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Un italiano vero.

28 febbraio 2012

“Siamo italiani e ci comportiamo come tali.”

Queste le parole pronunciate dai due Marò accusati di aver sparato e ucciso, per errore, due pescatori indiani, credendoli pirati.

Cosa vuol dire?

  • Che passeranno le giornate a cantare le canzoni di Toto Cutugno?
  • Che pregheranno forteforte Padre Pio, perché interceda presso il governo indiano che però non lo riconosce come divinità?
  • Che chiederanno solo spaghetti al pomodoro e pizza, rifutando il cibo locale?
  • Che mentre sono in carcere, hanno lasciato la macchina comodamente parcheggiata in doppia fila?
  • Che a colazione pretendono solo caffè espresso?
  • Che leggono esclusivamente La Gazzetta dello Sport?

No, davvero, con tutto il rispetto per i due Marò (e anche per le loro presunte vittime, però) vorremmo tanto sapere cosa significa una frase del genere che tanto è piaciuta al ministro Terzi, al Presidente Napolitano e a tutti i TG.

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52 Commenti

  1. Ste scrive:

    “Ed in quel tempo fra genti stranieri
    ebbi da assolvere al grande dovere
    di dimostrar che la patria lontana
    era pur sempre virile italiana”

    (risponderebbe in musica Fausto Amodei)

  2. verdemaremma scrive:

    Cioè ci comportiamo come ubriachi.

  3. jahtiz scrive:

    forse sperano anche loro nell’intitolazione di una via a Milano come il buon vecchio Quattrocchi
     

  4. Goldrake scrive:

    Giusto ieri speravo in un post come questo !!!
    Comunque, scherzi a parte, avranno voluto intendere di non aver la minima intenzione di parlare inglese (anche perchè non ne sanno una parola) e pretenderanno di essere capiti nell’amata madrelingua semplicemente gesticolando e urlando più del solito.

  5. Goldrake scrive:

    Oppure punteranno alla prescrizione ?

    • Bird scrive:

      Non scordarti dell’immancabile “ecco, vedete che so’ proprio negri anche qui? Non capiscono una mazza quando je parli in itagliano, oh!!”

  6. luciano scrive:

    Anch’io sono italiano, ma mica vado ingiro sparando al mondo.

  7. Emi-chan scrive:

    “Siamo italiani e ci comportiamo come tali.” 

    “Noi siamo orgogliosi di essere italiani, noi intendiamo, anche andando in Siberia, di gridare ad alta voce: Siamo Italiani ! (…) Quella gente si vergogna, per esempio, se gli emigranti italiani distribuiscono qualche generosa coltellata: ma tutto questo è un modo molto brillante di dimostrare che gli italiani non sono vigliacchi né rammolliti e che hanno il mezzo di difendere l’italianità quando i consoli non sanno difenderla.”

    “Non ci vergognamo più di essere italiani: ne abbiamo l’orgoglio ! Abbiamo l’orgoglio di essere italiani e di appartenere a questo popolo, che ha trenta secoli di civiltà, che era grande quando là non erano ancora nati: questo popolo che ha dato per ben tre volte al mondo il sigillo della sua potente civiltà.”

    Due su tre di queste citazioni sono del Povero Duce, il cui esempio di fervente patriottismo evidentemente pervade tuttora le nuove generazioni di italiani.

  8. g scrive:

    quelli là pensano ai soldi e sono gli unici italiani veri … i culachi de noartri:
    se esistessero gli italiani si/ci saremmo organizzati e invece di farci appendere ai pali della luce avrebbero/emmo compiuto altri atti … estremi
    sul tipo dell’omicidio dell’arciduca,
    ilmomento lo richiederebbe,
    ma per fortuna siamo buoni e la democrazia è garantita!
    anzi presto la esporteremo di nuovo all’estero!

  9. Bukowski scrive:

    appunto, come dei cialtroni

  10. ilp izza scrive:

    acque internazionali, nave da guerra, zona pericolosa, si avvicina una barca e non risponde a nessun segnale, questi sparano (sono soldati non sono ballerine) e vengono giudicati in un paese che non avrebbe giuridizione in metiro (acque internazionali) che è salito su una nave militare (territorio italiano) per arrestarli…
     
    e i commenti sono questi….
    Certo che davvero solo noi italiano ci sappiamo sputare in faccia come nessuno al mondo

    • jahtiz scrive:

      non credo che la gran parte dei commentatori qui stiano giudicando quanto è successo a bordo della nave. 
      nessuno conosce bene le dinamiche.

