Chiave di lettura

8 giugno 2010

Da quanto tempo viene detto che l’ignoranza in Italia, e la cultura, e la ricerca, e il fanalino di coda, etc… etc…?

Cioè, le principali statistiche ci danno come uno dei Paesi, non solo dell’Occidente, che legge in media meno pagine all’anno; tuttavia le librerie vendono. Un libro, infatti, è un oggetto meraviglioso e multifunzione: ci si possono schiacciare gli scarafaggi, con le pagine si può foderare il fondo della gabbietta dei pappagallini, se ne può ottenere cartapesta per modellare maschere simpatiche per carnevale, buffi oggetti per rallegrare la casa, cazzi giganteschi da nascondere per scherzo sotto il cuscino della zia vedova e via dicendo. Quindi, l’economia gira comunque.

Siamo fra gli ultimi nei principali test di matematica e scientifici; tuttavia sappiamo far bene di conto dove serve (eh eh, a noi non la si fa!): al mercato vediamo subito se un banco vende le nespole a sei centesimi in più rispetto a quell’altro laggiù in fondo (che però vende cozze); così come sappiamo vedere istantaneamente se nel computo peso misurato-corrispettivo in euri il pescivendolo ci vuole turlupinare*. Il resto a cosa serve? Numeri complessi? Fisica dei quanti? Macrosistemi? C’importa una sega, ce ne son già tanti che ci lavorano, se ci si mette anche noi s’ingarbuglia ulteriormente la matassa. No no, pensiamo a far girare l’economia.

La ricerca in Italia è quasi completamente sparita. E con questo? Lo facciamo per i nostri ragazzi, che se ne vanno all’estero, si svagano, fanno tante belle esperienze, imparano le lingue e trombano le straniere, portando alto il vessillo dell’italico ardore!

E poi la scuola devastata, l’Università ai baroni, il teatro, il cinema, la letteratura, la musica…

Quindi, sì, la cultura, nel Belpaese, ha perso pezzi un giorno dopo l’altro e oggi non c’è rimasto più quasi nulla. Vuoi per una precisa strategia di governo, vuoi per accontentare i capricci di un vecchio bavarese squilibrato, vuoi per l’accondiscendenza di tanti media e sedicenti intellettuali compiacenti o asserviti, vuoi per Enrico Papi. E allora, che senso ha mantenere un sacco di spese per cose ormai alla frutta? (Oh, dopotutto c’è da far girare l’economia, eh?!).

Ecco, allora, come la recente azione di governo risulti il vero toccasana per risolvere l’annosa questione: via preziose ore di lezione nelle scuole pubbliche! via finanziamenti all’industria dello spettacolo! via il personale di realtà ed enti prestigiosi, spesso secolari come la Pergola di Firenze! Ormai son soldi buttati via, perché perseverare? LA CULTURA NON PAGA E NON FA BECCARE LE FIE.

Certo, ci sarà da affrontare torme di soloni pallosi e strusciamuri, che invece di andare a lavorare** e a godersi un po’ di sano divertimento spensierato, si ostineranno a protestare, a manifestare nelle piazze e a diffondere idee sediziose sulla rete. E così disturberanno chi dall’alto sta facendo il bene del Paese, poveri cicci. Con quale tranquillità i nostri governanti potranno varare la legge sulle intercettazioni? Come potranno serenamente riformare il sistema pensionistico? Con che beatitudine finiranno di smantellare la RAI, di inviare la Protezione Civile all’Aquila, difenderanno i poveri Lunardi e Matteoli dalle accuse di Angelo Balducci (lo ricordiamo, gentiluomo di Sua Santità)?

Ci vorrebbe proprio un evento di grande attrazione popolare, che distraesse le masse, permettesse i provvedimenti di cui sopra, e soprattutto iniziasse fra pochi giorni…

***

* Non avete idea di quanto tempo era che volevamo usare la parola “turlupinare”.

