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Fumetto d’autore.

18 aprile 2012

Un attimo che indossiamo rispettivamente un maglione nero a collo alto e una giacca verde di velluto, con le toppe di camoscio all’altezza dei gomiti.

Ecco, ci siamo, questo, insieme all’aria tormentata e agli occhiali, ci dà l’autorità di salire in cattedra.

Cominciamo.

Possiamo parlare di fumetto d’autore quando il fumetto in questione rispecchia fortemente la personalità di chi lo ha realizzato.

Poi, se l’autore è anche tendente alla depressione, con i capelli unti, la carnagione cinerea e una bella spolverata di forfora – modello pandoro – sulle spalle, tanto meglio.

Ma questi dettagli, contrariamente a quanto viene fatto credere, non sono vincolanti.

Un fumetto d’autore è un fumetto che tende a mostrare le cose dal punto di vista di chi le ha realizzate. E se ci riesce senza rompere i coglioni e in modo coinvolgente (e magari anche divertente, perché no) allora è anche un bel fumetto.

Un fumetto scritto da un autore affermato e importante (e magari anche oggettivamente bravo) che però non mostra niente di personale, non stupisce ma, anzi, mostra le cose in modo comune (riferito al mondo reale, ma anche a quello del personaggio protagonista o al medium stesso) può essere anche un ottimo fumetto. Ma non è un fumetto d’autore.

Neanche se l’autore in questione non saluta i propri lettori, non ride mai, non si lava, si veste di nero per far risaltare la forfora e parla solo citando altri autori scomparsi da decenni o testi di psicanalisi.

Ci sono buone probabilità, però, che sia un fumetto di successo.

Sì, perché la maggior parte delle persone vede le cose in modo comune, quindi è molto più facile che si riconosca in un comune modo di fare fumetti, piuttosto che in un modo che tenda a (o vorrebbe) stupire.

E va benissimo, intendiamoci.

Ma un fumetto che non esprima il punto di vista dell’autore, ma quello dell’epoca (le strizzate d’occhio, le parodie, le mode, le citazioni) e del posto in cui viene realizzato, non è un fumetto d’autore, è un aperitivo alla moda.

Che serve, è necessario e può essere buonissimo; anche meglio del fumetto d’autore, per carità, ma non è questo il punto.

Il punto è che in Italia vale da sempre la formula fumetto (cinema) d’autore = coglioni come due buste della Coop prima di un ponte festivo.

Ecco, questa, a nostro modo di vedere, è una cazzata.

Ma siccome è un punto di vista comune (vedi sopra), utile sia al pubblico che a certi autori, vince.

Wikipedia, ci fornisce alcune regole utili per identificare il cinema d’autore. Proviamo a trasportarle nel mondo del fumetto e usarle come filtro per giudicare se Don Zauker sia o meno un fumetto d’autore:

  • Si può parlare di fumetto d’autore, quando l’autore segue tutte le fasi della produzione, dallo sviluppo dell’idea al montaggio, con particolare attenzione alla sceneggiatura, ai disegni e ai dettagli.

Célo.

  • I fumetti d’autore affrontano contenuti complessi e poco commerciali, similmente a un romanzo o a un’opera teatrale.

Mmmmh… no, forse questa manca. Sul poco commerciale ci potremmo anche stare, sul complesso crediamo proprio di no.

  • Deve riconoscersi uno stile dell’autore, legato alla sua originalità espressiva.

Célo.

  • I fumetti d’autore danno meno peso al puro intrattenimento, ma preferiscono far riflettere lo spettatore, che quindi non può più assistere passivamente alla proiezione.

No, non ci siamo, caro palle. Né riferito a Don Zauker, né in generale. 

  • Spesso il fumetto d’autore  è inserito in un complesso di opere dello stesso autore, per questo riconoscibile.

Ecco, questo sì.

Tirando le somme: Don Zauker può essere definito come un fumetto d’autore?

La prima risposta sarebbe: no. I veri autori fanno solo graphic novel, non fumetti.