      ci si vuole invece focalizzare sul volgare e ridicolo finto patriottismo che viene fuori dalle parole dei due arrestati.

      questa cosa dell’appellarsi all’italianità che, a me, ricorda appunto quella volgarissima storia di fabrizioquatttrocchi.

      detto ciò credo di poter interpretare il pensiero di tutti i frequentatori del blog dicendo che, qual’ora si accertasse l’innocenza dei due marinai, questi vengano rilasciati al più presto.
      se invece hanno ammazzato due innocenti pescatori dunque sarebbe corretto che paghino.

      ma per il momento discutiamo della frase che hanno detto, ok? 

      • Paguri scrive:

        Infatti.

        Discutiamo di quel misto di razzismo e patriottismo del cazzo che viene sempre tirato fuori in situazioni simili, con gli occhi lucidi di commovente orgoglio, da parte di militari, giornalisti e istituzioni.

        Quello che hanno fatto, o non fatto, c’entra poco o niente.

        Così come la frase.

      • il pizza scrive:

        volgare e didicolo patriottismo,
        ma forse se aggrapparti a quello ti permette di restare a galla (sempre considerato quello che è successo) ben venga.
        Meglio lacrime e grida alla maniera dei reality?

        • Paguri scrive:

          Di cosa stiamo parlando, scusa?

          No, davvero, non riusciamo a capire se parliamo dello stesso argomento.

          Noi abbiamo criticato una frase, a nostro giudizio, onestamente del cazzo.

          Te ci rispondi che aggrapparci a quello ci permette di restare a galla (???) sempre considerato quello che è successo…

          Scusaci, ma ci sembra che stiamo facendo un po’ di confusione.

          Davvero, senza ironia, non riusciamo a capire cosa vuoi dire…

           

        • Merve scrive:

          Ottime osservazioni ulleqe di Fabrizio, Leonardo, Sandro e Marco(in risposta ad Enrico). Ho appena letto basito altrove(in un altro spazio dedicato alla qm) che:Il Femminismo non esiste e non e8 radicato nella Societe0 e quindi non esiste a livello culturale, semmai vi e8 solo un problema giuridico cioe8 di leggi e sentenze antimaschili, e inoltre (sempre a loro avviso) il femminismo sarebbe solo una questione di Elite in quanto la maggior parte delle donne rifiutano(secondo loro) le istanze femministe ma vengono censurate(!!).Fra poco diranno che il vero problema di questa societe0 e8 il Maschilismo (oltre che l’Islam, altra loro autentica ossessione), cosec finalmente potranno acquistare la patente di correttezza e moralite0 davanti alle femministe e il popolobueIo quando leggo queste cose non so se piangere o ridere, di sicuro mi metto le mani nei capelli. Mi chiedo io: se per costoro il femminismo non esiste a livello culurale e le donne in gran parte rifiutano la mentalite0 femminista per quale motivo costoro dicono di occuparsi di questione maschile?? Se non esiste il femminismo a livello culturale di conseguenza non puf2 esistere nemmeno una questione maschile. Punto.Risponderanno che il vero problema sono le leggi e le sentenze antimaschili. Ma, signori miei, secondo voi da dove scaturiscono queste sentenze e legislazioni antimaschili? Scaturiscono proprio da una cultura femminista che vi e8 alla base di questa societe0, ovvio. Le legislazioni antimaschili sono la punta dell’ iceberg di un mostruoso e criminogeno processo culturale fortemente radicato in questa Societe0: il Femminismo.Il Legislatore e il Giudice agiscono,infatti, in base al sentire comune, al pensiero dominante vigente, cioe8 alla cultura radicata nei pif9. Per lo stesso motivo qualche tempo fa mi sforzai, inutilmente, fino all’ inverosimile per cercare di ficcare nella testolina di pif9 di qualcuno che non ci si puf2 lamentare della legislazione che ha invertito l’onere della prova sui reati sessuali se prima non si rimuove alla base quello sterco ideologico dominante a riguardo della genesi e cause della c.d violenza sessuale. Il processo a catena e8 logico ed evidente: in merito ad determinata fattispecie di reato, le garanzie processuali a favore dell’ imputato vengono a diminuire(terzo ed ultimo anello della catena) nel momento in cui tale reato viene percipito(secondo anello della catena) dal sentire comune(in cui anche il legislatore e giudice sono immersi e quindi in base al quale agiscono) di gravite0 maggiore rispetto agli altri(sui quali invece permangono tali garanzie giuridiche e processuali) per cui vengono a innescarsi nel popolobue sentimenti isterici e irrazionali in cui di fronte al dubbio di colpevolezza tende a prevalere quel sentimento secondo cui si preferisce un innocente incarcerato piuttosto che un colpevole in liberte0.E il grado di gravite0 di un reato viene percepito anche(e soprattutto) in base alle cause che il sentire comune attribuisce ad esso(primo anello della catena).Un problema non puf2 essere risolto se lo si guarda e affronta solo a valle, bisogna risalire a monte, cioe8 all’ origine.

