Archivio di settembre 2010
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No, gentili (nel senso di non ebrei) amici, quello che vedete non è affatto un simbolo politico e chi sostiene questa tesi è senza dubbio in malafede, consapevole spargitore di odio e sospetti che avvelenano il nostro bel Paese.
L’immagine che vedete è l’antico simbolo sanscrito del sole ed è quindi non soltanto normale e perfettamente innocuo, ma perfino benevolo, tanto da poterlo esporre sulle nostre bandiere e in tutte le nostre scuole.
No, questa non è affatto una provocazione da stupidi buffoni ignoranti e aggressivi, no.
Anche noi, come il sensibile sindaco di Adro e i suoi consiglieri comunali (sì, le stesse persone che non hanno dato da mangiare ai bambini dell’asilo perché genitori erano in ritardo col pagamento della mensa… le stesse persone che hanno poi protestato quando un ignoto benefattore ha deciso di pagare lui, la mensa a quei bimbi) rivendichiamo il diritto ad esporre sulle scuole, sulle bandiere, sui palazzi di Governo l’antico simbolo sanscrito del sole, in omaggio e in difesa delle nostre origini.
Perché, come potete leggere, questo è un simbolo antichissimo e niente ha a che vedere con la politica o il delirio.
Numerosi simboli simili sono stati ritrovati, in Italia, tra i vari reperti della cultura etrusca e di altre civiltà, come i sanniti, che hanno popolato il nostro Paese fin dall’alba dei tempi.
Ecco perché, questo simbolo del sole, come e più di quello del sole delle Alpi, può fieramente troneggiare sui nostri Comuni e garrire sulle nostre bandiere.
A scanso di equivoci, sappiate che non è affatto nostra intenzione usare i due simboli del sole per forzare un offensivo e scellerato paragone tra leghisti e nazisti.
È una questione di stile.
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29 settembre 2010
CARI PARLAMENTARI
Il compleanno
è suo, il regalo…
fatelo a noi.
(Valeria)
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27 settembre 2010
NUOVA CORONA (MORA)
spremi nel collo
invece d’un limone
un puparuolo
(Santrine)
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27 settembre 2010

Manca poco più d’un mese, e il secondogenito sarà a disposizione del lettore più esigente e sensibile.
Come già detto in altre occasioni, oltre che nell’annuncio precedente, parlare di un nostro lavoro – a meno che non ci sia richiesto, ovvio – ci sembra un po’ di pisciarsi addosso. Don Zauker – Santo subito, il primo albo inedito, è stato amato, odiato, celebrato e aborrito.
Ci è sembrato quindi un ottimo traguardo.
Ci teniamo però a precisare che la pubblicazione di questo secondo albo non è frutto della buona riuscita del precedente, e della nostra (o dei nostri editori) tentazione di volerne sfruttare la scia.
Abbiamo deciso di pubblicare questo albo solo perché, a nostro avviso, è migliore di quello precedente.
È un po’ la nostra linea (volevamo scrivere la nostra filosofia, ma ci veniva da ridere): non un passo indietro. Ogni cosa che facciamo deve essere meglio di quella precedente, almeno nelle nostre intenzioni, altrimenti è meglio non farne di nulla.
Il fatto di essere indipendenti, di non avere contratti, di non campare grazie a Don Zauker (anche se ci piacerebbe tanto) ci consente il lusso di fare un po’ il cazzo che ci pare.
Il nostro carattere, il nostro senso critico e la nostra… ma sì: weltanschauung fanno il resto.
Possiamo quindi garantirvi che, nonostante alcune bocche storte (quando non inorridite), gl’ingredienti per la ricetta di questo nuovo albo sono i soliti:
- personaggi esistenti ben stagionati;
- una julienne di fatti realmente accaduti;
- cospicue dosi di ferocia;
- una mousse fra situazioni grottesche, satiriche e nerissime;
- un pizzico di denuncia sociale;
- cottura a fuoco vivo, e con la pentola scoperchiata.
Senza questi ingredienti non è possibile ottenere il piatto. Anzi, casomai abbiamo cercato di aumentare alcune dosi.
Anche quest’anno ringraziamo i ragazzi di Double Shot (cioè, ragazzi una sega: sono pelati, bianchi come totani e odorano di cassapanca), che hanno acconsentito a pubblicare un secondo albo del vostro esorcista di fiducia.
La prospettiva di una bella scomunica alletta anche loro, evidentemente.
Don Zauker – Inferno e Paradiso, Lucca Comics&Games, 29 ottobre 2010.
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24 settembre 2010

