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Mind the Gap

27 marzo 2012

MINDTHEGAP 430x346 Mind the Gap

Da qualche tempo va di moda prendere le distanze.

Specialmente in tv e sui giornali.

Prima ancora di ascoltare quello che hanno da dire, si invitano politici, opinionisti e semplici commentatori a prendere le distanze.

 

Dobbiamo prendere le distanze:

  • Dalla Cgil che sa solo scioperare;
  • dai No-Tav che sono contro il progresso;
  • da quelli che tirano i sassi, perché sono violenti;
  • da quelli che salgono sui tetti e sulle torri, perché sono estremisti;
  • dalla Fiom, che non capisce le ragioni degli imprenditori;
  • dalla signora con la maglietta contro la Fornero, perché istiga al terrorismo;
  • dai pastori sardi, che in fondo non son mica produttori di latte lombardi;
  • dai terremotati dell’Aquila che ancora protestano, perché il loro momento di gloria è ormai passato;
  • dai precari, perché sono tutti sfigati o bamboccioni;
  • dall’operaio sardo che mandò in culo Castelli, perché istiga alla maleducazione;

etc…

 

Ecco, a forza di prendere le distanze, ci sembra che certi personaggi, soprattutto delle cosiddetta sinistra, si siano allontanati un po’ troppo dalla realtà e dalla gente.

Per questo ci sembra sia giunto il momento di prendere le distanze da loro.

Noi prendiamo le distanze da chi non si schiera, da chi non s’incazza, da chi non lotta e non bestemmia il Cristo Re.

Perché ora più che mai è il momento di schierarsi, di incazzarsi, di lottare e di bestemmiare la Virgo Fidelis.

Non potete chiederci di restare indifferenti.

 

Noi odiamo gli indifferenti.

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104 Commenti

  1. Hiei scrive:

    Odiare gli indifferenti restando indifferenti all’attuale governo sul quale ancora non s’è sentita una parolina una? Non male.
    Non che mi freghi particolarmente, a me piacciono i vostri fumetti però ai tempi di Silvio valeva la pena anche passare di qua…

    • Paguri scrive:

      Mah… sinceramente non ci sembra di aver mai elogiato questo governo, anzi.

      Ne abbiamo parlato, tipo qui: http://donzauker.it/2012/02/06/grossa-crisi/

      e in anche in altri momenti.

      Poi, che effettivamente questo governo di vera destra, abbia comunque un’immagine migliore di un governo di cialtroni disonesti, è fuor di dubbio.

      Ma non è neanche questo il punto.

      Il punto è che se uno vuole (o riesce a) leggere solo quello che gli piace, farebbe prima a scriverselo da solo.

      Ma di questo torneremo a parlarne quanto prima.

       

       

      • Hiei scrive:

        No, sì, certo, indubbiamente…coh, finalmente mi vergate anche qualche parola su questo governo, me ne compiaccio! (cogli la citazione).
        Oddio, con l’altra volta che son state dette le stesso cose, cioè quasi un elogio, son due volte che ne parlate esplicitamente. Quasi bene.
        No, fesso io a non capirlo, davvero.
        E comunque ripeto: apprezzo il vostro lavoro in qualità di fumettisti, in fondo m’importa sega di cosa parlate sul blog, è vostro quindi son mica cazzi miei, però con Silviuccio era più divertente, ecco.

        • McLaud scrive:

          Ora capisco qual è il problema: capisci solo i disegni! Potevi dirlo subito, povero caro, e te ne avrei mandato uno.

          E siccome neanche la scrittura va particolarmente meglio, che ne diresti di tornare sui banchetti scolastici? Con la riforma Gelmini pare che la scuola funzioni BENISSIMO!

          • Hiei scrive:

            Ecco il chiwawa da guardia! :’D
            Mi chiedevo dove fossi finito…forza, prendi la pallla! Prendi la palla! Coricoricori…
            (sìsì, e per via della Gelmini che la scuola così fa schifo e che se no torna Berlusconi dicono anche di votare D’Alema, Bersani o quant’altro…cioè oltre gli slogan riciclati del PD non vai? Corri a prendere la palla, vai… :’D ).

            • McLaud scrive:

              Dai, ti voglio bene lo stesso e te lo voglio dimostrare: dove posso recapitarti un dizionario ed una grammatica della lingua italiana?

              P.S.: visto che ti piace, ho anche delle foto zozze della Gelmini.

              • Hiei scrive:

                “visto che ti piace, ho anche delle foto zozze della Gelmini.”
                Non avevo dubbi, è proprio il tuo genere.
                Ora continua pure il tuo lavoro di mezza tacca di troll per distogliere l’attenzione da qualsivoglia critica ai tuoi amati beniamini (ma chi te lo farà fare poi…) da solo…

                • McLaud scrive:

                  Sai, la gente a cui la sfiga e l’ignoranza stanno addosso come un tanga (stretto e molto in fondo lì dietro), mi fa divertire: ti prego continua a rispondermi, non saprei come fare senza.

  2. Zingus scrive:

    io prendo la distanza da don zauker che non mi rappresenta

    • Bird scrive:

      Ha mai preteso farlo?

      E, visto che sono per l’abolizione dell’art. 18 (ma per altri motivi) e ho poco da dire in merito, risegnalo, tanto per non lasciare “g” da solo ad andare OT, al lopo ma non solo che i fumetti “campione” sul sito non vanno e il chan YT dei paguri s’è perso lo spot del brodo di piccione (mi pare, o quello o un altro). 

    • g scrive:

      come alcuni amici di DZ mi sento ….. “controrappresentato” da DZ
      … con navigato e SUPERFICIALE sarcasmo, DZ cita monti per … NON parlarne sul serio … e lo presenta come “di destra” ma Competente e Raffinato  …. in realtà il Prof. Monti ha riscosso come studioso UNA sola citazione su riviste scientifiche in tutta la sua vita mentre qualche meccanico auto per il proprio brevetto di “togli bulloni automatico” ne ha avute 124 o +
      monti è solo un socio Goldman S. – Bildeberg – Obbbama (l’uomo che Veltroni vorrebbe amare carnalmente … con DZ)
      NOTA PREVENTIVA: L’ocse’     viene citato dal corriere della sera IN QUANTO per la maggior parte degli italiani è una misteriosa sigla….    O un ostacolo del percorso di Piazza di Siena ….
      Ocse: «Riforma lavoro, bene l’Italia»


      L’organizzazione: «Sfide spaventose per l’Europa Roma meglio di altri,
      ma deve crescere di più»

  3. Stefano 6884 scrive:

    Io colla Virgo Fidelis e iccristorè ci do dentro, e mi incazzo pure non poco!

  4. nowayout scrive:

    Ecco, mi ci voleva prorpio un post come questo, per sentirmi meno solo, dato che, quando anni fa, cercavo di spiegare ad alcuni amici l’andazzo che si prospettava in un ipotetico futuro, venivo spesso deriso e/o compatito…Porca Puttana!!
    Che quando mi incazzavo davvero (magari dopo qualche bicchiere di vino) poi finiva che c’era sempre qualcuno che mi rimproverava il fatto, magari aggiungendo che “facevo paura”.
    Quei caproni che vanno in TV, prevenuti quando dichiarano di “prendere le distanze”, in realtà non hanno la benchè minima concezione dei valori “minimi” anche solo per poter essere considerati uomini (e non bestie). Valori come l’onestà intellettuale, il rispetto, l’umiltà. Ovviamente non conoscono neanche la storia di questo paese.
    Altri ancora si sono venduti l’anima e il culo al potente di turno, continuando a leccare fino a consumarsi quella lingua da stronzi che hanno dentro quel cranio marcio, sperando così di procrastinare all’infinito quello che, tuttavia, prima o poi arriverà anche per loro: La Morte Nera/Resa Dei Conti.
    Resta comunque il fatto che la popolazione mondiale tutta, stia passando davvero un brutto periodo a livello di stress psicologico (continui input dalla mattina alla sera, tra sti cazzo di cellulari, e-mail, televisioni con 1 miliardo di cAnali, plei stèscion, forni a mirco-onde e chi più ne ha più ne compri). Come se non bastasse tutto ciò, a rompere i cojoni anche alla persona più tranquilla di sto porco mondo, subiàmo un lavaggio del cervello ancora più subdolo, perchè va a toccare la paura più vecchia e remota, non solo degli esseri umani, ma di tutti gli essere viventi.. LA PAURA.
    Mi è capitato di leggere un interessante articolo, anche se breve, che vorrei segnalare come piccolo spunto di riflessione, sulla colossale e infame manovra perpetrata, da sempre (ma mai come in questo secolo) sulla popolazione mondiale, per mezzo degli organi di informazione cosiddetti MainStream:
    http://perilbenecomunetoscana.blogspot.it/2012/03/la-paura.html
    PS @ Paguri
    Grazie di esistere e di avere segnalato quello scritto stupendo di Gramsci (quasi una poesia) che io non conoscevo.. a leggerlo mi sono davvero commosso.
    Grazie

  5. Saimon scrive:

    Boia, avete ragione da vende, madonnina quadrupede!