    • Goldrake scrive:

      Oltre a quel che ha detto Jahtiz, aggiungo, cara Pizza, che in questo blog non nutriamo moltissima simpatia per i Rambo tricolori… E comunque per tutti quelli forti coi deboli e deboli coi forti. Personalmente preferirei vivere d’elemosina che fare un lavoro che possa prevedere l’uccisione di un altro essere (e rispetto infinitamente di più chi lo fa).

  11. il pizza scrive:

    Il, articolo det maschile,
    comunque se il contraddittorio non vi piace, pazienza,
    ciao

    • Goldrake scrive:

      Mi sembra che nessuno ti abbia insultato.

    • Paguri scrive:

      Mah…nel contradittorio uno dice una cosa, un altro risponde e così via.

      Quando uno dice una cosa, un altro risponde e il primo se ne va indispettito non si può più parlare di contraddittorio, ma di comportamento infantile.

    • Bird scrive:

      Vai, vai: puoi dirmi che valore ha il patriottismo?

      Tifo da stadio per dove ti ha buttato la cicogna, io non ci vedo altro: tu? 

  12. Kindred scrive:

    Goldrake: Personalmente preferirei vivere d’elemosina che fare un lavoro che possa prevedere l’uccisione di un altro essere (e rispetto infinitamente di più chi lo fa).

    E’ molto comodo poter dire queste cose quando c’e’ qualcuno che fa il lavoro sporco per noi. Sono sicuro che nessuno di noi vorrebbe mai impugnare un’arma e uccidere qualcuno. Eppure a volte capita. Per esempio, per difendere un nostro caro da una aggressione. E’ solo una delle mille situazioni dove potrebbe essere necessario impugnare un’arma con lo scopo di uccidere. Sulla frase si puo’ discutere quanto si vuole, ma prima di lanciarsi in certe considerazioni sarebbe meglio pensarci un po’ e provare a mettersi nei panni degli altri.

    • Tino Bombarda scrive:

      non mi pare il caso dei militari di mestiere…

    • Goldrake scrive:

      Dunque, dunque, dunque. Come al solito, in queste discussioni, il sincretismo regna sovrano.
      Punto primo : io ho semplicemente detto che non farei mai un lavoro che possa prevedere (tra le tante cose) l’uccisione di una persona, chiunque essa sia (ed è vero, infatti faccio il geometra, non mi risultano ancora morti per colpi da tacheometro).
      Punto secondo : sono certo che con tre anni di educazione civica seria nei corsi di formazione delle “Forze dell’ Ordine” (nome già insopportabile di per sé ed ammesso che lo siano), uno stato sociale vero ed un’ equa distribuzione della “ricchezza”, i casi da te menzionati diventerebbero pure eccezioni, quindi casisticamente non rilevanti (non penso che tu prenda precauzioni per non essere colpito da un fulmine ogni volta che piove). In Norvegia funziona così, smettiamola di pensare che sia impossibile, semplicemente non c’è la volontà di evolversi in questo senso, le motivazioni ci sono e se vorrai te le spiegherò in un’ altra occasione.
      Punto terzo : questa cosa del “vorrei vedere tu se ti uccidessero il padre, ti sgozzassero la madre, ti violentassero tuo fratello, ti scaccolassero tua sorella, ecc. ecc.”, PER FAVORE, lasciamola ai “film” di Chuck Norris, Steven Seagal, Arnold Schwarzenegger e compagnia bella, perché un crimine compiuto non si risolve con una vendetta, il crimine va prevenuto (tornare al punto due). E smettiamola di mettere sullo stesso piano l’ uccisione di uno che delinque col “rullarlo di cartoni” (cit.).
      Peraltro quanto sopra è stato satiricamente esposto in maniera esemplare dai Paguri nel trailer di “Giornata di merda”.
      Punto quarto : se tu ancora adesso con “delegare” intendi “insulti gli sbirri ma andresti da loro se avessi bisogno del lavoro sporco”, allora rileggiti i punti di cui sopra ed in ogni caso, anche ammesso che io abbia torto e ciò sia realmente necessario, rimarranno sempre il braccio destro del potere, non ho mai visto poliziotti difendere lavoratori in rivolta. Non riesco a rimanere indifferente pensando a ciò, che ci vuoi fare.
      Punto quinto : se difendi quei soldati in quanto “portatori di pace”, prendi per vero uno degl’ ossimori più clamorosi della lingua italiana.