“Perplessità e meraviglia”.
Ecco quali sono i sentimenti che ci accomunano alle più alte gerarchie ecclesiastiche di fronte alle due notizie che hanno scosso il Paese, felicemente intorpidito nella pennichella all’ombra der cuppolone.
La prima, quella del sequestro di milioni 23 riconducibili allo IOR, per una presunta violazione alle norme antiriciclaggio.
La seconda, quella del processo dell’UE contro l’Italia per lo sconto sull’ICI alle attività commerciali della Chiesa, assimilabile ad aiuti di Stato.
Ecco quindi che “perplessità e meraviglia” nascono di conseguenza: opperbacco – si dirà – è mai possibile che l’Istituto per le Opere di Religione esegua operazioni finanziarie strafottendosene delle più elementari – oltre che internazionali – normative in materia di contrasto alla criminalità, anche organizzata? Possibile che la banca vaticana si metta a incamerare fiumi di miliardi provenienti dai traffici più merdosi e criminali senza il minimo ritegno?
Ma no, dai, ci mancherebbe, vedi cosa vai a pensare.
E poi: possibile che uno Stato che sulla carta si dichiara laico, inculi i propri commercianti – quindi contribuenti – favorendo attività concorrenziali per compiacere una casta di anziani religiosi in gonnella?
Ma figuriamoci se può essere mai vero.
Ah ah ah! Ci vien da ridere.
Quindi: “perplessità e meraviglia”.
Per l’inaudita ferocia con cui hanno agito le Fiamme Gialle, probabilmente provocando il broncetto a Joseph Ratzinger, detto Gèi Ar, AD della Santa Sede. Per l’incredibile ingerenza della UE nei consolidati equilibri fra lo Stato Italiano e Vaticanoland. Per l’iscrizione nel registro degli indagati di Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello IOR.
Perplessità e meraviglia.
E cazzo ritto.
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22 settembre 2010
MIN. SVILUPPO ECONOMICO
cambio programma:
Sbirulino è morto.
Altre proposte?
(Santrine)
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22 settembre 2010

Vabbè, ormai è passato così tanto tempo che ce lo eravamo persino dimenticato, un po’ come hanno fatto tutti i Tg nazionali, subito il giorno dopo, però.
Secondo i nostri lettori è stato IL CANE DI GESU’ a pagare la casa, a tradimento, al povero Ministro Scajola che, nella foto, lo accarezza premurosamente.
Il mite mammifero avrebbe versato la gran parte del prezzo dell’appartamento con vista Colosseo, forse per ottenere in cambio delle agevolazioni per la costruzione di una nuova cuccia.
Sappiamo tutti che da quando il padrone, quel punkabbestia capellone che non faceva altro che girare insieme ai sui amici, capelloni e barboni anche loro, è sparito, il povero cagnolino non ha più nessuno che si occupi di lui, dato che in Vaticano possono entrare solo i Pastori Tedeschi.
Le notizie sulla sorte del padrone sono frammentarie. Si dice che, dopo svariate lamentele e denunce di alcuni cittadini perbene, si stato arrestato e, una volta in galera, sia misteriosamente deceduto con braccia e gambe inchiodate ad una croce, chissà, forse perché troppo magro, a detta dell’On. Giovanardi.
Ma torniamo al sondaggio.
Le altre opzioni hanno ricevuto pochi voti, per cui non ci sembra il caso di spendere parole per commentarle. E allora veniamo tosto al nuovo sondaggio, questa volta un po’ più leggero e spensierato.
Avete presente le pubblicità dei gestori di telefonia mobile, no?
Quella con il simpatico (come un grappolo di emorroidi) Panariello che fa il finto brasiliano, ma anche quelle con Aldo Giovanni e Giacomo, dove il massimo dello sforzo comico è costituito da Aldo che grida con il suo tipico accento siciliano, come fa da 20 anni a questa parte.
Quella con Belèn che fa Belèn e De Sica che – come in ogni film, in ogni sketch, in ogni dove – fa sempre e solo De Sica dando fondo così a tutto il suo repertorio di attore.
Quella con Ilary e Totti dove i poveretti dell’agenzia devono essere impazziti per riuscire a far imparare tre parole di fila al pupone romanista e lei, una che balla gli stacchetti delle Iene, a confronto sembra Anna Magnani.
Avete idea di quanti soldi possa aver pagato al Tim, la Wind o la Vodafone per delle orripilanti e fastidiose cazzate del genere?
In un mondo perfetto, chi ha pensato, realizzato e pagato delle cazzate del genere non meriterebbe di passare la vita a nutrirsi solo di pane e scaracchi?
Ma non divaghiamo.
Ecco, la nostra curiosità è la seguente:
Quale futuro incarico di responsabilità affidereste a Walter Veltroni, per costruire un’opposizione credibile?
- Protagonista dello spot Wind, insieme a Panariello, vestito con un pareo.
- Protagonista dello spot Wind, insieme a Aldo Giovanni e Giacomo con Veltroni che dice di essere stato il leader del centrosinistra e Aldo che grida: “Non ci posso credereeee!”
- Protagonista dello spot Tim, con De Sica e Fioroni al posto di Belèn.
- Protagonista dello spot Vodafone, però con DiCanio al posto di Totti.
Votate pure nella colonna a destra, grazie.
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20 settembre 2010

