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Grossa crisi

6 febbraio 2012

“Solo una crisi, reale o percepita, produce vero cambiamento. Quando la crisi si manifesta, le azioni intraprese dipendono dalle idee che sono in circolo. Questo dobbiamo fare: sviluppare idee, tenerle vive, legittimarle, renderle tollerabili e degne di essere messe alla prova quando si presenterà l’opportunità giusta.”

Milton Friedman

***

Ecco, forse ora, dopo quindici anni di governo Berlusconi (con pochi intervalli di governi del centro-trattino-sinistra pasticciati e imbarazzanti, quando non cointeressati) per preparare e seminare il terreno, il momento sembra essere finalmente quello buono.

Dopo anni fatti di speculazione frenetica (servono degli esempi?), ragioneria a cazzo di cane (ehi, Tremonti, la crisi non esisteva, vero?), superprofitti per pochi e consumismo sfrenato, ci siamo trovati circondati da miseria, da carcasse di fabbriche e da infrastrutture in decomposizione, figlie della speculazione di cui sopra.

In questi anni abbiamo assistito ad un gigantesco trasferimento di ricchezze pubbliche a mani private (CAI e Benetton vi dicono niente?), seguito da un altrettanto gigantesco trasferimento di privatissimi debiti su spalle pubblica (Telecom e Alitalia vi dicono niente?).

 

E adesso, inspiegabilmente, c’è la CRISI.

 

Sì, perché una crisi economica abbastanza grave (reale o percepita, non importa), un crollo della valuta, un crac del mercato, una forte recessione, mettono in secondo piano tutto il resto e danno carta bianca ai leader per fare tutto ciò che è necessario (o ritenuto tale), spacciandolo come risposta a un’emergenza nazionale. Rendere indispensabile quello che in precedenza era impensabile e intollerabile.

Le crisi sono zone franche della democrazia: momenti in cui le regole normali del consenso vengono sospese e le sorti del Paese vengono affidate ai tecnici. 

Tecnos: Pinochet chiamava così i banchieri e gli esperti di finanza (tutti formatisi alla famosa Scuola di Chicago, tutti adepti di quel grandissimo, incommensurabile pezzo di merda che era Friedman) ai quali si affidò per regolare l’economia del proprio Paese durante gli anni della dittatura, in ossequio alla loro convinzione che sistemare un’economia distrutta fosse una questione scientifica e non di scelte umane soggettive.

ALT! Sì, lo sappiamo benissimo che il solo evocare il nome di Pinochet è in grado di mandare in corto circuito parecchi cervelli e cancellare quanto letto finora, per passare a gridare subito: ma non vorrete mica paragonare Monti a Pinochet o l’Italia di adesso al Cile del 1970?

No, non lo vogliamo. Era solo un riferimento ma, se vi dà tanto fastidio, per favore, fissate per 10 minuti una lampadina accesa e cancellate tutto dalla vostra memoria.

Fatto?

Bene, possiamo tornare all’Italia del 2012.

Quanti anni sono che tentano di cancellare l’articolo 18? C’era ancora Cofferati, come segretario della CGIL.

E cosa hanno fatto in tutti questi anni se non “sviluppare idee, tenerle vive, legittimarle, renderle tollerabili e degne di essere messe alla prova quando si presenterà l’opportunità giusta”?

Ecco, ora l’opportunità giusta sembra essere arrivata.

Ora, a forza di sentirselo ripetere da schiere di opinionisti prezzolati e giornalisti leccaculo, sembra quasi vero che la colpa della crisi del mercato del lavoro sia tutta delle garanzie (delle pochissime rimaste) che impediscono alle aziende di licenziare un lavoratore perché antipatico, finocchio, pisano, iscritto al sindacato sbagliato, abbronzato, pettinato male, etc…

Continueranno a provarci in eterno, perché questa cosa non gli va giù.

Proveranno a cancellare quanto conquistato dopo decenni di lotte e di sacrifici, e cancellarlo avrà per tanti di loro il dolce gusto di una piccola vendetta.

E, cosa ancora più grave, lo faranno con il timido appoggio dei partiti della sinistra e di alcuni sindacati.

Perché c’è crisi, c’è grossa crisi.

Noi non sappiamo più dove stiamo andando… però sappiamo – sine dubio alcuno – dove mandare loro.

Tutti, nessuno escluso.

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22 Commenti

  1. jahtiz scrive:

    A parte che tutto lo schifo che abbiamo avuto negli ultimi 15anni è colpa dei precedenti governi (formati dalle stesse persone che, migrati in nuovi partiti, amano ripetere ora questa tiri-tera)..