      • vinicio scrive:

        I geometri, i veri responsabili del degrado urbanistico italiano, la peste suburbana, ne ha uccisi più il teodolite che la spada.
        O per dirla in linguaggio cinematografico: “quando un uomo col teodolite incontra un prato verde, il prato verde è un prato morto”
        (Oh, siamo su un sito di satira, si ruzza eh!!!)

        • Goldrake scrive:

          😀

        • Edcarlos scrive:

          1) Scuola femminilizzata: la colpa e8 degli UU, e8 ovvio. E di chi altri?Dove le DD mnaacno e8 perche9 ne vengono escluse. Dove mnaacno gli UU e8 perche9 non ci vogliono andare. Come sempre.Il basso stipendio degli insegnanti e8 un refrain ma e8 una balla (la faccio breve: mia moglie e8 insegnante e io lo sono stato – sia pure per un solo anno quindi parlo con conoscenza di causa). Non dico che sono alti, dico che non sono bassi, ma se anche lo fossero, come spiegare che gli UU si tengono stretti impieghi molto meno pagati? Come spiegare che i manovali sono tutti MM? Gli UU se ne sono andati dalla scuola ma non dall’edilizia ma guarda un po’ Gli UU sono stati cacciati dalla scuola, questo e8 cif2 che va compreso e che va detto. Ovviamente dovrei motivare una simile perentoria affermazione con molte pagine di argomentazioni. Forse un giorno lo farf2. Ci si stupire0 di tanta perentoriete0 in una affermazione che avrf2 fatto forse un paio di volte dal 98. Ma e8 cosec.La questione degli stipendi e8 un depistaggio ed e8 falso che gli UU se ne siano andati: ne sono stati cacciati. Punto e basta.Se non ci appare chiaro il come, ci apparire0 in tutta la sua evidenza almeno il fine, lo scopo, giacche9 questo e8 di una chiarezza abbagliante.2) Concordo ovviamente con Raffaele nella sua dura critica all’idea che tutto dipenda dai vertici politici, dalle e9lites, dai magistrati, dai parlamentari, dalle agenzie sovranazionali. E’ una visione infantile e semplicistica, demagogica e seduttiva che ho cercato di demolire in QMDT e in ogni altra occasione. Poi mi sono stancato. E’ chiaro perf2 che quella idea e8 confacente alla propaganda politica dell’attuale classe dirigente. Se si vuole ottenere la pubblicazione su Libero o Il Giornale di una lettera sulla QM basta parlare dei padri separati e puntare il dito contro la magistratura “comunista” che li colpisce. Provare per credere. E tanto basti.Tutti gli agenti della guerra antimale in corso devono essere considerati responsabili di cif2 che fanno, questo e8 ovvio, ma cif2 lascia il tempo che trova. Per capire il loro comportamento essi tutti devono essere considerati privi di consistenza interiore, privi di coscienza, di lungimiranza, di coerenza, di autonomia di pensiero, di coraggio, di riflessione. Vanno considerati per quel che gli umani di fatto sono: turaccioli nella corrente della storia. Birilli. Smesso di occuparci dei turaccioli (che ci ostiniamo a scambiare per “Uomini”) possiamo spostare lo sguardo sulla corrente e capire qualcosa di essa.Nella QM la teoria del complotto, dei vertici, delle caste, delle agenzie, dei comitati e8 roba da bar sport.Rino D.V.

      • Davide scrive:

        Goldrake ti stimo come robot e come uomo

  13. Paguri scrive:

    Scusate, ma qualcuno sarebbe così gentile da riassumerci i motivi per cui due militari italiani (quelli stessi militari che, seppur pagati da noi, volevano dei soldi per spalare la neve e portare gli aiuti ai paesi rimasti isolati durante le nevicate del mese scorso) stavano facendo da scorta ad una nave privata?

    No, davvero…magari una ragione logica c’è e, siccome siamo ignoranti, la ignoriamo.