** Grande leit-motiv di chi ancora si ostina, con invidiabile tenacia, a non capire assolutamente un cazzo.

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Frustami signore (o signorino)*

4 marzo 2010

Amici mia,
ho appena letto con vivo interesse che il secondo più famoso gentiluomo del papa, tale Balducci ing*. Angelo, pare amasse giocare nel tempo libero a *Knocking at your back door* con alcuni giovani di ben straordinario calibro, che gli venivano forniti da un corista nigeriano del Vaticano (applausi scroscianti) a un tanto al chilo dietro gentile richiesta ed adeguata remunerazione. A dire il vero, dalle frammentarie notizie a disposizione non è ancora chiaro chi bussava e chi apriva, ma si sa che la fede apre tutte le vie.

Sapete bene quanto trovi meravigliose queste notizie, impreziosite da deliziosi particolari come il nome di battesimo del nostro eroe, dal suo status in vaticano, e dal pensiero che in fondo se la stia spassando in carcere. A questo proposito, secondo un arguto ancorché plantigrado amico, quando l’hanno portato al fresco Balducci nella valigia aveva solo saponette, ovviamente da lasciar cadere, per poi raccoglierle, nelle affollatissime docce della casa circondariale. Resta ovviamente l’utopica speranza di poter leggere quanto prima le dichiarazioni del santone tedesco, che per ora si è limitato a sfanculare il pappone nigeriano, ma già così sono grato per il raggio di luce che ha rischiarato la mia trista giornata di emiCranto.

Però, a parte l’ilarità c’è una cosa che non mi torna, in questo come in altri casi simili.

Premetto che ognuno ha pieno diritto di pestarlo/farselo pestare dove, come e da chi meglio crede. Certo, sarebbe auspicabile che a finanziare la malavita che gestisce questi trojai non fossero funzionari (e soldi?) pubblici, ma questo è un dettaglio. Certo, è pur vero che se sei praticamente il braccio destro del papa, magari il sinistro o perfino quello centrale, certe figurette stonano un pochino, soprattutto tenendo conto che la SMC** non vede ufficialmente di buono occhio certi passatempi.

Magari l’assenza di precauzioni può essere ben vista dai simpatici religiosi, ma in questo caso sarei curioso di sapere cosa ne pensa la moglie di Angeluccio nostro.
Ecco, in realtà è proprio l’aspetto “mogli” che non mi torna.
Mi spiego.

Prendiamo i più noti scandali alla Lino Banfi dell’ultimo anno, da B. (mi fa fatica scriverlo per intero), Marrazzo, Bertolaso, Balducci. Sarà un caso che 3 su 4, addirittura 4 su 5 considerando Banfi, cominciano con la B, come Bottana?
Vabbé, dicevo, il primo caso è praticamente partito da Miriam B. in B. (ci risiamo?), che dopo anni di ritiro dorato e cornuto ha avuto un minimo sussulto di amor proprio. Certo, poi ha chiesto qualche milionata di euro di compensazione, che per una che nella vita non ha mai fatto sostanzialmente un cazzonulla® fa seNpre comodo, ed è tornata tosto nell’oblio fatato, per quanto possa essere fatato Macherio. Ed è un vero peccato, perché di cose da dire ne avrebbe, la signora B. in B.

Negli altri casi, nonostante la pubblicazione di storie pietosissime di travestiti orrendi, coca, massaggiatrici di periferia, anemoni e oloturie, seminaristi estrogenati etc. invariabilmente le mogli tacciono, a parte una tristissima dichiarazione della sig.ra Marrazzo. Tutto sommato è comprensibile, considerando la vergogna, l’orgoglio ferito, la protezione dei figli, etc.

Però mi chiedo: in anni e anni non si sono mai accorte di che tipo di personcine avevano di fianco?

A voi la parola.

Santrine

* ‘ulassorete.
** Su Ma’ Cane.

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