Bring the boys back home.

11 ottobre 2010

Ipotesi.

Facciamo conto che nel nostro Paese, un giorno del prossimo futuro, si scoprano ricchissimi giacimenti di una materia X utile per il fabbisogno energetico della maggior parte dei Paesi occidentali, o per la tecnologia in generale.

Facciamo conto che una coalizione dei suddetti paesi occidentali invada e bombardi il nostro Paese per prendere il controllo di questi giacimenti.

Facciamo conto che lo facciano con la scusa che la nostra non è una vera democrazia (e con questa scusa dovrebbero averci già bombardato) e che siamo ostaggio anche di un anacronistico potere religioso che nega alcuni diritti fondamentali, che discrimina in base al genere e all’orientamento sessuale, che influenza le scelte politiche, che controlla un impero finanziario immenso e le cui regole vengono inculcate nelle menti dei cittadini direttamente dalle scuole e dalle televisioni di Stato.

(Alt! Questo è solo un paradosso, non vogliamo paragonare la Chiesa Cattolica con l’Islam. Per cui zitti e tornate seduti, eroici difensori della fede e soprattutto del luogo comune.)

Ecco, se davvero si verificassero gli eventi di cui sopra, i cittadini italiani che rispondessero all’attacco dei militari delle forze di occupazione sarebbero terroristi o eroi della Patria?

E i militari delle forze di occupazione sarebbero eroi di pace o un esercito invasore?

Di solito si usa distinguere i terroristi dagli eserciti regolari perché i primi tendono a colpire le popolazioni civili per scatenare, appunto, il terrore.

Ma in un Paese occupato da forze militari straniere (che sempre più spesso, e qualche volta anche volentieri mietono vittime tra i civili) gl’individui che combattono contro gli eserciti invasori sono da considerare terroristi?

Uscendo dalla metafora, e dalla propaganda criminale: noi siamo in Afghanistan ed in Iraq per scongiurare atti terroristici a casa nostra, oppure rischiamo atti terroristici a casa nostra proprio perché abbiamo invaso questi Paesi?

E a chi sostiene che non possiamo tornare a casa perché le popolazioni del posto ci chiedono di rimanere (facciamo finta di crederci), rispondiamo che della volontà delle popolazioni del posto ce ne siamo allegramente sbattuti i coglioni quando ci chiedevano di non essere bombardate.

Così, a tutti quelli stronzoli che ribaltano la situazione, sfruttando il dolore provocato (e amplificato dai media) dalla morte di alcuni giovani militari italiani, sostenendo che con il nostro ragionamento noi non portiamo rispetto per tutti quei militari che rischiano la vita ogni giorno e per le loro famiglie, rispondiamo che al contrario, il rispetto non lo mostrano loro, che sono i veri responsabili di quelle morti e dei lutti delle famiglie, sfruttati per poter poi fare un bel funerale di Stato con tanto di “salme avvolte nelle bandiere, legate strette perché sembrassero intere”.

Se fosse per noi, e – horribile dictu! – per la Costituzione Italiana, quei militari (e migliaia di altri, afghani e iracheni compresi) sarebbero ancora vivi.

Share

30 Commenti »