  6. om640 scrive:

    io le distanze dalla cgil e dalla fiom le prendo eccome, ma anche dalla fim, dato che fanno piu danni loro di confindustria…
    La fiom ha idee vecchie di 60 anni parla molto e conclude un cazzo,mentre la fim pur di portare a casa un qualsiasi risultato si vende a ogni stronzata,e loro dovrebbero essere quelli che difendono i diritti di lavoratori …bah!
    Tra l’ altro qualche giorno fa, in mensa, ho sentito dire qualcuno che vorrebbe il ritorno delle brigate rosse per sistemare le cose e gli davano pure ragione…Cazzo se siam messi bene!

    • Goldrake scrive:

      Attento om640… MAI come oggi ci sarebbe bisogno di quei diritti e di quelle lotte che fanno passare per desuete… Il lavoro sarà anche cambiato, ma le necessità umane sono sempre quelle…

      • Bird scrive:

        Sicuramente non il diritto al posto (mai si parla di lavoro) fisso nei modi in cui lo strombazza la camusso, una che guida un sindacato che ormai ha dentro più funzionari che iscritti, fatta la tara dei pensionati…

        • Goldrake scrive:

          Bird, un posto FISSO con gli stipendi italiani ed il relativo potere d’acquisto (sono certo che di questo passo il Burkina Faso ci sorpasserà a breve) DOVREBBE ESSERE IL MINIMO, smettiamola di guardare a ciò come a chissà quale privilegio, altrimenti proprio non se ne esce. E colgo l’ occasione per ricordare, a coloro che contestano di non avere l’articolo 18 come altri “fortunati”, che nel 2003 ci fu un referendum per estenderlo a tutti. Come finì ? Ebbe il 25,7% dei votanti e non passò. Tutti al mare ?

          • Talented Ripley scrive:

            A mostrar le chiappe chiare, senza dubbio. Io avevo votato, scoppiandomi pure un bel viaggetto di 300 e rotti chilometri per raggiungere il mio seggio (ero all’università). E prima ancora ero andata allo sciopero generale a Roma in difesa dell’articolo 18. E non prenderò mai le distanze da questo. Porco dio.

          • Bird scrive:

            Mi spiace, ma il mondo è cambiato e non ha senso promettere posti fissi: a parte un discorso di performance, ma gli italiani si sentono tutti un po’ statali e odiano che si misuri loro, sempre bene farlo agli altri, ho seri dubbi che dove lavoro oggi sarà lo stesso posto che mi porterà alla (seeee, vabbè) pensione.

            Chiuderà l’azienda, cambierò lavoro io…

            È il libero mercato, baby, piaccia o non piaccia. 

            • jahtiz scrive:

              se ben ricordo quando l’attuale governo parlò per la prima volta di riforma del mercato del lavoro oltre a voler rivedere la flessibilità in uscita ipotizzava delle forme di rivalutazione del lavoratore come, ad esempio, con dei corsi di formazione nei periodi di inattività.

              che fine ha fatto questa ipotesi?

              il punto è che non ha senso parlare solo di flessibilità in uscita se contemporaneamente non si incentivano le aziende ad assumere nuovi lavoratori.

              non bastano gli ammortizzatori sociali!!!
               

            • Goldrake scrive:

              Si, il mondo è cambiato, Bird, di brutto modo in peggio (dico io), questo non significa che bisogna starsene zitti zitti a perdere definitivamente elasticità e tono dei nostri sfinteri (cit.)… O PRENDERNE LE DISTANZE. Bird, sai cos’è davvero tipicamente italiano ? Equiparare i lavoratori statali a privilegi e fancazzismo, quando sono gli unici ad aver SEMPRE pagato le tasse fino all’ultimo centesimo, cosa questa NON tipicamente italiana. E la frase “Chiude l’azienda, cambia lavoro”, valla a dire a chi è stato licenziato (magari a 50 anni) con famiglia a carico. Senza contare che magari una persona voglia essere misurata per i suoi rapporti umani, non per il suo lavoro, ma qui si potrebbe aprire un bel capitolo a parte…

              • Talented Ripley scrive:

                quoto. E vorrei anche aggiungere un altro minuscolo infinitesimale particolaruccio che troppo spesso si dimentica: negli altri paesi in cui vige la “flessibilità” (Gran Bretagna ad esempio, ma anche paesi scandinavi) oltre ad esserci ammortizzatori seri in caso di licenziamento e i famosi corsi di riqualificazione professionale cui accennava Jahtiz (di fatto mai implementati in Italia), oltre a tutto ciò, dicevo, SI ASSUME! Una banalità? Mica tanto, se si pensa che da noi gli “straordinari” sono ormai diventati “ordinari” e questo perchè aziende e uffici sono cronicamente in sottorganico. Parlo ovviamente del settore privato che conosco meglio, ma da quel che vedo se il privato piange, oggi nemmeno il pubblico ride…
                Insomma è prassi comune accollarsi carichi di lavoro assurdi che potrebbero benissimo richiedere l’assunzione di un altro elemento. Le ragioni sono troppo lunghe da elencare qui (se vuoi ne parliamo via mail) ma la sintesi estrema è che quando il tuo contratto scade o ti dimetti/sei licenziato in Italia rischi di rimanere a casa per mesi e mesi. Altrove ciò non avviene (ho diversi amici espatriati nei suddetti paesi del Nord Europa che me lo confermano), i contratti scadono ma scaduto il contratto hai quasi sempre per le mani un nuovo lavoro.
                Poi se non sbaglio dalle ultime statistiche è venuto fuori che il monte-ore medio di un lavoratore italiano è addirittura superiore a quello dei lavoratori di molti paesi europei; e c’è tutta una generazione (la mia, i trentenni sfigatissimi anche se si sono laureati prima dei 28, per intenderci) che il mitico posto fisso non lo ha mai visto nemmeno col lanternino e conosce solo i tirocini, i co.co.co le collaborazioni occasionali, i contratti a chiamata, (o il nero) e merdate varie.
                E allora non mi pare proprio che il problema siano gli italiani fannulloni e attaccati al posto fisso…..
                 

            • McLaud scrive:

              Mi spiace riscontrare che parli ancora per slogan e frasi fatte, Bird, anche perché in altre occasioni non mi eri sembrato del tutto ottuso.

              Mi spieghi cosa c’entra la chiusura di un’impresa con il licenziamento individuale per motivi economici? Vorresti forse dire che un imprenditore individuale o una società non possono cessare l’attività se non licenziando i lavoratori uno ad uno e che ora possono farlo grazie a Monti? Perché se dici qualcosa del genere, allora ti meriti la propaganda che ripeti.

              La legge è noiosissima, ma se non la si conosce, non si è altro che sudditi del potente (politicante o professore) di turno.

