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Male

28 aprile 2012

Sul Male in edicola oggi (in verità è uscito ieri, ma ce ne siamo dimenticati) una nuova avventura di SOS Tato che vedrà i nostri cari, premurosi Tati maneschi alle prese con una delle famiglie più bisognose del loro intervento, la famiglia più grottesca del mondo, peggio persino degli Addams.

Signore e signori: Tato Adriano e Tato Athos, contro The Family, la famiglia Bossi.

La storia di ben 3 pagine contiene spunti di riflessione sui metodi educativi, curiose bestemmie padane, cura degli anziani e piccanti rivelazioni su Rosi Mauro.

In edicola.

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Resident evil

10 aprile 2012

Davanti agli scandali che stanno travolgendo la Lega siamo rimasti quasi senza saper che dire.

Sì, perché il popolo leghista non è quello del PDL e siamo convinti che, razzismo, ignoranza e buffonate sinceramente imbarazzanti come Pontida o il famosissimo Pota Pota a parte, ci siano tanti leghisti che si sono sentiti traditi dai loro leader e che ora, per primi, invochino giustizia e pulizia all’interno del partito e del movimento.

Leghisti onesti, brava gente del popolo che ha creduto ciecamente e altrettanto ciecamente sostenuto e osannato gente come  Bossi, il Trota, Rosy Mauro, Belsito, ma anche Borghezio, Calderoli, Castelli, Tosi, Maroni, Speroni, Salvini, Cota, Reguzzoni, Bricolo… no, via, dai non è possibile…

Levatevi dai coglioni, per favore!

No, davvero, basta, smettetela con questi discorsi.

Abbiate un po’ di compassione per voi stessi e per la nostra intelligenza.

 

 

P.S. Comunque, non per vantarci, ma noi l’avevamo previsto che il 2012 sarebbe stato l’anno della Lega.

 

 

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Malesseri padani.

15 gennaio 2012

No, sinceramente, ma chi sono i Monty Python al confronto della Lega Nord?

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Green Days

31 dicembre 2011

Abbiamo cominciato nel 2010, con il calendario del Papa.

Nel 2011 abbiamo bissato con il calendario dei Papi dove, ad alternarsi sulla scena, insieme al nostro caro Beppe 16, c’era anche l’ormai ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (tastata di palle obbligatoria).

Nel 2012, visto il successo dei due calendari precedenti e le numerose richieste da parte di torme di rompicogl affezionati lettori, ci siamo decisi a replicare, anche quest’anno con la preziosa collaborazione del rapinosissimo Lopo.

Il fatto è che mancava un personaggio. Il Papa è ormai abusato e, anche se la sua immagine evoca comunque ilarità e grasse risate, era sinceramente difficile creare 366 eventi, uno per ogni giorno dell’anno, evitando ripetizioni con quelli degli anni passati.

Quanto a Berlusconi, beh… Berlusconi ha fatto il suo tempo e, in tutta onestà, ha rotto anche i coglioni.

Quindi?

I Professori del nuovo governo, per quanto terribili, sono ancora sinceramente troppo anonimi per meritare un calendario. Verrà il loro tempo.

Ma no, no, serviva qualcosa di veramente grottesco, surreale e penosamente ridicolo, una ventata di squallore desolante.

Un vento diverso, fresco e travolgente.

Il vento del Nord.

È con grande orgoglio, e con compassione per l’inchiostro verde delle vostre cartucce di stampa, che vi presentiamo il Calendario Padano 2012, scaricabile gratuitamente da qui.

Pota pota a tutti.

***

Visto l’anno che ci aspetta, siamo solidali con chi reagisce a colpi di cric all’augurio “Felice anno nuovo”. Sì, è vero, le consuetudini, la tradizione e tutte quelle cose lì fanno sì che ad alcuni appuntamenti si dicano cose senza pensarci, solo perché “è un modo di dire”, “lo fanno tutti”, e via dicendo.

Ma a tutto c’è un limite, e in questo 31 dicembre sembra davvero fuori luogo. Ecco che allora proponiamo alcune varianti all’augurio di San Silvestro.

  • Speriamo che i responsabili di questa crisi mòiano tutti
  • In culo alla Goldman Sachs
  • Occhio alla dogana fra Como e Chiasso
  • Viva il riso all’olio!
  • Buona insurrezione
  • Cominciamo a dare una bella sfoltita
  • In culo a chi ci vuol male
  • Speriamo che continui a rizzassi
  • Pentìtevi, stronzoli!
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Monti di quattrini

18 novembre 2011

Ecco, e con questo titolo abbiamo pagato il nostro tributo alla moda del menga di fare spiritosi giochi di parole con il nome del premier o dei politici. Tralasciamo, per pudore, quelli sul neoministro Passera e veniamo subito al punto.

