De Philosophia

26 febbraio 2010

EMOZIONE!

A volte capita di sentire di strusciamuri perditempo che, rovistando per soffitte o cantine trovano oggetti di valore, quadri di Van Gogh, sacri Graal e così via. Abbiamo sempre pensato che fossero tutte stronzate, da carogne malfidati quali siamo.

E invece dobbiamo ricrederci, perché è capitato anche a noi! Giusto stamani, fra le bancarelle del mercato dell’antiquariato di Gavorrano Scalo (GR), abbiamo acquistato un antico frammento di pergamena che una perizia ha confermato essere autentico, e scritto di pugno nientemeno che da Aristotele!

Nel prezioso frammento si parla, tra le altre cose, di una ricetta per il majale alle prugne, di una corretta igiene delle piante dei piedi e di come sia necessario scartavetrarsele con la pietra pomice dell’isola di Santorini, e infine di uno dei celebri sillogismi del grande filosofo greco. I termini di tale sillogismo recitano più o meno così:

“Un corruttore è sicuramente un grandissimo pezzo di merda”.

“Un avvocato è stato corrotto perché testimoniasse il falso”

Poi il frammento, purtroppo, finisce qui.

Però trattandosi di documenti antichissimi, invitiamo i nostri lettori a non formulare giudizi avventati e, anzi, a valutare il tutto con le dovute distanze, interpretando i fatti  attraverso i mezzi critici messi a nostra disposizione da innumerevoli altri filosofi di scuola Gasparri, secondo i quali, se un criminale non è stato giudicato entro dieci anni dal reato commesso e, tuttavia,  provato, allora è innocente come un angioletto.

Con questo pensiero, risultano innocenti anche Bruto, che aspetta ancora di venir condannato da un tribunale della Repubblica per l’omicidio di Cesare; Jack the Ripper, che non è stato mai processato e, dopo tanti anni, anche i suoi crimini saranno caduti in prescrizione; e infine anche il povero Itle, che adesso, se vuole, potrà finalmente rientrare dal Brasile ed essere acclamato come un grande statista, perseguitato dall’armata rossa e dalle toghe d’identico color.

Viva!

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