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“Buonasera, Londra.”

12 agosto 2011

“Mi sembrava ora che facessimo due chiacchiere. Vi siete messi comodi? Allora posso cominciare…”

(op. cit. Alan Moore: “V for Vendetta”)

Alan Moore, intervistato in merito, parla dei fatti di Londra.

Dalle nostre parti, ai fumettisti si fanno solo domande sul fidanzamento di Paperino e Paperina, la camicia di Tex o l’amore tra Eva e Diabolik.

E molti preferiscono così.

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33 Commenti

  1. Goldrake scrive:

    Intervento molto Pasoliniano… E per me non è un complimento.

    • Ste scrive:

      Intendi del tipo “sto coi poliziotti piuttosto che con i giovani borghesi”? magari avesse la stessa eleganza e provocatorietà di stile! a me sembrano parole da bolso reazionario. O da Veltroni.

      • Goldrake scrive:

        Si intendevo quello. In ogni caso, “eleganza e provocatorietà di stile” o meno, quel giorno Pasolini avrebbe fatto bene a star zitto, o a farsi un raspone stando zitto. Quoto comunque il bolso reazionario o Veltroni (gerg.volg.).

  2. Ste scrive:

    Perchè, avete novità su Paperino e Paperina?!

  3. vinicio scrive:

    E invece Moore non ha torto, la legittimazione del potere avviene proprio attraverso l’affidarvisi, ripulire le strade da soli è un modo per non averne bisogno e quindi renderlo inutile.
    Posizione utopica sicuramente, ma che rende bene conto di un meccanismo sperimentatissimo di autolegittimazione delle classi dirigenti in crisi, da noi funzionò egregiamente con il terrorismo negli anni ’70, in California con i riots, ma si potrebbero citare centinaia di esempi storici.
    Il cittadino che chiede l’intervento della polizia, o magari addirittura leggi speciali, è una mano santa per chi teme di perdere il seggiolone.
    Riguardo a PPP, dite quello che vi pare, ma uno che dice cose del genere:
    http://www.youtube.com/watch?v=2j3BiRV-P7A
    non riesco a prenderlo come pietra di paragone negativa.

    • Goldrake scrive:

      Vinicio, rispetto Pasolini, ci mancherebbe, però tanto è grande l’ammirazione per un personaggio, tanto è grande la delusione nel sentirlo dire una boiata. Concordo anche sulla tua analisi, ma quando non ti offrono niente chiedendoti tutto, l’unica speranza è che rimanga la rabbia e a quel punto ben venga. E la cosa che mi preoccupa di più della situazione nella nostra terra santa, è che di rabbia ne sia rimasta proprio pochina. Concludo osservando che nei fatti che hai portato ad esempio i coinvolti erano sempre poveri ed emarginati, questa volta può essere diverso, in quanto sta soffrendo dello stesso disagio un bel numero di (ormai) ex borghesi.

  4. gildo scrive:

    siii… la violenza è brutta-brutta-brutta!!!
    ha ragione goldrake quando definisce st’intervista “pasoliniana”
    ma guarda te! protestare si ma senza fare i cattivi… e le banche di qua… le multinazionali… ma violenza bbrutto!
    allora puliamoci il marciapiedi -ZITTI E CON LA CODA TRA LE GAMBE- protestiamo nonviolenti e le cose le cambiamo col voto. tipo votare i laburisti o il PD. QUESTO SIGNORE E’ STATO BEN PAGATO PER DIRE QUESTE COSE!!! SVEJAMOCI PER FAVORE!!! e prendiamo esempio dai popoli che, fosse solo per rubarsi una playstation, SONO DISPOSTI A  PRENDERSI UNA MANGANELLATA O PEGGIO!

    • Paguri scrive:

      Prendere manganellate per rurbare da mangiare, per difendere i propri diritti e per mille altre ragioni è giusto, doveroso ed encomiabile.

      Prendere manganellate e distruggere interi quartieri per prendere un paio di Nike o una Playstation è la sconfitta definitiva.

       

      • vinicio scrive:

        Esatto, una sconfitta, proprio perché è solo rabbia cieca, senza progetto, senza un obiettivo e senza la ben minima comprensione dei meccanismi contro i quali ci si scaglia e, cosa assai peggiore, fa il gioco proprio dei più reazionari.
        Comunque, nessuno ha notato un particolare, gli stessi che inneggiavano alla primavera araba ed alle magnifiche potenzialità democratiche delle social networks adesso non fanno altro che chiedere la loro soppressione , almeno temporanea.. son tutti finocchi, col culo degl’altri!

