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Provaci ancora, Sal!

27 settembre 2012

Mai avremmo immaginato di scrivere qualcosa in difesa di Alessandro Sallusti.

Lo ha fatto persino Travaglio, ma lui è un giornalista, è parte in causa, noi no.

E questo è sbagliato. Perché quando si mettono a rischio la libertà di stampa e di espressione, siamo tutti parti in causa. Perché molti politici, o potenti in genere, usano la querela preventiva come mezzo per intimidire giornalisti, comici e voci a loro contrarie. Non a caso, quando accadde a Luttazzi, propose di inserire nei codici civile e penale un comma che diceva, più o meno, così: “Ok, te mi quereli per centinaia di migliaia di euro. Però se perdi la causa, li dai te a me!”

Ma Luttazzi è stato troppo frettolosamente, e ingiustamente, dimenticato.

E ora tocca a Sallusti.

Sallusti che ha intrapreso una battaglia di libertà contro un magistrato che lo ha denunciato per diffamazione.

Sallusti nuovo Bobby Sands, nuovo Gandhi, nuovo Nelson Mandela… e la Santanché nuova Winnie Mandela.

Sallusti che è stato condannato e che, ovviamente, non farà neanche un giorno di carcere e, forse, sarà assegnato ai servizi sociali, tipo accompagnare gli anziani a fare le analisi, portare la spesa a casa di vecchie vedove, o fare da vigile all’uscita delle scuole elementari.

E già questo dovrebbe essere un motivo per schierarsi contro la condanna: tenete Sallusti lontano dai nostri padri, dalle nostre madri e soprattutto dai nostri figli, per favore!

Ma la questione è tutt’altro che semplice, perché non ci passa neanche lontanamente per la testa l’idea di gioire quando qualcuno, perfino uno come Sallusti, viene condannato per aver espresso un’opinione o per aver riportato e commentato una notizia. Anzi, per aver fatto scrivere a un altro, in qualità di direttore responsabile.

Però. C’è un però.

Da tempo, certe testate (giornali e telegiornali) fanno della diffamazione a mezzo stampa una strategia editoriale e politica, la cosidetta “macchina del fango”. Le migliaia di euro da pagare per una causa per diffamazione vengono addirittura messe a budget, quando si dirigono certi giornali. Cosa sono poche migliaia di euro, davanti alla possibilità di infangare un avversario politico o di diffondere notizie false e tendenziose? Si paga, magari si pubblica una smentita nella pagina degli annunci delle troie (ma anche no) e intanto si è portato a casa il risultato.

Ecco, questo modo di fare giornalismo, tanto di voga negli ultimi anni, è vergognoso e deve finire.

L’arresto è un modo per mettere in regola le cose? No, sicuramente no, di questo siamo sicuri. Così come siamo sicuri… no, via diciamo sospettiamo che il buon Sallusti e il suo editore (chi sarà mai?) non sperassero altro per poter così lanciare un’altra offensiva mediatica contro i magistrati e i loro calzini turchesi.

Però mai avremmo pensato di scrivere qualcosa in difesa di Sallusti.

E, infatti, non lo facciamo nemmeno ora.

***

P.S. Apprendiamo adesso che la condanna è stata sospesa. Vabbè, via, provaci ancora, Sal!

 

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31 Commenti

  1. jahtiz scrive:

    anche io trovo esagerato il carcere per questo caso,
    ma parlare di difesa di opinioni mi pare troppo

    l’articolo in questione (sembrerebbe scritto dal buon vecchio Farina) non si limitava ad esprimere un’opinione ma raccontava un fatto del tutto falso.

    il giudice offeso non ha mai ritirato la querela perchè, anche una volta chiarito il fatto, il direttore del giornale non ha mai scritto una riga di rettifica continuando a lasciar credere dunque ai propri lettori delle falsità.

    il carcere no.
    ma una bella grossa ammenda si.
    neppure l’interdizione dalla professione o l’esclusione dall’ordine (in cui non credo)
    ma magari una bella gogna mediatica quella si.
    trasmettere a reti e giornali unificati l’immagine del direttore con in testa il cappello da asino sarebbe stata una più che giusta pena.

    sallusti a tutti

     

  2. Bird scrive:

    Piano: l’amico va in galera perché si era già bruciato la condizionale su altro, a quanto ne so.

    E viceversa si apre la china (!?) verso la legittimazione dell’articolo sputtanone in perfetto anonimato.

