« | Home | »

Primarie.

27 novembre 2012

Scusate ma davvero voi che avete fatto la fila per votare alle primarie vi sentite tanto superiori, rispetto a chi non ha votato?

Sì, lo sappiamo che c’è in atto tutta una campagna stampa per convincervi di questo, ma la domanda è un’altra: voi ci credete davvero?

Davvero pensate che chi non è uscito di casa per votare – non già alle politiche, ma a elezioni a pagamento (euri 2 x 3.000.000 e rotti senza scontrino o ricevuta: Eppela puppaci la fava) per decidere chi candidare alle stesse in una ristretta rosa di personaggi – non abbia poi, a elezioni politiche avvenute, il diritto di lamentarsi o di protestare?

No, diciamo sul serio: davvero davvero siete convinti che chi non ha votato abbia fatto questa scelta perché indifferente, pigro, disilluso, vigliacco, venduto, vuoto, ignorante, cinico, anacronistico, nostalgico, etc?

Provate a posarvi un attimo. Fate un respirone, accendete un po’ di buona musica, versatevi un bicchiere – non importa che sia Cardinal Mendoza, va bene anche l’acqua tonica – ma: rilassatevi. Che so, guardate fuori dalla finestra, apprezzate il mélange fra il blu cobalto del cielo e il fucsia dei nembi al tramonto; guardate quel passante di grigio vestito che si tira su il colletto per riparare la gola dal vento e dai malanni; fissatevi sul riflesso dei rami del platano su quella pozzanghera fra il marciapiede e il furgoncino delle Poste. Su quella bici. Su quella crepa nel muro.

Ora: non vi sfiora nemmeno, così, per caso, il pensiero che esista gente di sinistra, e nemmeno necessariamente, che non si riconosce né in Papa Giovanni, né nel Cardinal Martini?

No, perché se fosse davvero così sarebbe proprio un bel problema, sapete? Ma un problemone grosso grosso grosso.

E questo detto con tutto il rispetto per quelli che hanno votato e per quelli che sono stati, da mattina fino a notte fonda, ai seggi a controllare, scrivere e scrutinare.

 

Share

Tag: , , , , , , , , ,

48 Commenti

  1. andre_ scrive:

    ….Ma quanto vi hanno scassato le balle, per “dover” fare un post cosí?
    😀
    a_
     

  2. daniele scrive:

    ragazzi,
    il sentirsi superiori è sicuramente sbagliato. Ogni scelta fatta con ratio è degna e deve essere rispettata. Semmai a me può aver dato fastidio l’atteggiamento opposto a quello che dite voi, cioè il meleggio da parte di chi non è andato alle primarie.
    Io non so se ho fatto la scelta migliore (Vendola, ora lo darò a Bersani), ma penso di poterla sostenere. Penso sempre che se la gente che ha un minimo di cervello non andasse a votare ‘perché fa tutto schifo e tanto son tutti uguali’ si metterebbe il paese in mano a quelli che vanno a votare senza essere provvisti di cervello (tipo quella che disse che “silvio è un passerottino”). 
    Per questi motivi sono SEMPRE andato a votare, sempre a sinistra, spesso a degi gaglioffi, spesso con delusione. Però continuo e ritengo che non andare sarebbe una scelta peggiore.
    ciao
    Daniele

    • McLaud scrive:

      Di fronte alla frase finale “non andare sarebbe una scelta peggiore”, vorrei soltanto permettermi di suggerire la riflessione secondo cui “non andare a votare è una scelta diversa“. Non migliore, né peggiore.

      Se in effetti, l’astensione fosse ritenuta da stigmatizzare in assoluto, allora sarebbe stata accompagnata legislativamente da una sanzione (come accade in molti paesi al mondo dove vengono applicate sanzioni pecuniarie più o meno salate a chi non si reca alle urne). Così non è da noi, dove giustamente il voto è concepito sì come un dovere, ma anche come un diritto, che può essere esercitato o no, ma sempre liberamente.

      Non penso che l’astensione si possa criticare neppure relativamente: è forse indispensabile votare qualcuno in cui non ci si riconosce? Bisogna arrivare al paradosso di votare “contro”, pur di non fare vincere un’altra fazione politica/un altro candidato, e non a favore? Il sistema che spinge i propri elettori a giungere a queste conclusioni è un sistema che non offre l’alternativa migliore, ma solo il male minore. Ed io non voto per il male minore.

