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Annuntio vobis gaudium magnum.

29 settembre 2014

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E questo, solo per gradire.

A breve vi martelleremo a dovere su cosa, quando, come e soprattutto perché.

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L’atelier

20 maggio 2014

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Usciva* oggi, per la rubrica #tavolidadisegno di Fumettologica, il servizio sullo studio sull’atelier Flodo De Cardan, in cui lavora Paguri 1.

Entrate anche voi nell’antro che vede nascere tante belle storie da mandare a memoria e da leggere a nonne focolarine e prole chierichetta!

 

* Il nostro consulente d’immagine, per oggi, invita all’uso dell’imperfetto.

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Zuzzurelloni poliedrici

13 maggio 2014

La-gabbia

Attenzione, attenzione.

Domani, 14 maggio ’14, troverete in edicola La gabbia, un bel thrillerone claustrofobico, che Paguri 1 ha realizzato su sceneggiatura di Paola Barbato fra un numero di Nirvana e l’altro. Una storia maledettamente difficile da disegnare per diversi aspetti che non stiamo qui a elencare, ma che Paola ha agevolato dandomi la totale libertà d’interpretazione. Non è cosa da poco, vi assicuro.

È anche una storia che si discosta appena appena dal genere che di solito cercano i frequentatori di questo sito. Per questo ve la propongo. Nel caso v’incuriosisca e la vogliate leggere, ogni opinione è più che gradita.

Paguri 1

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Confessioni di due menti pericolose

12 aprile 2014

CocomeroTempo fa, alcuni nostri amici, persone che stimiamo e delle quali ci fidiamo, ci hanno parlato del progetto di Buongiorno Livorno. Dopo qualche perplessità iniziale, ci siamo convinti a firmare il loro manifesto e aderire così al progetto, esattamente come tanti altri livornesi. Non staremo qui a perorare nessuna causa, né a spiegare perché lo abbiamo fatto. La situazione di degrado sociale, morale, occupazionale e culturale della nostra città ci sembra sia così evidente da non necessitare di alcuna, ennesima, spiegazione. Abbiamo aderito a Buongiorno Livorno perché è un movimento nato da persone che, come noi, pensano che in questo modo non si possa più andare avanti.

Siamo alla frutta, bimbi.

A Livorno sono secoli che regna incontrastato un gruppo di potere che ha le proprie radici nel vecchio PCI (che in fondo è nato qui) ma che non si sa più cosa sia diventato ora.
Anzi, lo sappiamo anche troppo bene, perché quando una forza progressista (ammesso che il PDS/DS/PD lo sia mai stata, e su questo abbiamo forti dubbi) governa incontrastata da decenni, diventa per evoluzione naturale una forza conservatrice e autoconservatrice il cui principale interesse diviene, appunto, la conservazione del potere e, in secondo luogo, la spartizione dei privilegi che esso porta con sé.

Per questo abbiamo salutato con favore la nascita di un movimento alternativo e spontaneo di livornesi che, mettendo in gioco le competenze di ciascuno, sperano di riuscire a cambiare lo stato delle cose, ben consapevoli che sarà difficilissimo, perché occorrerà innanzitutto riuscire a cambiare la mentalità di tante persone, oltre che mettere noi stessi in discussione.

Da parte nostra abbiamo sempre avuto la presunzione di aver contribuito, nel nostro piccolo, a sviluppare un certo pensiero o un certo modo di vedere le cose, tramite le nostre opere, scritte o a fumetti, i nostri spettacoli e tutto quello che facciamo e che abbiamo fatto, dalla lunghissima collaborazione col Vernacoliere, fino ad oggi.

Essendo la cosa che crediamo ci riesca meglio, siamo più che convinti che il nostro compito debba limitarsi a questo. Raccontare il nostro modo di vedere il mondo, stimolare discussioni e altri punti di vista, suggerire nuove strade poco battute e farlo bene, in una forma divertente e possibilmente nuova e coraggiosa. Perché in certi casi, come si sa, la forma è sostanza.

Questo per dire che quando il comitato direttivo ci ha contattato e chiesto di entrare nella lista dei candidati per il consiglio comunale, siamo letteralmente caduti dalle nuvole.

E abbiamo ovviamente rifiutato.

