PROCESSI IN CORSO
C’è solo quello
di decomposizione.
E non è breve
(Santrine)
30 marzo 2011
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29 marzo 2011
Dopo il caso della figurante di Forum, pagata da Mediaset per ringraziare il Presidente del Consiglio dell’ottimo lavoro fatto a L’Aquila, oltre che per offendere i terremotati ancora senza casa, e dopo analoghi casi di figuranti pagati da Raiaset con lo stesso scopo e piazzati alla guida del TG1 e nella rubrica “Radio Londra”, la campagna per la manipolazione dell’informazione, in vista delle elezioni e dei processi del premier, si farà ancora più aggressiva nei prossimi mesi.
Questo perché molti dei sostenitori del Governo, le informazioni e le notizie le prendono da Forum, da Buona Domenica, dal Grande Fratello, etc…
Di conseguenza, è perfettamente inutile sbugiardare su Repubblica o sui TG la merdata con la figurante abruzzese, tanto, per chi guarda solo Forum, quell’intervista resterà sempre vera.
In quest’ottica, proviamo ad anticipare futuri interventi in trasmissioni di intrattenimento.
26 marzo 2011
Ci si riprova.
Cioè, la truppa di gufi che lavora al meteo dà ancora acqua per domenica, o perlomeno nuvoloni minacciosissimi e malintenzionati. Ma se ci facessimo condizionare da due schizzi d’acqua perderemmo inesorabilmente l’immagine da duri, da veterani scafati di tante situazioni pericolose, che nel tempo ci siamo costruiti. E questo non possiamo permetterlo, ne va della nostra credibilità, almeno agli occhi delle nostre nonne.
E quindi, domenica 27 marzo (domani) alle 17,30 saremo nei locali di Fumettando, in piazza Gambacorti a Pisa (sic), per presentare/vendere/vergare il secondo albo di “Don Zauker, Inferno e Paradiso” e il primo di “X-Nerd – Eroi di Pace”.
Precipitatevi numerosi! Sarà una bella occasione per incontrarci, noi e voi, chi realizza storie e chi le legge e le critica, poi se ne parla tutti insieme un po’ bagnaticci, con i piedi merdosi di pantano, ma stipati negli angusti locali della piccolissima fumetteria, con i vetri che si appannano in 15 secondi netti e l’aria che diventa irrespirabile in 10, e tuttavia per ragionare di cose che diciamo da almeno 5 o 6 anni. Quale migliore occasione per uscire di casa?
Vi aspettiamo trepidanti.
25 marzo 2011
24 marzo 2011
Spettacolo e cultura. Il governo ha varato anche un decreto per il reintegro dei fondi destinati alla Cultura. È stato abolito, ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, l’aumento di un euro del biglietto del cinema. “Il tax credit per lo spettacolo – ha detto – era stato finanziato con l’aumento di un euro del biglietto di ingresso al cinema che aveva preoccupato gli esercenti cinematografici. Abbiamo abolito l’euro di aumento e finanziato stabilmente il tax credit con parte di un modestissimo aumento delle accise della benzina. Un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare”.
Si prega quindi di diffondere il seguente bollino celebrativo.
Grazie.
21 marzo 2011
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21 marzo 2011
Cari amici, i temi degli ultimi post hanno continuato a popolare le nostre riflessioni anche nei momenti quotidiani di maggiore concentrazione.
In questi tempi in cui non ci sono motivi per essere fieri di essere italiani, che cosa ci distingue ancora da tutti gli altri popoli come faro di civiltà e di progresso?
Che cos’è che all’emigrante italico richiama alla mente il suolo natìo e ai naviganti intenerisce il core?
Che cosa ci unisce davvero tutti, al di là delle convinzioni politiche, del credo religioso, della località di provenienza e del dialetto parlato?
Che cos’è che viene usato dal 97% degli Italiani, dal 47% dei francesi e portoghesi, dal 13% degli inglesi e americani e dal 10% dei tedeschi?
Qual è l’ultimo simbolo di questa nostra Italia?
Infine, l’abbiamo capito.
E lo sapete anche voi.
IL BIDET.
Il bidet come simbolo di tolleranza ma soprattutto di pulizia e igiene.
Raccogliamo adesioni per far sì che il bidet sia affisso in tutte le scuole e gli altri edifici pubblici.
(Lopo)
20 marzo 2011
Un male oscuro, forse un attacco cardiaco, ci ha privato (noi, ma soprattutto il TG2) del nostro compagno di mille notizie.
Si è infatti spento prematuramente allo zoo di Berlino, il nerchiuto orsetto Knut, amico dei bambini e delle loro mamme.
Nei mesi scorsi alcuni etologi avevano lanciato l’allarme sullo stato di salute del noto plantigrado spiegando che mostrava problemi comportamentali quali attacchi di panico, linguacce e smorfie insolite, continui movimenti in gabbia senza una direzione o uno scopo preciso, calzini turchesi e, soprattutto, ostentazione compiaciuta di una fava grossa come un tubo di stufa dinanzi alle famiglie accorse per fotografarlo.