Ma la vera risposta è: cimportaunsega.

Era solo per fare due chiacchiere…

Ecco, dopo tutto questo popo’ di sforzo intellettivo, dobbiamo per forza andare a cambiarci le mutande (vedi foto sopra).

 

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20 Commenti

  1. Bird scrive:

    Bel post (non è vero), ma vi inviterei a correggere il link ai sempre utili occhiali: http://static.tuttogratis.it/628X0/attualita/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2011/03/occhiali-a-raggi-x.jpg <=Corretto

    Ne riapprofitto per sapere come mai avete litigato con lopo, i fumetti “demo” sul sito non vanno più e chiedervi quando riesce don zauker e se faccio ancora a tempo a venire a Empoli (altrimenti siete solo degli stronzi venduti che sono cambiati troppo e non ne avevano diritto). 

  2. Matteo scrive:

    Comunque a me sembra che il fumetto Don Zauker affronti anche tematiche complesse e faccia molto molto riflettere….
    Perciò, anche se v’ importaunasega,  Don Zauker é un fumetto d’autore.

  3. jahtiz scrive:

    bene.
    bravi.

     

  4. Tino Bombarda scrive:

    quoto il m’importaunasega. io i fumetti li divido in quelli che mi garbano (da tex willer a breccia, da donzauker a fran miller) e quelli che mi fan onco… senza contare che molte celebrate graphic novels son disegnate da far schifo; ecco io cerco una storia bella ed interessante ma anche disegni validi.

  5. daniele scrive:

    non oso pensare l’orgia di discussione -talvolta sconfinante nella sega mentale- che potrà generare questo vs. post…
     

    • Paguri scrive:

      No, pensiamo di no.

      Gli uragani di seghe mentali, di solito, si scatenano da altre parti.

      Nonostante ci lavoriamo da diversi anni, con risultati a nostro modo di vedere, soddisfacenti, noi siamo ancora marginali ad un certo “mondo del fumetto”.

      Per nostra fortuna.

       

  6. donnina scrive:

    Ma… perché la scelta di quella illustrazione? Sono di coccio io a non capirlo?

    • McLaud scrive:

      Donnina, forse il perché è questo, oppure è giusto una sgommata nelle mutande (che d’altronde è pressapoco l’opinione che ho dei Watchmen).

  7. nowayout scrive:

    I miei momenti migliori di lettura li ho sempre passati sul cesso. Nel senso che mi garba parecchio leggere sulla tazza, nel camerino.
    Ecco forse una voce che manca da Wikipedia:
    . Il fumetto d’autore contraddistingue i suoi lettori per la tipologia di ambiente, che li porta ad una profonda concentrazione nella lettura, dovuta appunto al luogo (quasi sempre) libero da distrazioni esterne e/o silenzioso e “liberatorio”.
    (Indimenticabili le letture di Don Zauker sul Vernacoliere, oppure vecchi numeri di Cuore, che tengo custoditi gelosamente) 😀

  8. McLaud scrive:

    Cari Paguri,
     
         da quando in qua Wikipedia fa testo?
     
    mimportanasegamente vostro,
     
    McLaud

    • Bird scrive:

      Beh, quella inglese e su argomenti tecnici, ancora-ancora, dai.

      Sorvoliamo su quella italiana che pare scritta tra ultras e sara tommasi. 

      • McLaud scrive:

        Te lo concedo…ma lo sforzo di essere d’accordo con qualcuno m’ha fatto partire una ventina di capillari dell’occhio sinistro.
         
        Non mi rifare dispetti del genere! 😉

  9. gildo scrive:

    Un attimo che indossiamo rispettivamente un maglione nero a collo alto e una giacca verde di velluto, con le toppe di camoscio all’altezza dei gomiti.
    siete davvero forti
    ma Don Zauker? che dice? quando vedremo di nuovo le sue gesta?
    a me gustavano le sue storie brevi di 2 o 3 pagine
    ma pure quelle lunghe
    allora?