  5. Paolo84 scrive:

    Ovvio che è una sconfitta. E’ dagli anni ’80 cioè dalla signora Thatcher e la sua simpatica idea per cui la società non esisteva ma c’erano solo individui e famiglie che il movimento operaio inglese prende batoste su batoste da cui non si è più ripreso ed evidentemente il “new labour” di Blair non l’ha aiutato molto..le rivolte londinesi sono la logica conseguenza di quella sconfitta. Quello che mi sarei aspettato da Moore è un’analisi un po’ più approfondita: questi ragazzi si trovano derubati del loro futuro in una maniera che neanche riescono a comprendere, hanno visto che tutte le proteste pacifiche contro le multinazionali, tutti i boicottaggi di McDonald’s e tutte le belle iniziative “dal basso” non hanno cambiato nulla, loro sono sempre più poveri, con sempre meno servizi sociali, sempre meno welfare, sempre meno speranze..e vogliamo davvero stupirci se sono incazzati? se pensano “vaffanculo, spacco tutto, rubo le nike dei padroni così il sistema non lo sconfiggo (perchè ho capito che è imbattibile) ma almeno ho un paio di scarpe belle”? io non mi stupisco affatto. Decenni di Thatcherismo ed edonismo reaganiano ci hanno bombardato di messaggi pubblicitari che se non hai il tal gadget sei un fallito e noi critichiamo questi ragazzi perchè desiderano quei beni di consumo che noi possiamo comprare senza problemi? Non è il caso di Moore e neanche il vostro, ma spesso chi critica i desideri consumistici dei poveri in realtà pensa che i poveri non meritino di avere le nike mentre lui sì. moore è un grande fumettista non si discute su questo, ma stavolta è stato, non certo reazionario, ma un po’ superficiale sì.

    • Paolo84 scrive:

      insomma non voglio con questo giustificare atti di violenza o teppismo nè sono così ingenuo da dare tutta la colpa alla pubblicità: noi siamo sempre responsabili delle nostre azioni e del modo in cui scegliamo di esprimere il nostro disagio però limitarsi adire “cattivi questi che rubano le nike invece di marciare tutti quanti pacificamente verso l’anarcocomunismo cantando l’Internazionale” ecco non mi sembra un’analisi calzante

    • vinicio scrive:

      Senti, a gennaio ero in Francia ad un corso della ditta per cui lavoro con colleghi di tutta Europa, c’era l’inglese, il francese, il tedesco, la polacca, il russo… Ad un certo punto, a cena, la discussione si è volta al disastro economico che ci si prospettava davanti e che ora appare delineato nel suo divenire, io mi son permesso di far notare con molto tatto che tutto è cominciato con le deregulation thatcherian/reaganiane e che, sfortunatamente, si tratta di un meccanismo irreversibile proprio perché la politica si trova disarmata di fronte al disastro, gli occhi vagavano nel vuoto, neppure l’inglese sapeva di cosa stessi parlando, non sapevano chi fossero quei personaggi né cosa avessero fatto, curiosamente faceva eccezione il russo, che la sapeva molto più lunga.
      In altri termini, stiamo persino perdendo la memoria delle cause di questo disastro, questi poveri disperati non hanno la più pallida idea di che razza di meccanismo li riduce così, non ne hanno gli strumenti interpretativi, la memoria storica, la coscienza politica.
      In queste condizioni il massimo che possano fare è nulla, violenza cieca e furore, destinato al nulla!
      Sono messi peggio degli schiavi ribellati di Spartaco, che avevano almeno un’identità in quanto schiavi e una rivendicazione, la libertà.

      • Paolo84 scrive:

        appunto, Vinicio. il problema è proprio questo, sono d’accordo con te

        • Goldrake scrive:

          Bravi Paolo e Vinicio… Passerò per sempliciotto, ma ogni volta che (in un modo o nell’altro) vengo investito da montagne di spazzatura “giornalistica” quando avvengono simili fatti, è bello sapere che ci siano ancora persone come voi.

      • Paguri scrive:

        Appunto.

        E qui la rivendicazione, la loro idea di libertà sono gli oggetti e i simboli imposti loro dal sistema che li ha distrutti: Playstation; Nike e l’ultimo modello di televisore.

        Per questo è tutto molto, molto triste.

         

      • Ale scrive:

        Vinicio, anch’io mi trovo spessissimo nella situazione che hai descritto. E il brutto è che di solito i miei interlocutori sono persone colte, anche erudite, che pur conoscendo bene la Tatcher e co. sono state convinte da 20 anni di propaganda che l’attuale sistema politico-economico sia una sorta di “condizione naturale”, necessario come le stagioni e la pioggia, anziché il prodotto di un’impalcatura giuridica e, prima ancora, culturale progettata a tavolino da intellettuali molto stronzi.

