Archivio di luglio 2011
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Ormai aspettiamo a dopo ferragosto prima di divulgare curiosità, anticipazioni et similia riguardo a Nirvana, anche perché a fine luglio davanti al computer ci sta solo chi lavora o chi si sfibra dai rasponi (o entrambi). Sì, è anche vero che in ferie quest’anno ci va il 20% degl’italiani, ma tant’è.
È solo che con PaniniComics abbiamo realizzato 4 cartoline promozionali, da distribuire in omaggio alle varie fiere di fumetto. La prima è andata via come le seme al Napoli Comicon; la seconda (questa) è stata distribuita a RiminiComix, quindi tanto vale diffonderla a’ quattro angoli del Globo. La prossima sarà regalata a Romics, dove verrà messo in vendita il numero 0 (seguiranno info) e l’ultima, ça va sans dire, a Lucca Comics&Games, con l’esordio vero e proprio della miniserie. Diventeranno pezzi rari e richiestissimi, quindi datevi da fare per accattarvele tutte. Sotheby’s ne ha già ordinato uno stock.
Stiamo anche preparando una sezione apposita in cui far confluire tutti i post riguardanti Nirvana, perché siamo bimbi precisini e ci piace tenere la stanza in ordine (quella virtuale; quelle vere sembrano il castro dei majali).
Per chi di voi volesse passare una seratina in allegria, il 3 agosto saremo ospiti della Festa Comunista di La Catena (S. Miniato), dove l’anno scorso accorse un migliaio di persone ad assistere al Don Zauker Talk Show, in séguito all’affaire Zambra. Sul palco centrale, alle ore 21,00, parleremo di Don Zauker – Inferno e Paradiso e Nirvana.
Subito dopo, Andrea Gambuzza (già attore per il primissimo DZTS) porterà in scena il suo Riccardo3, meraviglioso e cattivissimo ritratto dello sfascio del nostro Paesello. Fate un salto e non rimarrete delusi: Andrea lavora principalmente per il teatro, con incursioni in cinema e tv, ma non ha fatto una piega quando gli è stato proposto di venire a esibirsi a una festa del popolo, in un’aia a ridosso di un incrocio, fra i fumi (e i ruti) della rosticciana e del vino rosso. La grandezza delle persone passa anche per questi dettagli.
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28 luglio 2011
GIUSTIZIA PALMATA
metro a metro
la linea s’innalza
Sciascia sospira
(Santrine)
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27 luglio 2011
FANGO SUL PD
probabilmente
basta sputarci sopra
e prende vita
(Santrine)
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25 luglio 2011

Dopo il dolore per i fatti di Oslo è il momento delle polemiche e delle speculazioni.
L’attentato e la strage programmati e portati avanti con inaudita crudeltà dal fondamentalista cristiano Breivik adesso servono da scusa a numerosi razzisti e conservatori nostrani e internazionali per soffiare sul fuoco dell’intolleranza religiosa.
È per questo che come prima cosa, un Paese civile e una democrazia moderna devono rifiutare a prescindere il binomio cristiano=terrorista.
Non è facile per nessuno, soprattutto in momenti come questo, ma è soprattutto adesso che dobbiamo combattere per difendere il nostro diritto a rimanere arretrati e schiavi di vecchie superstizioni.
Non tutti quelli che credono in Cristo sono dei pazzi esaltati, pronti a morire, uccidere e votare leggi assurde in parlamento. Non vorremmo mai arrivare, sull’onda dello choc per i fatti di Oslo, a vedere persone, esseri umani, evitati, discriminati e additati come pazzi terroristi solo perché magari se ne vanno in giro con il crocifisso al collo.
Non vorremmo vedere, nelle nostre città, scene di madri che fuggono e nascondono i bambini in presenza di religiosi cristiani, riconoscibili dai loro strani, anacronistici e lunghi gonnelloni neri.
Non vorremmo mai vedere proporre nel nostro Paese leggi illiberali che mettano in discussione la scelta di certe donne di rinunciare ai propri diritti e alla propria femminilità per chiudersi in misteriosi conventi, senza contatti col mondo esterno o, al limite, andarsene in giro con umilianti costumi da pinguine, i capelli corti, lo sguardo basso, i baffi alla Virdis e un pesante crocifisso al collo.