Il precedente Governo si è macchiato di colpe straordinariamente gravi, per una democrazia occidentale, fra le quali allevare e coltivare con incredibile sapienza (e correità di un’opposizione di questa minchia) una base elettorale talmente ipnotizzata da non distinguerle più e, anzi, appoggiarne la reiterazione. Ecco, secondo noi una fra le colpe più insopportabili (tra le migliaia di altre) è quella di aver reso accettabile chiunque fosse venuto dopo.

Per dirla con toni più soavi, se per anni ti hanno dato da mangiare merda di cane malato di linfoma al duodeno e maledetto da una tribù di fattucchiere assire, il giorno che ti propongono pupù di neonato ti sembra di gustare un risotto ai frutti di mare.

In questo caso, anche il nuovo Governo IOR, fatto di preti e di banchieri ci sembra un Governo illuminato, autorevole e rispettabile, al confronto con la banda di evil muppets (o di Gremlins) che c’era prima.

No, davvero, premier a parte (e già questo basterebbe abbondantemente), non possiamo più dimenticare che per anni abbiamo avuto i più importanti ruoli istituzionali ricoperti da queste personcine qui:

– alla difesa c’è stato Ignazio LaRussa. Un fascista che prende a calci i giornalisti e dà del pedofilo o del vigliacco a sconosciuti spettatori (ma ben protetto dalle guardie del corpo); un revisionista a oltranza, di quelli che onorano i repubblichini di Salò, tra le altre cose.

– All’istruzione abbiamo avuto Maristella Gelmini. Un’arrogante di un’ignoranza imbarazzante, che da Brescia è andata a dare l’esame di Stato a Reggio Calabria per poi esternare convinta sull’esistenza di un tunnel sotterraneo dall’Abruzzo alla Svizzera costruito per far correre particelle subatomiche, e sui fondi erogati dal Ministero per l’opera in questione. Una maestrina dalla penna rosa che ha messo in ginocchio la scuola pubblica, ostentando sempre disprezzo per le proteste e le ragioni di studenti e insegnanti.

– Alla pubblica amministrazione c’è stato Renato Brunetta. Sì, quello della battaglia contro i fannulloni, dei tornelli nei posti di lavoro della Pubblica Amministrazione, quello che andava ripetendo in tutte le tv di regime che avrebbe potuto vincere il nobel, senza dire quando e soprattutto per cosa. Quello che offendeva i precari, chiamandoli l’Italia peggiore. Quello dell’élite di stronzi e la sinistra di merda.

– Alle pari opportunità c’era Mara Carfagna. MARA CARFAGNA!

– Alla semplificazione (eh?), rullo di tamburi, Roberto Calderoli!

– Alle riforme, il padre del Trota, Umberto Bossi!

E poi Maroni (quello che è voluto andare ospite da Fazio per dire che la ‘Ndrangheta al Nord non esiste), Nitto Palma e prima di lui Angelino AlfanoGiorgia Meloni, la ministronza, Michela Vittoria Brambilla, Frattini (FRATTINI! no, è bene ripeterlo: FRATTINI!), Vito, Fitto, Romani, Romano, la PRESTIGIACOMO, Tvemonti e, signore e signori, nientepopodimenoché: SACCONI come ministro del lavoro e delle politiche sociali!

E Lupi? E Rotondi? E Capezzone? E Ferrara e Sgarbi (già ministri in precedenti governi)? E la Santanchè? E GASPARRI?!

Bondi, ci siamo fregiati perfino di Bondi! E quanti altri ora ci sfuggono o ci fa troppo male ricordare.

Ecco, con questi fior di predecessori, anche un governo formato da dei border collie o da sacchi della differenziata sarebbe stato già un bel passo avanti. Il fatto è che se questi di ora fossero border collie andrebbe già bene. Il problema sarà se si rivelano lupi cecoslovacchi digiuni da due settimane.

***

Aggiornamenti:

Il primo numero di Nirvana è ancora in edicola, e ci resterà fino a gennajo, se non ce lo togliete voi. Datevi da fare.

Il primo volume della nuova serie di X-Nerd è finalmente in fumetteria.

Stamani, sul Il Male, due tavole dell’accoppiata Pagani/Laca.

Il podcast dell’intervista di mercoledì si trova qui.

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Onore & Gloria.

9 novembre 2011

Ricordate i prestigiosi premi XL, La Repubblica che abbiamo vinto a Romics, con Inferno e Paradiso, come miglior fumetto dell’anno?

Sì, dai, quel piccolo capolavoro su cartoncino fatto con la stampante, con il nome del personaggio sbagliato e il nome sbagliato dell’editore sbagliato?

