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Zio Itle Superstar

18 giugno 2010

Un giornale tedesco ha pubblicato una raccolta agiografica di dvd dedicati al Fuhrer, intitolata: “Hitler, le parole, gli applausi.”

Non i deliri e i crimini, le parole e gli applausi, come si trattasse di Gandhi, Mandela o Bono Vox.

Quello che più stupisce è che la cosa non ha suscitato nessuna polemica e…no, scusate, questo fatto non è mai successo, non sarebbe potuto succedere, in un Paese civile.

Ma in Italia, oh dolce  Italia

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26 Commenti

  1. mattevigo scrive:

    Dai, ma e’ vero o e’ una presa per il culo?

  2. Anonimo scrive:

    ah, ecco, mi sembrava strano in Germania…
    le parole, perché dei fatti è meglio non parlarne…
    lo sapevate che Mussolini si ritrovò Duce a sua insaputa?

  3. Anonimo scrive:

    parbleu, incroyable…
    -adl

  4. Anonimo scrive:

    Brutti manfruiti che ‘un siete altro, m’avete tirato l’abbocco!
    Ero già andato a spulcià su internette per cercà ‘sta cosa su qualche sito di vendita on lain, ma poi ho finito di leggere e nulla… delusione!
    M’avete buggerato! Ma Zio Itle vi perdonerà questa mancanza di rispetto… ^_^
    A proposito, la Crande Cermania ha perso 1 a 0 contro la Serbia… Questi pesta-mine non hanno rispetto! =(

    Kappa

    P.S.: Su “Libero”, non ho parole…. O.o

  5. juri.natucci scrive:

    E invece, guarda caso te, il buon duce venive applaudito e perdavvero… Ho registrato una puntata della “Grande Storia ” sullo zio benny di rai 3: roba da brividi. Questo succedeva un po’ di tempo fa. Ieri succedeva con bottino crassi, oggi succede con berluskaiser. Cambiano i tempi e i modi del fascismo, ma l’italiano restano facisti c’è poo da fa!

  6. Anonimo scrive:

    Io sono consapevole di vivere in un paese incivile, già da tempo e per tanti motivi. La raccolta dei discorsi del DVCE, tra l’altro l’ennesima (esce tutti gli anni, come i filmi di Alberto Sordi), per nostalgici segaioli, fighetti da aperitivo con la polo tricolore e adolescenti cresciuti berlusconiani, ignoranti come le capre e pseudo-colti autonominatisi tali (“beh, è sempre un personaggio storico”) incide poco, ormai, sull’antipatia per questo paese e sul suo grado di inciviltà. Sopporto meno “una voce per padre pio”.

    • Anonimo scrive:

      Esiste davvero pure una raccolta sul buffonazzo con questo nome?
       
      Non mi stupirebbe ormai più di tanto, sigh…

  7. GloriaACosoNADC scrive:

    Ah bene un’altra collezione da mettere accanto a
    – Il piccolo chimico – versione ebola
    – Le predicozze  di padrepio contro chi fa il cattivello
    – Crassi un grande statista incompreso
    – L’ Olocausto: verità o montatura mediatica?
    – Stalin, il mite uomo del popolo
    In allegato col primo numero c’è anche la bottiglia dell’olio di ricino?
     

  8. La scimmia blu scrive:

    Per un attimo c’ero quasi cascato.
    Poi ci sono cascato davvero.
    Io non posso moccolare, fatelo voi per me.
    Maremmasqualo.

  9. Anonimo scrive:

    Ma c’entra quarcheccosa colla collezzione dei firme di Stallio e Ollio?
    WiPN
    http://www.wipnetwork.net

  10. Anonimo scrive:

    A me della raccolta di Padre Pio interessa relativamente: mi limito a non comprarla.
    Ma l’apologia di fascismo è reato. REATO. Dovrebbe essere reato vendere una roba del genere e Libero dovrebbe essere pesantemente multato.