              P.S.: se solo conoscessi la riforma Brunetta, sapresti che nel settore pubblico sono state introdotte norme anche più permissive che in quello privato, per quanto riguarda i licenziamenti individuali…ma che te lo spiego a fare? È il “libero” mercato, baby!

              • Bird scrive:

                Rispondo qui per tutti, se no mi sento un po’ “g” e non è *ene.

                @goldrake, mi sa che il pregiudizio implicito è un po’ tuo: io ho parlato di statali come non misurati (e ti confermo, da amico, parente e ovviamente conoscente di molti statali, che sono la categoria che io conosca, a parte i liberi professionisti, meno “benchmarkata” – per capirci – che io conosca).

                Per il resto trovo molto italiano anche il tuo erbafascismo: molti statali fanno un botto di nero con lavori extra; molti “privati” pagano per forza di cose tutte le tasse, il nero dell’azienda va altrove.

                @talented, ma è quello che dicevo io, anche se da altra visuale!

                E secondo te perché non si assume? Per me anche per i troppi vincoli all’uscita, oltre che per l’assoluta mancanza di ammortizzatori, welfare, outplacement e tutti i neologismi che vogliamo – SERI!

                La mia tesi è che l’art. 18 abbia portato al panciapienismo (alè, altro termine da articolista di repubblica!) per cui non ci si è mai fottuti di chiedere a gran voce queste cose, mentre lui restava la foglia di fico e il tabù inamovibile. E inutile, visto che le aziende che durano generazioni iniziano a scarseggiare, come sopra.

                @mclaud, avrò espresso male il pensiero, ma vedi se ti è chiaro come la metto a talented.

                O, se credi, riparafraso ancora: inutile promettersi amore eterno, quando si sa che (statisticamente parlando nella maggioranza schiacciante dei casi) eterno non sarà.

                Perché l’articolo 18 era questo: garanzia che resti lì.

                E, riportando la tua stima e il fatto che mi rattristi vedere slogan anche in te, ti sei mai chiesto poi come vive il lavoro un reintegrato: io ne conosco e fanno una vita che dire d’inferno è poco, tant’è che, nei limiti del possibile (e della voglia di alzare il culo anziché piangersi addosso, restando in tema di italianità iconica) cercano poi subito di ricambiare, anche in molto meno tempo di quei mesi di rimborso.

                Oltre tutto il reintegro era molto aleatorio, nei modi e nei tempi; rilinkerei lavoce.info, ma mi pare qualcuno abbia già fatto.

                Riguardo la brunetta, con tutti gli statali che ho in casa ti posso garantire che quelle norme sono assolutamente lettera morta, visto che non si è inquadrato bene come gestirle e, a parte lo spavento iniziale, non han cambiato una mazza. Al più temo che siano state usate come spauracchio in casi isolatissimi per rappresaglie politiche, che io sappia (=nei comuni dove conosco meglio, ma magari tu avrai altra esperienza) senza mai sortire alcun licenziamento, al massimo solo mancate promozioni. Tutto come prima. Nel settore scuola magari senza nemmeno lo spavento iniziale, ma, ripeto, limitatamente a quanto conosco e capto io: tu avrai altre esperienze e altri riscontri.

                • Goldrake scrive:

                  @ Bird
                  Le cose che ti ho scritto le ho evinte dai tuoi discorsi e visto che non mi sembra di essere l’unico ad averle capite in quel modo, il cerchio si restringe : o questo blog è pieno di tanardi, o forse faresti bene a rileggere prima di pubblicare.
                  Per il resto, hai tutti i diritti di esprimere il tuo pensiero e noi di commentarlo, a mio giudizio (che conta come il due di picche) sei parecchio scollegato dalla realtà.
                  Con tutto rispetto, davvero.

                  • Bird scrive:

                    Sul discorso degli statali ti ho già detto, non mi ripeto.

                    Sullo scollegato dalla realtà, che vuoi: finirò a fare il sindacalista :D!

                    Si fa per ridere, naturalmente ;)! 

          • Demart81 scrive:

            92 minuti di applausi. Ma sul serio. Qua ci fanno passare per privilegi avere una casa, un’automobile e un lavoro. Su un sitaccio di economisti filoamericani (“quel” sitaccio, inizia per n e finisce con oisefromamerika) ho letto un mio conoscente scrivere a chi protestava il 15 ottobre che è giusto pagare caro e pagare tutto, perché il Paese si è impoverito per colpa dei “privilegi dei nostri genitori”. Lo andava a dire a precari e stracciaculi, per dire. Privilegi.
            Quando c’è chi di case ne ha 15 (di lusso), le auto non si contano e poggia le sacre terga su una ventina di poltrone.

  7. tonno scrive:

    Senza mitizzare la Fiom, ma quali sarebbero le idee vecchie di 60 anni? La difesa dei diritti dei lavoratori, soprattutto quello di non essere licenziati ingiustamente? Ah, beh…

    Quanto  al “parlano molto e non concludono niente”: purtroppo il coltello dalla parte del manico non ce l’hanno i sindacati, ce l’ha sempre il padrone. Il sindacato può solo provare il contrattacco, e solo se sono i lavoratori in prima persona a darsi da fare. Se pensi che sapresti fare meglio, perché non ti candidi tu come rappresentante sindacale? E poi, l’hai fatto lo sciopero del 9 marzo? Se non l’hai fatto non penso tu abbia il diritto di criticare la scarsa capacità di incidere del sindacato.

    Comunque, prendo le distanze da me stesso perché io lo sciopero l’ho fatto, pur non essendo metalmeccanico. 

  8. Bove non loggato scrive:

    per prendere le distanze andate su Strumenti> righello e….
    Ah, non parlavate di gugol ert?
    Scusate. 

  9. lorenzo scrive:

    “Prendere le distanze”,”idee/partito vecchi di 60 anni”,etc per me sono tutte formalità in cui vengono svuotati i problemi:è il”Renzi” sgusciato dal tronco marcio del berlusconismo.
    Nello specifico:c’è crisi.la risposta di monti è:riduciamo il welfare.la risposta della cgil è:no.e fa bene.e cosa può fare più di uno sciopero?
    quindi accolgo l’appello,porca madonna,porco cristo re,e porco dio. 

    • Bird scrive:

      Spero che tu non stia equiparando l’articolo 18 al welfare, visto che a parte ingessare il mondo del lavoro molto altro non faceva…

      • McLaud scrive:

        Bird, senza equiparare nemmeno lontanamente una cosa all’altra, vorrei pacatamente (per ora) sottolineare che stai parlando per slogan.
         
        Se è vero che “con i libri davanti, professori ce n’è d’avanzo”, mi permetterei di suggerirti, prima di salire in cattedra, almeno di andare a leggere cosa (ancora) dice l’art. 18 (la legge la conoscerai certamente, quindi non la indico) e cosa intende farne il governo Monti.
         
        Colgo inoltre l’occasione per sottolineare qualcosa che non viene ricordato praticamente mai, ossia che i licenziamenti “per motivi economici” sono licenziamenti individuali, mentre le procedure per i licenziamenti collettivi per ristrutturazioni aziendali di vario genere esistevano già da prima e, a quanto ne so, non saranno toccate.
         
        Ora, vorrei sapere come, concedendo ai datori di lavoro di poter effettuare a certe (vaghissime) condizioni dei licenziamenti individuali, il mercato del lavoro uscirebbe da queste supposte “ingessature” e le imprese italiane tornerebbero a crescere (per non parlare degli investitori stranieri che, solo per questo, starebbero già premendo alle frontiere). Ovviamente, la risposta non è “utilizzando questa facoltà per effettuare licenziamenti collettivi”.

        • jahtiz scrive:

          condivido quanto dice McLaud  e a tal proposito voglio segnalare questo interessante articolo di Tito Boeri.