      Mi piacerebbe poter scegliere qualcuno con cui identificarmi, ma con l’attuale sistema elettorale questa possibilità non c’è più da qualche anno, essendosi concentrata in mano a pochi maggiorenti dei vari partiti. Le elezioni politiche altro non sono che l’occasione per ratificare le scelte di costoro…e questa mi pare nella sostanza la più enorme distorsione della democrazia rappresentativa che si possa immaginare: “Vota pure, tanto abbiamo già scelto per te”. Con qualche adattamento la stessa riflessione si può applicare pure al meccanismo delle primarie, a cui si può ulteriormente rimproverare (tra l’altro) di: 1) rendere ancora più personalistica e paternalistica la politica, privando di senso la necessità di esporre programmi…che interessa, tanto c’è il LEADER!; 2) contribuire ad esprimere un rappresentante di un partito che dovrebbe diventare presidente del consiglio nell’ambito di un ordinamento costituzionale che è e resta la repubblica democratica rappresentativa (e se non vi accorgete del problema, c’è GROSSA crisi); 3) deresponsabilizzare il partito nel processo di selezione dei propri dirigenti…tanto chi vince si porta appresso i suoi e fa fuori gli avversari a furor di popolo.

      Oltretutto, a voler scendere nel concreto, non mi pare che gli anni di governo del PD & Co. (dove quest’ultima sigla va intesa in senso puramente commerciale: “e compagnia”, “ed alleati”…di comunismo, comunque, non c’era ombra) abbiano in qualche modo sanato o compensato quanto è stato realizzato nei mandati berlusconiani.
      Infine, se proprio devo dire la mia, normalmente non mi astengo, né voto scheda bianca, ché al mio comportamento allora si potrebbero attribuire le più diverse motivazioni (per non parlare della “colorazione” di La Qualunquesca memoria). La mia scelta è di solito annullare la scheda indicando i motivi per cui non posso votare per nessuno dei candidati: prende un po’ di tempo, ma almeno nessuno può equivocare sulla mia volontà…e non credo che questa possa essere ritenuta indifferenza.

      P.S.: non credo che oltre 6 milioni di euro di fondi raccolti con le primarie servano tutti a coprire le spese sostenute (davvero costano tanto? allora forse bisognerebbe pensare un attimo ai costi di gestione in questo periodo di crisi). Spese che, a mio (im)modesto avviso, avrebbero ben potuto essere pagate con i fondi derivanti dai ricchissimi “rimborsi elettorali”.
       

    • PERCVLATOR scrive:

      Personalmente non ho votato per i seguenti motivi:
      1) Risultato già scritto. Era ovvio che Bersani e Renzi sarebbero arrivati al ballottaggio, era ovvio che ci sarebbero arrivati in quest’ordine ed è ovvio che il vincitore finale sarà Bersani perché -lo so che fa ridere- è considerato più di sinistra rispetto a Renzi
      2) Chiunque vinca o non farà il Premier. Perché il Premier o sarà Monti direttamente o, comunque, la sua c.d. “agenda” dovrà essere un manthra da seguire, pena la furia dei c.d. “mercati” (leggi “speculatori”) a suon di declassamenti dei vari Moody’s & Co. Abbiamo visto in altri paesi partiti molto più autenticamente coerenti e con molte meno contraddizioni interne del PD (i socialisti di Zapatero o di Papandreu) costretti a fare tagli devastanti in aperto contrasto con ciò che promettevano; figuriamoci se un partito come il PD, che ha dentro di sè tutto e il contrario di tutto, e che -è bene ricordarlo- finora ha sostenuto Monti, potrà davvero attuare quella “inversione di rotta” rispetto all’agenda Monti che dice di voler fare.
      3) Normalmente le primarie, negli altri paesi, servono a stabilire chi è il candidato migliore per sfidare l’avversario. NON CERTO per stabilire la linea politica del partito, che dovrebbe essere già nota e -possibilmente- chiara. Vedere un Vendola e un Tabacci (o un Renzi) concorrere per lo stesso schieramento dimostra quanto ci sia qualcosa che non quadra, in tutto ciò.
      4) Direttamente connesso col punto 3: questa roba -“grandi intese” che spaziano dagli  ex comunisti (?) agli ex (?) democristiani- è un film già visto, il cui genere si situa a metà strada tra l’horror e il cinepanettone. Si chiamava Governo Prodi.

