SERCHI pt. II

25 febbraio 2014

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Come l’anno scorso, niente mare col pattino, ma Servizio di Risposta alle Chiavi di Ricerca (SERCHI), per cercare di fornire le giuste informazioni a quanti sono capitati sul nostro sito in cerca di altro. A conferma, come se ce ne fosse bisogno, che “Gesù Cristo” non è sempre la risposta a tutto.

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15 febbraio – come si fa ad andare a fare in culo?
Continua così, ché stai andando benissimo.
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09 marzo – inculare la befana don zauker
Jawohl, mein führer!
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12 marzo – per fecalomi il cavolo capouccio va bene?
Intendi come contorno?
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14 marzo – don zuelker
Alka seltzer!
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16 marzo – pagato per sverginare le minorenni   
Di solito è il contrario. Fidati.
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1 aprile – sborrate blasfeme
Sono quelle che finiscono la loro pazza pazza corsa sulla tappezzeria del divano buono. Subito dopo partono i moccoli.
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18 aprile – come cazzo si fa a vincere al lotto   
È semplicissimo: non giocare e conta quanto risparmi ogni volta. Fra trent’anni avrai vinto una somma ragguardevole.
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21 aprile – vecchie rompicoglioni
Ti confermiamo che la Littizzetto non sta simpatica nemmeno a noi.
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24 aprile – traduzione olim orta cidisti fide nam ignota
Locuzione in latino, con funzione apotropaica, affinché gli spiriti degli antenati proteggano la dimora da’ malintenzionati.
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15 maggio – argomenti per farsi le seghe
Casini beccato con due trans dall’ufficiale giudiziario, mentre gli consegna un avviso di garanzia per detenzione di materiale pedopornografico.
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17 maggio – minchia dotata di negro
Modello deluxe, quindi.
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31 maggio – barbara d’urso quante seghe
Non sappiamo, chiedilo a lei.
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6 giugno – divinita dei maiali
Forse il dio uomo.
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10 giugno – uomini col cazzo
Di questi tempi meglio specificare, non si sa mai.
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14 giugno – seghe+uomo
=?
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15 giugno – la bibbia delle cazzate
È pleonastico.
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3 luglio – mangiare piede
Il Gioca Jouer 2.0.
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8 agosto – calafuria spiagge
Certo, come no, come le famose scogliere di Rimini.
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11 agosto – scopa la moglie ma…
Zan-zaaaaaan! Suspance…
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12 agosto – simbolo reale della famiglia quagliotti
Una ghigliottina.
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22 agosto – quanto sperma ha ingoiato selen?
Dal BIPM ci hanno risposto che non sono ancora registrate unità di misura pertinenti.
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29 settembre – papa pene più duro
E, non dimentichiamoci: anche più buono.
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14 dicembre – cercopiteco interpretazione sogni
Fiducia nelle facoltà intellettive del prossimo.

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Educazione civica.

13 giugno 2013

Sì, lo sappiamo, e probabilmente siamo ripetitivi, ma tant’è.

A chi, come noi, capita di frequentare spesso e volentieri le scogliere a sud di Livorno può succedere di imbattersi in diversi sacchetti di rifiuti, miliardi di bric di Estathé, centinaia di bottigliette di plastica, distese di fazzoletti di carta, milioni di cicche e pacchetti di sigarette e persino bottiglie di birra e/o vino, abbandonate sugli scogli stessi, pazientemente incastonate nelle insenature o lasciate nella vegetazione lungo le discese che portano al mare.

E tutto questo nonostante tutto il litorale sia disseminato di bidoni dell’immondizia e cassonetti, posti proprio in corrispondenza di dette discese.

Ad un osservatore malizioso, o a qualcuno che non abbia una vasta conoscenza della psicologia del popolo livornese, potrebbe sembrare che la popolazione labronica sia composta, in gran parte, da stupidi pezzi di merda, figli di troia, menefreghisti e ignoranti, che pensano di essere dei ribelli a fare il cazzo che gli pare mentre invece sono solo degli inutili stronzi viziati, bòni a ‘na sega e teste di cazzo.

Ma le cose non stanno così.

No, la colpa è, come sempre, senz’altro della politica, anzi, della kasta, del gruppo Bilderberg, delle scie chimiche e, in particolar modo, del Comune che non ha saputo informare e sensibilizzare la cittadinanza circa i metodi e i criteri della raccolta differenziata.

Ed ecco che, non sapendo dove collocare le varie tipologie di rifiuti, i nostri amati concittadini vanno in confusione e preferiscono lasciarli in giro a cazzo di cane, piuttosto che sbagliare contenitore e convivere il resto dei loro giorni con la vergogna che un simile errore comporta.