           

           

          • nowayout scrive:

            Interessante quanto inquietante articolo..
            Lessi da qualche parte che, nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe avere una situazione dove un operaio medio guadagnerebbe qualcosa come 650/700 euro al mese, a fronte di tasse che, nel 2013, saranno ancora più alte di quelle attuali.
            La Grecia è sempre più vicina. A proposito, per chi non possiede la sfera di cristallo, per leggere il futuro:

            http://www.livestream.com/stopcarteltvgr

            @ Jahtiz
            Correggo il link al tuo articolo perchè errato ;)

            http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002956.html

        • Bird scrive:

          Gentile McLaud,

          che per altro ho appena letto con piacere commentare il fiero capitan padania, lui sì vero baluardo del welfare (da Roma in su), temo che stavolta mastichi tu un po’ tanti slogan.

          L’articolo 18 come ben rilevi già ora è sbilanciato, visto che non copre tutti (e, anzi, pone una soglia alla crescita delle aziende, visto che molti furboni si fermano ai 14 dipendenti e poi fanno aziendine d’appoggio, ma è altro discorso e sicuramente colpa del datore di lavoro); già ora se un datore di lavoro ti vuole mandare a casa, lo fa senza troppi complimenti; già ora siamo alla situazione paradossale che i licenziamenti collettivi convengono molto più di quelli individuali.

          Il problema principale, a mio modesto avviso e lasciando le cattedre ad altri, è che l’italiano ancora si aspetta quando inizia a lavorare di fare un mestiere per la vita.

          Salvo non finisca nel relativo bengodi della vita da statale, specie per certi enti come partecipate o ufficetti di provincia, però oggi proprio non se ne parla: è cambiato il mercato, poco da fare.

          L’articolo 18 è sempre stata la foglia di fico per cui non si è provveduto a riformare il sistema in maniera più fluida, soprattutto in entrata, lasciando intendere che il bengodi c’era anche per i dipendenti del privato, bastava sgomitare per entrare.

          Per il resto mi sa la pensiamo pure uguale su tante cose, ma visto che non mi piace il pensiero unico e qui è spazio relativamente (ricordo il mio dissenso pure per i referendum farlocchi e relative reazioni) aperto, tanto vale discuterne.

          E ora tutti a comprare l’action figure di Rimbambul! 

          • Goldrake scrive:

            “Bengodi della vita da statale”… E daje !!! 1.200 € al mese (ogiudilì) SONO UN BENGODI ? Ma da dove scrivi ? Da Plutone ?!?

            • jahtiz scrive:

              che un dipendente pubblico abbia maggiori garanzie di stabilità lavorativa rispetto a chi lavora nel privato è un dato di fatto credo indiscutibile.

              oggigiorno la vera ricchezza credo non siano 300euro in più sullo stipendio quanto la tranquillità e la sicurezza di poter fare ancora dei progetti senza la paura del futuro.

              quindi si, io invidio gli impiegati pubblici.

               

              • Goldrake scrive:

                Certo, Jahtiz, ma quello che mi manda fuori di senno è che bisognerebbe portare queste sicurezze a chi non le ha, non toglierle per far del “mal comune mezzo gaudio”… “Voglio anch’io le tue certezze e le tue tutele” è un pensiero corretto, “Non ho garanzie e quindi anche tu devi perdere le tue” è un po’ da stronzi (materiale di cui la Terra abbonda).

                • Bird scrive:

                  Bengodi percepito, principalmente perché non si licenzia MAI, non importa quanto in perdita sia l’ente, non importa quanto lazzarone il funzionario/docente/medico, etc, se proprio non ha condanne penali passate in giudicato (auguri!).

                  Puoi dire lo stesso del privato?

                  Non dico certo che ogni singolo statale sia un fancazzista, ci mancherebbe! Anzi, pure lì ci sono (pochi) sfigati che tirano la carretta per tutti. Solo che sono molto meno controllati: o ti risulta altro?

                  1200€/mese NETTI, con 13° e 14° e discreto tempo libero o altre possibilità non mi paiono affatto malaccio, aggiungo infine. Se tu te la passi su ben altre cifre, mi fa piacere per te, ma ti assicuro che in almeno metà Italia ci campi benino con quei soldi. Senza scialare, ma benino sì.

                  Sull’illusorietà delle certezze, visto che l’azienda eterna (ma nemmeno destinata a vivere una decade) non è per forza, già detto sopra.

                  Ma è tanto brutto chiedere un FOTTUTO OUTPLACEMENT OBBLIGATORIO con agenzie di specialisti pagate (e misurate!) per farlo e farlo bene?

                  Quello andrebbe considerato un tabù, non l’illusione dell’articolino 18, bah… 

                  • Goldrake scrive:

                    Dove vivo (Riviera ligure di levante) un appartamento con due stanze, cucina, soggiorno e bagno costa € 600/700 mensili di affitto (o più), spese condominiali escluse, fatti due conti. Poi per quel che mi riguarda, le tutele andrebbero alzate, non abbassate, quindi vorrei che il privato le avesse al pari dello statale e NON VICEVERSA, nei paesi civilizzati i diritti si INCREMENTANO, non si tolgono.
                    Ah, per concludere, io sono un libero professionista, non un dipendente… E nel 2003 votai a favore dell’estensione dell’articolo 18.
                    E ora, se sei d’accordo, chiudiamola lì.

                    • Bird scrive:

                      Resto dell’idea che la tutela che chiedi NON sia estendibile per ovvi motivi (se l’azienda fallisce che facciamo? Si nazionalizza? Non credo e comunque chi pagherebbe?).

                      Chiudiamola, sì :). 

          • McLaud scrive:

            Preclaro Bird,
             
            com’è mia abitudine, cerco di andare per ordine:
            1) se è vero che spesso si tenta di aggirare l’articolo 18 con sotterfugi come quelli che hai descritto, il testo normativo stesso (e basterebbe leggere i commi 1 e 2) contiene degli “anticorpi” contro queste manovre e poi va ricordato che la giurisprudenza del lavoro tende largamente ad interpretare il requisito del numero dei dipendenti in maniera sostanziale, ossia ritenendolo soddisfatto anche quando i lavoratori siano artificiosamente ripartiti, ad esempio, tra più società facenti capo alla medesima holding.
             
            2) “già ora se un datore di lavoro ti vuole mandare a casa, lo fa senza troppi complimenti”: se ciò fosse vero, che bisogno ci sarebbe della riforma voluta da Monti e della Fornero?
             
            3) “già ora siamo alla situazione paradossale che i licenziamenti collettivi convengono molto più di quelli individuali”: Idem, con in più l’aggravante che, stando a quanto sostieni, a fortiori l’intervento riformatore risulterebbe un inutilissimo flatum vocis (per non dire peggio).
             
            4) Non capisco il tuo accanimento contro il lavoro a tempo indeterminato (accanimento che ricorda molto le prime spallate che Treu – e non ricorderò a nessuno da che area politica/sindacale provenisse costui – diede alla centralità del lavoro a t.i., prima che finisse l’opera Maroni): forse ti sfugge che solo soggetti dotati di competenze assai specifiche ed elevata formazione sono in grado di muoversi agevolmente da un posto di lavoro all’altro…mentre chi non lo è, resta fuori dal gioco (e mi pare ovvio che non tutti possono essere degli Übermenschen iper-pluri-specializzati). Oltre a questo, per limitarmi ad un esempio chiarissimo, non hai considerato affatto che ci sono delle fasce di età per cui, specialmente per le donne, si è radicalmente esclusi dal mondo del lavoro e se qui rispondi “è il libero mercato, baby”, allora spero tu ripeterlo serenamente alla tua compagna o ad una tua amica nel momento in cui si troveranno messe alla porta senza possibilità di rientrare. Non credo di doverti spiegare quale sia la fascia d’età, ma spero converrai che in questo ed in altri casi non si può lasciare il mercato “libero” di agire come più sarebbe conveniente. Se non concordassi, allora credo di stare parlando con qualche stereotipo di industrialotto aguzzino dickensiano e che lo scambio di opinioni sarebbe davvero impossibile.
            Per altro verso, mi pare anche fin troppo ovvio che non sia possibile, né desiderabile per tutti imboccare la strada dell’imprenditoria o del lavoro autonomo.
             