      • daniele scrive:

        @perculator e @mclaud. Capisco cosa intendete. E’ ovvio che se faccio una cosa, secondo me (sottolineo: “secondo me”) è migliore rispetto alle alternative, ma altrettanto ovviamente spero che sia effettivamente la cosa giusta. Mi spiegate però, tutti e due, quale sia il vantaggio del non voto, o del mettere le fette di mortadella nella scheda, e insomma tutto ciò che non implichi un minimo di assunzione di responsabilità? Gentilmente, non rispondente che anche il non voto è un’opinione e quindi un’assunzione di responsabilità.

        • McLaud scrive:

          Daniele, ho cercato di fornirti una risposta seria e mi rispondi con le “fette di mortadella”. A questo punto, non puoi prendertela se non sarò del tutto serio con te.

          Perdonami, ma io non voglio convincere nessuno che il non voto è meglio o peggio, giusto o sbagliato, vantaggioso o svantaggioso. Tutti questi giudizi di valore non appartengono al mio ragionamento, bensì al tuo.

          A questo punto, però, vale la pena che ti chieda se è proprio vero che tu ti assuma una responsabilità – quale che sia – votando, oppure se preferisci credere che sia così. Questo è tanto più vero in un meccanismo in cui la prevedibilità del vincitore è scontata (ed in un certo senso tu contribuisci): 5 candidati, di cui 1 vincitore designato, 1 velleitario oppositore e 3 figuranti (di cui un’immancabile donna, affinché non si dica che nel PD non sono rispettate le quote rosa). Dimmi, poi, che sensazione si prova a votare “contro”, dato che a favore di qualcuno hai già dichiarato che non voterai…se questa è responsabilità…

          Non ti ha sfiorato la sensazione di sederti ad un tavolo da gioco in cui l’esito della partita è truccato? Ci si assume qualche responsabilità a giocare in questo caso, oppure si arricchisce soltanto il piatto?

          A proposito di piatto, vale la pena ribadire, inoltre, che in perfetta aderenza con l’attuale situazione di crisi, il PD ha deciso di raddoppiare il “contributo” per partecipare a questa pagliacciata: da un euro a due. Se, come facilmente prevedo, i 6.220.420 € raccolti supereranno ampiamente i costi organizzativi, il regolamento delle primarie prevede che “saranno devolute al fondo per la campagna elettorale politica della Coalizione di centro sinistra ‘Italia Bene Comune'” (già m’immagino i nostri paladini a spartirsi il bottino). Che strano! Ed io che credevo che il PD non fosse neanche riuscito a spendere i precedenti rimborsi elettorali!

          • Raffaello scrive:

            “Non ti ha sfiorato la sensazione di sederti ad un tavolo da gioco in cui l’esito della partita è truccato? Ci si assume qualche responsabilità a giocare in questo caso, oppure si arricchisce soltanto il piatto?”
            Scusate se m’intrometto, prometto che poi sparisco, ma secondo me il paragone non calza. Al tavolo puoi decidere di sederti oppure no, di puntare soldi oppure no. Qua se tu non voti non è che i parlamentari sono delegittimati e non vanno al potere. Anche se andasse a votare lo 0.001% degli aventi diritto le elezioni sarebbero valide e tu avresti perso l’occasione di mandare su qualcuno meno cialtrone degli altri.
            In soldoni: se voti forse cambierà qualcosa, se non voti di sicuro non cambierà niente.

            • andre_ scrive:

              “In soldoni: se voti forse cambierà qualcosa, se non voti di sicuro non cambierà niente.”

              No Raffaello, semmai é l’esatto contrario.
              Se continui ad andare a votare turandoti il naso, sei certissimo che non cambierá nulla.
              Continuerai a legittimare gente che si dichiara di sinistra ma non fa o dice nulla che la identifichi come tale, gente che ha tutti i piú “importanti” sindacati al seguito che avallano ogni loro azione, e soprattutto gente che non esita a fare le peggiori porcate proprio “perché si dicono di sinistra”.
              E questa gente puó farlo perché ci sono milioni di persone che la votano attivamente.

              Se, come dici, andasse a votare solo lo 0.001% delle persone (oppure esprimesse voti validi quella percentuale, e gli altri annullano la scheda), si avrebbe una situazione di completa delegittimazione dello status quo.
              Secondo me sarebbe un enorme passo avanti rispetto alla situazione che c’é oggi.