Ebbene, siccome quelli di Romics e di XL sono gente seria, ci hanno immediatamente ricontattato scusandosi  e promettendo che ci avrebbero inviato non una, ma ben due targhe che avremmo potuto ostentare nei nostri studi, come fanno i notai, gli avvocati o i parrucchieri per signora.

L’unica cosa che chiedevano in cambio era che, una volta ricevute le targhe, pubblicassimo delle foto dove le si vedono campeggiare nei nostri luoghi di lavoro, come i diplomi della Scuola Radio Elettra nello studio di Bossi, o il busto del Duce nell’ufficio di Feltri.

E così abbiamo fatto.

Ringraziamo quindi Claudia, che si è prodigata per inviarci le targhe e per inviarcele di nuovo quando quelli delle poste gliele hanno rispedite indietro.

E ringraziamo anche XL che questo mese ha dedicato un servizio a Nirvana.

Chiamandoci, ovviamente, Emiliano Caluri e Daniele Pagani.

Tutto vero.

Come, del resto, hanno fatto a Lucca Comics.

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Rifondazione Leghista

21 settembre 2011

Cresce il malumore della base leghista nei confronti dei propri rappresentanti di governo.

L’accusa è quella di aver sempre preso per il culo gli elettori padani riempiendo i loro occhi con obbiettivi propagandistici (il sole delle alpi sui muri di una scuola, gli uffici vuoti di un ministero a Monza) solo per tenerli buoni e avere tempo e modo di ingrassare al governo, esattamente come quei ladroni di Roma, mafiosi, nepotisti e clientelari che si erano prefissi di combattere.

Poi, ogni volta che si vedono scoperti a votare qualsiasi porcata solo ed unicamente per proteggere colui che ha concesso loro di salire al governo e che, nonostante tutto, ce li mantiene, rilanciare sempre indicando un obbiettivo palesemente irraggiungibile o una frase d’effetto, tipo: Padania Libera; Immigrati fòra dai ball;  Bluarrrghhhg; Brot.

Ecco, tanti elettori leghisti si stanno finalmente svegliando e si sono accorti di essere sempre stati presi per il culo.

Ma qui ci sentiamo di fare un paio di riflessioni:

1) Buongiorno, cari elettori leghisti! Finalmente, dopo 15 anni di vergogne e dopo l’elezione di un ebete ereditario in un collegio blindato vi accorgete che qualcosa non va. Complimenti per la perspicacia, davvero.  Sì, vi hanno tradito. Vi hanno sempre preso per il culo e sfruttato i vostri rancori e i vostri voti per diventare esattamente come quelli che avevano giurato di combattere. E il bello è che era chiaro fin da subito ma a voi, quando la cosa diventava palese, bastavano un paio di rutti, un dito medio alzato, il pota pota e l’urlo Padania Libera, per farvi chiudere nuovamente gli occhi. Un elettorato davvero maturo, non c’è che dire.

2) Ma poi quali sono queste promesse che hanno tradito? Quella di non farvi pagare le tasse? Quella delle ronde in giro per le nostre città? Quella di tenere gli stranieri fuori dai nostri confini e di negare i diritti a quelli che ormai sono in Italia? Quella di separare il nord dal sud del Paese? Quella di discriminare in base alla religione e al colore della pelle? Quella di agevolare il lavoro in nero?

Bene, se gli ideali traditi sono questi, cari padani, potrete anche far cadere il governo, se volete.

Però, in tutta sincerità, in un futuro, ipotetico e lontano Paese migliore, non vorremmo mai e poi mai avere di nuovo a che fare con voi.

Anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.

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Kolossal Padani

20 giugno 2011

O anche “Classici dell’umorismo”.

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Pontida Comics

17 giugno 2011

Ritorna anche quest’anno il più grande appuntamento per gli appassionati di fantasy, giochi di ruolo, combattimenti tra elfi oscuri e commercialisti in nero, evasione fiscale, luoghi comuni e razzismo.

Sì, stiamo parlando dell’ormai consueto Festival di Pontida Comics, dove orde di orchi, elfi, nani e concessionari Dacia si raduneranno per avere per una volta l’impressione di vivere nel loro mondo immaginario, degno del miglior Tolkien.

La loro Terra di Mezzo si chiama Padania, e al pari di quella creata dall’estro dello scrittore inglese, è una regione geografica completamente inventata con un cocktail di riti, tradizioni e popolazioni anch’esse partorite dal magico mondo della fantasia e dell’opportunismo.

Come al solito, la manifestazione sarà aperta a tutte le influenze.

Sì, perché questi padani si sentono vicini agl’irlandesi (per via del colore verde), ma anche ai baschi (per via della volontà indipendentista), così come ai druidi (con i cui riti celebrano i loro matrimoni e battesimi, pur professandosi ardentemente cattolici), ai vichinghi (per via delle corna), ai normanni (non sanno perché, ma gli piace il nome), e ai nazisti dell’Illinois (per via di Borghezio). C’è da dire, altresì, che nessuno di questi popoli e organizzazioni vuole essere vicino a loro, perché se ne vergognano.