     

    • g scrive:

      il confine fra pubblico e privato non è quasi mai determinabile con facilità

    • g scrive:

      … per esempio:
      se l’italia perde con gli usa
      se prandelli dice che sta con monti
      se monti non dice ma si sa che sta con gli usa
      chi ha perso realmente con gli usa?

    • Goldrake scrive:

      É una spiegazione che servirebbe anche al sottoscritto.

    • McLaud scrive:

      Ecc.mi Paguri nonché esimio Goldrake, i militari possono andare sulle navi civili in virtù di una legge che ho citato in uno dei miei commenti-fiume più giù perché c’è stata una costante escalation della pirateria (non solo quella somala) nell’oceano indiano e si è deciso che gli armatori potevano ricorrere anche all’esercito per difendersi, poiché le altre misure (filo spinato sulle murate, idranti – eventualmente con getto misto acqua-sabbia -, liquidi urticanti…) apparivano insufficienti. Gli armatori possono anche contrattare mercenari o – udite, udite – guardie giurate…ora, ve lo immaginate dei metronotte che guerreggiano a bordo di una superpetroliera in acque internazionali? Ecco, solo per sottolineare quanto il nostro governo riesce a coprirsi di ridicolo.

      • Goldrake scrive:

        Non c’è fine al peggio. Comunque, grazie, Preg.mo McLaud ! 😉

  14. kindred scrive:

    Oh, la discussione mi piace e si fa interessante.
    Lo so che è un sito satirico e non sono qui per buttare benzina sul fuoco o trolleggiare, semplicemente mi piace analizzare le cose da tutti i punti di vista. Adesso rispondo con ordine che le cose da dire sono diverse:
    Punto 1) Anche il geometra è un mestiere rischioso! Se non fai i calcoli come si deve qualcosa può crollare sulla testa di qualcuno. Anche se non vai in giro con una pistola nella fondina, il regolo non è un’arma meno pericolosa. Scherzi a parte, assumi anche tu una responsabilità con il tuo lavoro. La stessa che assume un agente delle forze dell’ordine.
    Punto 2) Anche io sono convinto che in un mondo ideale non ci sarebbero crimini. E’ anche vero che i casi da me menzionati non sono rilevanti statisticamente. Ma è anche vero che non sono rilevanti quando capitano agli altri. Quando capitano a noi sono rilevanti al massimo. E si, io prendo precauzioni contro i fulmini quando piove, come immagino tutti. Tutti quelli che non finiscono folgorati almeno.
    Punto 3) Sono ancora d’accordo con te. Il punto è proprio questo. non posso prendere la giustizia nelle mie mani, altrimenti diventa vendetta. Serve una entità terza a garanzia di tutti. Entità che chiamiamo “Forze dell’ordine”. E mi guardo bene dal paragonare l’uccisione di qualcuno con la punizione di un crimine. Ma sarebbe sciocco non pensare che la prevenzione e punizione del crimine non preveda, nei suoi casi estremi, l’arrivo ad una uccisione. Che non sempre riguarda l’agente armato.

    Punto 4) Non ho mai detto “insulti gli sbirri ma ti rivolgi a loro”. Niente di tutto questo. Ho detto che non possiamo illuderci di non avere bisogno di agenti di pubblica sicurezza (sbirri per me è un insulto). Non viviamo in un mondo perfetto. E’ un dato dal quale non possiamo prescindere. Quello che dico e’ di non fare pericolose generalizzazioni.
    Punto 5) non difendo quei soldati come portatori di pace. Non difendo i soldati in generale. non difendo quelli che muoiono in afghanistan e non li considero eroi. Li considero caduti sul lavoro, allo stesso livello dell’operaio che cade dall’impalcatura. Forse un po’ peggio, perché l’operaio viene pagato di meno. Pero’ quei soldati non sono li come portatori di pace. Quei soldati sono la’ per difendere altre persone dai pirati che in quelle acque sono comuni. Se non ci fossero stati i pirati, non ci sarebbero stati loro a bordo.

    In conclusione, penso che siamo d’accordo su diverse cose. Ed e’ mia convizione che sia necessario considerare tutte le circostanze speciali, pro o contro un accadimento. Detto questo, io ho scritto al presidente della repubblica tempo fa, chiedendogli, visto che non si poteva ritirare la medaglia d’oro a quattrocchi, vera vergogna nazionale, almeno di conferirne una a Enzo Baldoni. Purtroppo sono ancora in attesa di risposta.

