Confessioni di due menti pericolose

12 aprile 2014

CocomeroTempo fa, alcuni nostri amici, persone che stimiamo e delle quali ci fidiamo, ci hanno parlato del progetto di Buongiorno Livorno. Dopo qualche perplessità iniziale, ci siamo convinti a firmare il loro manifesto e aderire così al progetto, esattamente come tanti altri livornesi. Non staremo qui a perorare nessuna causa, né a spiegare perché lo abbiamo fatto. La situazione di degrado sociale, morale, occupazionale e culturale della nostra città ci sembra sia così evidente da non necessitare di alcuna, ennesima, spiegazione. Abbiamo aderito a Buongiorno Livorno perché è un movimento nato da persone che, come noi, pensano che in questo modo non si possa più andare avanti.

Siamo alla frutta, bimbi.

A Livorno sono secoli che regna incontrastato un gruppo di potere che ha le proprie radici nel vecchio PCI (che in fondo è nato qui) ma che non si sa più cosa sia diventato ora.
Anzi, lo sappiamo anche troppo bene, perché quando una forza progressista (ammesso che il PDS/DS/PD lo sia mai stata, e su questo abbiamo forti dubbi) governa incontrastata da decenni, diventa per evoluzione naturale una forza conservatrice e autoconservatrice il cui principale interesse diviene, appunto, la conservazione del potere e, in secondo luogo, la spartizione dei privilegi che esso porta con sé.

Per questo abbiamo salutato con favore la nascita di un movimento alternativo e spontaneo di livornesi che, mettendo in gioco le competenze di ciascuno, sperano di riuscire a cambiare lo stato delle cose, ben consapevoli che sarà difficilissimo, perché occorrerà innanzitutto riuscire a cambiare la mentalità di tante persone, oltre che mettere noi stessi in discussione.

Da parte nostra abbiamo sempre avuto la presunzione di aver contribuito, nel nostro piccolo, a sviluppare un certo pensiero o un certo modo di vedere le cose, tramite le nostre opere, scritte o a fumetti, i nostri spettacoli e tutto quello che facciamo e che abbiamo fatto, dalla lunghissima collaborazione col Vernacoliere, fino ad oggi.

Essendo la cosa che crediamo ci riesca meglio, siamo più che convinti che il nostro compito debba limitarsi a questo. Raccontare il nostro modo di vedere il mondo, stimolare discussioni e altri punti di vista, suggerire nuove strade poco battute e farlo bene, in una forma divertente e possibilmente nuova e coraggiosa. Perché in certi casi, come si sa, la forma è sostanza.

Questo per dire che quando il comitato direttivo ci ha contattato e chiesto di entrare nella lista dei candidati per il consiglio comunale, siamo letteralmente caduti dalle nuvole.

E abbiamo ovviamente rifiutato.

Loro hanno insistito e noi abbiamo di nuovo rifiutato. Alla terza volta, anche se con molti dubbi e perplessità, abbiamo ceduto. E lo abbiamo fatto perché riteniamo che la posizione di coloro che criticano tutto a prescindere sia, a un certo punto, una situazione di comodo. Abbiamo sparato ai quattro venti tavole e articoli ferocissimi, su questo o quell’altro argomento, pensando ad altre realtà possibili; ora che molti dei nostri punti irrinunciabili li ritroviamo in questo movimento, ci sembra da vigliacchi tirarsi indietro, o almeno farlo dopo che ci è stato espressamente e fortemente chiesto di partecipare. Anche perché se tutti quelli che pensano di aver qualcosa da dire, si tirano indietro, alla fine chi ci rimane? Gli stessi di sempre, gli amici degli stessi di sempre, i parenti degli stessi di sempre e i soci degli stessi di sempre.

Insomma, saremo candidati come consiglieri comunali nelle liste di Buongiorno Livorno per il comparto Cultura e Spettacolo; l’annuncio ufficiale verrà fatto oggi ma ci tenevamo a dirlo qui su DZ.it per correttezza nei confronti di voi lettori. Il sito e tutte le altre nostre attività continueranno come se nulla fosse, e non useremo niente di tutto ciò per parlare di questa cosa o per fare campagna elettorale, ma ci sembrava giusto farvelo sapere.

Sì, il rischio di creare un brutta copia (ammesso che sia possibile farne una peggiore) del M5S c’è e ne abbiamo tenuto conto, però le basi di partenza sono migliori (per dire, col cazzo che vanno bene anche quelli di Casa Pound, e altrettanto col cazzo che prenderemo ordini da un capo assoluto), le persone con cui abbiamo parlato sono intelligenti e competenti e comunque, per quello che servirà, terremo gli occhi apertissimi.

E il culo riparato.

Ogni in bocca al lupo o vaffanculo è ben accetto.

Emiliano Pagani e Daniele Caluri

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La semina e il raccolto

14 dicembre 2011

Come saprete, oggi il leader di estrema destra Maurizio Boccacci, più altri 4 amichetti del circolo di uncinetto denominato “Militia” sono stati arrestati con le accuse di “associazione per delinquere finalizzata alla diffusione di idee fondate sull’odio razziale, apologia del fascismo, incitamento alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici e religiosi“.

Il simposio di filantropi, ammiratori di Hitler e autori di insulti e minacce alla comunità ebraica, sono stati raggiunti dal provvedimento dopo un’indagine iniziata nel 2010 e condotta dalle forze dell’ordine nella rete fognaria di Roma, nei pozzi neri, nelle latrine delle caserme e negli scarichi degli allevamenti suini.

Cosa c’insegna tutto ciò?

1 – Che i reati suddetti, evidenziati in grassetto, valgono solo per la comunità ebraica, mentre per quella islamica non hanno applicazione.

2 – Che i reati suddetti, evidenziati in grassetto, valgono solo per i militanti di Militia, mentre ex Ministri dell’Interno, ex Ministri delle Riforme, ex Ministri della Semplificazione, europarlamentari grassi possono sproloquiare quanto cazzo vogliono, tanto al limite sparano a tre o quattro negri e si proclama il lutto condiviso.

3 – Che la diffusione di idee violente e disumane porta a gesti violenti e disumani.

4 – Che tutto l’odio, l’indifferenza, l’ignoranza e l’aggressività seminate in questi anni daranno i loro frutti negli anni a venire.

5 – Che, in fondo, c’è ancora pieno zeppo di stronzoli.

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