Per questo ci sentiamo in dovere di proporre, in loro aiuto, questo breve prontuario illustrato a una corretta differenziazione per lo smaltimento dei rifiuti.

Un aiuto alla cittadinanza e un servizio civile che speriamo venga divulgato il più possibile per educare e sensibilizzare quei pochi che ancora non sapessero come comportarsi.

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Altri suggerimenti riguardano le numerose cicche, che vi invitiamo a spegnervi sui coglioni e lasciare nel costume, fino a quando, di ritorno a casa vostra, potrete comodamente collocarle insieme alle ceneri di qualche vostro caro estinto; così come i sacchetti di spazzatura, che vi suggeriamo di portare a vostro padre che, impegnato a battere sull’Aurelia vestito da brasiliana, li smaltirà bruciandoli nel bidone termovalorizzatore che tiene sempre acceso, sia per riscaldarsi, sia per attirare i militari di Camp Darby.

Lo stesso discorso vale per i nostri amici pescatori che, dopo essersi svegliati di buon mattino, se ne fanno ritorno ai loro letti (già caldi d’amore, come scrive il poeta) lasciando schiere di galleggianti, esche, reti, lenze, ami e cazzi vari, sparsi per tutta la scogliera. Pensateci, amici: se vi fermate un attimo, e con un minimo impegno raccogliete quanto seminate in giro, vedrete che così facendo darete il tempo a chi vi chiava la consorte di andarsere con calma, dopo il caffè, senza correre il rischio di incrociarlo per le scale e rischiare magari anche le mani ner muso o la fanfara di scurregge da parte dell’intero condominio.

Invitiamo quanti – come noi – amano le nostre coste a stampare e diffondere questa segnaletica, a fare opera di persuasione e proselitismo nei confronti degli altri bagnanti, ma soprattutto ad assumere un comportamento, non pretendiamo civile, ma un po’ meno stronzo, ecco.

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Differenziamoci

12 agosto 2012

A chi, come noi, capita di frequentare spesso e volentieri le scogliere a sud di Livorno può succedere di imbattersi in diversi sacchetti di rifiuti, bric di Estathé, bottigliette di plastica, fazzoletti di carta, cicche e pacchetti di sigarette, bottiglie di birra e/o vino, abbandonate sugli scogli stessi, pazientemente incastonate nelle insenature o lasciate nella vegetazione lungo le discese che portano al mare.

E tutto questo nonostante tutto il litorale sia disseminato di bidoni dell’immondizia e cassonetti, posti proprio in corrispondenza di dette discese.

Ad un osservatore malizioso o a qualcuno che non abbia una vasta conoscenza della psicologia del popolo livornese, potrebbe sembrare che la popolazione labronica sia composta, in gran parte, da stupidi pezzi di merda, figli di puttana, menefreghisti e ignoranti, che pensano di essere dei ribelli a fare il cazzo che gli pare mentre invece sono solo degli inutili stronzi viziati e teste di cazzo.

Ma le cose non stanno così.

No, la colpa è, come sempre, senz’altro della politica, anzi, della Casta, come dicono i rivoluzionari da Facebook e, in particolar modo, del Comune che non ha saputo informare e sensibilizzare la cittadinanza circa i metodi e i criteri della raccolta differenziata.

Ed ecco che, non sapendo dove collocare le varie tipologie di rifiuti, i nostri amati concittadini vanno in confusione e preferiscono lasciarli in giro, piuttosto che sbagliare contenitore e magari inccorrere in una sanzione o, che so, una presa per il culo.

Per questo ci sentiamo in dovere di proporre questo prontuario illustrato a una corretta differenziazione e smaltimento dei rifiuti.

Un aiuto alla cittadinanza e un servizio civile che speriamo venga divulgato il più possibile per educare e sensibilizzare quei pochi che ancora non sapessero come comportarsi.

Altri suggerimenti riguardano le numerose cicche, che vi invitiamo a spegnervi sui coglioni e lasciare nel costume, fino a quando, di ritorno a casa vostra, potrete comodamente collocarle insieme alle ceneri di qualche vostro caro estinto; così come i sacchetti di spazzatura, che vi suggeriamo di portare a vostro padre, a battere sull’Aurelia vestito da brasiliana, che lo smaltirà bruciandolo nel bidone termovalorizzatore, che tiene sempre acceso per riscaldarsi e attirare i militari di Camp Darby.