    Mi scuso per lo sproloquio ma i punti erano diversi e un buon dialogo merita il tempo che ci si spende.

    • Goldrake scrive:

      OK, Kindred, ci siamo chiariti meglio, anche se, probabilmente per colpa mia, forse non sono riuscito a spiegarti bene il mio minimo comune denominatore, ossia che la stramaggioranza dei cosiddetti problemi legati alla sicurezza non viene eliminato proprio per una chiara volontà da parte dei “difensori” della sicurezza stessa. Tutto questo causa un’ infinita serie di conseguenze che abbiamo sotto il naso tutti i giorni, in primis il razzismo, fatto che davvero non sopporto e sul quale abbiamo dibattuto spesso e per diversi aspetti in questo blog.
      Faccio le mie ultime precisazioni e smetto di tediare.
      Punto primo : metto fin troppa responsabilità nel mio lavoro, spesso scontrandomi con una disarmante mancanza di informazione/istruzioni (sicurezza nei cantieri) ma, ti prego, non dire che sia la stessa cosa di un poliziotto, girare con un’ arma cambia le cose e di brutto (più tutto il resto).
      Punto secondo : mi sono capitati diversi fatti (anche a persone a me vicine) riconducibili a quelli di cui abbiamo parlato, ma il mio parere non è cambiato di una virgola. L’esempio dei fulmini era solo, appunto, un esempio.
      Punto terzo : ammesso che sia irrinunciabile avere delle “forze dell’ordine”, dal mio punto di vista le immagino ben ben distanti da quelle che abbiamo.
      Punto quarto : come sopra.
      Punto quinto : se non ci fosse nulla da rubare, non ci sarebbero i pirati. E comunque, tra i pirati ed i loro comuni target, faccio il tifo per i pirati, senza dubbio.
      Tanto doveva il sottoscritto ad esaurimento dell’incarico ricevuto. 😉

  15. marino scrive:

    Siamo italiani e ci comportiamo come tali. cioè:
    prendere a mitragliate due pescatori (un ragazzo di 25 anni e un padre di famiglia di 50) e andare via senza prestare soccorso
    dopo una settimana non sapere ancora dove è successo il duplice omicidio: 20 miglia o 60 miglia? Mi immagino quando hanno chiamato  terra: cercateveli voi il mare è grande, noi ci abbiamo da fare…Ma non c’era il log sulla petroliera? Usare come carta nautica quella sul formaggio BelPaese perchè siamo italiani…
    Schierarsi subito dalla parte dei mitralleros
    Diventare tutti esperti di codici di navigazione e diritto internazionale, anche gente che non sa leggere manco il verbale dell’assemblea di condominio
    Gridare e fare le vittime  e accusare l’India di comportamento antisportivo come se fosse il mundial e non un duplice omicidio
    Credere alle cagate che scrive il giornale di Sallusti e basterebbe dare un occhio a un qualunque giornale indiano per vedere con che stile trattano la questione. Per esempio questo:
    http://www.telegraphindia.com/1120228/jsp/frontpage/story_15188982.jsp#.T06-eZrlejw.facebook
    Ma già, loro non sono italiani, Chapeau
     

  16. WhiteZombie scrive:

    Ma il santo protettore dei marò non sarà mica Padre Maronno?

  17. McLaud scrive:

    Per rispondere ad alcuni rilievi che sono stati fatti finora in spregioso disordine:
     
    1) I militari italiani sulle navi civili possono andarci se vi è una richiesta dagli armatori e sono appositamente pagati da loro (e chi non sa nemmeno cosa sia un “armatore”, allora si deve attaccare al cazzo e non ha diritto a partecipare alla discussione) in ragione dell’art. 5 d.l. 107/2011. Che li paghino gli armatori a me va benissimo, altrimenti bisognerebbe pagare tutte le missioni di tasca nostra e non credo che piacerebbe a nessuno (e chi non sa nemmeno quanto puòò arrivare a costare una missione può riattaccarsi al summenzionato cazzo);
     
    2) La loro presenza a bordo provoca giuridicamente una marea di problemi derivanti dal fatto che è il comandante (civile) il soggetto che a bordo dovrebbe avere ogni potere e responsabilità in merito al governo della nave, ma, in determinate circostanze (non note, perché non sono pubbliche “le direttive e le regole di ingaggio emanate dal Ministero della difesa”) il comandante del personale militare si può sostituire a lui per alcuni rilevanti aspetti.
     
