Crisi.

7 febbraio 2011

Via, inutile nascondersi dietro un ago di pino: non postiamo nulla da una settimana perché siamo in panne.

Quello che sta succedendo è talmente grottesco, surreale, tragicomico, impensabile, che qualsiasi commento che stia entro i limiti previsti dal Codice Penale risulta di livello inferiore alla realtà. Per riuscire a isolarsi dalle pieghe del culo di un vecchio merdoso e dalla sete sconfinata di giovani (e meno giovani, e spesso anche di genere maschile) puttane della peggior risma, ci siamo tuffati rispettivamente nel proprio lavoro, di cui presto vi forniremo qualche anticipazione.

Ripetiamo: a noi le rivelazioni degli ultimi giorni non ci fanno né caldo né freddo. Non spostano di una virgola l’idea che avevamo e continuiamo ad avere del nostro premier. Aumentano però il disprezzo verso tutti coloro che continuano a coprirsi occhi e orecchie anche davanti all’evidenza.

Nel frattempo, il video di cui sopra apre un nuovo squarcio di Stige. Sinceramente, col cuore in mano, non siamo ancora riusciti a capire se è peggio questo o le puttane (anche maschili) del padrone.

Davvero, siamo senza parole.

Oh, c’è presa così. Lasciateci soli col nostro dolore*, presto passerà.

Addio.

*giramento di cazzo.

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