  11. SpaceMax scrive:

    Ma l’iniziativa di Libero non sarebbe da considerare apologia del fascismo? E per ora (per ora, eh) la nostra costituzione (finchè c’è) la vieta espressamente… a chi dovremmo fare la denuncia?

  12. McLaud scrive:

    @Anonimo10 e SpaceMax:  “dovrebbe”…”sarebbe”…purtroppo non sembra che i giudici vogliano occuparsi di simili reati, anche se alle volte s’impegnano in battaglie politiche che non dovrebbero appartenere loro.
    Ad ogni modo, chi volesse presentare denuncia, può farlo – in teoria – presso qualsiasi procura della repubblica, in persona oppure indirizzando un testo in cui si indicano gli estremi della pubblicazione e richiedendo che gli autori del reato siano puniti.
    Chi volesse assistere ad una “realistica” ricostruzione storica dell’operato delle squadracce fasciste, può presentare la denuncia in una caserma dei carabinieri o al più vicino posto di polizia…e sono cazzi!

    • vinicio scrive:

      Sfortunatamente non è così, fu la Cassazione negli anni ’60/70 a chiarire questo punto, ribadendo con varie sentenze che l’apologia di fascismo si configura solo con l’incitamento esplicito alla ricostituzione del partito fascista, aprendo di fatto la strada alla revisione storica ed al “colpo di stato al rallentatore”.

      • McLaud scrive:

