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Gioia e rivoluzione

10 maggio 2011

Come ormai avrete capito, ogni volta che latitiamo per un po’ sul blog – tolte le volte in cui non abbiamo semplicemente voglia – significa che stiamo covando qualcosa, diavolacci che non siamo altro.

E questa volta di uova da covare sotto il culo ce ne abbiamo diverse. Ma delle altre parleremo poi, oggi ci preme annunciare quella grossa, quella di struzzo: Nirvana.

Sì, è vero che in rete la cosa è uscita da più di una settimana, ma chissene. Anzi, cogliamo l’occasione per correggere un refuso presente nel comunicato stampa della Panini: nel passaggio in cui si descrive Ramiro (il protagonista) come un piccolo delinquente, pieno d’ingegno come di dabbenaggine, vi preghiamo di sostituire quest’ultimo termine, del quale ignoriamo il significato, con un più appropriato coglioneria.

Dunque, Nirvana. Cos’è e di cosa parla è scritto nel comunicato stampa suddetto, quindi inutile perdere tempo. Come molti di voi sanno, qualche anno fa la casa editrice di Modena ci avvicinò per proporci l’edizione a loro cura, e a distribuzione nazionale, di Don Zauker. Dopo aver sparso la segatura in terra, chiedemmo chi avessimo dovuto ammazzare in cambio di ciò, ma ci fu risposto che sarebbe stato necessario soltanto smussare un po’ gli spigoli del personaggio, certe eccedenze nel linguaggio, l’attacco alla religione cattolica troppo a testa bassa, etc… etc…

Tornammo coi piedi per terra e rifiutammo cortesemente. Eravamo disposti a uccidere, è vero, ma non proprio lui, il nostro Don Zauker.

Negli anni successivi Panini e Paguri hanno però continuato a corteggiarsi. E se con DZ non solo non eravamo disposti a cedere di un millimetro, ma casomai a rilanciare, era pur vero che se a loro piaceva quello che facciamo, potevamo sempre proporre qualcosa di diverso; diverso nella concezione, nelle situazioni, nella struttura, nei temi, nello stile grafico.

E veniamo al punto. Un anno fa concordammo un appuntamento in redazione, dove esponemmo l’idea di quello che avevamo in testa, chiarissimo, corredato di studi di personaggi, loro interrelazioni, svolgimento totale della linea narrativa, etc… etc…

Fu un “buona la prima”.

Per la prima volta un grosso editore aveva deciso di investire sul nostro lavoro, a torto o a ragione considerato spesso troppo diretto nei toni, eccessivo nel linguaggio, disturbante nei modi. Ancora di più se pensato per la grande distribuzione. Non solo: dovendo diversificare le tematiche rispetto a DZ, per non creare un inutile clone, avremmo anche accontentato la Panini riguardo alla cautela nei confronti della religione (sì, insomma, accontentato più o meno, ad essere sinceri…), e ciò ci ha permesso di chiedere in cambio CARTA BIANCA su tutto il resto.

Da qui la gioia.

La rivoluzione, invece sta nell’intento. In Italia in particolare, per la maggior parte delle persone il fumetto è considerato ancora un medium per bambini, o adulti immaturi, quando non per ritardati o segajoli (e in molti casi è anche vero, spesso anche da parte degli addetti ai lavori).

I fumetti italiani devono essere ambientati in una bolla spazio-temporale dove si capisce più o meno in che epoca siamo e dove ci troviamo, ma in cui altri collegamenti con la realtà e l’attualità (non quella strettissima, ché i fumetti non sono quotidiani, ma perlomeno quella degli ultimi anni) sono assolutamente BANDITI per non rischiare di urtare o inimicarsi qualcuno, nel prendere posizione su un qualsivoglia aspetto della vita sociale. Nel fumetto da edicola italiano ci sono (decine) di investigatori che urlano a efferati criminali, a dei mostri assassini, frasi come: “Fermati, manigoldo!” e si sentono rispondere: “Non mi avrai, sempliciotto!”. Ecco, tutto questo è fuori dal tempo e dalla realtà, soprattutto se paragonato a cosa succede nei fumetti stranieri. E’ un po’ come con la tv. Qui si fa Il Maresciallo Rocca e Un medico in famiglia (o il più serio Gli occhi del cuore), altrove esistono I Soprano e The Shield.