“Sono Clifford C. e sono ricco in modo spropositato.
Di una ricchezza ereditata da mio padre e accumulata quando non c’erano tante leggi a difesa dei lavoratori, dell’ambiente e dei diritti umani, in generale.
E, al pari di Bruce Wayne, Tony Stark e tanti altri miliardari viziati, voglio fare il supereroe!
Ma non me ne frega un cazzo di aiutare i poveri! Se volessi, lo farei con le mie multinazionali, con i politici alle mie dipendenze, con le mie aziende farmaceutiche e con la mia influenza sul commercio e sulle politiche energetiche dei singoli Stati.
Questi sono i veri super poteri!
Ma no, io voglio un mantello, un costumino attillato e voglio scorrazzare per i tetti della città, a fare il cazzo che mi pare!”
È difficile fare i supereroi in un mondo dove i superpoteri non esistono. È maledettamente difficile, nel mondo reale, andare in giro con un mantello e un’attillata tutina multicolore, senza essere scambiati per una drag queen e finire inculati da un vichingo.
Perché la realtà è più dura del mondo dei fumetti.
E se non capisci questo, allora sei solo un nerd.
Come tutti noi.
X-NERD – Eroi di Pace.
Emiliano Pagani; Laca; Andrea Piccardo.
Lucca 2010
Edizioni DoubleShot.
Quella sopra è splendida copertina disegnata da Giuseppe Camuncoli… trattandosi di supereroi…
L’albo sarà interamente a colori e non sarà una parodia dei comuni supereroi.
Da queste parti odiamo le parodie.
Ulteriori aggiornamenti, man mano che ci avvicineremo a Lucca.
La prossima settimana pubblicheremo la copertina (o la cover, come dicono quelli bravi) di Don Zauker – Inferno e Paradiso.
Ah, un’ultima cosa.
Quest’anno saremo allo stand DoubleShot, con il nostro carico di simpatia e gas intestinali, per l’intera durata della manifestazione.
Quindi niente stand Don Zauker come l’anno scorso e niente stand Vernacoliere, come tutti gli altri anni.
Saluti e ruti.
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18 settembre 2010
Evidentemente, qualcuno lo aveva informato sui rischi di un attentato.
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16 settembre 2010

Amici mia,
come credo abbiate letto, Procida ha giustamente e finalmente deciso di dedicare una sua piazza a Massimo Troisi. Certo sarebbe meglio dedicargliela a Bergamo Alta, ma non è di questo che volevo parlare.
Mi riferisco infatti alla triste notizia che la sig.ra Cucinotta, nota non solo per essere prosperosa ma anche per avere due tette enormi, non sarà purtroppo presente alla cerimonia nonostante debba molto a Troisi e a Procida, e ovviamente a qualcuno a cui deve averlo munto con perizia.
Sicuramente un’artista di questo spessore* avrà un’agenda fittissima e gonfia* di impegni, non si può certo pretendere che sia sempre a disposizione per ogni battesimo, cresima, primo dentino etc. Soprattutto perché è impegnatissima a promuovere il suo nuovo attesissimo** film, nel quale per la prima volta ha deciso di mostrare quello di cui ormai, francamente, a nessuno importa più un cazzo.
Ma non è neanche delle svolte artistiche di attrici d’alto bordo che volevo parlare.
Volevo infatti sottolineare che la sig.ra Cucinotta, in segno di riconoscenza per chi l’ha catapultata nel suo nulla attuale, aveva fatto di tutto per esserci e si era detta perfino disposta a cancellare tutti i suoi impegni. Per il disturbo però si era vista costretta a malincuore a chiedere umilmente una marchetta di 30.000€, cioè 15.000€ a puppa ipotizzandole simmetriche.
Certo sarebbe stato più appropriato arrivare a nuoto, ringraziando ad ogni bracciata di essere stata invitata, commemorando poi i vecchi tempi passando l’intera cerimonia in ginocchio, ma non si può dire che non abbia fatto uno sforzo.
Poco importa se quanto richiesto per poche ore sarebbe un adeguato stipendio annuale (lordo) se la sua professionalità fosse retribuita come merita, la verità è che non sappiamo più apprezzare un bel gesto.
In particolare non lo sa più apprezzare l’amministrazione pubblica di Procida, che ha sdegnosamente rigettato la richiesta dopo una negoziazione che a quanto pare è andata più o meno così.
Vs.
Santrine
*umorismo gretto
**forse
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