              Perché non esito a dire che la situazione che c’é oggi é anche e soprattutto colpa di chi é sempre andato a votare “per il meno peggio”, senza capire che il suo voto non fa che peggiorare la situazione.

              Perché é un fatto che oggi tutti i partiti cercano di rubarsi voti a vicenda, spostandosi sulle posizioni di quello che sulla carta dovrebbe essere l’avversario. Ma nessuno, ancora, parla di cercare di accaparrarsi i  voti di chi a votare non ci va piú, perché non trova nemmeno qualcosa di definibile “meno peggio” da votare.

              Stai tranquillo che se il 50% degli aventi diritto si astenesse, a situazione cambierebbe decisamente piú di quanto possa fare con Renzi al posto di Bersani, o Vendola, o Grillo.
              a_ 

              • Goldrake scrive:

                Concordo con tutto quanto risposto finora a Daniele. Vorrei solamente sottolineare quanto già detto da PERCVLATOR, cioè l’assurdità di decidere TUTTA la linea politica dopo e non prima dell’esito delle primarie ! Come già scrissi recentemente, a parer mio una vittoria di Renzi o di Vendola avrebbe portato una scissione (se non una conseguente dissoluzione) nel PD, che avrebbe finito col non essere più il partito per cui si è andati a votare alle primarie. Roba da “difesa Chewbecca” (questa è per i fan di South Park).

              • Kappa scrive:

                http://youtu.be/clKi92j6eLE
                 
                Eh eh eh… =)
                 
                Kappa

              • Raffaello scrive:

                2Se, come dici, andasse a votare solo lo 0.001% delle persone (oppure esprimesse voti validi quella percentuale, e gli altri annullano la scheda), si avrebbe una situazione di completa delegittimazione dello status quo.”
                Scusami ma non capisco. Che risvolti pratici avrebbe la delegittimazione dello status quo? Secondo me manco uno.

        • PERCVLATOR scrive:

          Io non ho mai detto che il non-voto sia PIÙ UTILE rispetto al voto: penso che entrambe abbiano la stessa utilità (zero), quindi, tanto vale, restarsene a casa e risparmiare due euri.

  3. delleric scrive:

    Ma poi quei due euri a che servono? Qualcuno se lo è chiesto o è normale pagare per votare? Perlomeno il pdl li pagava gli elettori, qui c’è un doppio rincoglionimento! Quanta amarezza!

  4. Tino Bombarda scrive:

    due euri a renzi o bersani col piffero! io non sono andato a votare perché di sinistra. non credo che il pd sia partito di sinistra…
     
    anyway, spero proprio che accada questohttp://www.ibs.it/code/9788807722738/saramago-jos-eacute/saggio-sulla-lucidit-agrave.html
     
     
     

    • McLaud scrive:

      Ottimo libro, ma credo che in Italia siamo più prossimi a “Cecità” (il cui titolo originale, guardacaso, era “Ensaio sobre a cegueira”: “Saggio sulla cecità”).

    • Goldrake scrive:

      Esattamente, Tino… L’insopportabile presunzione che a “sinistra” ci sia solo il PD !!! Piuttosto che votarli (in QUALSIASI occasione, beninteso) ascolterei per intero un album di Ligabue.
      Lo giuro.

  5. massimo scrive:

    2 euri per un cazzo id referendum decisoda loro?eeeh?  e poi tuttii soldi che si beccano dai rimborsi elettorali?mi fragancazzo di decidere il premier ……tanto fra 6 mesi siamo daccapo!!

  6. Talented Ripley scrive:

    Mah, comunque alle primarie non ci sono andata neanch’io. In realtà non ci sono mai andata, perchè le primarie nascono come fenomeno pd e io col pd non voglio avere niente da spartire. Mi deprime un po’ vedere come tutta l’attenzione dei media sia immancabilmente concentrata su questo teatrino quando la vera valanga di sterco è in procinto di sommergerci….