Unisciti a noi e aiutaci a tenere Livorno pulita. O anche solo un po’ meno merdosa, via…

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E come l’anno scorso…

6 agosto 2012

…Sul mare col piattino.

Si è ripetuto anche quest’anno l’elegante appuntamento nelle cristalline acque di Calafuria (sì, lo sappiamo, siamo fissati, monotoni e ripetitivi, ma questo posto ci piace tantotanto; ripetete con noi: Calafuria, Calafuria, Calafuria), ove, in deroga a’ consigli di Luciano Onder, non abbiamo rispettato il termine di sei ore e mezzo per fare il bagno dopo i pasti ma, anzi, abbiamo consumato il pasto frugale direttamente in acqua.

Solo che per Lo Spuntino edizione 2012 abbiamo deciso di arricchire appena appena il menu.

Incuranti del lieve disprezzo provato dagli altri (ma soprattutto dalle altre) bagnanti, non ci siamo limitati ai tradizionali spaghetti sullo scoglio: per celebrare opportunamente il caldo, la bella stagione, le feste e l’allegro declino della nazione, con la sempre preziosa collaborazione e partecipazione di Simone Palmeri, abbiamo deciso di concederci qualcosina in più.

Questo il pranzetto.

È chiaro che un pasto conviviale non può esimere il bencreato dall’iniziare con un antipasto, giusto per stimolare l’appetito. In nome della vicinanza – anche nel disastro – con il popolo spagnolo, abbiamo optato per un gazpacho andaluso con crostini all’origano.

Pancia mia fatti capanna! Pensa ora il gentiluomo che si appresta a dare inizio al pranzo vero e proprio. E allora via agli spaghetti tonno, pomodoro e basilico.

 

Naturalmente, un buon pasto non può definirsi tale se non accompagnato da un vino scelto. Ecco allora che un Müller Thurgau ghiacciato, servito in eleganti calici in cristallo di Boemia, corre in soccorso delle gole assetate. Un plauso particolare alla deliziosa cameriera, Michela.

Arriva il momento della seconda portata. Per praticità, sobrietà e facilità nel trasporto, abbiamo optato per i gamberoni al guazzetto. Tuffati nel Müller Thurgau sono squisiti, ve lo assicuriamo.

E qui anche il gourmet più gagliardo comincia a sudare un pochino freddo. Il rischio è di fare come le seppie quando spruzzano il nero, ma la missione, per quanto ardimentosa dev’essere portata a compimento. E non c’è niente di meglio che la frutta di stagione, in questo caso pesche alla vodka, naturalmente a temperature artiche.

E con questo è tutto. Tutto? Ma no, no, c’è il dolce!

Una gustosa crema catalana – se non altro per proseguire nel solco di Italia-Spagna una faccia una razza – bella fredda, per addolcire la bocca e favorire l’eupepsia.

Anche se, ai fini di una perfetta digestione (per dire), il principe dei rimedi rimane sempre il caro, vecchio ponce alla livornese, servito bollente.

Appuntamento al prossimo anno!…

… o alla prossima settimana, con un altro menu della salute.

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Impegni inderogabili

11 luglio 2012

Sì, lo ammettiamo, da qualche giorno siamo un po’ più lenti del solito nell’aggiornare il sito.

Ma voi che ci conoscete da tanto tempo lo sapete, vero?

E anche voi che non ci conoscete abbastanza è ora che ne siate messi al corrente.

Abbiamo anche altri impegni.

Tipo questi:

Nella foto: Spiderman e Hobgoblin, sugli scogli del Romito (Li).

 

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Brunch

25 agosto 2011

Pausa pranzo.

Ma stiamo lavorando per voi.

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Ferie d’agosto.

9 agosto 2011

Sì, quest’anno come milioni di negozi, stabilimenti, parlamenti e servizi pubblici, anche noi chiudiamo per ferie.

E’ inutile stare giornate davanti al computer, con le palle sudate e il giramento di coglioni in attesa di cliccare su Vulvatube.com a scrivere cose che leggeranno solo pochi sfortunati, seduti davanti al computer, con le palle sudate e il giramento di coglioni, in attesa di cliccare su Vulvatube.com.

Eh, no!

Non faremo questo sbaglio!

La movida estiva ci esige sfrontati protagonisti e la nostra ribelle, oltraggiosa e bruciante gioventù ci porta a tuffarci nelle notti estive, senza rispettare alcun limite di decenza o di morigeratezza.

Sognateci, dunque, protagonisti di un servizio di Studio Aperto o del Tg2, pronti a gridare frasi senza senso o insopportabili cori da stadio, sollevando coloratissimi e sudati cocktails, saltellando di qua e di là per inseguire ogni movimento della telecamera, mentre la voce fuori campo della capricciosa ganza del direttore di testata, cerca di vendere quello squallore come una situazione invidiabile.