Loro hanno insistito e noi abbiamo di nuovo rifiutato. Alla terza volta, anche se con molti dubbi e perplessità, abbiamo ceduto. E lo abbiamo fatto perché riteniamo che la posizione di coloro che criticano tutto a prescindere sia, a un certo punto, una situazione di comodo. Abbiamo sparato ai quattro venti tavole e articoli ferocissimi, su questo o quell’altro argomento, pensando ad altre realtà possibili; ora che molti dei nostri punti irrinunciabili li ritroviamo in questo movimento, ci sembra da vigliacchi tirarsi indietro, o almeno farlo dopo che ci è stato espressamente e fortemente chiesto di partecipare. Anche perché se tutti quelli che pensano di aver qualcosa da dire, si tirano indietro, alla fine chi ci rimane? Gli stessi di sempre, gli amici degli stessi di sempre, i parenti degli stessi di sempre e i soci degli stessi di sempre.

Insomma, saremo candidati come consiglieri comunali nelle liste di Buongiorno Livorno per il comparto Cultura e Spettacolo; l’annuncio ufficiale verrà fatto oggi ma ci tenevamo a dirlo qui su DZ.it per correttezza nei confronti di voi lettori. Il sito e tutte le altre nostre attività continueranno come se nulla fosse, e non useremo niente di tutto ciò per parlare di questa cosa o per fare campagna elettorale, ma ci sembrava giusto farvelo sapere.

Sì, il rischio di creare un brutta copia (ammesso che sia possibile farne una peggiore) del M5S c’è e ne abbiamo tenuto conto, però le basi di partenza sono migliori (per dire, col cazzo che vanno bene anche quelli di Casa Pound, e altrettanto col cazzo che prenderemo ordini da un capo assoluto), le persone con cui abbiamo parlato sono intelligenti e competenti e comunque, per quello che servirà, terremo gli occhi apertissimi.

E il culo riparato.

Ogni in bocca al lupo o vaffanculo è ben accetto.

Emiliano Pagani e Daniele Caluri

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Gli altri siamo noi.

10 ottobre 2013

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Come annunciato dall’edizione fiorentina di Repubblica.it, sabato 12 ottobre saremo ospiti del Pisa Internet Festival, impegnati in un dibattito sul tema: “Pisa vs Livorno. I temi che uniscono e dividono”.

L’incontro si terrà alle ore 15.00 al cinema teatro Lux, in piazza Santa Caterina a Pisa, e vi parteciperanno in qualità di ospiti il professor Dino Pedreschi, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi e lo scrittore Marco Malvaldi, più, come riporta il solerte quotidiano: altri ospiti.

Ora, messa così parrebbe che il palco sarà pieno stivato, e fare un elenco di tutti coloro che interverranno avrebbe richiesto tempo ed energie all’operosa redazione.

Ma no, amici, quell’ampio e generico sottoinsieme comprende solo noi due: Emiliano Pagani e Daniele Caluri. E dato che purtroppo, nonostante i tentativi nel trucco e nell’acconciatura, non somigliamo neanche lontanamente a Lindsay Lohan e Rihanna (o Matteo Renzi), non possiamo godere del brivido dell’essere anche solo menzionati sul popolare foglio scandalistico.

Tsk, tsk, dobbiamo metterci più impegno: da oggi dieta vegana, camicia bianca, fitness estremo e creme antirughe, ma anche problemi di alcolismo e botte dalle compagne. Sì, potremo farcela!

 

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A Prato

10 settembre 2013

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Con mostra di tavole (anche) di Paguri1: Don Zauker, Nirvana, Luana, Dylan Dog, Martin Mystère, Fava di Lesso.

Sabato e Domenica.

Venivàsteci.

 

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Gita in provincia

3 ottobre 2012

Sabato 06 ottobre, dalle ore 11;30, alle 13;00 saremo lieti ospiti del Pisa Internet Festival, presso il Polo Carmignani, in piazza dei Cavalieri, a Pisa, provincia di Livorno.

Colà, nelle vicinanze di quella Scuola che sforna emigranti geniali, il prof. Matteo Stefanelli modererà una discussione dal titolo “Umorismo in rete” e, insieme a noi, dovrebbe esserci anche Pierz.

 

La convocazione da parte di Matteo ci fa molto piacere, anche perché il Pisa Internet festival è una cornice prestigiosa. Ma vogliamo essere stronzi fino in fondo, e chiederci il perché della nostra chiamata alle armi.

