Educazione civica.

13 giugno 2013

Sì, lo sappiamo, e probabilmente siamo ripetitivi, ma tant’è.

A chi, come noi, capita di frequentare spesso e volentieri le scogliere a sud di Livorno può succedere di imbattersi in diversi sacchetti di rifiuti, miliardi di bric di Estathé, centinaia di bottigliette di plastica, distese di fazzoletti di carta, milioni di cicche e pacchetti di sigarette e persino bottiglie di birra e/o vino, abbandonate sugli scogli stessi, pazientemente incastonate nelle insenature o lasciate nella vegetazione lungo le discese che portano al mare.

E tutto questo nonostante tutto il litorale sia disseminato di bidoni dell’immondizia e cassonetti, posti proprio in corrispondenza di dette discese.

Ad un osservatore malizioso, o a qualcuno che non abbia una vasta conoscenza della psicologia del popolo livornese, potrebbe sembrare che la popolazione labronica sia composta, in gran parte, da stupidi pezzi di merda, figli di troia, menefreghisti e ignoranti, che pensano di essere dei ribelli a fare il cazzo che gli pare mentre invece sono solo degli inutili stronzi viziati, bòni a ‘na sega e teste di cazzo.

Ma le cose non stanno così.

No, la colpa è, come sempre, senz’altro della politica, anzi, della kasta, del gruppo Bilderberg, delle scie chimiche e, in particolar modo, del Comune che non ha saputo informare e sensibilizzare la cittadinanza circa i metodi e i criteri della raccolta differenziata.

Ed ecco che, non sapendo dove collocare le varie tipologie di rifiuti, i nostri amati concittadini vanno in confusione e preferiscono lasciarli in giro a cazzo di cane, piuttosto che sbagliare contenitore e convivere il resto dei loro giorni con la vergogna che un simile errore comporta.

Per questo ci sentiamo in dovere di proporre, in loro aiuto, questo breve prontuario illustrato a una corretta differenziazione per lo smaltimento dei rifiuti.

Un aiuto alla cittadinanza e un servizio civile che speriamo venga divulgato il più possibile per educare e sensibilizzare quei pochi che ancora non sapessero come comportarsi.

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Altri suggerimenti riguardano le numerose cicche, che vi invitiamo a spegnervi sui coglioni e lasciare nel costume, fino a quando, di ritorno a casa vostra, potrete comodamente collocarle insieme alle ceneri di qualche vostro caro estinto; così come i sacchetti di spazzatura, che vi suggeriamo di portare a vostro padre che, impegnato a battere sull’Aurelia vestito da brasiliana, li smaltirà bruciandoli nel bidone termovalorizzatore che tiene sempre acceso, sia per riscaldarsi, sia per attirare i militari di Camp Darby.

Lo stesso discorso vale per i nostri amici pescatori che, dopo essersi svegliati di buon mattino, se ne fanno ritorno ai loro letti (già caldi d’amore, come scrive il poeta) lasciando schiere di galleggianti, esche, reti, lenze, ami e cazzi vari, sparsi per tutta la scogliera. Pensateci, amici: se vi fermate un attimo, e con un minimo impegno raccogliete quanto seminate in giro, vedrete che così facendo darete il tempo a chi vi chiava la consorte di andarsere con calma, dopo il caffè, senza correre il rischio di incrociarlo per le scale e rischiare magari anche le mani ner muso o la fanfara di scurregge da parte dell’intero condominio.

Invitiamo quanti – come noi – amano le nostre coste a stampare e diffondere questa segnaletica, a fare opera di persuasione e proselitismo nei confronti degli altri bagnanti, ma soprattutto ad assumere un comportamento, non pretendiamo civile, ma un po’ meno stronzo, ecco.

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Gli Fantasmi (cit.)

20 febbraio 2011

Piccolo cadeau per chi non abita a Livorno.

Oggi, nell’anno 2011 dell’Era Volgare, il Tirreno – non il Vernacoliere: il Tirreno – concede il primo titolo a questa cosina qui.

2011.

Livorno.

“Chiamato l’esorcista”.

Ora, sapete, noi si ruzza, si fa per divertirsi. Questi son seri, son seri, ragazzi.

È concorrenza sleale!

***

Da notare, a margine, che a Livorno le polemiche vengon fatte per le siepine tagliate a zero, poverine, non perché sotto il buco del culo abbiamo il più grande arsenale dell’esercito statunitense fuori dal territorio USA.

O anche solo perché il Tirreno pubblica locandine simili.

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