Haiku n.54

23 novembre 2010

GUERRA DI VAJASSE

La Mussolini
ribolle. La Ministra
s’è riscaldata

(Valeria&LaNba)

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Blasone (o: blasen).

23 aprile 2010

Oggi, in attesa che il caffè gorgogliasse, mi è capitato di sintonizzarmi in quello squarcio di Stige che è la trasmissione “Tg2 Costume e Società”. Sì, quell’allegro bivacco di manipoli condotto da quella signora uguale alla verduraia giù all’angolo.

Bene, commentando gli eventi di ieri, la conduttrice ha sciorinato alcuni numeri, fra i quali quelli dei parlamentari che secondo Italo Bocchino sarebbero disposti a seguire Gianfranco Fini. L’opera di rendicontazione è stata tuttavia interrotta da un’ospite, un’elegante signora che, da esperta, ha commentato più o meno con le seguenti parole: “L’onorevole Bocchino, con quel cognome, dovrebbe essere più cauto e attento alle cose che dice”*.

Ora, anche scomodando le branche più specialistiche della moderna psicanalisi, delle scienze antropologiche, financo della fisica dei quanti, ci sfugge il nesso fra l’avere un cognome e il poter dire qualcosa, fossero pure solenni stronzate.

Ma se anche esistesse, pur nella più remota delle discipline umane, ci sarebbe allora da rilevare che ad affermare l’arguta e originalissima frase è una signora che non solo di cognome fa Mussolini, ma è anche diretta discendente dell’omonimo dittatore, e soprattutto che ne difende l’operato.

Meglio un bocchino, va’. Lascia fare.

***

* “da esperta” di cognomi, intendiamo.

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