Inside Joke!

15 aprile 2013

Tavola 9. Da leggere tra la 8 e la 10. Non si sa mai...

Tavola 9. Da leggere tra la 8 e la 10. Non si sa mai…

Tavola 28. Da leggere dopo la 27 e prima della 29 che, per inciso, è quella qui sotto.

Tavola 28. Da leggere dopo la 27 e prima della 29 che, per inciso, è quella qui sotto.

Ed eccola qui, la tavola 29.

Ed eccola qui, la tavola 29.

E ora, con un bel salto temporale, voliamo dritti a tavola 40, quella che sta tra la 39 e la 41.

E ora, con un bel salto temporale, voliamo dritti a tavola 40, quella che sta tra la 39 e la 41.

Chi tra voi abbia acquistato, dopo tanto penare, una copia dell’episodio n°8 di Nirvana, dal titolo “Nella mia ora di libertà” nel leggerlo ansiosamente, avrà notato qualcosa di strano nello sviluppo della storia.

  • Se non vi siete accorti di niente, potete anche smettere di leggere questo post e andare a cliccare “mi piace” sulle foto di qualche gattino al tramonto.
  • Se vi sembra che qualcosa non torni ma pensate che si tratti di un nostro espediente narrativo che, come spesso succede, segue un percorso non convenzionale, potete anche smettere di leggere e andare a cliccare “mi piace” sulle foto di noi due al mare, al tramonto, con un gattino.
  • Se vi sembra che qualcosa non torni e pensate che si tratti di una stronzata, continuate a leggere, perché avete ragione. Fanculo i gattini!

 

Sì, nel numero 8 di Nirvana sono presenti le pagine 9; 28; 29 e 40 del numero 6.

Com’è possibile?

Mistero.

Diciamo subito che, senza chiamare in causa Giacobbo, i templari, il Chupacabra e i cerchi nel grano, si tratta molto più semplicemente di una bella cazzata, della quale noi e Panini vi chiediamo scusa.

Come sia potuto succedere è una cosa che stiamo cercando di capire, ma non è questo il punto che più ci interessa.

Il punto è che mentre, con il capo cosparso di cenere, chiediamo scusa a tutti quelli che hanno acquistato Nirvana 8, abbiamo pensato, congiuntamente con Panini, a cosa fare per rimediare, per quanto possibile, a questo casino.

Ci piacerebbe dirvi di accaparrarvi le copie con le pagine sbagliate, perché in futuro acquisiranno valore, ma per far questo dovremmo essere sicuri che una simile stronzata non si ripeterà più.

Quindi?

Facciamo così: Panini procederà alla ristampa di Nirvana 8 e noi vi garantiamo lo stesso che una cosa del genere non si ripeterà più. Voi intanto evitate di prendere le copie fallate e cercate di perdonarci.

Un’ultima precisazione: PaniniComics, tramite il distributore Pan, rilascerà presto un comunicato con precise informazioni su modi e tempi di sostituzione delle copie sbagliate presso la propria fumetteria di fiducia.

 

 Che l’Ippopotamo Stefano ci aiuti.

P.S.  Per motivi di formattazione del sito, le pagine si vedono meglio qui.

P.P.S.  Le pagine di cui sopra verranno comunque stampate anche all’interno di Nirvana 9 in un apposito spazio e non a cazzo di cane, com’è successo per Nirvana 8.

P.P.P.S Qui le trovate in formato pdf.

 

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Corona.

25 gennaio 2013

Corona

Semplice, semplice…

E con lui, anche tutti quelli che continuano a parlarne.

Noi compresi.

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Quando c’era lui.

31 maggio 2012

“Da oggi mi sento anch’io cittadino di Mirandola!”

“Ho già visto sull’internèt una bellissima villa che ho intenzione di acquistare, a Crevalcore.”

“Il governo si organizzerà quanto prima per ricostruire tutti i campi da golf!”

“E anche un grandissimo Casinò!”

