi (eh? PUPPA) a blaterare su una presunta vigliaccheria del popolo italiano. Un animo collettivo, cioè, che dipingerebbe tutti noi come una massa di merde deformi, pronte a subire qualsiasi tipo di angheria, colpo basso, vessazione, tartassamento, scandalo, ingiustizia senza che a un certo punto si insorga facendo un casino della madonna, come avviene in Paesi incivili e fortunatamente molto lontani.
E così, anche i soloni che in base a non si sa quale merito sono considerati personaggi degni di stima, come Mario Monicelli, possono permettersi di blaterare sulla nostra indole solare e gioconda, additandola a piaga nazionale anziché virtù contagiosa, e facendo per giunta rimanere male il dolce Giovanni Floris, povera stella.
Ecco, è per tutti i Monicelli, i Bocca, i Ricca, che dimostriamo una volta per tutte come l’italiano sia sì buono e caro, ma dotato di una dignità e un senso civico, perdìo, che se stuzzicati lo fanno insorgere in men che non si dica. E allora altro che rivolta delle camicie rosse. Ah ah ah (ci vien da ridere).
Provate dunque a limitare il possesso del telefonino a non più di uno per persona. Cioè, si provi a impedire a ciascuno di essere libero di spaccare il cazzo a perfetti sconosciuti seduti accanto in treno, blaterando per ore con un cellulare e giocando a tetris con un altro; o si provi a limitare la libertà di tenere 3 o 4 telefonini accesi al cinema, dimodoché almeno uno possa squillare, dando l’avvio a una gioviale conversazione a voce alta, proprio durante il finale di Shutter Island.
Si osi – così per dire – imporre un tetto alle cilindrate, impedendo quindi all’onesto padre di famiglia di sfrecciare a centallora lungo controvialetti residenziali di due metri di larghezza, o a duecento sulla statale 206.
E se proprio siete scettici (e quindi disfattisti-leninisti-catastrofisti-mastupristi (eh? PUPPA)) pensate a cosa potrebbe diventare l’italiano, il vero italiano che lavora, paga le tasse e manda avanti la baracca, se gli venissero tolti così, di botta, i suoi principali riferimenti culturali: le lucide analisi sui massimi sistemi dell’Isola dei famosi, il sano agone costruttivo di Amici, la grande tradizione musicale di X-Factor o – non ultimo – la sociologia moderna del Grande Fratello.
Figuriamoci cosa potrebbe succedere se alle miti mandrie di italiani e italiane, bucolicamente assisi sui divani casalinghi, si togliessero di colpo non tanto i riferimenti culturali o i modelli da imitare (magari attraverso squallidi tormentoni in stile Zelig e Striscia la notizia), quanto gli esempi di gente becera, volgare, falsa, vigliacca, banale, arrogante, stupida e prepotente, al cui cospetto potersi sentire migliori. Almeno per una volta nella vita, migliori di qualcuno.
Perché è molto più bello e consolatorio sentirsi intelligenti guardando degli stupidi che non sentirsi stupidi, in presenza di persone intelligenti.
Anche se i suddetti stupidi di cui sopra guadagnano milioni di euro per scurreggiare e fare il trenino, mentre chi li guarda – e con questo li mantiene – si sente più intelligente ma spesso, ha un lavoro precario (quando ce l’ha) che gli permette a malapena di farsi inculare dal superenalotto.
Figuriamoci se un’istituzione blasonata come Amici di Cosa, lì, venisse sostituita con un’intera stagione di concerti del gruppo noto come “Berliner Philarmoniker”, oltretutto crucchi di merda, che non si capisce nulla quando cantano e le fie non si fanno nemmeno la ceretta sugli stinchi, aibò. Ecco, provate ora a immaginare le conseguenze.
Dio ci scampi, non ci vogliamo nemmeno pensare.
Ci vien da piangere al sol pensiero.