            5)  Trovo che abbia pienamente ragione Talented quando dice che da noi non è mai stato implementato alcun sistema di formazione continuativa. Il sistema italiano di “flessibilità” imprigiona e trita chi ci si trova dentro: non è possibile “crescere” in questo mondo del lavoro che ci hanno regalato i nostri legislatori (e non il mercato, come pure sei libero di credere: il mercato è fatto di regole; senza regole, non c’è mercato). Si resta sempre manodopera a bassa o nulla specializzazione che salta da un modesto impiego all’altro, senza alcuna possibilità di concepire e perseguire un progetto di vita. Molto diversamente da quanto accade nei paesi scandinavi, dove la “flessisicurezza” (neologismo agghiacciante, ma mille molte meglio della nostra devastante “flessibilità”) funziona effettivamente: i lavoratori precari passano da un’occupazione all’altra usufruendo di programmi di formazione statale, oltre che di fondi per il loro sostentamento nei periodi in cui non sono impiegati; i periodi previdenziali si saldano e si sommano senza soluzioni di continuità…
            Mmm, ehi, ma allora non è il “mercato” a chiedere la schiavitù istituzionalizzata? Ci possono essere soluzioni differenti anche senza necessariamente incidere sull’art. 18! Vallo a capire ‘sto mercato…
             
            6) Non mi esprimo neppure sul “bengodi del settore pubblico”: non voglio offenderti, ma questa sembra la più vieta retorica leghista e credo di aver già smentito il tuo assunto prima accennando alla riforma Brunetta. Se poi vogliamo anche aggiungere tutti i blocchi agli scatti stipendiali, la sostanziale chiusura al turn-over, il sotto-organico in cui operano moltissime amministrazioni…ma non mi dilungo, perché potresti limitarti ad accusarmi di campanilismo, mentre cerco di illustrare tutti gli aspetti del problema con tutta l’oggettività di cui sono capace.
             
            7) Può anche darsi che le nostre opinioni s’incontrino su certi argomenti, ma qui credo ci sia un’elevata distanza di fondo. Nondimeno, mi fa piacere parlarne, perché forse qualche spunto di riflessione può giungere anche al di fuori dello stretto ambito tecnico in cui di solito mi muovo.
             
            Resta però fermo un punto, che magari è assolutamente banale e direi anche ormai colorato di un certo populismo, ma molto vero: senza il lavoro a t.i. (ed il governo si sta muovendo anche in questo senso), l’accesso al credito è un’utopia. Se non hai accesso a nessun canale di finanziamento, il reddito non ti consente di conservare un tenore di vita adeguato e non hai prospettive di miglioramento, perché l’orizzonte non si spinge più in là di qualche mese. Sarebbe necessario poter disporre di altre risorse, ma non è possibile perché così come non riesci a conoscere il tuo futuro nel medio-breve periodo, così non può farlo neanche la banca, la quale si trincera dietro un giustificato rifiuto e così siamo di nuovo al punto di partenza di questo circolo vizioso: avanti un altro giro.
             
            …e questo è il piatto che questo governo intende continuare a servire all’Italia dopo che l’hanno già fatto i precedenti? Se è così, non sono disposto a mangiare e mi auguro che vorrai digiunare anche tu.
             
            Rimbambul forever again!

            • McLaud scrive:

              P.S.: il riferimento principale, comunque, resta il precario per eccellenza: Ramiro!

            • Goldrake scrive:

              Ci siamo dimenticati anche la piaga per eccellenza del lavoro a tempo determinato, vero scopo del padrone : LA RICATTABILITÁ.

            • Talented Ripley scrive:

              tanto di cappello, McLaud, as usual. E quoto e straquoto anche la questione dell’accesso al credito che sul momento non avevo considerato. Così banalmente fondamentale che spesso ce ne scordiamo: con un contratto atipico se chiedi un mutuo alla banca la risposta è tutt’al più una pernacchia. E allora io (32 anni, laureata e donna quindi il non plus ultra dello sfigato, a sentir certi) quando mai potrò farmi una casuccia e magari una famiglia? Beninteso, nei ritagli di tempo, che non si dica mai che trascuro il lavoro! ;)
              A tutti quelli che stronfiano sulla flessibilità: perchè non buttate la maschera una volta per tutte e semplicemente non ammettete che secondo voi, l’80% delle persone su questa terra non hanno diritto a un futuro che vada al di là dei 3-6 mesi di contratto e a una vita dignitosa? Ammettetelo, così almeno sarà chiaro che siamo tornati al feudalesimo!
               
               

              • McLaud scrive:

                Sai cosa? Credo che alla corte ormai ci siamo abituati. Ci siamo abituati così tanto che, una volta instaurato sul trono il nuovo titolare senza che potessimo battere ciglio, è quasi sembrato che fosse un miglioramento.
                 
                Non solo, i cari sovrani assoluti dei bei tempi che furono almeno sostenevano di essere tali “per grazia divina”. Il nostro presidente del consiglio, invece, si legittima sostenendo che è stato “investito” dei suoi poteri proprio perché è al di fuori del gioco partitico ed al di sopra delle parti sociali…ossia, governa perché la democrazia non funziona.
                 
                Nemmeno i dittatori della prima repubblica romana potevano fornire una simile giustificazione alle loro nomine straordinarie.
                 
                E va bene così…questo mi agghiaccia. Vai col neo-feudalesimo.
                 
                P.S.: e Platone, scrivendo la Repubblica o il Politico, non si sarebbe mai immaginato un governo di sedicenti tecnici appropriarsi del potere e somministrare i loro provvedimenti in maniera pressoché arbitraria e con l’unica paternalistica giustificazione “è così perché noi ne sappiamo e non può che essere così, ché altrimenti sono CAZZI”. Altro che techne, altro che politeia…

                • Goldrake scrive:

                  Infatti è stato il ribaltamento finale della logica della democrazia.

                  • Talented Ripley scrive:

                    esatto, e aggiungo che la “corte” non mi è mai sembrata tanto spaventosa come adesso. Perchè il buon (si fa per dire) Monti sta facendo tutto quello che avrebbe voluto fare la corte precedente e anche di più grazie a questa sospensione delle regole democratiche e proprio perchè ha una credibilità che il Nano non aveva, nessuno o quasi osa fiatare :( E tanto peggio per noi. Alcuni avevano capito l’antifona da subito, vedi i nostri beneamati Paguri (che erano stati chiarissimi in merito  a dispetto di chi si ostina a non cogliere…non faccio nomi, sapete a chi mi riferisco). Altri, quelli a cui era idealmente rivolto il post “Cazzo ridi?”, per capirci, stanno realizzando solo ora il mare di pupù di neonato (cit.) in cui ci troviamo.

                    • Talented Ripley scrive:

                      p.s. per l’esimio McLaud: io son sempliciotta e più che alla Repubblica di Platone pensavo alla favola di Esopo delle rane che chiesero a Zeus un “vero re”…. ;)

                    • McLaud scrive:

                      …e secondo me Zeus non andava tanto per il sottile quando al primo colpo faceva calare dal cielo una “verga” per le rane. Se ci avesse anche scritto “abituatevi”, forse avrebbero capito subito! ;-)

            • Bird scrive:

              Per punti pure io, grazie:
              1) sarà, ma io ho ben altra esperienza e ti parlo pure di cause sindacali vinte, ma non grazie all’articolo in questione. E so di grosse aziende che restano così, nel limbo delle partecipatine e delle partite IVA, senza che un giudice del lavoro estenda l’articolo a tutti.
              2) ci sarebbe bisogno perché eviterebbero (TUTTI) i costi e i tempi sfiancanti di un processo di accertamento e reintegro?
              3) no, sarebbe un’equalizzatore per chi non è la FIAT (e si spera non lo diventi da quel punto di vista).
              4) Che ti devo dire: sarò anche io tra gli Übermenschen iper-pluri-specializzati, ma lavoro continuo a trovarne. Aggiungerei che nessuno ti vieta di farti specializzazioni extra che non sono necessariamente (anzi, sigh) per vie universitarie: ho due colleghi che lavorano alla grande con il diploma di superiori nel web design (e affini), surclassando tanti laureatini. Loro, che perfetti non sono sotto diversi punti, lavoro lo trovano ancora: conta? Sarò darwinista sociale, ma non vedo perché non sforzarsi e farsi quelle specializzazioni: non c’è lavoro solo per l’ingegnere nucleare con dottorato al MIT e il neurochirurgo che chiama Kenzo Tenma per pulire il cesso, eh…
              4bis) a dire il vero le donne in età non più fertile sapevo che avevano qualche ostacolo in meno, ma vabbè: anche non fosse, ripeto la questione. Perché in altri paesi trovi lavoro anche dopo i 50 o è normale cambiare più volte, farsi la famiglia e qui no? Lo diciamo anche sotto.
              5) Ma sulla prima parte siamo pienamente d’accordo; l’accordo sfuma perché non trovo agghiacciante la flexsecurity e perché ritengo che di fare formazione continua non sia mai fottuto un cazzo a tutte quelle forze, sindacati e sedicenti esponenti della sinistra in testa, che preferivano vendere l’oppio facile del posto a vita per tutti.
              6) Campanilismo? Sei statale? Mah, del resto ho già detto. Aggiungerei che se la vita da statale e il patto che qualcuno (non tutti!) ci vede del “ti pago poco per fare molto poco” non fa per te (tu generico), fai sempre in tempo a cambiare, eh…
              7) posso chiederti di che ti occupi? Immagino tu sia giurista, ma mi sfugge l’ambito (direi abbastanza ampio come conoscenze in giurisprudenza, certamente sopra il mio da economista con 7 esami di diritto).
              8 ) – che aggiungo io – pienamente d’accordo, ma il problema è allora il sistema bancario, che in Italia vuole rischiare ZERO e guadagnare sempre minimo CENTO. Non te la rimeno sul come faccia il flexsecuro (ecco, così sì che un po’ fa cagare il lemma) tedesco o scandinavo o dove vuoi tu a farsi casa, però un pensierino ce la farei. Tra l’altro altrove la regola è “hai meno sicurezze e allora ti pago extra come premio per il rischio” (e anche questo è mercato, babies), qui per assurdo abbiamo il doppio binario di chi è insider “blindato” (relativamente, lo specifico a scanso di nuove infinite parentesi) e chi è outsider, paradossalmente per un tempo indeterminato (c’è anche chi non “entra” mai del tutto), fa il lavoro di risorse a t.i., viene pagato una merda anche se a volte ha pure competenze maggiori e a quanto pare la cosa non smuove un decimo delle proteste del famigerato articolo 18.
              Digiunerò volentieri appena potrà fare come suggeriva Arrow, ovvero “votare con i piedi”.

              • McLaud scrive:

                Bird, l’art. 18 continui a non leggerlo, vero? Eppure la lettura ti aiuterebbe a capire meglio di cosa stiamo parlando ed a rispondere in maniera pertinente.
                 
                Ad ogni modo, e visto che tu hai scoperto le tue carte, scopro le mie: sono un ricercatore universitario in materie giuridiche. Non mi occupo specificamente di diritto del lavoro, ma amo tenermi aggiornato su ogni novità che può interessarmi, anche solo indirettamente.
                 
                1) Ognuno ha l’esperienza che vuole e, certo, se non indichi l’oggetto della controversia, non aiuti a capire: il processo potrebbe essere stato vinto su qualsiasi altro argomento e non solo sull’art. 18, che di sicuro non esaurisce tutta la disciplina relativa ai licenziamenti nel nostro ordinamento. Io ho parlato di frammentazione del lavoro tra più controllate, non del ricorso a partite IVA, associazioni in partecipazione, co.co.co., etc… Resta comunque fermo che la tendenza (quindi di un esito altamente possibile, ma non sempre certo) della giurisprudenza è quella di applicare l’art. 18 in quei casi in cui sono state effettuate manovre finalizzate ad eluderlo.
                 
                2) Dai su, questa è un’obiezione che non regge in alcun modo: perché, secondo te non si farebbero processi sfiancanti anche in seguito ad un licenziamento “per motivi economici”? Specie se si volesse farne accertare la vera natura di licenziamento discriminatorio o, comunque, senza i presupposti disciplinari o senza giusta causa? Preciso, comunque, che di reintegro io non ho mai parlato (e puoi controllare): hai cominciato a farlo tu. Spesso, anzi, l’esito dei giudizi ex art. 18 per licenziamenti senza giusta causa è l’indennizzo più il risarcimento e non il reintegro. Quindi, ancora una volta, a che serve realmente il licenziamento individuale “per motivi economici”?
                 
                3) Se solo cercassi di approfondire l’argomento, sapresti benissimo che non serve un “equalizzatore” per le PMI: ad esse l’art. 18 non si applica già e quindi possono licenziare per cause e motivi ulteriori a quelli contemplati da quella norma? Once again, with feeling…a che serve a che serve realmente il licenziamento individuale “per motivi economici”?
                 
                4) Buon per te e per i tuoi amici che continuate a trovare lavoro, il che significa che la specializzazione serve. Non mi pare, peraltro, d’aver parlato di specializzazione universitaria (e ti prego di controllare nuovamente). Il problema, ahimé, è che non tutti possono accedere alla formazione o alla specializzazione e, senza un stato che provveda a curare questo aspetto (come succede negli stati nordici), non si va da nessuna parte. Ho anche sostenuto in proposito che il mercato, come dimostrato dall’esperienza di quei paesi, può funzionare diversamente e ciò avviene con interventi perequativi da parte dello stato. Non si tratta di darwinismo sociale, solo di tenere in conto istanze e situazioni che un malinteso sentimento efficientistico non considera, provocando così molti più costi per la società di quanti non siano i risparmi (e penso all’incremento delle spese sanitarie, della deliquenza…).
                 
                4-bis (sigh, mi tocca vederli anche qui i “bis”): ok, c’era bisogno di spiegarlo: parlo non solo di donne in età fertile, ma anche di quelle che abbiano appena avuto figli. Ed è normale lì continuare a trovare lavoro perché c’è sempre un costante appoggio dello stato (in questo caso, anche per l’allevamento – addirittura sono fornite baby-sitter part-time – e l’educazione dei figli – con incentivi o sgravi per l’iscrizione ad asili, scuole…).
                 
                5) I sindacati avrebbero potuto farsi carico di una funzione che pur istituzionalmente non gli appartiene – ma tant’è, oggi si vuole che i sindacati facciano pure politica, quindi non mi stupisce -, ma se non l’hanno fatto, vuoi biasimarli per questo? Allora che fautore del libero mercato sei? Se lo stato si ritira, le cose non dovrebbero funzionare per il “magico” gioco del mercato senza che qualcun altro debba per forza prendere il suo posto? Devo dedurre che invochi implicitamente un “paternalismo sindacalista” in seconda battuta e ti lamenti perché non si è verificato? Perdi di vista ancora una volta il discorso che la “flessisicurezza” funziona grazie all’intervento statale, e non a quello dei sindacati…quindi torniamo al punto di partenza: è così male che lo stato predisponga delle tutele per i lavoratori?
                 
                6) Spiegami: perché dovrei cambiare? Misuri la qualità delle persone solo sul netto della loro busta paga? E’ un ben misero metro ed in tal caso, non posso davvero aiutarti a capire…ma voglio credere che sia una boutade provocatoria senza seguito, d’altronde in questo paese ormai tutto è sdoganato come provocazione.
                 