        Caro Vinicio, il tuo rilievo è impreciso sotto più aspetti (tanto per limitarmi ad alcuni: 1) non è stata la Cassazione ad avviare una lettura finalisticamente restrittiva delle norme della legge Scelba, ma la Corte Costituzionale; 2) si era verso la fine degli anni ’50 e non nei ’60 e ’70; 3) sebbene la giurisprudenza della Cassazione abbia un valore fortemente “persuasivo” nei confronti degli altri magistrati, non fa legge…etc…etc…), ma mi ha dato l’occasione per farmi un piccola ricerca ed il risultato è stato piacevolmente sorprendente. E’ vero che dei reati previsti dalla legge Scelba sono state fornite delle interpretazioni restrittive ed anche, più in generale, che la magistratura è comunque poco incline ad occuparsene, ma è anche vero che le interpretazioni alle volte sono soggette a dei revirement. Ad ogni modo, non c’è solo la legge Scelba nel nostro ordinamento, potendosi sempre utilizzare il D.L. 26 aprile 1993 n. 122, convertito con modifiche in L. 25 giugno 1993 n. 205, ed in questo senso, ecco a te e ad altri alcune “massime” (ossia, condensati dei principi giuridici sanciti nelle sentenze della Cassazione) particolarmente calzanti ed istruttive:
        1) Cass. 25184/2009: Il cosiddetto “saluto romano” o “saluto fascista” è una manifestazione esteriore propria o usuale di organizzazioni o gruppi indicati nel D.L. 26 aprile 1993 n. 122, convertito, con modificazioni, nella legge 25 giugno 1993 n. 205 (misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa) e inequivocabilmente diretti a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico; ne consegue che il relativo gesto integra il reato previsto dall’art. 2 del citato decreto-legge (fattispecie occorsa in occasione di incontro di calcio).
        2) Cass. 37390/2007: il fatto di chi, in occasione di un incontro calcistico, sventoli un drappo tricolore recante, nella parte bianca, l’emblema del fascio littorio non dà luogo, mancando la condizione costituita da un pericolo per le istituzioni democratiche, alla configurabilità di alcuno dei reati previsti dalla legge 20 giugno 1952 n. 645, recante attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma rientra nelle previsioni dell’art. 2, comma primo, D.L. 26 aprile 1993 n. 122, conv. con modd. in L. 25 giugno 1993 n. 205, che sanziona penalmente chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori ovvero ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle associazioni, movimenti o gruppi di cui all’art. 3 L. 13 ottobre 1975 n. 654, caratterizzati, tra l’altro, dalla diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio nazionale ed etnico.
         3) Cass. 7812/1997: La legge n.645 del 1952, in tema di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e quella n.205 del 1993, recante norme in materia di discriminazione razziale, presentano, almeno per quanto concerne il divieto di svolgimento di attività “lato sensu” razzista, una oggettività giuridica sostanzialmente coincidente. Peraltro, poiché l’art.1 della legge n.205 del 1993, nella parte in cui ha sostituito l’art.3 della legge n.654 del 1975, stabilisce che le relative disposizioni si applicano soltanto se il fatto non costituisce più grave reato, le disposizioni stesse assumono carattere sussidiario rispetto alle previsioni dettate dalla legge n.645 del 1952. Ne consegue che, se si ritiene di non poter riconoscere attraverso la propaganda razzista la ricostituzione del disciolto partito fascista, la propaganda può acquistare rilevanza sul piano penale solo come forma di incitamento, punibile ai sensi della legge n. 205 del 1993.
        4) Cass. 3791/1993: Non implica immutazione del fatto il provvedimento del giudice del riesame che ritenga la sussistenza di gravi indizi relativamente al reato di cui all’art. 1, terzo comma, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, anziché in ordine al reato di riorganizzazione del disciolto partito fascista previsto dagli artt. 1 e 2 della legge 20 giugno 1952, n. 645 addebitato all’inquisito del giudice per le indagini preliminari con riferimento ad attività di propaganda razzista – Razzismo è, infatti, nozione che indica la dottrine che postulano quale presupposto del divenire storico l’esistenza di razze superiori ed inferiori, le prime destinate al comando, le seconde alla sottomissione; alla stregua di tale definizione, dunque, la lettera e la “ratio” delle due leggi si identificano e le comuni proibizioni si dirigono entrambe ad impedire che le ideologie contenenti il germe della sopraffazione od enunciazioni filosofico-politico sociali (quali il primato delle razze superiori, la purezza della razza) conducano a discriminazioni aberranti, con il pericolo che ne derivi odio, violenza, persecuzione. Poiché, peraltro, l’applicazione del principio di sussidiarietà comporta esclusione dell’operatività della norma che commina sanzioni meno gravi (quella, cioè, prevista dalla legge n. 645 del 1952), onde evitare duplicità di incolpazioni per un’unica condotta finché è o resta applicabile la norma che commina una sanzione più grave (la norma, cioè, dettata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205) questa, se ritenuta operante nel caso di specie, esaurendo il disvalore del fatto, col tutelare anche l’interesse protetto dall’altra, diviene l’unica in concreto applicabile.
        5) Cass. 11942/1982: Il fatto che, alcuni imputati, alzandosi in piedi, simultaneamente ed insieme ad altri tre, subito dopo la lettura della sentenza emessa nei loro confronti, abbiano salutato romanamente e gridato più volte la parola “sieg heil“, integra gli estremi costitutivi del delitto di cui all’art. 11 l. 22 maggio 1975, n. 152, non potendosi, in tale atteggiamento disconoscere la esistenza di un pur minimo pericolo per le istituzioni democratiche. (nella specie, i giudici di merito, avevano anche sottolineato la volontà negli agenti di suscitare consensi alla loro attività neofascista e, quindi, a diffondere concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste).
        Spero di essere stato utile e rimango aperto al confronto.

  13. Anonimo scrive:

    Vado subito a comprare [il sedicente] Libero: ho un micidiale attacco di diarrea di proporzioni elefantiache e non posso sprecare soldi in cartaigienica. Poi rimanderò il tutto (ovviamente usato e finemente decorato) alla redazione, dove è stato concepito.
    Liberale & Scomunicato