Oppure, immaginateci interpreti di uno dei soliti servizi a cazzo dei Tg estivi, sulle città deserte che è bello riscoprire sotto il sole – il seccamerde – d’agosto, mentre ci rinfreschiamo la testa sotto una fontanella o gustiamo un gelato stracciatella, pinolata e guano di piccione, girando in canottiera in Piazza della Repubblica.

Insomma, pensate quello che vi pare, tanto saremo a Calafuria e vi si va ner culo (e porto 6)!

 

Baci.

P.S. Dopo Ferragosto vi metteremo al corrente di grandi e succose novità delle quali, naturalmente, v’importerà una sega, tanto riguardano noi e i nostri lavori.

P.P.S. Tornati da Calafuria, con ancora il sale sulla pelle e i culi negli occhi, ci mettiamo ogni pomeriggio a lavorare su Nirvana.

Vale la pena tanto sagrificio? Sì, indubbiamente.

E quando lo leggerete, capirete perché.

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Nirvana.

14 luglio 2011

Qui si lavora, cari cosi!

 

Siamo a metà luglio e fa un caldo della madonna!

Beati quelli che tra voi sono già in vacanza o che ci andranno presto. Noi, sotto il pesante giogo del contratto di ferro firmato con Panini Comics per Nirvana, non possiamo prenderci neanche un giorno di riposo e qui, nell’operosa Livorno, quella che sta passando sarà per entrambi un’estate all’insegna del duro lavoro.

Il fatto che da giugno a settembre la sede del nostro ufficio coincida con gli scogli di Calafuria o delle Vaschine (vedi foto sopra) e che comunque ci divertiamo da morire a scrivere e disegnare Nirvana, è una questione del tutto irrilevante che non deve travisare l’immagine di un team di alacri operai del fumetto.

Come diceva Conrad, “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”

Ma proviamo a dare qualche informazione in più sul progetto, magari rispondendo pubblicamente a qualche domanda che ci siamo sentiti fare o che ci è stata inviata via email.

 

Quando uscirà e quanti episodi saranno?

Nirvana sarà una miniserie di 6 numeri (a cadenza bimestrale, per alternarsi con Rat-Man) con episodi di 46 pagine. Il resto dell’albo non sarà occupato da pubblicità, tonnellate di posta, concorsi per i lettori o da altri stratagemmi per prendere spazio e riempire pagine al solo scopo di dare un minimo di spessore all’albo e differenziarlo dai cataloghini di Mediaworld. Nel resto di ogni albo, dopo l’episodio ci saranno altri contenuti, tutti realizzati da noi, sempre inerenti alla storia che li precede. Cose tipo ritagli di giornale con notizie circa gli sviluppi degli accadimenti narrati, documenti riservati dei personaggi, biglietti omaggio, sagome da ritagliare, false pubblicità, retroscena, quiz, pagine di diario, ricette, istruzioni, etc…

L’anteprima è prevista per la fine di ottobre a Lucca Comics e sarà anticipata da un numero zero, così per rendere un po’ l’idea di cosa vi aspetta, che dovrebbe uscire in occasione di Romics.

Quindi, uscirà nelle edicole e nelle fumetterie di tutta Italia (e ci sarà davvero, quindi niente più moccoli – che fanno piangere la madonna – ed email – che fanno smoccolare noi e, di conseguenza, piangere la madonna – perché non riuscite a trovare i nostri fumetti) e costerà dai 2 ai 3 euri. Un affarone, dateci retta!

Gli episodi saranno autoconclusivi ma, insieme ai personaggi, seguiranno un unico macrosviluppo che collegherà la miniserie dal numero zero al numero sei, attraverso tutta una serie di misteri, rivelazioni, colpi di scena e minchiate disumane.

Altro?

No, per ora, no, per oggi crediamo possa bastare.

Le prossime domande, alle quali risponderemo tra un mesetto, saranno:

Nirvana sarà un nuovo Ratman?

Nirvana sarà più annacquato di Don Zauker?

Nirvana sarà anche una serie su AXN?

Nirvana piacerà al Santo Padre e a Renzo Bossi?

Nirvana contribuirà a dare una migliore impressione dell’Italia agli occhi delle più autorevoli agenzie di rating?

 

E tante altre ancora…

Ora scusateci, torniamo al lavoro.

No, ma anche se abitassimo a Lumezzane sarebbe lo stesso. Il lavoro è lavoro.

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