In questi anni il giovane animale ha fatto senz’altro guadagnare molti soldi al giardino zoologico tedesco. Milioni di visitatori sono arrivati da tutto il mondo per vederlo: in tanti, tantissimi, infatti, in mancanza di cose da fare o da vedere nella capitale tedesca, sono accorsi al Tiergarten muniti di fotocamere e vidocamere per riprendere un colosso di peli che si scassava la minchia da mane a sera, rinchiuso in un carcere all’aperto a migliaia di chilometri dal suo territorio naturale. E che ancora venivano, seppure Knut non fosse più quella tenera palletta bianca, ma un mostro iracondo e pericoloso. Nel frattempo aveva infatti raggiunto la ragguardevole stazza di quasi 300 chili e sul selciato depositava zotte grosse come pagliai.
A noi piace ricordarlo nei momenti in cui ci ha fatto compagnia, diventando in breve un beniamino anche dei lettori di questo sito.
Knut è morto, viva Knut!
19 marzo 2011
Ecco, a 150 anni dall’unità d’Italia e a dispetto di quanti non vedono ragioni per sentirsi orgogliosi di quel che è oggi il nostro Paese, un vero motivo di vanto, che deve farci gonfiare il petto di italico orgoglio!
L’Italia ha vinto un’importante battaglia in difesa dei propri valori, della propria identità e soprattutto nella salvaguardia dello scambio d’interessi fra lo Stato e la Chiesa Cattolica, con il suo antico diritto di condizionare la vita sociale (e quindi anche politica) in tutti i suoi settori – a partire dalla formazione e educazione di bambini e ragazzi – in cambio di voti.
VIVA! Anzi: YUPPI!
Anche noi, con il luminoso ministro Frattini, ci auguriamo che l’Europa torni ad affrontare con coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa, magari, questa volta, anche nei confronti di chi del crocifisso e della religione se ne sbatte i coglioni, ecco.
Brindiamo quindi alla decisione della Corte Europea per i diritti dell’Uomo, decisione più che giusta: impedireste voi ai felini di pisciare ai bordi del proprio territorio per segnarne la proprietà, per un vostro fatto estetico, o morale, o di convinzioni diverse? No, è la Natura. E così anche per la Santa Sede. Certo, in Natura il fatto che un gatto pisci ai bordi del suo territorio non impedisce a una jena di entrarci, in quel territorio, e magari di sbranarne il tenace proprietario.
Quindi: ce ne sono, jene, a giro?
D’altronde, con questa gente siamo abituati a ragionare in questo modo, come nei casi dell’aborto, della fecondazione assistita, della ricerca, delle coppie di fatto e del trattamento di fine vita: una loro imposizione la chiamano tolleranza; una libertà di scelta, la chiamano crimine contro di loro.
17 marzo 2011
E allora, finalmente ci siamo. Dopo mesi di rumba di Stato sulle sacche scrotali di ognuno di noi, ci viene chiesto/imposto di tuffarci in canti e libagioni come mènadi danzanti (o coreografie di scarti di “Amici”) per celebrare il 150° anniversario della nostra Italia. Una grandissima torta di compleanno, della quale si abbuffano in pochi, ma di cui ci lasciano comunque spegnere i moccoli le candele.
Concerti, rievocazioni, parate, fuochi d’artifizio, qualche scurreggia vestita, garrir di bandiere, giovanili ardori, bancarelle di salami, GoffrediMameli, mortaretti e noccioline, pur di salutare questo importante traguardo.
Se però proviamo a sgomberare il campo dalla propaganda vomitevole, lo scenario che resta è abbastanza terrificante, anche se fare l’ennesimo elenco delle cose che non vanno, che ci umiliano, che ci assimilano alle bestie, che ci rendono “calpesti e derisi” dal Canada al Ghana, ormai sarebbe esercizio sterile, ripetitivo e retorico. Quindi passiamo oltre.
C’è da essere orgogliosi di essere italiani?
Se guardiamo al presente, noi personalmente non lo siamo per nulla. Anzi, prevale spesso il senso di vergogna.
Se si guarda al passato, è ovvio che l’orgoglio gonfia il petto e spinge il mento in fuori. Succede a tutti. Ora però mettiamoci a sedere, pigliamo un caffè, una tisana, so una sega, uno Zabov, e parliamone.
Per dirla con Bill Hicks, due persone si conoscono, si attizzano a vicenda, Cupido li infilza con le sue frecce e loro, di rimando, s’infilzano a vicenda. Dopo nove mesi ti scodellano in un posto. Ora, il fatto che tu’madre t’abbia caàto in Italia, piuttosto che in Andorra, in Tanzania o nelle Filippine, che merito ti dà? Cioè, se io mamma ti partorisco in Italia oggi, quali affinità ti conferisco con Leonardo, Caravaggio, Colombo, Galileo, Dante, Canova, Torricelli, Meucci?
Un eventuale legame te lo dà la cultura, la preparazione, la profondità, cose praticamente estinte per la maggioranza dei cittadini del fu Belpaese.
Quindi, per favore, finiamola con la storia del Rinascimento e dell’antica Roma. Non si può continuare a campare di rendita dei fasti di un passato che, tra parentesi, stiamo facendo di tutto per cancellare e dimenticare.
Nessuno si sogna di dire che l’Egitto è una grande nazione perché gli antichi egizi hanno fatto le piramidi.
E nessuno si sogna di dire che la Grecia è una grande nazione per via di Pericle, Fidia e gli antichi greci.
Se vogliamo davvero farci le seghe sulla nostra gloria passata, dobbiamo farla rivivere. E allora non basta, come dice Furio Colombo, rifare il Risorgimento, ma anche, e soprattutto, il Rinascimento.
Cin cin.