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Uomini timorati

Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dall’iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.

Vero. Ma è anche vero che il cammino dell’uomo timorato è estremamente palloso, quindi anche ‘sticazzi.

Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perchè egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti.

Tradotto dal seghese:

NIRVANA CONTINUA.

Con una seconda stagione di 6 episodi.

Grazie a tutti voi.

 

A breve, ulteriori notizie. Intanto, su Fumo di China n. 206/207 (luglio-agosto), potete trovare ben 5 pagine che Egisto Seriacopi ha voluto dedicare a Nirvana e ai nostri fumetti in genere.

Gratificazioni

Spesso, parlando con altri autori di fumetti che solitamente frequentiamo (cioè, tra noi due), ci capita di condividere un lieve senso di frustrazione quando constatiamo una cosa che è evidente e scontata ma che ogni volta ci lascia con un po’ d’amaro in bocca.

Al di là dei propri lettori, di qualche assiduo frequentatore di fiere e fumetterie e dei soliti stalker, il nostro lavoro (non il nostro in particolare, quello del fumettista, in generale) rimane misterioso e comunque non considerato degno, neanche e soprattutto dalle persone che incontriamo tutti i giorni e che frequentiamo, fossero anche (anzi, soprattutto) amici e parenti.

Uno che si occupa dei necrologi sul quotidiano è un giornalista alla stessa stregua di un Bocca o di Woodward e di un Bernstein, uno che fa fumetti – foss’anche un Alan Moore – rimane comunque un bambino cresciuto che gioca.

E va bene, ci mancherebbe. Orami ci abbiamo fatto l’abitudine.

Ecco perché stamani, quando sono andato a comprare la mia copia di Nirvana in un’ edicola a caso (compriamo sempre la prima copia di un nuovo numero di Nirvana) e mi è capitato di scambiare due parole con la gentile edicolante di mezza età, trovando il nostro fumetto come argomento di conversazione, sono rimasto piacevolmente sorpreso e in qualche modo, gratificato dalle sue parole.

La scena è stata la seguente.

Entro nell’edicola e cerco trai fumetti. Non trovandolo, chiedo alla signora se per caso fosse uscito Nirvana.

Lei mi dice di guardare in un determinato punto, vicino a Rat-Man.

Io guardo, ma non c’è.

Allora si scusa e mi dice che ne è rimasta solo una copia ma l’ha messa da parte per un altro ragazzo: ragazzo di età, ma bimbo di cervello si sente in dovere di specificare, battendosi l’indice sulla fronte che tutti i mesi mi chiede di mettergli da parte quella roba lì.

Io dico che capisco, saluto gentilmente e me ne vado, con le mie belle tre medaglie appuntate sul petto:

1) Imbecille che legge quella roba lì.

2) Ancora più imbecille, che la scrive, quella roba lì.

3) Imbecille totale, che la scrive e la va anche a comprare, quella roba lì.

Perché un maschio adulto non può leggere fumetti, via.

E tantomeno, un maschio adulto non può scrivere e disegnare fumetti, siamo seri.

Un maschio adulto, in Italia, deve leggere Autosprint, La Gazzetta dello Sport, Focus, persino Chi, o anche Libero, ma i fumetti proprio no.

Al limite Tex, via, ma solo per tradizione.

Gli altri fumetti sono roba da bambini o da ritardati.

Invece comprare TUTTI I GIORNI la Gazzetta per essere aggiornati in tempo reale sulla campagna acquisti di Juve, Inter, Milan, Roma, Lazio e Napoli e poi, magari, passare il resto della mattinata al punto Snai fa di te un vero uomo.

Almeno agli occhi della gentile edicolante il cui cuore, ahimé, non sarò mai in grado di conquistare.

 

P.S.

A proposito: sul sito Ottag di Giorgio Rebuffi, potrete leggere gratuitamente le prime 32 pagine di XNerd 2 – Prima Crociata. Fumetto di 96 pagine a colori in uscita per Lucca 2012, per le edizioni Annexia.

Si tratta, in pratica, dell’albetto pubblicato da 001 edizioni al quale sarebbero dovuti seguirne altri 3, con lo stesso editore ma che, per motivi che non stiamo a spiegare, abbiamo deciso di pubblicare in un unico volume, autoprodotto.

Un fumetto di 96 pagine a colori, pieno di cazzate, culi, coglioni, negri, beduini, razzisti, finocchi, supereroi, militari, vichingi e orsi.

Queste sì che son soddisfazioni!

 

P.P.S.

Da domani, venerdì 20 luglio, fino a domenica 22, Paguri 1 sarà ospite a Rimicomix dove sarà lietissimo di impreziosire le vostre copie di Nirvana e Don Zauker (acquistabili anche sul posto) con squisiti arabeschi di cazzi e gocce di sudore colante dalla ascelle.

Come perderselo?