    Se ci si aggiunge che molti di quelli che ora si dolgono e battono il petto per sally sono gli stessi che volevano draconianamente proibire l’anonimato su web (seee, auguri), devo dire che il tutto non mi fa di certo piangere.

    Riallacciandomi al discorso di tiz, ricordiamo come funzionano bene gli ordini: un vespa mai toccato e una ridicola cesara bonamici sospesa 6 mesi perché faceva da testimonial per troiate per capelli del fratello (dopo che si era sbattuta di richiami, a quanto ne so).

    Se è questa la loro selezione, capirai!!

    En passant segnalo che la giustizia a due velocità, tipo quando Merdasec perde da coglioni il dominio principale e arriva sentenza in TRE giorni o quando io attendo oltre TRE anni solo per prima udienza di processo verso chi mi ha danneggiato (il tutto con prove schiaccianti), un po’ fa girare i coglioni.

    Edit: ecco, la condanna sospesa un po’ mi spiace. E soprattutto mi girano i coglioni pensando ai non-sallusti che in galera andavano sicuri.

    • jahtiz scrive:

      a me non sembra che Sallusti abbia avuto precedenti condanne..
      ma magari mi sbaglio (anzi, sarebbe uichipèdia a sbagliarsi)

       

      • Bird scrive:

        Ok, ora mi son fatto coraggio e ho letto qualcosa di più sul personaggio che proprio mi stucca con tutta la situazione: non erano condanne confermate, ma pare con la recidiva te la bruci lo stesso.

        Poi quando passa lo scozzese in gonnellino magari ce lo spiega meglio, io non ho davvero il commitment per seguire oltre questa vicenda e studiarmi come funziona per lui 😀

  3. Hiei scrive:

    “E, infatti, non lo facciamo nemmeno ora.”

    In effetti è da quando vi ha reclutato la Panini che non è che facciate granchè – a parte fumetti spassosi, s’intende…
    (lo dico solo perchè i chiwawa da guardia si quadagnino le crocchette…non è che me freghi… :’D ).

    • jahtiz scrive:

      nessuno ha notato che i PAGURI non abbiano scritto neppure una riga riguardo il film su maometto e le proteste (coglionate) dei popoli musulmani?

      le cose sono due:
      o hanno paura 
      o mirano ad un’egemonia dell’islam al cui perseguimento partecipano con i loro fumetti contro la chiesa cattolica

       

      • Paguri scrive:

        Ma lo sai, caro Tiz, che qualcosa sulle vignette di CharlieHebdo volevamo scriverla?

        Anzi, a dirla tutta: dobbiamo scriverla.

        Solo che in questo momento siamo super incasinati e non abbiamo molto tempo.

        Ma lo faremo appena possibile, promesso.

        Per HIEI: traduciamo la tua acuta osservazione così: “in effetti da quando dovete lavorare per vivere non è che avete più moltissimo tempo per fare altre cose.” a parte andare alle riunioni del gruppo Bilderberg, insieme a Monti e a tutto lo staff Panini, s’intende.

         

         

        • Hiei scrive:

          No, voglio dire che i vostri palati sono più raffinati, voglio dire, a zozzoni indipendenti un post come questo lo avreste dedicato a una cosa tipo questa:
           
          http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=52393
           
          Invece frequentando i salotti buoni vi siete evoluti e vi impegnate nella più raffinata ed elegante dialettica degli argomenti più trendy del momento.
          Che permalosoni, vi faccio i complimenti per aver raggiunto nuove vette, un po’ come Ramiro nella casa del GF, e vi offendete. Che mondo. Ecco. :’D

        • Hiei scrive:

          P.S.:
           
          “in effetti da quando dovete lavorare per vivere non è che avete più moltissimo tempo per fare altre cose.”



          Cioè fino a qualche mese fa non lavoravate per vivere, potevate fare a meno? Io avrei continuato così tutto sommato… :’D
           
          Eh, maledetta crisi!

          • Goldrake scrive:

            Tungsteno. Puro tungsteno.

          • Bird scrive:

            Vabbè, detesto fare quello che spiega le battute (cit. da lopo), ma io la leggerei piuttosto “da sempre la situazione è questa”, visto che mi risulta abbiano sempre lavorato tutti (anche a Migliarino, se conta).