Non vorremmo mai che ai leader e ai capi spirituali del mondo cristiano fosse impedito di poter esprimere le loro opinioni e propagandare la loro arretrata e oscurantista visione del mondo su tutti i mezzi di informazione nazionali.
Non vorremmo mai che si decidesse di far pagare le tasse anche agli istituti cattolici, apparentemente registrati come chiese, ma che invece fungono da alberghi, residence e villaggi turistici.
Non vorremmo mai che il nostro Stato togliesse i finanziamenti alle scuole religiose, dove s’insegnano i princìpi base del cristianesimo, tipo: il nostro dio è l’unico dio, il sole gira intorno alla terra, l’aborto è un omicidio e le seghe sono peccato.
Non vorremmo mai che i simboli della religione cattolica cessassero di essere imposti in tutti gli uffici pubblici, gli ospedali, i capanni di caccia, i campi di calcetto e le piste di bowling.
Non vorremmo mai, insomma, che sull’onda emotiva dei fatti di Oslo, il nostro Paese diventasse un Paese migliore, ecco.
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22 luglio 2011
Settore omicidi su commissione e a fini di spregio, naturalmente.
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20 luglio 2011
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18 luglio 2011
FINANZA CREATIVA
per pareggiare
un buco di bilancio
basta piombo Cal…
(Santrine)
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18 luglio 2011

Anche se gli accadimenti di questi ultimi giorni sembrerebbero suggerire il contrario, la crisi non c’è, ce la siamo lasciata alle spalle, noi stiamo meglio degli altri Paesi europei, il peggio è passato, la mattina Tarallucci e caviale, etc… etc…
Capito bene?
Quindi, in tempo di vacanze, quel 20% scarso di voi che avrà l’occasione di andare in un villaggio turistico, in un campeggio, in una crociera e via dicendo si potrà liberare la mente dagli affanni quotidiani, chi giocando a tressette, chi facendo acquagym in piscina, chi partecipando a tornei di beach-volley, chi facendosi trombare dal bagnino mentre quel brodo gioca a tressette e via dicendo.
E la sera… AH, la sera! Dalla macarena in poi (ma si potrebbe risalire al ballo del mattone, e poi a quello di Simone, al twist, al geghegè, fino alla quadriglia), decine di danze collettive, principalmente nei mesi estivi, hanno contaminato negli anni mandrie sudate di ragionieri, commesse dell’Oviesse, impiegati delle poste, elettrauto, concessionari Peugeot, Miss Circoscrizione 4, costringendoli a dimenarsi secondo schemi prestabiliti da eminenze grigie dell’intrattenimento.
Quest’anno si preannuncia una gustosa novità: sembra ieri quando ci si abbandonava al glorioso “Pota pota” e invece è passato già di moda. In un noto villaggio vacanze romano ora sembra imperversare il nuovo Ballo del Quacquaracquà, inventato dal leggendario Umberto Bossi. Sì, perché a osservare i suoi cambi di passo sull’affaire Papa, sulle rivendicazioni di Pontida, sulla posizione da tenere nel Governo, come su mille altre questioni, si può ricavare un divertentissimo balletto che segue questo schema: un passo a destra, uno a sinistra, uno avanti, uno indietro, poi un altro indietro e ancora uno avanti, fai un salto, fanne un altro, alza il dito medio (davanti al tricolore/alla parola Italia/ai toponimi “Napoli” e “Roma”) e concludi con il grido di battaglia: “FHGREUUUGHHRRH!”*
La serata è assicurata se la danza viene eseguita dopo un’abbondante cena leghista, a base di risotto, polenta e bistecchine d’orso, più il tradizionale cocktail composto da grappa veneta, slivovitz e strutto di majale.