Illazione maliziosa n.1: perché siamo quelli che abitano più vicino e gli costava meno organizzare la trasferta.

Illazione maliziosa n.2: altri, più in voga in questo momento (e sinceramente più adatti), hanno rifiutato.

 

Siamo due bastardi ingrati? No, anzi (cioè, sì, spessissimo, ma non in questo caso); il fatto è che non possiamo fare a meno di ammettere candidamente che la nostra attività su internet si limita a ben poco, se consideriamo i molteplici utilizzi che della rete si può fare se si vuole ottenere visibilità. Se abbiamo tempo (sempre meno) scriviamo qualche post commentando questo o quel fatto di cronaca, o tutt’al più aggiornando i lettori sulle nostre nuove pubblicazioni o i nostri appuntamenti, come in questo caso.

Non crediamo di essere “fenomeni da internet” come molti altri, soprattutto negli ultimi anni.

E usiamo l’espressione “fenomeni da internet” in senso assolutamente positivo, si badi bene. Alcuni nostri amici e persone che stimiamo lo sono.

Noi no, non ne siamo in grado e, a dirla tutta, non ne abbiamo il tempo, l’interesse, la voglia e le energie.

Tutto qui.

Non abbiamo nemmeno una pagina Facebook, figuriamoci (Gasparri direbbe che non siamo nessuno), se escludiamo le pagine di Don Zauker e quella di Nirvana, che servono solo come reindirizzamento automatico dei pezzi pubblicati sui due siti.

La nostra inderogabile vecchiaia ci fa persistere a fare fumetti (fumetti pubblicati su carta); lo facciamo da 25 anni e non abbiamo mai pubblicato niente su internet.

Niente.

Non facciamo a gara a commentare ogni cazzata su Facebook, o su Twitter, in tempo reale.

Non raccontiamo i cazzi nostri.

Non sfruttiamo mode, correnti o situazioni.

Non puntiamo a essere linkati da questo o da quell’altro.

Non andiamo in cerca di visibilità mostrandoci sui blog che vanno per la maggiore e men che mai polemizzando su siti, sitoni, sitarelli e forum.

In breve, siamo, fortissssssimamente siamo “fuori dal giro”, e ivi vogliamo restare, perfettamente consapevoli che questo tipo di atteggiamento non paga per niente, in fatto di popolarità. Anzi.

Però preferiamo così.

 

Avvertenza pei bucefali, categoria che potremmo riunire nel gruppo Facebook: “Quelli che… non capiscono un cazzo.”: è facile equivocare questo atteggiamento con un generico snobismo. Ma (a parte che c’importa una sega, ma) no: tutt’altro.

È piuttosto l’ammissione di non riuscire a stare al passo coi tempi, e cercare nonostante tutto di rimanerci.

E abbiamo scritto questo popo’ di pippone per giustificare la nostra domanda iniziale.

Un pippone scritto sul nostro sito internet, per annunciare un nostro intervento all’Internet Festival, che avrà come argomento l’umorismo su internet.

 

Quando si dice la coerenza.

 

 

 

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E come l’anno scorso…

6 agosto 2012

…Sul mare col piattino.

Si è ripetuto anche quest’anno l’elegante appuntamento nelle cristalline acque di Calafuria (sì, lo sappiamo, siamo fissati, monotoni e ripetitivi, ma questo posto ci piace tantotanto; ripetete con noi: Calafuria, Calafuria, Calafuria), ove, in deroga a’ consigli di Luciano Onder, non abbiamo rispettato il termine di sei ore e mezzo per fare il bagno dopo i pasti ma, anzi, abbiamo consumato il pasto frugale direttamente in acqua.

Solo che per Lo Spuntino edizione 2012 abbiamo deciso di arricchire appena appena il menu.

Incuranti del lieve disprezzo provato dagli altri (ma soprattutto dalle altre) bagnanti, non ci siamo limitati ai tradizionali spaghetti sullo scoglio: per celebrare opportunamente il caldo, la bella stagione, le feste e l’allegro declino della nazione, con la sempre preziosa collaborazione e partecipazione di Simone Palmeri, abbiamo deciso di concederci qualcosina in più.

Questo il pranzetto.

È chiaro che un pasto conviviale non può esimere il bencreato dall’iniziare con un antipasto, giusto per stimolare l’appetito. In nome della vicinanza – anche nel disastro – con il popolo spagnolo, abbiamo optato per un gazpacho andaluso con crostini all’origano.