                8 (ma solo perché al punto 7) ti ho risposto già in esordio)): lo vedi che alla fine finisci anche tu per parlare di regole? Il mercato non è altro che un insieme di regole: se le ritocchi in un certo modo, va in un certo senso; diversamente, andrà in un altro. Se negli stati scandinavi (o anche in Germania) è corrisposto un quid in più ai lavoratori “flessibili” come “pretium precarietatis”, è solo perché è stabilito che sia così, non perché lo esige un fantomatico mercato. Il sistema bancario peraltro è così ovunque, non solo in Italia: all’estero è talvolta più disposto ad erogare credito solo perché si sa che il lavoratore “flessibile” è accompagnato dallo stato nei periodi di disoccupazione.
                 
                9) Da ultimo, solo perché non ci sono imprese (e non aziende: avendo studiato diritto, dovresti che c’è differenza) che durano per sempre (da quando in qua ciò è una novità?), in che modo ciò dovrebbe giustificare le modifiche all’art. 18 per introdurre i licenziamenti per motivi economici? E non mi dire che serve perché altrimenti le imprese possono andare incontro al fallimento: se succede, è perché (nel 95% dei casi nella mia esperienza) sono troppo esposte al credito bancario, non per le spese fisse dei dipendenti. Inoltre, dovresti sapere anche molto bene quali sono le conseguenze giuridiche del fallimento sui lavoratori, quindi non m’intrattengo oltre.
                 
                In chiusura, ti prego di riflettere un attimo prima di rispondere, perché continua a sembrarmi (ma magari sarà solo un problema di cattiva “ricezione acustica”) di non essere quello che si esprime per slogan e neologismi di dubbio gusto (per quanto consapevolmente denunciati). Se così può esserti sembrato, mi dispiace, ma la sintesi mi spinge a dare per scontato concetti che a volte tu evidentemente non sei stato in grado di dominare o che hai travisato.

                Quindi, senza voler sembrare un santone, e, soprattutto, senza avere la verità in tasca (ma forse qualche nozione in più sì), ti rinnovo l’invito a meditare.

                con i miei devoti ossequi.
                 
                P.S.: un sistema di “outplacement” ci sarebbe, se solo funzionasse come si deve, ossia il lavoro interinale. Sappiamo tutti e due fin troppo bene, però, come funzionano le società di lavoro interinale e di quanto ampiamente sia stato svuotato il senso di quella legge dalla pratica applicativa, specie da parte delle grandi imprese. Spero di non dover aggiungere altro.

      • juri.natucci scrive:

        La colpa come sempre è del filobusse: ma avete visto gli annunci di lavoro dei giornali? Se non cercate lavoro è un bel passatempo veramente da sganasciarsi dal ridere; se lo cercate invece parecchio meno. L’art. 18 è la classica scusa della mancanza di lavoro, ma salvo pochissime eccezioni (di cui io sono un testimone) il lavoro manca perché le imprese non hanno investito nelle aziende e nel personale, specie a seguito di cambi generazionali. Io sono tra i pochi fortunati che il lavoro ce l’ha (e buono), ma vengo da precedenti esperienze ai confini della realtà, altro che articolo 18. Le multinazionali invece fanno quello che hanno sempre fatto: vengono, parassitano ed una volta esaurito se ne vanno. Qual’è la novità?

  10. PERCVLATOR scrive:

    Giusto per andare OT anch’io volevo giusto segnalare come Don Zauker non sia l’unico fumetto in grado di raccontare verità scomode e di proporre analisi lucide e penetranti, in questo paese.
    http://www.laprivatarepubblica.com/capitan-padania-contro-lasse-del-male/

    • Goldrake scrive:

      Non son degno di commentare questo capolavoro…

      • Talented Ripley scrive:

        Dio vegano a una convenscion (sic) di cannibali! Ma non possono essere seri, questi qua… vi prego, ditemi che non lo sono…. :(

  11. McLaud scrive:

    AHR-AHR-AHR!

    Intanto grazie ai Paguri, perché gli indifferenti (e, per buon peso, anche gli idioti, considerata una certa area di sovrapposizione tra i due insiemi) li ho sempre detestati anch’io!

  12. julien sorel scrive:

    Una volta, quando la Sinistra era una cosa seria, l’alfiere non aveva paura di tenere la bandiera (rossa se comunista, nera se anarchica) ben alta e visibile. La si amava e si poteva anche morire e soffrire per essa. Si chiamava anche Idea, e ci ha dato lo Stato Sociale lo Statuto dei lavoratori. Quella di adesso prende le distanze anche da se stessa. Si chiama schizofrenia.  Vi fidereste mai di uno schizofrenico? L’unica è pulire dalle scorie la ciurma di alfieri del vantaggio personale e degli approfittatori. Quando comincerà la somministrazione delle salvifiche purghe?

  13. Talented Ripley scrive:

    Aggiungo che il problema è ancora più grave: a quanto sento in giro c’è un mucchio di gente disposta a votare questa pseudo-sinistra che “si dissocia” da tutto (nb per Julien Sorel: difatti , se non erro, uno schizofrenico può anche essere definito “dissociato”).
    Vedi ad esempio i miei genitori e quasi tutti i loro amici, ancora fiduciosi nel PD e pronti a votarlo nonostante decenni di delusioni. “Basta che ci sia anche Vendola” e tutto è a posto. Posso dissociarmi dalla mia famiglia e da tutti i “sinistroidi” della loro generazione?

    • Goldrake scrive:

      É l’eredità stalinista di cui parlavamo qualche post addietro…

    • Bird scrive:

      Ecco il segreto del successo (=non essere spazzati via del tutto, via) di partitucoli come il pd: il voto religioso, da tifo da stadio, sempre e comunque, perché non di sola dc ci si tura il naso.

      Bah… 

      • Goldrake scrive:

        Per il PD non basterebbe una maschera antigas di ultima generazione, altro che tapparsi il naso…

  14. g scrive:

    mario è  il becchino di quest’italia morta da tempo …. ma intanto, per sicurezza …. stanno sfasciando tutto quanto costruito in 100 anni di sudori e di lotte  ….e molti non se ne sono neppure accorti
    purtroppo anch’io come julien. talent e altri …. non so dove andare
    non vedo nessuno, e tanto più, non vedo nessuno  di cui fidarmi … il meglio che possa capitare (purtroppo) è l’arrivo di un Mussolini 2
    quanto al pd …. berluskoni è + di sinistra di loro, perchè (per lo meno) non dipende direttamente da obbama e …. fa guerre solo sotto minaccia e non per vocazione e arrivismo come i dalema e i napolitano (non è un tono adatto per citare un simile dramma planetario ma … scusate)

    • McLaud scrive:

      Io voto Capitan Padania!

    • jahtiz scrive:

      caro G, 

      mi stai dicendo che il ns esercito è andato in IRAQ perchè l’Italia si sentiva minacciata da quel paese?

      e nulla c’entra il fatto che ad aprire quell’esportazione di democrazia fossero stati gli USA?
       

      • McLaud scrive:

        Prendo le distanze da me stesso e da tutti voi: ha ragione g!!!!!!!!!!!!!…….!!!!!!!!!

        Basta chiacchiericcio da donnette! Abbasso la perfida Albione ed i pluto-negro-giudaico-massoni-antani-a-doppio-turno d’oltremare!

        Il meglio che ci può capitare è un governo Mussolini 2 (sì, come se ne avesse presieduto solo uno…)! Egli maschiamente e romanamente VIVE! G, ti prego, dimmi che lo ospiti a casa tua e poi organizziamo al volo una “passeggiata” su Roma.

        • Goldrake scrive:

          Posso accodarmi ? ;-)

        • g scrive:

          sei molto intelligente
          il tuo umorismo è irresistiibile
          ma se non ti sforzi mai di capire il senso di ciò che dicono gli altri, a che serve il blog?
          non certo a dimostrare che
          sei molto intelligente
          e
          il tuo umorismo è irresistiibile
          LO SANNO TUTTI!
           

          • McLaud scrive:

            Finalmente il riconoscimento tanto ambito: una risposta dal nuovo contitolare del blog! Non posso sperare di più, sono commosso, ed ecco che una lacrimuccia mi scorre tra le gote tremanti. Grazie G!