  7. woytila88 scrive:

    La penso come voi. Non sono andato, perchè per me liberismo è una cosa, sinistra un’altra: non pretendo che sia meglio, ma pretendo che sia un’altra cosa. E pretendo pure che non mi sia del vecchio nonostante abbia 27 anni solo perché penso questo. Le politiche in atto in Sud America non sono vecchie, sono nuove! 
    E questo concetto rafforza le primarie, non è vero che le rende inutili: a quelle comunali della mia città dopo 20 anni di PDL era ora di dire basta, e le scelte di coalizione erano ampie e permettevano di SCEGLIERE: e così il mio candidato (un non politico di professione, di rifondazione) ha vinto, coinvolgendo nella macchina elettorale i tanto esecrati giovani dei centri sociali che spesso fanno casini e scontri: come mai? perchè ha istituito comitati di quartiere, ha rinunciato allo stipendio da sindaco, ha compiuto scelte di sinistra radicale e ha conquistato delle preferenze (http://wwww.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2012/03/19/visualizza_new.html_133903315.html)

    Questo era solo per chiarire che non sono contro le primarie tout court, sono contro queste primarie. E con l’uso che se ne fa: oggi tutti i media sono ancora qui a parlarne, invece di parlare della prossima vittima della scure dei Chicago school city rockers, il Servizio Sanitario nazionale 

    • Goldrake scrive:

      Strano che alle primarie un candidato PD perda contro qualcuno di SEL o Rifondazione ! STRANISSIMO !!! 😀 Se questo Giulio Silenzi aveva tra i suoi sostenitori D’Alema, poi…

      • woytila88 scrive:

        rimanendo in tema: se la peretta cigante ed il panino con la merda hanno idee diverse non se ne accorge nessuno. Se sono primarie di coalizione voglio vedere se le mie idee prevarranno: spacciare quelle del PD per qualcos’altro, significa gettare fumo negli occhi della gnte. 
         

  8. Raffaello scrive:

    Io ci sono andato a votare alle primarie. Per un motivo molto semplice. Io sono di sinistra, e ho sempre cercato di votare a sinistra. Togliamo gli avanzi dei comunisti e pseudo-comunisti (RIF, FDS, etc. per me è ancora valido Rifondazione = Bertinotti) che prendono meno del 2%. Un voto a loro sarebbe un voto buttato nel vuoto pneumatico a parer mio. Il PCDL di Ferrando, visionario e a molto meno dell’1% non lo commento per pietà. L’IDV si è sciolta come neve al sole. Ora mi rimane solo o questa coalizione PD+SEL+PSI o la futura lista arancione della società civile in via di definizione.
    Per questo sono andato a votare alle primarie probabilmente voterò questa coalizione PD+SEL+PSI alle politiche. Sarà anche poco di sinistra, piena di democristiani e renziani, ma questo è il meglio che la politica italiana offre (che sta storia del meno peggio gnè gnè gnè ha frantumato i coglioni).

    Non essere d’accordo è un diritto, ma come dico ai miei amici che non votano alle politiche non hanno il diritto di lamentarsi dei parlamentari. Perchè se uno vuole votare comunisti, fascisti, csx, cdx, centro-centro oggi può, e quelli che dicono che sono tutti uguali non sono altro che dei menefreghisti che si meritano il peggio possibile.

    • daniele scrive:

      quoto.

    • AleSala scrive:

      Io invece sostengo il contrario. Come diceva il buon George Carlin, solo chi NON ha votato ha diritto di lamentarsi quando tutto va a puttane. Perche’ col tuo voto hai legittimato gli incompetenti che sono andati al potere. Questo e’ ancora piu’ valido nel caso delle primarie, visto che e’ evidente l’incompetenza di Bersani, Renzi, Puppato (la fava) e compagnia bella. Se tu partecipi ad un voto in cui loro sono l’output, li legittimi. Poi non lamentarti se continuiamo ad avere governanti di merda.

      • Raffaello scrive:

        Come ho scritto sopra qua se tu non voti non è che i parlamentari sono delegittimati e non vanno al potere. Anche se andasse a votare lo 0.001% degli aventi diritto le elezioni sarebbero valide e tu avresti perso l’occasione di mandare su qualcuno meno cialtrone degli altri.
        In soldoni: se voti forse cambierà qualcosa, se non voti di sicuro non cambierà niente.

        • Goldrake scrive:

          Raffaello, scusami, ma credo che tu stia dimenticando un fattore importante (almeno, per me). Come già avvenuto nel nostro recente, disgraziato passato, scegliendo “il meglio che la politica italiana offre” (cit.) si appoggiano comunque decisioni come finanziamenti militari e guerre, che per una persona di sinistra come me sono intollerabili. E siccome sono ancora fiero di definirmi “comunista trotzkista”, trovo imbarazzante chi pensa di esser tale e poi vota PD e non chi sceglie PCL. E avrò votato per uno “zero virgola”, ma almeno è quello che più si avvicina alle mie idee, basta ingoiare rospi, turarsi il naso, ecc.