Pancia mia fatti capanna! Pensa ora il gentiluomo che si appresta a dare inizio al pranzo vero e proprio. E allora via agli spaghetti tonno, pomodoro e basilico.

 

Naturalmente, un buon pasto non può definirsi tale se non accompagnato da un vino scelto. Ecco allora che un Müller Thurgau ghiacciato, servito in eleganti calici in cristallo di Boemia, corre in soccorso delle gole assetate. Un plauso particolare alla deliziosa cameriera, Michela.

Arriva il momento della seconda portata. Per praticità, sobrietà e facilità nel trasporto, abbiamo optato per i gamberoni al guazzetto. Tuffati nel Müller Thurgau sono squisiti, ve lo assicuriamo.

E qui anche il gourmet più gagliardo comincia a sudare un pochino freddo. Il rischio è di fare come le seppie quando spruzzano il nero, ma la missione, per quanto ardimentosa dev’essere portata a compimento. E non c’è niente di meglio che la frutta di stagione, in questo caso pesche alla vodka, naturalmente a temperature artiche.

E con questo è tutto. Tutto? Ma no, no, c’è il dolce!

Una gustosa crema catalana – se non altro per proseguire nel solco di Italia-Spagna una faccia una razza – bella fredda, per addolcire la bocca e favorire l’eupepsia.

Anche se, ai fini di una perfetta digestione (per dire), il principe dei rimedi rimane sempre il caro, vecchio ponce alla livornese, servito bollente.

Appuntamento al prossimo anno!…

… o alla prossima settimana, con un altro menu della salute.

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Impegni inderogabili

11 luglio 2012

Sì, lo ammettiamo, da qualche giorno siamo un po’ più lenti del solito nell’aggiornare il sito.

Ma voi che ci conoscete da tanto tempo lo sapete, vero?

E anche voi che non ci conoscete abbastanza è ora che ne siate messi al corrente.

Abbiamo anche altri impegni.

Tipo questi:

Nella foto: Spiderman e Hobgoblin, sugli scogli del Romito (Li).

 

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Tempus fugit

10 dicembre 2011

Cari, carissimi, affezionati lettori…cosa volevo dire?…ah, sì, ecco: ci scusiamo se in questi ultimi periodi non siamo tanto presenti ma il fatto è che, come avevamo scritto qualche post fa, il nostro caro Benedetto 4×4 latita, Berlusconi è caduto e noi, come tanti altri autori di satira, non sappiamo più cosa dire.

Eh, sì, avevano ragione tutti quelli che sostenevano che gli autori di satira avrebbero dovuto ringraziare il governo Berlusconi, perché dava loro modo di lavorare, farsi belli alle spalle degl’infelici (com’è facile attaccare la Santanchè, oppure i vari Bondi, Gasparri, Straquadanio,  Brunetta e compagnia bella, vero?) e, allo stesso tempo, passare da eroi del libero pensiero e da martiri della libertà.

Ora che Berlusconi non c’è più, non sappiamo davvero più cosa dire.

Sì, perché, come già molti, anche noi ci limitavamo a dire “Berlusconi è un nano  pelato”; oppure “Berlusconi fa il Bunga Bunga”; “Berlusconi porta la bandana” (anche nella variabile “a mezz’asta”)  o anche “Il papa parla come le Sturmtruppen”  e tutto questo ci bastava per essere considerati (e sentirci) affermati e stimati autori di satira di sinistra.

E ora?

Cosa faremo ora?

Ci toccherà forse tornare a lavorare, come in molti tra i nostri detrattori ci invitavano a fare, ignorando però, tra le altre, tre cosettine fondamentali:

1) Fare fumetti e fare satira è un lavoro.

2) Noi, comunque, a lavorare ci andiamo davvero e quello che facciamo sul sito lo facciamo nel nostro tempo libero

3) Sono cazzi nostri.

Ma tant’è.

In verità stiamo solo prendendo tempo perché Daniele – come da avviso – è al Salerno Comicon e Emiliano è appena tornato da un paio di settimane in India, senza sapere un cazzo nulla di quanto stava succedendo in Italia e in Europa.

Il tempo di riorganizzarci e torniamo.

Intanto, dopo Mircone, sul Male di oggi, il secondo episodio di SOS Tato.

Namaste.

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