      • g scrive:

        novolevo sottoporti un esempio di stronzate che ci propinano …. la pensavo + o – come te

  15. gildo sboffo scrive:

    il posto fisso l’avevo, da 5 anni non più (chiusura azienda)
    da allora solo posti a scadenza, con intervalli
    il punto è: fisso o mobile ma un lavoro ce deve sta!

  16. g scrive:

    riporto un breve intervento (neppure tanto “scientificamente pretenzioso”) che dice cose INTERESSANTI – per me – che… quasi tutti sappiamo …. (quasi)
    per chi sa già …. appena se ne rende conto … consiglio dichiudere la pagina e leggere altro!

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10078

  17. g scrive:

    il benfica ha perso con il chelsea in casa, tutti lo sappiamo, la tv lo dice
    ma non dice che è la prima conseguenza di: 
    http://www.ilpuntodivistaonline.it/?p=5493

    • McLaud scrive:

      G, per stavolta ti parlerò seriamente.
       
      C’è un primo problema, a cui certamente stai ponendo rimedio ed è la forma: daresti retta ad uno che ti parla di fisica in dialetto lucano? Probabilmente no. Magari se parlasse in italiano non lo capiresti ugualmente, ma ti sembrerebbe già un po’ più degno della tua attenzione.
       
      Questo mi porta al secondo problema: se si parla di cose che non sei in grado di cogliere appieno, cosa fai? Te le bevi per come te le propinano o cerchi di capire? Qui sta l’hadicap principale: segnali link di siti in cui si accapigliano dei sedicenti esperti di materie (sulle quali, peraltro, non sarebbero legittimati neanche a pronunciare un rutto) fornendo informazioni balorde, varie versioni di teorie complottistiche, etc…etc…
       
      Su internet, purtroppo, c’è un appiattimento della prospettiva: un geografo o un fisico che spiegano i motivi del maggior o minor tempo con cui si passa dal giorno alla notte dopo il tramonto alle varie latitudini terrestri, ed un burlone che scrive che questo fenomeno è provocato da segreti gas velenosi che gli aerei espellono ad alta quota infarcendo di statistiche fasulle le sue dicerie sembrano avere la stessa autorevolezza.
       
      Non è così e col tempo si riesce faticosamente ad accorgersene.
       
      Così, se voglio sapere di più su cosa sia il signoraggio, leggo quello che scrive un economista (vero), non quel propalatore di idiozie di Barnard (siete contenti, eh Paguri? ora arriveranno qui orde di troll!).
       
      Se voglio sapere cosa ha scritto un matematico, lo leggo. Non leggo chi lo commenta, né i riassuntini.
       
      Internet dà anche questa possibilità: andare alla fonte.
       
      Se anche a me Monti non sta “simpatico”, è perché ho cercato di formarmi un’opinione informata su chi sia, e, soprattutto, perché studio cosa fa, ossia la legge. Il che, attualmente, è molto più importante di cosa abbia fatto in passato.
       
      A questo punto, cosa puoi fare? Prima di ogni altra cosa, potresti cercare di fornire una riflessione tua ogni tanto, invece di deliri altrui. Naturalmente, sarebbe meglio se fosse ben ragionata e ben articolata.
      In secondo luogo, se proprio non puoi farne a meno, allora: 1) tenta di prevenire l’irresistibile impulso che ti obbliga a schiaffare qui sopra qualsiasi link trovi, 2) cerca di verificare prima le informazioni, 3) poi, dopo molta meditazione, valuta se siano pertinenti alla discussione e rilevanti per il loro contenuto, 4) allora, forse, puoi segnalarle, 5) se saranno vaccate, non ti aspettare altro che pernacchie e sanguinose prese per il culo.
       
      Aiutano a crescere.

    • McLaud scrive:

      Per quest’ultimo link, voglio credere che sia stata una battuta di spirito…malriuscita, per carità, ma ci vuole pratica. Puoi farla con le persone che conosci: se ridono, puoi postare il commento…se il latte sgorga copioso dai loro menischi, allora è meglio di no.

  18. g scrive:

    il Portogallo che ha subito per primo le “cure internazionali” sulla propria economia e indipendenza politca (la parola oggi fa un po ridere …) ha deciso definitivamente (per quanto vale la parola definitovo) di interrompere i lavori già iniziati dell’alta velocità (TAV)
    volevo dare questa informazione a chi non la aveva già trovata, in quanto “scafato” internettista.
    Tale informazione la si può trovare usando google e scrivendo (per esempio):
    portogallo tav “corte dei conti” …. oppure usando solamente le prime 2 parole ma limitando la ricerca (per esempio) all’ultima settimana … per non avere risposte ininferenti … o in altri modi
    oppure si possono scrivere altri sproloqui

    • McLaud scrive:

      G, brevemente: il Portogallo per ora non fa il TAV perché non ha il becco di un quattrino e perché Socrates aveva combinato delle porcate immani con gli appalti (e basta che ti vada a vedere cos’altro ha fatto per affossare il suo paese chiudendo una miriade di ferrovie locali o stipulando PPP – Partenariati Pubblico Privati – disastrosi per la costruzione e la gestione di nuove autostrade…solo per restare in tema infrastrutture).
       
      Di certo non lo fa per spirito ecologista o per “rivolta” contro l’Europa (specie visto che ha la troika in casa).
       
      E ora va a nanna, cucciolo.

      • McLaud scrive:

        Ah, se te lo fossi dimenticato: in Portogallo hanno avuto delle elezioni, noi no…chi ha potuto almeno scegliere di che morte morire?

  19. g scrive:

    il Portogallo che ha subito per primo le “cure internazionali” sulla propria economia e indipendenza politca (la parola oggi fa un po ridere …) ha deciso definitivamente (per quanto vale la parola definitovo) di interrompere i lavori già iniziati dell’alta velocità (TAV)
    volevo dare questa informazione a chi non la aveva già trovata, in quanto “scafato” internettista.
    Tale informazione la si può trovare usando google e scrivendo (per esempio):
    portogallo tav “corte dei conti” …. oppure usando solamente le prime 2 parole ma limitando la ricerca (per esempio) all’ultima settimana … per non avere risposte ininferenti … o in altri modi

  20. gildo scrive:

    a tale proposito vi suggerisco questo sito
    http://guesshermuff.blogspot.it/search?zx=f8bdcf5843a76c52
    è molto interessante
    trattasi di blog dove delle signore da todo el mundo
    ma scopritelo da soli

  21. nowayout scrive:

    Oh cazzo! Ogni tanto una bella notizia:
    http://www.romagnagazzette.com/2012/03/28/mediaset-licenzia-emilio-fede-un-provvedimento-che-era-ormai-nellaria/
    Adesso tocca vedere chi rimpiazzeranno..

  22. lorenzo scrive:

    che discussione da semianalfabeti.per me l’origine dei mali è Casa Vianello.e non scherzo.

    • Goldrake scrive:

      Opterei per “Drive in”.

      • lorenzo scrive:

        troppo facile prendersela con drive in o col grande fratello,che hanno poche pretese.chiambretti e lettizzetto sono molto peggio.il nostro Bird si nutre di queste ultime,certo non delle prime.

        • Bird scrive:

          Infatti anche di recente mi pare di aver detto merda della littizzetto pure qui, chiambretti manco sapevo lavorasse ancora, crozza mi fa cagare e a casa non ho nemmeno la tv: il tuo acume è secondo solo a quello di g :o!

          • McLaud scrive:

            (Fonzie style mode: on) EHI-EHI-EHI! (Fonzie style mode: off)
             
            Qui bisogna mettersi in fila per abusare di G, non si fa mica così!

  23. Sergio scrive:

    Sì, be’, però la signora con la maglietta anti-Fornero ha dichiarato al Corriere di aver votato Berlusconi. Se la mettete insieme ai No tav, agli operai, alla Fiom ecc. finite per sputtanare completamente tutto il ragionamento.

  24. Web Designer scrive:

    Great, thanks for your share!
    @2012-04-13 04:58