    Voi parlate di Pinochet,

    l’altro giorno ho invece sentito un’interessante pensiero che paragonava il ns attuale governo alla Repubblica di Weimar che, con l’intento di risanare un paese in profonda crisi economica (ed identitaria) pose le basi per la successiva nascita della più famosa dittatura della storia moderna europea…

    beh, speriamo che non sia il ns caso

     
      

  2. om640 scrive:

    Noi non sappiamo più dove stiamo andando… però sappiamo – sine dubio alcuno – dove mandare loro.
    Tutti, nessuno escluso.
     
    Detto da un metalmeccanico (io), “tutti” rischia di diventare un elenco veramente lungo di persone
     

  3. McLaud scrive:

    Da giurista sempre più deluso e cinico condivido pienamente le vostre considerazioni ed aggiungo:
     
    – da quando in qua è giusto e bene che il governo intervenga prestando una garanzia a favore delle banche che emettono obbligazioni facendosi carico del rischio della loro insolvenza?
     
    – da quando in qua è giusto e bene che si spendano miliardi (sottolineo: miliardi) di euro per dei caccia, invece che cercare di risparmiarli in un periodo di crisi ed in uno stato che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”?
     
    – da quando in qua è giusto e bene che si spendano altri miliardi (devo sottolineare ancora?) per costruire una linea merci in una valle dove ce n’è già un’altra sottoutilizzata?
     
    – da quando in qua è giusto e bene che i beni immobili della chiesa cattolica destinati ad attività che con il culto hanno molto poco a che fare continuino ad essere esenti dalle relative imposte e le gerarchie vaticane si permettano pure di dichiarare di essere disponibili a valutare questa materia (alla strafaccia del cazzo in salmì dello spirito di carità!)?
     
    …(riempite un po’ a piacimento)
     
    – e, soprattutto, da quando in qua è giusto e bene che una schiera di illustri burocrati sia chiamata con l’avallo di un presidente della repubblica colluso a prendere le misure più incisive, ad imporre i sacrifici più gravi, ad effettuare i tagli più sanguinosi allo stato sociale…solo perché c’è crisi? La democrazia allora serve solo per sollazzarci in vacanza? Se non si può chiedere a chi è stato eletto di prendere le decisioni più difficili in momenti come questi, a cosa è servito il mirabolante carrozzone delle elezioni (pilotate e prenotate)?
    Qui siamo di fronte ad una grave inversione della logica che dovrebbe sostenere la vita di uno stato democratico: perché quando Monti fa dichiarazioni del tenore “Noi possiamo perseguire politiche impopolari e fare scelte dalle conseguenze durissime proprio poiché non siamo stati eletti”, nessuno si domanda: “Come fa a dire una cosa del genere ed a non causare una rivolta?”. Perché nessuno si chiede se il non essere eletti dia davvero carta bianca?
    Neanche i monarchi assoluti si sarebbero mai sognati di annunciare di avere il potere perché era così, punto e basta: essi annunciavano sempre di essere re “per volere e grazia divini”…da qualche parte ricavavano un fondamento per la legittimità del proprio operato. Il governo Monti, invece, c’è perché c’è la crisi…e tanto basta.
     
    A costo di forzare il parallelismo, chi vorrebbe che l’amministratore del proprio condominio fosse nominato dalla banca verso cui si è fortemente indebitati senza alcuna assemblea? A chi risponderebbe costui?

    • jahtiz scrive:

      Aggiungerei ai tuoi punti 1 e 2:

      – soprattutto poi quando queste banche ottenendo liquidità grazie alle garanzie (ma anche grazie ai prestiti diretti del fmi) continuano a non sganciare un cent ai loro correntisti e continuando a far pagare il denaro carissimo

      – soprattutto quando si scopre che poi l’esercito, perchè intervenga in aiuto alla popolazione su problemi reali, si fa pagare un compenso dall’amministrazione pubblica che lo ha ingaggiato!
       (questa cosa è abominevole!)
       

      • McLaud scrive:

        Ti dirò di più, caro Jahtiz: i militari non solo pretendono d’essere pagati nelle situazioni d’emergenza, ma anche in quelle ordinarie. Per esempio, è anche colpa loro se non si riesce a demolire parecchie costruzioni abusive al sud: da un lato, nessun’impresa privata oserebbe mai farlo, per non dover subire ogni sorta di ripercussione, dall’altro, i militari quando sono chiamati a farlo, pretendono di essere pagati anticipatamente per la demolizione, senza considerare, però, che le spese gravano su chi ha commesso il reato e non sullo stato (ministero di giustizia, nella specie), che le corrisponderà solo dopo averle ottenute coattivamente dal soggetto condannato in via definitiva.
         