Accorrete numerosi.

Paguri A, invece, sarà a Calafuria.

 

 

S.O.S.

Doverosa premessa: ‘STI CAZZI!

Fine della doverosa premessa.

Come abbiamo ripetuto più volte noi siamo, pian pianino, diventati fumettisti per disperazione. È successo perché facevamo una fatica da bestie a trovare fumetti in grado di entusiasmarci, di appassionarci, di farci riflettere, di incuriosirci o anche solo di divertirci.

Questo non vuol dire che non ce ne siano. Vuol dire sicuramente che siamo troppo pigri e ignoranti per andarli a cercare o per scovarli.

Oddìo, vuole anche dire che abbiamo letto tante di quelle merdate che prima di decidere di prendere un fumetto a scatola chiusa o qualcosa che si preannuncia simile a ciò che già conosciamo, ci pensiamo sopra mille volte.

Il fatto è che ci piace da morire leggere (anche) fumetti e quando non abbiamo niente da leggere diventiamo tristi e ci strappiamo le penne come i pappagallini. Per questo abbiamo un disperato bisogno del vostro aiuto.

Ma le nostre difese immunitarie e il nostro cuore, divenuto di pietra per le troppe delusioni, ci impongono di prendere qualche minima precauzione.

Allora abbiamo pensato: noi buttiamo giù una lista, in ordine sparso, degli albi e delle serie che abbiamo apprezzato, a vari livelli, nel corso dell’ultimo anno*. Voi vi fate un’idea dei nostri gusti oltre che della nostra sensibilità e dopo, se volete, ci suggerite qualcosa che ci è sfuggito o che abbiamo colpevolmente ignorato.

Ve ne saremo enormemente grati.

Perché l’estate è lunga, ma la vita è breve per sprecare tempo leggendo minchiate.

Pronti?

Via:

 

Scalped – Aaron; Guéra

The Boys – Ennis; Robertson

Crossed – Ennis; Burrows

Neonomicon – Moore; Burrows

Povere nullità – Baru; Pierre Pélot

Asterios Polyp – David Mazzucchelli

La Quarta necessità – Luttazzi; Giacon

Incognito – Brubaker; Phillips

Criminal – Brubaker; Phillips

L’inverno del disegnatore – Paco Roca

Come vedete, ce n’è per tutti i gusti.

 

* Sì, lo sappiamo che molti dei titoli succitati sono più vecchi di un anno, non fate i pignoletti. Diciamo che, siccome oltre che ignoranti siamo anche tardivi, ci sono capitati per le mani nel corso dell’ultimo anno, ok?

 

Fumetto d’autore

Un attimo che indossiamo rispettivamente un maglione nero a collo alto e una giacca verde di velluto, con le toppe di camoscio all’altezza dei gomiti.

Ecco, ci siamo, questo, insieme all’aria tormentata e agli occhiali, ci da’ l’autorità di salire in cattedra.

Cominciamo.

Possiamo parlare di fumetto d’autore quando il fumetto in questione rispecchia fortemente la personalità di chi lo ha realizzato.

Poi, se l’autore è anche tendente alla depressione, con i capelli unti, la carnagione cinerea e una bella spolverata di forfora, modello pandoro, sulle spalle, tanto meglio.

Ma questi dettagli, contrariamente a quanto viene fatto credere, non sono vincolanti.

Un fumetto d’autore è un fumetto che tende a mostrare le cose dal punto di vista di chi le ha realizzate e se ci riesce senza rompere i coglioni e in modo coinvolgente (e magari anche divertente, perché no) allora è anche un bel fumetto.

Un fumetto scritto da un autore affermato e importante (e magari anche oggettivamente bravo) che però non mostra niente di personale, non stupisce ma, anzi, mostra le cose in modo comune (riferito al mondo reale ma anche a quello del personaggio protagonista o al medium stesso) può essere anche un ottimo fumetto, ma non è un fumetto d’autore.

Neanche se l’autore in questione non saluta i propri lettori, non ride mai, non si lava, si veste di nero per  far risaltare la forfora e parla solo citando altri autori scomparsi da decenni o testi di psicanalisi.

Ci sono buone probabilità, però, che sia un fumetto di successo.

Sì, perché la maggior parte delle persone vede le cose in modo comune, quindi è molto più facile che si riconosca in un comune modo di fare fumetti, piuttosto che in un modo che tende a (o vorrebbe) stupire.

E va benissimo, intendiamoci.

Ma un fumetto che non esprime il punto di vista dell’autore ma quello dell’epoca (le strizzate d’occhio, le parodie, le mode, le citazioni) e del posto in cui viene realizzato non è un fumetto d’autore, è un aperitivo alla moda.

Che serve, è necessario e può essere buonissimo, anche meglio del fumetto d’autore, per carità, ma non è questo il punto.

