Assassini!

2 settembre 2012

Il Cardinal Martini avrebbe potuto ancora avere un figlio!

O almeno un’erezione, via.

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Appunti per Monti

13 gennaio 2012

Sì, sì, tanti discorsi, i blitz a Cortina, le liberalizzazioni e cazzi vari, ma poi?…

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Ma la Potta, no!

4 ottobre 2011

Coraggiosa presa di posizione del Cardinal Bagnasco che, dopo aver taciuto sulle peggiori leggi vergogna, sulle collusioni con la mafia, sullo smantellamento dello Stato Sociale, sulle negazioni dei diritti di cittadini e lavoratori, sugli attacchi a stampa e magistratura, sulla distruzione di scuola e sanità pubbliche e su mille altre lodevoli inziative del nostro Governo del fare (schifo al cazzo), non ce l’ha fatta più e ha sbottato redarguendo severamente il buon premier circa la sua eccessiva passione per la potta.

E’ proprio vero, in certi ambienti si tollera davvero tutto: MA LA POTTA, NO! (di Bagnasco; Paguri e Santrine).

Indossare la gonna, non è solo da donna
Ma la potta, no
A qualcuno non dona, l’ha scoperto Sindona
Ma la potta, no
Siamo casti per sfizio, tanto c’è il Sant’Uffizio
Ma la potta, no
Sussurriamo all’orecchio, di un patetico vecchio
Ma la potta, no
Silvio, mi tormenti così
Silvio, mi fai dir sempre sì
Ma la potta, Ma la potta,
Ma la potta, no!
Lo diceva Neruda, non fa niente se ruba
Ma la potta, no
Rispondeva Bagnasco, il confine è un po’ lasco
Ma la potta, no
Ma se perdi la stima, torni quello di prima
Ma la potta, no
Silvio spegni il tuo cero, non si scherza col clero
Ma la potta, no!

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Ossi di Seppia

23 maggio 2011

Don Seppia è sieropositivo. Ecco cosa ti succede a rispettare leggi che tollerano la pedofilia ma condannano il preservativo.

Dura reazione della Chiesa nei confronti di Don Seppia. Sollevato dal suo ruolo di parroco, verrà spostato a presidente del Fondo Monetario Internazionale.

Nuovo spot a sostegno dell’8×1000 alla chiesa cattolica: “Con l’ottopermille continui a fare molto per tanti. Se non ci credi, chiedilo a loro.” Ai bambini inculati da Don Seppia, per esempio.

Don Seppia è sieropositivo. I bambini con cui aveva avuto rapporti sessuali indagati per lesioni.

Don Seppia stuprava bambini di 10 anni, spacciava droga, è adoratore di Satana e anche sieropositivo. Se fosse stato milanese avrebbe senz’altro votato Pisapia.

Bagnasco: noi non ne sapevamo niente. Altrimenti non lo avrebbero mai arrestato.

Don Seppia apparteneva a qualche setta di fanatici religiosi che tollerano la violenza e lo stupro. Aveva un simbolo satanico tatuato sulla spalla e un crocifisso appeso al collo.

Ad libitum…

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ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO!

24 marzo 2009

altrimenti3

Ce lo immaginiamo, il buon cardinal Bagnasco: picchia oggi, picchia domani, a un certo punto ha perso la pazienza ed è sbottato. Cioè, va bene via via qualche innocua domandina; va bene fingere di accettare punti di vista differenti per un dialogo costruttivo; va bene perfino tollerare il disappunto, da parte dei cittadini, verso quei sacerdoti dediti all’inserimento del pene nell’ano di adolescenti; ma addirittura la critica e l’irrisione verso alcune dichiarazioni del papa no. C’è un limite a tutto, eccheccazzo.

Ed ecco che allora il severo Bagnasco, giusto ieri, ha fatto sentire la sua voce roboante.

Poi ha rimesso il tappo alla bottiglia di Perrier, e si è scagliato contro tutti coloro che hanno osato mettere in ridicolo le ultime esternazioni papali: “di certo si è prolungato, oltre ogni buon senso”, a causa di “un lavorio di critica dall’Italia e soprattutto dall’estero nei riguardi del nostro amatissimo Papa” (dal SUO amatissimo papa, è bene mettere le cose in chiaro).

Nodi della vicenda sono stati il caso Englaro, sul quale la Chiesa si è dichiarata a difesa della vita e contro la sofferenza; la revoca della scomunica ai vescovi negazionisti, tuttavia richiamati duramente dalla Santa Sede; le dichiarazioni del pontefice circa l’inutilità del preservativo come aiuto a contrastare la piaga dell’AIDS.

Questi i principali punti che hanno attirato critiche spesso feroci da parte della società e che hanno fatto perdere le staffe al buon cardinale, di cui si legge: “Sul vescovo negazionista, ricorda Bagnasco, “ci siamo già espressi”, in termini di severa condanna. “Nessuno, tuttavia, poteva aspettarsi che le polemiche sarebbero proseguite, e – nota il presidente Cei – in maniera tanto pretestuosa”.

E allora ci viene il sospetto che il buon Bagny sia all’oscuro del fatto che se fra dichiarazioni e opere c’è una netta discrepanza si rischia di perdere un tantino di credibilità, e passare da farfucchioni. Oltre al fatto che, all’Occidente illuminista, in pieno Terzo millennio, alcune esternazioni, come quella sul preservativo, a qualcuno possono sembrare TERRIFICANTI E PERICOLOSISSIME STRONZATE.

Ma la parte più bella dell’invettiva del nostro buon Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano deve ancora arrivare: “Con ferma e concreta convinzione facciamo nostro l’appello alla riconciliazione genuina e disarmata cui la Lettera papale sollecita all’intera Chiesa”

Disarmata?

DISARMATA?

E nessuno in Italia che abbia fatto sentire la sua, di voce roboante, anche senza l’ausilio di Perrier?

Il fatto è che per il presidente della CEI è stato un duro colpo vedere il santo padre amareggiato per questi immotivati attacchi alla sua persona e alla sua sanità mentale. Qualcuno vocifera che, di ritorno dall’afosa Africa, per il dispiacere il pontefice abbia perfino saltato la sua lezione settimanale di salsa e merengue, e questo per l’arcivescovo metropolita di Genova (per gli amici U Metropolitan) è stato davvero troppo. Per questo ha concluso: Ma “vorremmo anche dire, sommessamente e con energia che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso…”.

Altrimenti?


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