            Solo io invece ho trovato pessima la parte sopra in cui ci si appoggia parzialmente all’icona travaglio? Perché di cazzatelle ne dice pure lui, eh…

  4. giampiero scrive:

    no mi dispiace, sta storia conferma solo che siamo un paese dove gente come questa non ci andrà mai in galera, a prescindere da tutto, se serve si cambierà la legge, e notate bene questo gli sta accadendo come conseguenza della Cirielli che hanno fortemente voluto e mai criticato,
    in galera ci sono decine di migliaia di stronzi per la Cirielli ma non credo che cambieranno alcuna legge per questo
    ergo vaffan*ulo Sallusti sta storia e chi gli da retta 

  5. watchdogs scrive:

    oltretutto, la richiesta di soldi – 20.000 euro da dare in beneficienza – c’era stata ma sallusti ha risposto picche

  6. giovanni scrive:

    nessuna galera. Al giornalista calunniatore basta dare 5 anni di sospensione dalla pratica del mestiere, molto semplice.

  7. Federico scrive:

    Mi dispiace ma ci siete cascati pienamente… Non è stato condannato per opinione ma per aver detto falsità. Non seguite Repubblica, ma seriamente andatevi a leggere la sentenza e visto che di sale in zucca ne avete e di molto di più della media credo che riuscirete a capire la differenza tra le due cose.
    Se proprio voleste vedere l’opinione sarebbero dovuti essere non 14 mesi ma 14 secoli.
    Inoltre da che mondo e mondo l’ultimo dei capi ufficio dell’ultima delle ditte dell’ultimo pianeta dell’ultimo sistema solare dell’ultimo universo parallelo concepibile è responsabile di ciò che fanno i suoi sottoposti: si chiama responsabilità ed è oltretutto regolamentata da apposite leggi. Quindi che si assuma le proprie di responsabilità.
     

    • Filippo scrive:

      Sì vabbè; il direttore del quotidiano su cui si scrive va sempre difeso e visto che ormai voi, invece di scrivere le recensioni di Tex, Diabolik e Geppo per Repubblica (come tutti i fumettisti di sinistra dovrebbero fare) accettate la direzione di LiberoVeleno (sì, magari non l’avete ancora fatto, ma l’intervista è solo il primo passo) capiamo tutti la vostra posizione contrattuale.
      P.S.: consiglio a tutti l’articolo incriminato (http://www.repubblica.it/politica/2012/09/26/news/sallusti_condannato_l_articolo_incriminato-43342358/?ref=HRER1-1). Visto che nessuno l’aveva linkato ve lo linko a spregio da repubblica (scus. il term.). Un appassionato di satira deve leggerlo per forza..

  8. jahtiz scrive:

    interessante questione posta dal buon Daniele Sensi

     

  9. Paguri scrive:

    Riportiamo, per chi non le avesse lette, le ultime due righe del nostro pezzo:

    Perà mai avremmo pensato di scrivere qualcosa in difesa di Sallusti.

    E, infatti, non lo facciamo nemmeno ora.

    Che è un modo educato e meno scontato per dire: sì, l’argomento può anche essere controverso, però cimporaunasegadi Sallustiedituttalasurazza!

     

  10. Giovanna scrive:

    Santanchè Winnie Mandela? Semmai Winnie Puhphù!

  11. Paolo Scatolini scrive:

    L’articolo in questione accusa senza mezzi termini (e ovviamente senza prove) un giudice di aver costretto con la complicità dei genitori una ragazzina ad abortire facendolo passare come un aguzzino quindi la diffamazione c’è e anche grossa, si può discutere se 14 mesi di carcere siano appropriati (ma i magistrati applicano le pene previste dal codice)  ma nient’altro. Il pianto greco sulla libertà d’espressione fatto non dai Paguri ma da quasi tutti i giornalisti è in questo caso del tutto fuori luogo poichè l’autore dell’articolo non si è limitato ad esprimere opinioni (infami ma sempre opinioni9 ma ha mosso accuse false

  12. Niko scrive:

    Sallusti aveva un “giornale” con vendite miserevoli, e adesso, guarda caso, il giornale ha registrato un più 11% nelle vendite, la zo°#ola di turno è andata in televisione a sbraitare e ad urlare frasi sconnesse e a meritarsi labbrate concrete che nessuno gli darà mai!
    Stiamo piano piano conformandoci ad essere un paese di teste di cazzo, lasciamo stare Klaus Kinski e l’allegra comare e che se vadano tutti a farsi benedire da un prete pedofilo.