        L’esercito si ricorda di questa regola e si attiva prontamente solo in certe occasioni in cui c’è un pressante interesse politico (come nel caso di qualche “ecomostro), mentre nelle altre resta a braccia conserte e aspetta i soldi “sull’unghia”.
         
        W l’esercito…sì, smembrato!

  4. OccitaniaAntifascista scrive:

    Sembra che basti eliminare l’articolo 18 per uscire dalla crisi. Ma la crisi non è globale?
    E’ il nostro articolo 18 la causa di questa crisi mondiale o tutti i paesi hanno un loro articolo 18?
    O forse ci stanno raccontando un sacco di fregnacce?

    • stefano Z scrive:

      Occitania, secondo me la terza che hai detto
      Vorrei aggiungere: Noi non sappiamo più dove stiamo andando… però sappiamo – dove ce lo stanno infilando.
      Ho sempre lavorato in piccole aziende e l’articolo 18 non si sa manco cosè, ho visto cose che voi unani…….
      Che poi non continuano a sbandierare il fatto che la forza dell’italia e la piccola e media impresa? Ma l’articolo 18 vale per aziende sopra i 15 dipendenti, di cosa cavolo continuano a parlare???
      Ah si certo siccome c’è la globalozzazione e si combatte sul costo del lavoro (per fare in modo che qualcuno continui ad andare a caviale) un operaio in italia deve competere con uno in cina o in india , peccato che in qui paesi non paghino un affitto di 800 Euri al mese.
      Scusate il populisno incazzoso è che sento che punta sempre di più.
       

  5. Liberale & Scomunicato scrive:

    Ehi gente, non è che cominciate a rimpiangere il governo del nano? 😀
    Naturalmente sto facendo dell’ umorismo di pessima qualità, comunque dovremmo anche ricordarci del pessimo servizio resoci dai sedicenti partiti di sinistra. In primis quel PD che non ha mai pensato (tra l’ altro) di cancellare il porcellum, ne ha mai saputo fare un opposizione seria allo gnomo pedofilo e clericale, strillando come una zitella nevrotica senza sapere o volere proporre qualcosa di ragionevole e alternativo, ma pensando, al limite, solo a obbedire in silenzio a tutto le richieste che venivano da Bruxelles. Spero di essermi spiegato…

  6. Tino Bombarda scrive:

    prove tecniche di fascismo: la crisi giustifica tutto

  7. Ale scrive:

    Grandi Paguri!

  8. nowayout scrive:

    — Piccola formula matematica —
    questo:
    [Sì, perché una crisi economica abbastanza grave (reale o percepita, non importa), un crollo della valuta, un crac del mercato, una forte recessione, mettono in secondo piano tutto il resto e danno carta bianca ai leader per fare tutto ciò che è necessario (o ritenuto tale), spacciandolo come risposta a un’emergenza nazionale. Rendere indispensabile quello che in precedenza era impensabile e intollerabile]
    + questo:
    [Le crisi sono zone franche della democrazia: momenti in cui le regole normali del consenso vengono sospese e le sorti del Paese vengono affidate ai tecnici.]
    uguale a questo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/carceri-private-volute-passera/185911/

    • Paguri scrive:

      Proprio così. E’ il concetto di “Stato leggero” descritto benissimo in libri fondamentali come Shock economy (che v’invitiamo a leggere immediatamente, qualora non l’aveste già fatto).

  9. marina scrive:

    Grisi, oh Paguri! si dice grossa Grisi!

  10. Iron Cunt scrive:

    E chissà perchè si finisce sempre in qualche crisi, prima o poi. Non è che Napoli, con l’eterna (probabilmente anche prima del ‘900) urgenza rifiuti, abbia inspirato pure banchieri e economisti?

  11. g scrive:

    Mario ha disposto che tutti i parlamentari debbano rifiutare doni oltre il valore di 150 euro !
    magnifico!  … … anche se lui i regali li riceve in dollari

  12. g scrive:

     i regali di valore superiore devono essere restituiti o ceduti all’Amministrazione di appartenenza.
    BELLO EH?
    immaginate un regalo di 150.000.000 di euro … subito girati all’amministrazione di appartenenza!
    altro che tangenti!!