  14. Anonimo scrive:

    Comunque penso che dopo 150! anni di storia patria si possano veramente tirare le somme: è impossibile ormai non avvedersi di come “essere italiano” in tutte le sue formidabili declinazioni rassomigli veramente da sempre ad una malattia, ad una sclerosi penosa di buoni e cattivi sentimenti irranciditi, purulenti, incanagliti i primi, immeschiniti i secondi. Siamo un popolo in-drammatico, abbiamo anche perso ogni senso validamente patologico del misfatto,  financo quei bei criminali di una volta, che non avrebbero certo perdonato a nessuno l’imputazione di non essere stati all’altezza del proprio abominio.  Abbiamo dei falliti.
    E questo diffuso e promiscuo pietire a ramengo, senza requie, questa gioia lamentosa e demente, patologica, che chiamiamo la scaturigine dell’italianità, questo e quel frodare per gioco, cantando, come bambini, ringraziando e celebrando il sole, sentimento pentecostale.. perché chist ‘ è paese do sole!           Il “brutto” leopardiano è quasi un sogno di innocenza, un ricordo infantile. Non ci restano che le nostre periferie dilaniate, scarnificate, sulle quali solo la natura a volte si degna di vomitare addosso la propria rabbia. Incazzarci – Insorgere : non lo sappiamo fare più, ammesso che ne fossimo mai stati capaci:  adoperiamo cliché televisivi, spettacolarizzati, immaginifici. Della civiltà contadina dei nonni dei nonni, della classe bakuniniana per eccellenza, delle jacqueries, dell’epica Leviana, dei Pascoli e dei Tozzi, il sottoproletariato Pasoliniano, degli umili, degli offesi: non resta che nulla. Una pulizia etnica è avvenuta, la TV ci ha riuniti nella Malattia di Stato, nella patologia democratica, repubblicana. Questo stesso coagulo d’indignazione non è nulla: credo sia un sentimento di nostalgià della pietà, nient’altro.
    Nelle nuvola in calzoni di Majakovskij il condannato al capestro grida sulla forca:  BEVETE CACAO VAN HOUTEN! 
    Ora, però, la forca.

    • Anonimo scrive:

      Il mio modesto parere è che patiamo (oggi come ieri) il nefasto condizionamento della chiesa cattolica.
      Liberale & Scomunicato

  15. Anonimo scrive:

    Veh, tra poco metteranno reato apologia della Resistenza.

    Ste

  16. peppe scrive:

    Ripeto:
    questi rappresentanti del nuovo fascismo (i servi a berluscone)
    possono dire, scrivere e soprattutto FARE quello che vogliono in un paese di vili come l’italia!
    chi gli si oppone? il pd? i “sindacati” confederali?
    ma per favore….
     
     

    • peppe scrive:

      eppure basterebbe poco…
      è stato fatto, si può fare: si manifesta in strada, TUTTE LE SETTIMANE, in contemporanea NELLE MAGGIORI CITTA’ ITALIANE, per un paio di mesi…
      vedi come cambia la storia!
      (certo bisogna prendersi qualche manganellata, magari una denuncia….  e qua subentra l’italica viltà….)

  17. Goldrake scrive:

    Ma torniamo a parlare di supereroi…


    • Anonimo scrive:

      In effetti una elegante&sobria calzamaglia fluo con i colori della collezione pdl primavera-estate e il mantelluccio gli starebbe mooolto meglio del solito completo gessato da “don”. E così darebbe anche una lezione di stile alla Merkel, che quella crucca non si sa proprio vestire. U_U
      Talented Ripley

  18. La scimmia blu scrive:

    Ora, non per fare il tragico…
    Però di manifestazioni se ne vedono, spesso, tante, colorate e giojose.
    E cosa si è ottenuto?
    ‘Sto cazzo.
    Datemi pure dell’anarcoide, del coglione, del cretino, dello Zauker.. però secondo me qua non rimane che agire con la forza.
    Se non sbaglio Rousseau ha detto che se il popolo non è rappresentato nel giusto modo dai suoi governanti, i quali tendono addirittura ad una dittatura, è dovere del popolo insorgere con ogni mezzo per destituirli e metterci qualcun altro.
    Che aspettiamo? Io ho già pronti i forconi e le torce.