“L’Emilia verrà ricostruita in due settimane e sarà nominata regione a sé. Fanculo la Romagna!”

“Organizzeremo il prossimo G8 a Modena, il Festival di Sanremo a Nonantola e il Gran Premio di Monza, a Sassuolo.”

“Andate al mare, è estate. Paga lo Stato. Prendetevi un periodo di risposo mentre ricostruiremo tutto. E chi sta nelle tendopoli, lo prenda come un weekend in campeggio.”

“Offrirò le mie case agli sfollati. Dovranno dividersele con le troie.”

“Ridipingeremo le facciate con colori pastello, tipo Portofino.”

“Proporremo la Tigella per il Premio Nobel.”

“L’opera di ricostruzione sarà più facile nei piccoli paesi, dove potremo abbattere tutto e far ricostruire ai miei amici e a quelli di Bertolaso.”

“Gagliardi e Piscicelli smettetela di ridere, che mi vien da ridere anche a me…”

“L’Emilia è una persona viva, respira in modo autonomo e potrebbe anche avere un figlio”

“E poi, diciamolo: meglio terremotato che gay”.

“Il sisma ? Una culona inchiavabile!”

“Ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, ormai lontane nel tempo, e utilizzato una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora Sisma”

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Heaven’s Bells

20 ottobre 2010

Amici mia,

come avrete senz’altro letto, in mezzo al solito squallidume iperamplificato dai media (per nasconderne di ben più grosso), ancora una volta la SMC SpA ha saputo superare se stessa: finalmente anche la terra dei canguri, degli aborigeni e degli AC/DC ha una santa tutta sua da pregare, celebrare e, perché no, accusare delle peggiori nequizie. E scusate se è poco.

Certo, diranno i soliti saputelli, ci sono già decine di migliaia di santi cui affidare i nostri progetti più ambiziosi. Cosa c’è di così sorprendente?

È presto detto: la motivazione della santificazione di Suor Koala.

La santa che viene dalla land down under è infatti stata pioniera della lotta ai preti pedofili.

Ecco, ora chiudete gli occhi, rilassatevi (con la patta chiusa), e riassaporate questo meraviglioso corto-circuito logico escogitato dai nostri buontemponi in gonnella.

Praticamente è stato deciso di premiare con speciali superpoteri (e.g. far uscire i numeri al lotto, far guarire dall’unghia incarnita, far sparire un terribile raffreddore, etc.) una donna che aveva cercato di evitare che dei frustoni frustrati mettessero le mani addosso a pargoli inermi. E poco importa se per fare questo non ci sia bisogno di santi, ma di poliziotti, pubblici ministeri e giudici.

Per la cronaca, gli stessi frustoni frustrati ora la premiano dopo aver in più casi coperto abusi simili, e dopo averla all’epoca ostacolata nella sua opera di denuncia al punto da scomunicarla.

Praticamente hanno santificato, dopo averla messa in vita in condizioni di non nuocere, chi cercava di risolvere un problema che loro stessi hanno creato e che da centinaia di anni non hanno alcuna intenzione di risolvere. Geniali, no?

Ora però non fraintendetemi, non ho assolutamente nulla contro la povera Suor Lotta Rosie, di cui apprezzo molto l’impegno profuso tramite l’ordine da lei stessa fondato delle Sorelle di San Giuseppe del Sacro Cuore. Già solo il nome di questa allegra combriccola di misofalliche ispira compatimento misericordioso.

Infine, permettetemi un’ultima considerazione.

Laddove l’Italia, un tempo patria del turismo, perde sempre più appeal al punto che persino il ministro del turismo passa le sue vacanze altrove, la santificazione di Suor Cangura ha portato a Roma oltre 6.000 australiani, che insieme ai supporter degli altri vincenti o piazzati della domenica hanno fatto registrare circa 50.000 presenze nella capitale.

Sulla base di questi numeri, eloquenti nella loro oggettività, qualcuno ha ancora il coraggio di non considerare la chiesa come una risorsa del Belpaese?

Vs.

Santrine

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