Riborda

19 aprile 2010

Nel 500° anniversario dalla morte di Sandro Botticelli, riteniamo opportuno un ritorno alla filosofia neoplatonica, onde ricercare la verità tramite la bellezza, e pensiamo che sia l’ora di restituire il giusto prestigio alla capitale della nostra regione, nonché città che dette i natali al grande artista. E, cosa non meno importante, cessare anche la dozzinale pratica dello sberleffo campanilistico, che – diciamocelo – è davvero venuto a noia. E’ antiquato, è stupido, è provinciale e demodé.

Non è vero che Firenze, la Perla di Labuan toscana, sia in realtà un agglomerato urbano caotico, dal traffico congestionato e lo smog che si taglia a fette, oltre che un recinto pieno zeppo di finocchi.

Ultimamente, per esempio, si gira molto meglio, grazie ad un nuovo piano urbanistico e la tramvia.

Per questo (e solo per questo) noi ci torniamo volentieri, giovedì 22 aprile. Per andare a vedere una mostra? Per intossicarci col fumo dei waffel a Santa Maria Novella? Per celebrare il Botticelli? Per conferire con coso, Renzi? Per fare indigestione di lampredotto? Per fare shopping in negozi di articoli per manfruiti?

Macché.

No, no, ci torniamo per donare (donare una sega) alla città la nostra scoppiettante performance, tutta fatta di gentili ammicchi e soavi rappresentazioni, a riprova del fatto che c’è ancora un po’ di luce della speranza, in questi tempi bui (strappati) e tenebrosi. Ci sarà di che fare quattro risate.

Vi aspettiamo numerosi e neoplatonici.

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