          • woytila88 scrive:

            clap clap. Ma scusa Raffaello, liberissimo di pensarla come vuoi. Ma sta frase “ma questo è il meglio che la politica italiana offre” la pensi veramente? non voglio parafrase i paguri, ma davvero davvero la pensi veramente?
            non sarà che come sempre in Italia, la frase “tanto non cambierà niente, i comunisti sono vecchi, meglio accontentarsi, nei periodi di merda bisogna accettare tutto essere servili e poi andrà meglio, la crisi prima o poi finirà, dovrà finire ecc.” fa in modo che il PD e soci prendano ancora voti?  boh, cmq occhio che persino sta logica sta finendo, e fra un po vi toccherà l’alleanza con grillo.
            In ogni azienda chi ha fatto del management fallimentare viene licenziato o retrocesso a meno che non sia amico personale del padrone oppure riesca a convincere il CDA che cmq in giro non si troverebbe di meglio: quale che sia la vostra scelta, io ho fatto la mia, e non torno indietro.
            anche perchè poi finisce che, allora si, che tutto sia uguale ed io possa leggermi gli aforismi di Berlinguer su studenti.it , alcuni calzanti, e trovare alla pagina successiva quelli di Marina Berlusconi http://aforismi.meglio.it/aforismi-di.htm?n=Enrico+Berlinguer&pag=2
            No, Raffaello, la politica non ha di meglio offrire, semplicemente perchè ci siamo convinti che sia così. 

        • AleSala scrive:

          Non e’ questione di farli o non farli andare al potere. Io mi riferivo al diritto alla critica del sistema, che per me e’ valido solo se NON fai parte di quelli che hanno votato. D’altra parte, questo ottimismo del “se voti forse cambiera’ qualcosa” non mi appartiene. Io nella realta’ dei fatti vedo tutto l’opposto. Ma forse saro’ io ad essere un pessimista.

      • daniele scrive:

        scusatemi ragazzi, sono consapevole di essere in minoranza e forse penserete che sono un povero pecorone illuso, ma credo che solo votare secondo coscenza permetta di criticare e anche di incazzarsi con chi si è votato (nonché, ovvio con chi governa senza il nostro voto). Chi non vota perché non si sente rappresentato (ma mi pare strano, c’è di tutto a giro…) può sempre fondare un partito da sé o candidarsi in quelli esistenti. Lo so che a parole è tutto facile, ma ancora più facile è stare a casa a criticare con fare saccente, tronfio e supponente quelle ‘povere fave’ che invece ci provano.
         

        • daniele scrive:

          e aggiungo che non criticherò mai, caro Goldrake, quelli che votano per partiti minoritari o marginali, anch’io l’ho fatto. Ognuno ha il sacrosanto diritto di scegliere chi meglio lo rappresenta.

  9. hellen scrive:

    Io non sono andata perchè non mi va di far sapere che voto PD e lì ti chiedono di aderire all’appello Italia bene comune per essere ufficialmente un elettore di centro sinistra, ma scherziamo? Cioè io quelli li voto solo “piuttosto del piuttosto” e mi chiedono di entrare in un Albo, di sottoscrivere un appello? ma chi vi conosce?? Io manco faccio la tessera punti al supermercato (anche se dà diritto agli sconti)! A sto punto sono più democratici all’Iper. E no, preferisco continuare a votarli “piuttosto del piuttosto” e in anonimato, grazie! 

    • andre_ scrive:

      Daniele, permettimi di farti notare che una frase che hai scritto:
       
      “Chi non vota perché non si sente rappresentato (ma mi pare strano, c’è di tutto a giro…) ”
       
      Non é affatto vera.
      Tra le possibilitá di scelta mancano fette molto consistenti di ideali ed idee.
      E per uno come me che comunista non lo é e non lo é mai stato mancano proprio le basi minime con cui identificarsi.
      E se poi c’é gente come Goldrake che si dice comunista e pacifista… Beh, non ci potenno mai essere, soprattutto perché storicamente le due cose sono state sempre piuttosto in antitesi.
       