Non parliamo del fumetto umoristico, poi, questo sì concepito esclusivamente come appartenente a quella sfera mitica di un’infanzia ancora innocente, fatta di situazioni buffarelle ma perbenino, incontaminata dalle brutture e dal linguaggio della realtà. Il fumetto umoristico è comunque un settore ancora minore di un medium comunque da bambini.

Ecco che un fenomeno come Rat-Man, che vende decine di migliaia di copie e lo fa facendo ridere spesso con storie divertenti quanto elaborate e geniali, venga sempre declassato nella categoria (fumetto umoristico, quindi da bambini, insieme con la Pimpa), a vantaggio di pallosissime digressioni introspettive su varie seghe mentali o illeggibili fumetti d’avventura dove i personaggi raccontano nei balloon le azioni che stanno facendo.

Per carità, va bene che esista tutto e menomale che ci sono Bonelli, l’Astorina, la Coconino, la Star Comics etc… per citare i più grandi. Però ci vorrebbe anche altro. O meglio, ci vorrebbe che qualcun altro (quelli sopra curano ognuno uno o più generi e fanno bene) trovasse il coraggio di proporre cose diverse.

Quello che non va bene è in Italia, tranne rare eccezioni, per la larga distribuzione non venga realizzato e pubblicato un altro tipo di umorismo: sporco, grottesco, affilato, sanguigno. Tanto più efficace e dissacratorio quanto più pupazzettistico è il disegno a cui è associato.

Chi è rimasto fuori dalla lista di cui sopra?

Panini.

Panini, secondo noi, aveva il dovere di provare a proporre, ad aggiungere qualcosa di diverso. Panini, che ha il più grande fumetto umoristico italiano, aveva il dovere di insistere su questa linea e provare a rivitalizzare il genere, creando magari un proprio universo fumettistico.

E, picchia e mena, lo ha fatto.

Sia chiaro, lo ha fatto assumendosi rischi enormi, nello scegliere noi due come autori della loro nuova serie. Rischi aumentati a dismisura quando gli abbiamo chiesto (e ottenuto, senza che facessero storie) massima libertà in TUTTO, dalla forma ai contenuti, alla confezione, agli spazi redazionali, tuttotutto, insomma.

Un applauso sia indirizzato quindi all’indubbio merito di Sara Mattioli (il nostro primo contatto), Simon Bisi e Marco Marcello Lupoi.

Quello che ci proponiamo, insieme a loro, è quindi qualcosa di inedito, un altro buco editoriale da tappare, oltre a quello coperto con DZ.

Gioia e Rivoluzione sono obiettivi ambiziosi, con equilibri delicatissimi da gestire, che sicuramente comportano diversi rischi, primo fra tutti quello di bruciarsi, magari deludendo le aspettative.

Però, quando si fa una cosa, tuoni e fulmini – anzi: corpo di mille balene – o si punta il più in alto possibile, o si fallisce ancora prima di iniziare.

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16 Commenti

  1. Pedro99 scrive:

    Io fra i fumetti “nuovi e rivoluzionari” vorrei ricordare A Come Ignoranza del geniale Daw.
    Raramente ho riso così tanto in un fumetto (non mi succedeva dai tempi dei primi Ratman). E tutto all’insegna del grottesco e del politcally incorrect.