Bossi dimostra così come sia in grado di essere un ottimo animatore da Villaggio Valtur, in culo a quello che lo deridono per la sua grammatica, per il suo servilismo nei confronti del Padrone, per il figliolo duro e per le sue condizioni di salute. Il Senatùr non si ferma un attimo, a dispetto delle apparenze, altroché! E rimane ancora l’unico in grado di interpretare il pensiero del popolo leghista, che è: GLLPRRRGHTRRHGGTTP!**
Resta da vedere se e fin quando le mandrie saranno disposte a sudare per uno come lui, a obbedirgli fidandosi acriticamente e a gridare con lui GRRRHGLGRRUUP!***
*Secessione.
**Federalismo.
***GRRRHGLGRRUUP!
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14 luglio 2011

Qui si lavora, cari cosi!
Siamo a metà luglio e fa un caldo della madonna!
Beati quelli che tra voi sono già in vacanza o che ci andranno presto. Noi, sotto il pesante giogo del contratto di ferro firmato con Panini Comics per Nirvana, non possiamo prenderci neanche un giorno di riposo e qui, nell’operosa Livorno, quella che sta passando sarà per entrambi un’estate all’insegna del duro lavoro.
Il fatto che da giugno a settembre la sede del nostro ufficio coincida con gli scogli di Calafuria o delle Vaschine (vedi foto sopra) e che comunque ci divertiamo da morire a scrivere e disegnare Nirvana, è una questione del tutto irrilevante che non deve travisare l’immagine di un team di alacri operai del fumetto.
Come diceva Conrad, “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”
Ma proviamo a dare qualche informazione in più sul progetto, magari rispondendo pubblicamente a qualche domanda che ci siamo sentiti fare o che ci è stata inviata via email.
Quando uscirà e quanti episodi saranno?
Nirvana sarà una miniserie di 6 numeri (a cadenza bimestrale, per alternarsi con Rat-Man) con episodi di 46 pagine. Il resto dell’albo non sarà occupato da pubblicità, tonnellate di posta, concorsi per i lettori o da altri stratagemmi per prendere spazio e riempire pagine al solo scopo di dare un minimo di spessore all’albo e differenziarlo dai cataloghini di Mediaworld. Nel resto di ogni albo, dopo l’episodio ci saranno altri contenuti, tutti realizzati da noi, sempre inerenti alla storia che li precede. Cose tipo ritagli di giornale con notizie circa gli sviluppi degli accadimenti narrati, documenti riservati dei personaggi, biglietti omaggio, sagome da ritagliare, false pubblicità, retroscena, quiz, pagine di diario, ricette, istruzioni, etc…
L’anteprima è prevista per la fine di ottobre a Lucca Comics e sarà anticipata da un numero zero, così per rendere un po’ l’idea di cosa vi aspetta, che dovrebbe uscire in occasione di Romics.
Quindi, uscirà nelle edicole e nelle fumetterie di tutta Italia (e ci sarà davvero, quindi niente più moccoli – che fanno piangere la madonna – ed email – che fanno smoccolare noi e, di conseguenza, piangere la madonna – perché non riuscite a trovare i nostri fumetti) e costerà dai 2 ai 3 euri. Un affarone, dateci retta!
Gli episodi saranno autoconclusivi ma, insieme ai personaggi, seguiranno un unico macrosviluppo che collegherà la miniserie dal numero zero al numero sei, attraverso tutta una serie di misteri, rivelazioni, colpi di scena e minchiate disumane.
Altro?
No, per ora, no, per oggi crediamo possa bastare.
Le prossime domande, alle quali risponderemo tra un mesetto, saranno:
Nirvana sarà un nuovo Ratman?
Nirvana sarà più annacquato di Don Zauker?
Nirvana sarà anche una serie su AXN?
Nirvana piacerà al Santo Padre e a Renzo Bossi?
Nirvana contribuirà a dare una migliore impressione dell’Italia agli occhi delle più autorevoli agenzie di rating?
E tante altre ancora…
Ora scusateci, torniamo al lavoro.

No, ma anche se abitassimo a Lumezzane sarebbe lo stesso. Il lavoro è lavoro.
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13 luglio 2011
BIOTESTAMENTO
Ora sappiamo:
la morte cerebrale
è ‘n Parlamento.
(Paolo Carboni)
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