        • juri.natucci scrive:

          Non so cosa significhi appieno, ma un paio di anni fa ero in macchina e alla crisi conclamata anche in italia (perché ovviamente è solo dal 2003 che un sacco di gente va a mangiare alla caritas od enti simili, ma quelli non sono organismi certificati, quindi non contano un cazzo), un giornalista disse che il capitalismo era, è e rimane il miglior modello di prosperità. Personalmente avevo diversi duubi, che sono confermati dai casini che stanno scoppiando in tutto il mondo. La sconfitta esiste non solo perché la gente ruba i cellulari, ma perché sono convinti di essere nella miseria fisica ( e per tanti  è palese) che a sua volta genera miseria morale: questa la sconfitta della soscietà e di qualsiasi modello economico. Opporsi alle banche ed ai poteri forti sarebbe auspicabile, ma tanto loro spostano gli interessi in altri paesi, cosiddetti emergenti, dove per almeno altri dieci anni potranno parassitare la società, finquando non saranno costretti a scappare.

  6. SpaceMax scrive:

    Scusate se interrompo questo vostro serio discorso, ma io vorrei sapere cosa ne pensa Don Zauker del fatto che venga soppresso il 25 aprile, ma che vengano mantenute tutte le festività religiose… diocaio!

    • juri.natucci scrive:

      In realtà sirvio ir trombino aveva nel buzzo da anni la soppressione di feste che gli ricordavano la caduta del fascio o fenomeni collegati con i diritti dei lavoratori. Mi interrogo quanto abbia influenzato lo gnomo maligno di brunetta, che essendo stato chiavato in economia, è un vero concentrato di cattiveria contro i normodotati (in altezza s’intende).

  7. Niko scrive:

    ciao belle persone, vi allego un link per passare un felice e sereno ferragosto, e mi raccomando andate e lodate il signore, coso li!

    http://www.alternativa-politica.it/2011/08/udite/

  8. Gatsu scrive:

    Scusate, per quanto si possa capire la rabbia e il modo di sfogarla (e potete dire quello che volete, rimango convinto che il fregarsi la tv o i pantaloni abbiano ben poco a che fare con la protesta sociale..bruciarle magari si, ma fregarsele no), come mi spiegate la devastazione dei piccoli negozi?
    Ci sono foto di un negozio di barbiere devastato e sto vecchietto al centro totalmente sfatto: è un simbolo del consumismo?
    La rabbia va sfogata contro chi se la merita e nei modi più appropriati: questo è furto e basta.
     
    OT: avete sentito di Solano Lopez? 🙁

  9. donnina scrive:

    Ma… vengo qua sperando che ci sia un commentino su Bagnasco che se la prende con chi evade e nulla dice sulla Chiesa che non paga l’ICI, e non trovo nulla! Ohibò!

  10. g scrive:

    la libia è libera, complimenti ai ribelli:
    hanno conquistato la democrazia senza procurarsi neppre un graffio … ….se non sapessimo che hanno dovuto lottare indefessamente contro quella serpe…. dalle foto, sembrerebbero reduci da un concerto di shakira

  11. bardhi scrive:

     
    Mi trovavo in Albania nel 1991 conoscevamo Thacher e Regan solo come cattivissimi imperialisti, ci avevano riempito la testa solo con i “valori” della solidarietà proletaria, eguaglianza economica ect, ect, e comunque i vandali nostrani, altrettanto poveri quanto i non vandali, sono andati a distruggere i pochi computer che si trovavano nelle scuole, hanno distrutto i ospedali derubando pure i cessi ect, ect. personalmente penso che la constante distruttiva del uomo non ha colore politico è distruttiva e basta senza ne logica ne senso.

  12. sgrger scrive:

    Guardate che a spaccare le vetrine a Londra c’era tanta gente con famiglie benestanti, o persone adulte.
    E’ la società non c’è più rispetto per la comunità, e si pensa a fare i soldi facili(senza lavorare) o ad avere l’iphone, questo che si sia poveri ,benestanti o ricchi.

    E le famiglie giocano un ruolo importante quando non riescono a educare i figli, in uk fra le tante motivazioni c’è anche quello.

    Tra i vari vandali c’erano bambini delle medie, del liceo sopratutto, gente che ancora va o dovrebbe andare a scuola e non protestava perché l’università costa troppo e non di può andare. 

    E in italia é lo stesso, qui non succede perché non c’è ancora stato un fatto scatenante, ma cose simili sono successe per molto meno tipo il calcio.