    Consiglio a tutti quelli che non lo conoscono di procurarsi qualche copia:
    http://www.fumettidicarta.it/recensioni/oldies/ignoranza.html
    Qui la pagina Facebook con le vignette ultra geniali:
    http://www.facebook.com/pages/Daw/24712633789

  2. Paolo Griner scrive:

    Solo un commento: COMPLIMENTI!!! Questa è veramente una ottima notizia. Fa veramente piacere che un grande gruppo abbia avuto il coraggio (incoscienza?) di affidarvi uno spazio senza mettere dei paletti.
    La prossima volta che capitate dalle parti di San Miniato, le scatole di caffè da autografare saranno di più…

  3. Ste scrive:

    Demetrio sottoscriverebbe!

  4. Emi-chan scrive:

    Bene, bene, bene! Avevo saputo della faccenda qualche giorno fa ma non avevo capito che si trattasse di una serie: pensavo ad un volume unico. E comunque un nuovo personaggio cade a fagiolo, oramai quasi tutti i lettori avevano completato la serie delle “Massime di Don Zauker” per le dediche di Lucca 😛
    In quanto a Rat-Man, mi stupisco sempre quando vedo bambini sui nove-dieci anni che lo comprano ed inviano letterine e disegni ad Ortolani per la rubrica della posta, come se fosse Topolino. A quell’età credo che non avrei capito nulla di un fumetto del genere! Però è sempre meglio fare conoscenza col fumetto leggendo Rat-Man che con la “rara eccezione” di cui sopra.

  5. Paguri scrive:

    Beh, sì.

    Questo comunque è solo il nostro annuncio ufficiale.

    Seguiranno altre notizie, chiarimenti, curiosità e rivelazioni.

    Tutte cose pallosissime, sia chiaro, però necessarie.

  6. Emi-chan scrive:

    Allora attendo con trepidazione!^^
     
    (la “rara eccezione” di cui ho scritto prima si riferiva al fumetto di Padreppìe che avete linkato, non certo al vostro, che mi piace sin dall’anteprima… specifico solo perché mi è stato chiesto)
     

  7. BJ90 scrive:

    E allora cazzo complimenti alla Panini e ai Paguri, detto da un vostro sicuro futuro lettore.

  8. woytila88 scrive:

    complimenti, credo proprio che ve lo meritiate

  9. Riccardo Burchielli scrive:

    Brave.

  10. SpaceMax scrive:

    IN culo al lupo e in bocca alla balena!!! (ma la Panini, perchè ha smesso d pubblicare Comix?)

  11. Niko scrive:

    bravi citti, risultato strameritato, adesso ci vorrebbe solo che il livorno tornasse in serie A (vero paguro E.?)
    Comunque tanto per precisare, a chi crede che il fumetto sia cosa da segaioli o bimbini o immaturi ecc ecc, consiglierei qualche nome (e resto sul classico) ; Hugo Pratt, Dino Battaglia, Sergio Toppi, il sopracitato Leo Ortolani, Guido Crepax, Milo Manara, Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari, Igort, Pier Giorgio Carpinteri, Lorenzo Mattotti, e qualche altra decina di nomi, italiani perché si sa, quest’anno ricorre l’anniversario dell’appiccicaticcio dell’italia.

  12. nowayout scrive:

    Ogni tanto una buona notizia, molto bene..
    i miei coNplimenti!
    ..dovrò anche tornare sulla Laietana a chiedere se è arrivato Padre Zauker! (da regalare ad un fia conosciuta a Barna) 😀

  13. HotHello scrive:

    oibo’, non ne sapevo nulla! Che stile, che classe, per un attimo mi e’ sembrato di  vivere in Francia. In bocca al lupo, e spaccate tutto!!!!

  14. Lavrentij scrive:

    auguri carissimi ma non frvstoni!

  15. opi scrive:

    Non vogliamo poi sottolineare la duplice funzione sociale di Marco Marcello Lupoi? …che oltre di promuvervi, svolge anche quella d’ offrire il proprio cognome a scudo del bestemmiatore moderato? Dio Lupoi!