      La mancanza di consapevolezza di cosa e un’ideologia si accompagna troppo spesso con la pretesa di darsi un’etichetta rifiutanto tutte le etichette differenti per principio.
      E se aggiungi il fatto che una vasta parte delle “etichette” piú comuni nemmeno si avvicina alle possibilitá offerte dal panorama dei candidati.
      …Soprattutto quando nemmeno loro sanno che idee rappresentano fino a che non le decide qualcun altro (come nel caso delle primarie italiane)…
       
      Beh, forse allora potresti capire le ragioni di chi, come me, non ha neppure uno straccio di “meno peggio” tra cui scegliere. 🙂
      a_
       

      • daniele scrive:

        apprezzo lo smile in fondo, mi conferma che il dialogo è vispo ma sereno.
        Guarda, io capisco benissimo le ragioni di chi non va a votare; il fatto che non le condivida non significa che non le reputi degne. Le critico, ma certo non le condanno, né le perculo… e con altrettanto rispetto -ancorché critico- vorrei essere trattato.

        Poi capisco il discorso dell’etichetta, io stesso rifiuto spesso di dire per chi voto per evitare l’etichetta; tuttavia, chiedi la mia opinione su qualsiasi tema e te la darò volentieri.

        Ergo, nemmeno io sono totalmente rappresentato da Vendola o da Bersani, figurati te… ma non mi sento nemmeno di definirli ‘il meno peggio’. Almeno mi sembrano persone oneste, poi sai… a restarci male ormai ciò fatto il callo. Credo anche che se per votare uno aspetta di avere un rappresentante con cui identificarsi quasi al 100%… non andrà mai a votare.  

        • andre_ scrive:

          É che in realtá si riesce solo a parlare tra persone critiche, e che si rispettano a vicenda. Quelle senza dubbi non hanno nulla di interessante da dire. 😉
          a_ 

          P.S. Ora mi aspetto che Goldrake mi faccia un culo cosí, dopo il mio commento di prima. 😀

          • McLaud scrive:

            …fammi almeno mettere in poltrona con i popcorn! 😉

          • Goldrake scrive:

            Andre, non ti faccio “un culo così” perchè ti rispetto e perchè ti reputo intelligente al punto di avere la certezza che tu abbia capito la mia accezione del termine “comunista”. 😉 Chiedo a tutti però di riflettere un momento sulle cosiddette “ideologie del passato”… Siamo sicuri che non sia un “adagio” ormai imposto ed invece MAI come oggi avremmo bisogno di quello che proponevano quelle “ideologie” ? Attenti, perchè hanno una capacità di metterlo in culo che levati, molto ma molto più di quanto immaginiamo.

            • andre_ scrive:

              Goldrake, figurati se non avevo capito… 😛
              Mica tiro frecciate a vuoto, io! 😀

              Ma piú conosco altre persone (inteso come persone con una cultura diversa dalla mia), e piú mi accorgo che sia indispensabile cambiare le etichette, e molte delle parole e degli slogan.
              E sostituirli con dei contenuti un po’ attualizzati, “perfino” superando alcune posizioni.

              E lo dico proprio perché troppe volte ho sentito delle buone idee dette in maniera schierata ed a mio parere superata, magari mischiate a dei luoghi comuni piú dovuti all’ignoranza di come stanno davvero le cose altrove e di quanto di buono esiste nelle idee altrui.

              Non mi sto riferendo assolutamente a te, ma ad esempio a molti che “ancora” si definiscono comunisti, e non riescono proprio ad andare oltre certi cliché pur avendo delle ottime idee.

              Avendo diversi amici americani, insieme a diversi altri ukraini, russi ma anche solo altri scandinavi, ho capito che una buona parte della retorica della sinistra italiana “non é vendibile”, e spessissimo semplicemente non é vera.
              Le ultime elezioni americane, tutto quello che le ha precedute ed i discorsi che via via si facevano tra persone di posizione diverse sono state illuminanti. 🙂

              Peccato che, per rimanere in tema, all’Italia tocca solo gente che toglie i termini e le retoriche del passato… per copiarli pari pari dagli avversari. 🙁
              a_
               

              • Goldrake scrive:

                “Touchè signor piazzista” (questa è per i fan di Family Guy)…
                Andre, è chiaro che certi “slogan” non siano applicabili per ogni occasione, figuriamoci per ogni paese !
                (facile parlare dalla Danimarca, eh ? FA-CI-LE !) 😉
                Ho avuto la fortuna di viaggiare parecchio, concordo su quanto sia interessantisimo ascoltare pareri diversi a seconda delle situazioni ed anche in questo caso, il “contesto storico” è fondamentale per “capire” la risposta. Spero solo che tu non mi abbia AUTOMATICAMENTE associato al tipo di retorica filostalinista che sembri intendere… 😉

        • McLaud scrive:

          Daniele, non è una questione di essere in minoranza o in maggioranza. Né, come ho scritto prima, di migliore o peggiore, benché tu abbia impostato il discorso in questi termini. Da parte mia, poi, il rispetto non credo sia mancato, tranne quando ho avvertito che mancava dalla tua parte e posso anche dire che a molto di quello che ho scritto non hai risposto. Per quanto mi riguarda, come in qualsiasi dibattito costruttivo, non c’è alcuna pretesa di convincerti, ma almeno vorrei evitare luoghi comuni e retorica (“voto utile”, “meno peggio”…).

          Sono d’accordo con molte delle cose dette da andre_ e, come lui, nemmeno io sono comunista.

          Gli ideali e le ideologie, ormai, sono armamentario del passato: mi basterebbe poter prendere in considerazione un qualche programma che non sia la riproposizione dell’ “agenda Monti”. Ad ogni modo, tutto quello che conta oggi in politica è avere il leader carismatico, a causa di Berlusconi e di chi in ogni fazione ha voluto adeguarsi alla politica da supermercato e spot televisivo. Anche il “contenitore” PD si è livellato, limitandosi a fornire ai propri simpatizzanti l’impressione di contribuire a selezionare “democraticamente” il grande capo, pur non lasciando loro alcuna influenza sui programmi. Inoltre, ancora nessuno ha notato l’incongruenza di “eleggere” il candidato presidente del consiglio in una repubblica democratica…ma si sa, alle volte si pensa che questi siano solo cavilli da azzeccagarbugli.
          Infine, non ho mai detto che devo aspettare di conoscere un candidato con cui mi identifichi interamente per votarlo: sarebbe una posizione immatura e velleitaria. Credo che però mi concederai che certamente non posso votare qualcuno nei cui confronti non nutro alcuna fiducia.
          Sull’onestà di Bersani e di Vendola potremmo anche parlare, ma non credo che sia il solo requisito che possa essere considerato in un candidato, altrimenti ci si assesta su posizioni populiste alla Beppe Grillo. Dove lasciamo competenza, capacità e, soprattutto, programmi?

          • daniele scrive:

            mc, non credo che riusciamo ad intenderci, io e te.
            Quando parlo di migliore o peggiore, intendo che ho un punto di vista per il quale c’è per forza qualcosa di meglio da fare, non che sono meglio di te.
            Poi. Parlo di minoranza in chiave ironica, perché mi sembra che più o meno la maggioranza di chi scrive sia assestata su posizioni più vicine a te che a me.
            Infine, non intendo certo mancare di rispetto nei tuoi confronti; anche la storia della mortadella non era riferita per forza a te, ma era detta in generale. Anche il discorso della coerenza al 100% col proprio rappresentante era fatto a livello teorico, non era una critica a te. Non tutto quello che scrivo è una critica a te. In particolare, e lo dico senza arroganza, scrivo nel poco tempo che il lavoro mi lascia libero. Quindi devo essere stringato e se mi metto a leggere tutto quello che scrivi te ci fo buio… figurati rispondere punto per punto. Tutto questo mio malgrado.

  10. ponceavela scrive:

    se è vero che siamo 56 milioni d’italiani, e l’ 1,7% della popolazione ha messo in atto questa bella iniziativa,ma che cazzo ce ne frega non ce lo vogliamo mettè….ma si stà a ragionà dell’1,7 percento cazzo , è solo l’ennesima presa di ‘ulo di chi vole favvi crede che il popolo ancora ha una voce….
     

  11. HotHello scrive:

    io sono andato,
    ed ho votato Puppato
    (notare la rima)

    • AleSala scrive:

      Quella che voleva mettere gli omeopatici rimborsabili dal SSN? Beh, complimenti…

      • Bird scrive:

        Convinta poi che fosse così per legge europea di cui non aveva capito una fava, evidentemente.

        Ed evidentemente spero che HotHotello scherzasse…