La popolare kermesse sarà animata dai famosi canti padani, tipo “Pota Pota”, “O mia bela madunina” e altri canti leghisti e da combattimenti tra Uruk-hai di Isengard contro Odontotecnici di Biella.

Verranno serviti i tradizionali e saporitissimi piatti padani, come la polenta e… ehm… la polenta con qualcos’altro dentro… e poi… e insomma, il gran finale sarà dedicato al discorso del loro grande leader e guida spirituale: l’Ümbert.

Quest’anno in particolare il discorso è poi attesissimo, per il clima di tensione creato con un’accuratissima campagna stampa che ha fatto crescere l’hype per la performance di Bossi a livelli di guardia; ma noi siamo in grado di svelarvene in anteprima alcuni dei passi più importanti.

“Padani… rrrrgghh… figli del Dio Po, ma feroci difensori della fede Cattolica e del Santo Padre, tranne qüando dice cose che non ci tornano comode, come con i referendum e l’accoglienza per gl’immigrati, oggi è il giorno in cüi… bleah… grunf… brott… sput… negri di merda… zingaropoli… noi abbiamo centomila fucili e… granf… Roma ladrrronaaargh… stacchiamo la spina… föra dai ball… musulmani bedüini… cülo… governo… A casa… popolo sovrano… moschee, zingari, rapine nelle ville… ministeri al nord… ponte di Messina a Bergamo alta… immigrati di merda… secessione… riforma fiscale… taglio tasse… l’Islam… i finocchi… guerracivile… glob… broooot… arf… arf… cüüülo… coglioni… stronzo… federalismo… Napoletani südici… spazzatura… sinistra di merda… noi ce l’abbiamo düro… governo… NOI SIAMO STUFI!

A questo punto dovrebbe levarsi il latrat l’urlo di ovazione del popolo padano, qualche Nazgul e alcuni impiegati dell’INAIL e tutti potranno tornarsene a casa contenti.

Il popolo verde a lavorare dalla mattina alla sera e i loro capi a servire con umiltà e obbedienza, come hanno sempre fatto, l’amico Silvio. Senza il quale non sarebbero mai potuti andare a Roma ladrona e viverci per circa 15 anni da veri signori, in culo alla Padania e a quei sempliciotti che quando Bossi saluta alzando il dito medio si esaltano guardandolo, quel dito, invece della Luna.

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Romanzo Criminale

10 novembre 2010

Infami e vendette.

Per la banda è l’ultimo atto.

Da non perdere il finale della serie nera più amata dagli italiani.

Ci siamo, è l’ora dell’epilogo. I tradimenti, gli “infami”, i regolamenti dei conti. Che tutto sia diverso si capisce dalla prima puntata. Cambiano i tempi, il contesto sociale ed economico. Dagli anni Novanta – spiega il regista – si passa al nuovo millennio – più scintillante e superficiale, girano un sacco di soldi e proprio i soldi sono una della ragioni del cambiamento: prima erano il collante del gruppo, ora diventano motivo di scontro, insieme al potere. Papi cadrà ma il suo posto dovrà essere occupato da qualcuno in grado di tenere unita la banda e comprare il rispetto di tutti.

C’è il Bufalo, padre del Trota (misteri della genetica) il duro al quale a fatica si riescono a far rispettare le regole e la sintassi, figurarsi senza più il capo. C’è  il Freddo che fino a un attimo prima era pronto a passare dall’altra parte, dopo aver contribuito per anni a rafforzare il potere di Papi. C’è il Dandi e gli altri. Ma tutti dubitano di tutti. Le crepe sono profonde, gli stati d’animo inconciliabili.

Chiunque avrebbe potuto tradire.

E soprattutto: adesso, chi comanda?

Al centro di questa serie c’è proprio la messa in scena dei meccanismi di controllo del potere, come si costruisce e come si organizza, e la dimostrazione di quanto sia simile il potere del Palazzo a quello della strada, e come alla fine tutti i poteri, da quelli globali a quello di una piccola organizzazione, siano accomunati nei loro aspetti più distorti e criminali.

Non mancano i momenti di ironia, anche se si fanno più rari, come quando Papi, incastrato a trombare tegami minorenni, dirà che si tratta di una vendetta della mafia.

Ma le risate, si diceva, sono poche. Arriva l’atto conclusivo. Tutto finirà con l’ennesimo tradimento. Qualcuno sparirà. Qualcuno volerà lontano. Qualcuno marcirà in prigione, ma i più riusciranno a sfuggire alla legge e torneranno più forti di prima.

E alla fine non ci saranno vincitori. Perché, come diceva Papi: “Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi”.


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