    3) “Forze dell’ordine” ed “esercito” non sono la stessa cosa (checché qualcuno ne pensi e nonostante quanto è stato fatto da Berlusconi per confondere le idee – e basti pensare all’uso dell’esercito in Campania per la spazzatura) ed anche solo il fatto di doverlo precisare dà l’idea dello stato in cui versa questo paese.
     
    4) Credo che sia ragionevolmente e fondamentalmente diverso considerare l’omicidio per legittima difesa e la posizione di chi può (ed anzi deve) uccidere per lavoro. Così come quest’ultima posizione è oggettivamente diversa da quella di coloro dal cui operato possano trovarsi a dipendere le vite di altri (operai, tecnici, ingegneri, medici, avvocati, giudici…). Bisogna ancora ripeterlo? Si può ancora essere così confusi o in malafede da associarle? Anch’io, come Goldrake, preferirei darmi all’elemosina, anziché accettare un lavoro in cui è previsto che debba uccidere un’altra persona ed al primo che riproporrà analogie e paralellismi fallaci, infondati e pretestuosi va la mia più sdegnata pernacchia. E poi ci si stupisce che il diritto sia quello che è in Italia, se un soldato può essere paragonato impunemente ad un medico!
     
    5) Siamo italiani e ci comportiamo come tali, ossia: CHISSENEFREGA!
    Qui si condensa per moltissimi versi la nostra natura…purtroppo, però, soltanto gli USA possono permettersi di commettere crimini in tutto il mondo ed uscirne impuniti (senza fare riferimenti a guerre ed invasioni, basti qui ricordare il Cermis o l’omicidio di Nicola Calipari).
    Per i più duri, come sempre, vale la pena di precisare che su cosa sia successo a largo delle coste indiane non ne so di più di quanto è possibile evincere dai canali di informazione (e quelli indiani sono altrettanto partigiani dei nostri) e non mi schiero né da una parte, né dall’altra: qui si parla di una dichiarazione del cazzo…and that’s all folks!

    • Goldrake scrive:

      E per concludere, visto che siamo italiani, ti ringrazio con uno dei nostri più insopportabili modi di dire tanto in voga un po’ dappertutto : SEI UN VALORE AGGIUNTO, McLaud !!! 😀

      • McLaud scrive:

        …ecco, l’hai detto: ora arriverà la task force di Monti a farmi un culo così d’imposte! 😉

  18. dr. john scrive:

    vorrei aggiungere che , dopo little big horn, gli indiani sono stati confinati dentro le riserve , e là devono stare, cazzo.

  19. alberto scrive:

    Ho insegnato per un po’ in India, con studenti provenienti dal Kerala, e una qualche idea su questa faccenda me la sono fatta. Soprattutto è evidente anche a Vishnu che in Italia ci bombardano di cazzate. Ecco il link al mio articolo, su Carmilla:

    http://www.carmillaonline.com/archives/2012/02/004204.html#004204

    • McLaud scrive:

      Alberto, almeno un paio di cose nel tuo articolo sono sbagliate e va detto: quei militari sulla nave ci potevano stare perché li aveva chiamati l’armatore, che li deve pure pagare, così come prescritto nella disposizione che ho citato (poco sopra trovi il link: vale la pena dare un’occhiata).
       
      Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato male di quella norma e aggiungo un altro paio di considerazioni: 1) non è specificato quale corpo dell’esercito possa essere chiamato dall’armatore, il quale potrebbe anche trovarsi paradossalmente ad imbarcare degli alpini o dei cacciatori (che sono palesemente inadeguati per difendere una nave); 2) più ancora lo sono le guardie giurate, che sono formate per fare altro e non per scongiurare attacchi di pirati…ma il governo ha pensato bene di creare un altro mercato per la loro potenziale utilizzazione; 3) non aggiungo molto altro sui mercenari (o contractors (lett.: appaltatori), come va impropriamente di moda chiamarli oggi): bisognava creare un ennesimo mercato anche per loro, invece di rendere illecita la loro attività?

  20. Pedro99 scrive:

    “Siamo italiani e ci comportiamo come tali.”

    Ovvero: facciamo come cazzo ci pare, ignoriamo le regole, siamo sboroni, se qualcosa va male diamo la colpa agli altri e see siamo nei casini ci aggrappiamo ai poteri forti e intramati per toglierci le castagne dal fuoco.

  21. Gert scrive:

    Comunque vi siete persi la fine della storia:
    l’avvocato ha ottenuto che in carcere possano tenere la divisa e MANGIARE CIBO ITALIANO!
    Paguri Dixerunt: “Che chiederanno solo spaghetti al pomodoro e pizza, rifutando il cibo locale?”
    Vi stimo!!!!