Il punto è che in Italia vale da sempre la formula fumetto (cinema) d’autore = coglioni come due buste della Coop, prima di un ponte festivo.

Ecco, questa, a nostro modo di vedere, è una cazzata.

Ma siccome è un punto di vista comune (vedi sopra), utile sia al pubblico che a certi autori, vince.

Wikipedia, ci fornisce alcune regole utili per identificare il cinema d’autore. Proviamo a trasportarle nel mondo del fumetto e usarle come filtro per giudicare se Nirvana è o non è un fumetto d’autore:

  • Si può parlare di fumetto d’autore, quando l’autore segue tutte le fasi della produzione, dallo sviluppo dell’idea al montaggio, con particolare attenzione alla sceneggiatura, ai disegni e ai dettagli.

Célo.

  • I fumetti d’autore affrontano contenuti complessi e poco commerciali, similmente ad un romanzo o ad un’opera teatrale.

Mmmmh… no, forse questa manca. Sul poco commerciale ci potremmo anche stare, sul complesso crediamo proprio di no.

  • Deve riconoscersi uno stile dell’autore, legato alla sua originalità espressiva.

Célo.

  • I fumetti d’autore danno meno peso al puro intrattenimento, ma preferiscono far riflettere lo spettatore, che quindi non può più assistere passivamente alla proiezione.

No, non ci siamo, caro palle. Né riferito a Nirvana, né in generale. 

 

  • Spesso il fumetto d’autore è inserito in un complesso di opere dello stesso autore, per questo riconoscibile.

Ecco, questo sì.

 

Tirando le somme: Nirvana può essere definito come un fumetto d’autore?

La prima risposta, sarebbe: no. I veri autori fanno solo graphic novel, non fumetti.

La risposta vera, è: cimportaunsega.

Era solo per fare due chiacchiere…

Ecco, dopo tutto questo popo’ di sfrozo intellettivo, dobbiamo per forza andare a cambiarci le mutande (vedi foto sopra).

 

 

 

Here we are now, entertain us…

…we feel stupid, and contagious!

In questi giorni stiamo ultimando i contenuti extra del quarto episodio e, per inciso, ci stiamo divertendo parecchio!

Stupidi e contagiosi.

Sì, alla faccia di chi si scandalizza, di chi protesta, di chi si indigna, sentendosi come Gesù nel tempio, e si perde in buoni consigli, perché non può dare il cattivo esempio.

Vi lasciamo con una citazione di BIll Hicks: “La gente mi dice: “Oh, Bill, lasciali stare. Sono così buoni, si presentano bene e sono un buon esempio per i ragazzi”. Si fottano! e da quando la mediocrità e la banalità sono diventati un buon esempio per i vostri figli?”

E siamo solo a metà del cammino.

 

 

Maledizioni

 

Una delle più grandi maledizioni che perseguitano gli autori (o i sedicenti tali) di fumetti umoristico/satirici è quella di aver costantemente a che fare con intervistatori o semplici lettori che, al cospetto dell’autore, si sentono in dovere di essere sagaci, brillanti e spiritosi, quasi fosse una prova da superare, un captatio benevolentiae, un rivendicare e affermare la propria identità e autonomia o anche solo una sfida per il ruolo di maschio Alfa della specie.

Davvero, non ce n’è bisogno. Specialmente perché spesso gli autori – noi inclusi – sono individui grigi e scoglionati, oltre che imbarazzanti nelle pubbliche relazioni e sotto il profilo della coolness.

Nonostante ciò, nel 90% delle interviste che abbiamo fatto, quello sopracitato è un aspetto ci è sempre saltato all’occhio.

Non fa eccezione l’ultima.

Questa.

Dove, per inciso, diciamo le solite cose.

Però, se non avete di meglio da fare…

Avanti tutta!

Oggi esce in tutta Italia il secondo episodio di Nirvana, dal titolo… insomma, è scritto qui sopra.

Alcuni hanno detto che Nirvana è un’operazione rischiosa, fuori dalla logica del fumetto umoristico, così come quest’ultimo viene concepito nel nostro Paese e con ben poche possibilità di raggiungere il successo presso il grandissimo pubblico, abituato a storie molto più semplici e soprattutto meno cattive.

Ma noi non facciamo fumetti per raggiungere il successo.

No, non è falsa modestia, anzi; abbiamo obiettivi ben più ambiziosi.

Facciamo fumetti per cambiare il mondo.

Nei nostri piani rientra l’abbattimento della crisi globale, la cancellazione del debito nei Paesi del Terzo Mondo, l’istruzione gratuita per tutti, la conversione totale all’energia verde, l’azzeramento planetario delle spese militari, il ripopolamento dei mari, l’ergastolo ai membri di Fitch e Goldman Sachs e l’abolizione delle sopracciglia depilate. Tutti insieme ce la possiamo fare.

Unitevi a noi o morite di noia.