Cos’è Nirvana

Ramiro Tango è un delinquentello che campa di truffe e raggiri ai danni dei meno svegli. Un giorno, però, pesta i piedi a Occhionero Ronson, un pesce davvero troppo grosso, il quale gli scatena contro due dei suoi più pericolosi sicari, Slobo e Golem, perché lo facciano fuori. Per cercare di arrivare vivo al processo contro Ronson, Ramiro accetta di entrare a fare parte del Programma Protezione Testimoni, coordinato dall’ispettore Buddha, che s’incarica di creargli nuove identità e nuovi mestieri. Ma essendo, Ramiro, fondamentalmente un imbecille, ogni volta combina qualcosa che manda a monte la copertura, e così il PPT deve creargliene una nuova, in una ripetizione di vite, appunto, come il ciclo delle reincarnazioni per raggiungere il Nirvana dei buddhisti. La ruota del sottotitolo (quella in cui è inserito Ramiro, nel corner box) è infatti il Dharma Chakra dei buddisti e, non a caso, l’ispettore Bud è soprannominato Buddha.

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Nirvana è una miniserie umoristica a fumetti ideata e realizzata da Daniele Caluri ed Emiliano Pagani per le edizioni Panini Comics. L’opera, in corso di pubblicazione, è divisa in sei numeri bimestrali distribuiti in edicola a partire da novembre 2011. Ogni albo è composto da 64 pagine in b/n, delle quali 46 di fumetto e le restanti di redazionali riguardanti l’episodio raccontato; essi servono ad arricchirne le informazioni e sono realizzati dagli autori stessi. Ogni albo reca il costo di euri 2,90.

Questo per i pignoletti e gli spaccatori di capelli in 4.

Per tutti gli altri: Nirvana è una pazzia.

È una pazzia perché è un fumetto fatto di situazioni feroci e grottesche, perché usa un linguaggio forte e diretto, perché esce dalla tradizione, perché non si preoccupa di turbare i troppo sensibili. Ed è raccontato in maniera non lineare, in modo che il quadro completo si costruisca man mano che si prosegue nella lettura. Ecco, forse questa è la pazzia più grossa, dato che è possibile che una parte di pubblico, di fronte a una serie a fumetti umoristica, si aspetti una storia elementare, infantile o comunque semplificata dove tutto sia funzionale alla battuta o alla gag. Per carità, non stiamo parlando di “Finnegans wake”, ma a 27 anni da “C’era una volta in America”, a 17 da “Pulp fiction”, a 11 da “Memento” e a 3 da “The Millionaire”, per fare solo 4 esempi illustri, forse anche il fumetto umoristico può essere rinnovato nella scansione narrativa.

E qualcuno deve pur iniziare a provarci, no?

Benvenuti in Nirvana.