Amiamo il nostro Paese e abbiamo fiducia nel futuro (circa).
In caso di crisi
16 luglio 2010
Pomi(gliano) della discordia.
15 giugno 2010
Finalmente una prova di forza e di coraggio del sindacato: firmare un accordo osceno, senza neanche aspettare la prima vittoria dell’Italia, ai mondiali.
Bravi!
20/09/1870
9 maggio 2010
Ancora oggi, a distanza di un mese, riceviamo apprezzamenti, lodi e scappellamenti (ehm) per aver messo in circolazione il video sull’8×1000. La cosa ci fa indubbiamente piacere; finché si può fare del bene si è sempre lieti e soddisfatti.
Il video è stato linkato anche dagli amici di Metilparaben, che oggi ci ripassano la palla, segnalandoci una lettera che Mario Staderini dei Radicali Italiani ha indirizzato al sempre brillante ministro Giulio Tremonti, e tramite la quale chiede lumi all’elegantissimo ragioniere circa l’utilizzo che verrà fatto dalla quota dell’8×1000 di quest’anno. Cioè, chiede di poter sapere in anticipo a quali opere questa marea di milioni verrà destinata.
Quivi il post e il pdf.
Nel nostro piccolo, ci permetteremmo di aggiungere anche un paio di postille alle richieste pel ministro. Roba tutto sommato banale, del tipo:
- visti gli attuali tempi di gravissima crisi economica, difficoltà di sopravvivenza per decine di migliaia di famiglie, e a prescindere dalle convinzioni religiose di ciascuno, ritiene ancora opportuno vampirizzare ulteriormente il popolo italiano, anziché riconsiderare un patto siglato fra la Santa sede e, dapprima uno squallido dittatore romagnolo, e in un secondo tempo, un criminale morto latitante?
- Visto che gli ambienti della ricerca, nel nostro Paese, se la passano un tantino peggio rispetto a quelli ecclesiastici, non sarebbe il caso di lasciare libertà ai soli fedeli di finanziare la CEI, anche con più dell’8×1000 se lo ritengono opportuno, e permettere a tutti gli altri di scegliere a chi e cosa destinare la propria quota?
La prego, ministro, ci risponda.
Nonostante troviamo il suo eloquio insopportabile, i suoi argomenti fasulli e la sua voce veramente fastidiosa, noi la ascolteremo; promesso.
Non la lasceremo da solo, come hanno fatto i suoi colleghi parlamentari, giorni fa, quando stava riferendo in aula le misura da intraprendere circa la crisi economica.
Siamo persone serie, noi.
L’isola che non c’è.
3 maggio 2010
La Sardegna affonda.
E questo nonostante il governatore Cappellacci – figlio di un commercialista di Berlusconi e da Berlusconi fortemente voluto alla guida della regione – abbia mantenuto la sua promessa di abolire la tassa sul lusso voluta dal precedente governatore Soru.
Ma, si sa, c’è stata la crisi mondiale, il crac della Lehman Brothers, l’undici settembre, le gufate dei Maya, il vulcano islandese, i mondiali di calcio, le profezie di Nostradamus, il blocco del traffico, i moti carbonari, calciopoli, il terremoto in Abruzzo, i processi del premier, Avatar e, per di più, domenica ha messo pioggia.
Sinceramente, in queste condizioni, più di così, cosa avrebbero potuto fare?
Sì, oddio, forse qualcosa, a pensarci bene, qualcosa verrebbe in mente, però non sarebbe carino scriverlo, ecco.
Tutto qui.