  22. Ashley scrive:

    Naturalmente, Sergio, il tuo e8 un quesito che rhiciede pif9 risposte da parte dei vari esponenti dei differenti movimenti maschili (siti, blog, associazioni) e non puf2 certo essere il sottoscritto a parlare a nome degli altri.Quindi questa che leggi e8 solo e soltanto la mia opinione ne9 pretende di essere altro.In linea di massima, per quella che .e8 la mia concezione di “movimento”, il “Momas (Movimento Maschile) e8 tuttora cif2 che io definisco un movimento prevalentemente di “opinione”, composto da vari siti, blog, e anche qualche associazione, che fino ad ora non e8 stata in grado di sviluppare una azione significativa a livello sociale e pubblico. Con la sola eccezione, molto importante, del Movimento dei Padri Separati, composto da diverse associazioni, di cui la pif9 significativa (ma non voglio togliere nulla a nessuno, sia chiaro) mi sembra essere la GESEF, presieduta e guidata da Vincenzo Spavone.Quello dei Padri separati e8 l’unico, al momento, e sempre dal mio punto di vista, definibile come un “movimento”. Composto da uomini in carne ed ossa, auto organizzatisi per difendere i loro diritti calpestati come padri, e8 stato capace, grazie ad un lavoro tenace e paziente, di ottenere dei risultati, certamente parziali ma significativi, anche dal punto di vista legislativo, il che non e8 affatto poco. Non solo, e8 stato l’unico, per le sue caratteristiche e per i temi che affronta, in grado di organizzare pubbliche manifestazioni di piazza e di conquistarsi anche una visibilite0 a livello mediatico.La mia personale opinione, che tutti conoscono, e8 che questo movimento, che ha grandi meriti e che appoggio al 100%, ha il limite (e forse non potrebbe essere altrimenti) di essere, diciamo cosec, corporativo, e, per questa sua caratteristica, di non riuscire a porre la Questione Maschile in tutta la sua complessite0 e complessivite0, che va ben oltre la questione in se8, sia pur fondamentale e drammatica, dei padri separati.Non e8 una critica o un giudizio nei confronti nessuno, sia chiaro. Ma solo una constatazione partendo da quello che e8 il mio punto di vista sulle cose.Nondimeno, il Movimento dei Padri Separati, al momento e8 l’unico “movimento reale fatto di uomini in carne ed ossa capace di intervenire concretamente e praticamente nella e sulla realte0, che in ultima analisi e8 quello che conta di pif9, sempre dal mio punto di vista.Cif2 detto, sarebbe perf2 un errore interpretare queste mie parole come una diminutio di tutte le altre istanze che orbitano nel Momas. Anche scrivere libri, promuovere dibattito, discussione, aprire siti, blog, muovere le coscienze, cercare di sensibilizzare gli uomini, intervenire in pubbliche riunioni, beccandosi la solite dose di insulti e pernacchie (e spesso anche reazioni aggressivi e violente…) significa “fare” movimento, agire concretamente nella realte0. Insomma, cif2 che usiamo definire come “prassi”,Anzi, sono convinto che senza questa attivite0 “teorica” alle spalle, anche il movimento “pratico” avrebbe, alla lunga, gambe corte. Non credo sia necessario sottolineare (tutti conoscono la mia concezione) che relazione ci sia e debba esserci fra teoria e prassi…Da questo punto di vista e per quelle che sono le sue peculiari caratteristiche, Uomini Beta, lavora per superare del tutto questa che viene spesso vissuta e interpretata come una contraddizione insanabile…Resta il fatto, e questo e8 tuttora il suo grande limite, che il Momas, come dicevo prima (con la sola eccezione del movimento dei padri separati), non e8 riuscito ancora ad uscire da una dimensione, diciamo cosec, un po’ “carbonara”, se mi passi il termine. Insomma, non ha ancora “bucato”, come usiamo dire sempre, dal punto di vista della visibilite0 e della sua capacite0 di promuovere e organizzare un “rapporto di massa” con la grande maggioranza degli uomini.D’altronde, le difficolte0 in tal senso, come sappiamo, sono a dir poco enormi . Ci riflettiamo e ne discutiamo spesso e al momento non abbiamo trovato soluzioni . Ma questo e8 un altro discorso che rhiciederebbe ben altro spazio e tempo.Fabrizio