Buongiorno buongiorno, io sono Francesco.

21 marzo 2013

PapaDJFrancesco

 

Dopo il clamore per la sua nomina e le sue prime parole, cosa possiamo dire di questo pontefice?

A parte che cimportaunasega, intendiamo.

Per ora l’unica cosa evidente è che, allo stesso modo del suo predecessore, questo è un papa che sta molto attento all’immagine. Solo che, se per Razzo 16 la cura dell’immagine coincideva con il cambio di un cappellino civettuolo, una mantellina di chiffon e un ciuffetto scolpito che lèvati, questo gioca di sottrazione: la croce sì, ma non d’oro (‘sta croce po’ esse’ oro e po’ esse’ fèro. Oggi è de fèro); l’anello sì, ma d’argento, ché l’oro dà nel volgare se esposto (mentre nel torrione Niccolò V ci sta benissimo); papamobile no, pandino sì; Scarpe di Prada no, Tiglio sì; oh, guarda, c’è un disabile, inchioda e fammi scendere, te intanto riprendi la scena, e via dicendo. Franceschino sa usare molto, molto bene i media, alla stregua di un PR navigato, e grazie a questo riuscirà a far riavvicinare molte persone, soprattutto molti giovani, scappati dalle grinfie della Chiesa Cattolica come da un lazzaretto di appestati.

E questo, per come la vediamo noi, è sicuramente un male. Per i giovani in questione, prima di tutto, ma anche per tutti gli altri, di riflesso.

Sin dalle prime battute, il papa-che-viene-dalla-fine-del-mondo, come ci ripeteranno nei prossimi tre secoli, è stato subito paragonato al defunto Giovanni Paolo II.

Lo stesso appeal (di quando era in vita, intendiamo), la stessa popolarità, lo stesso sorriso bonario, la stessa presenza disinvolta sui media. E tutti, anche i non credenti, hanno festeggiato e tirato un bel sospiro di sollievo: oooh, ora sì che si ragiona!

Sì, il rispetto pel santo padre, la guida spirituale e tutto il resto, ma basta con il teutonico Raztinger, troppo chiuso, troppo dogmatico, troppo rigido, e poi con quella ghigna da tagliola per orsi… dopo GP2 stonava troppo, via, mentre questo sembra davvero essere Papa Frank ‘n’ furter: sarà l’accento alla Batistuta, sarà che gli piace il tango (mica Mozart, come Sepp), sarà che da giovane trombava le spose, ahr ahr, insomma, ora sì che prima no.

Ma, e sottolineiamo ma: accento tedesco e rigidità a parte, siamo sicurisicuri che Ratzinger fosse davvero così peggiore di Wojtyla?

No, perché GP2, con le sue smorfie, con il suo dolore spettacolarizzato in mondovisione (altro che Barbara D’Urso), con la sua bonarietà e con le sue gotone rubizze ha sdoganato la potentissima Opus Dei (perché il Vaticano aveva bisogno dei loro soldi) beatificando Escrivà de Balaguer, ha affossato la Teoria della Liberazione in America Latina, avallando – di fatto – le dittature di estrema destra, ha incontrato e festeggiato Pinochet, ha beatificato il cardinale Stepinac, tra i più fedeli sostenitori del sanguinario regime fascista di Ante Pavelic e altre svariate marachelle, tra le quali spicca con particolare gravità l’aver lanciato la moda dei PapaBoys.

Ecco, se queste sono le cose che deve fare un papa bonario e simpatico, che abbraccia la gente, molto meglio una faccia di culo.

 

Nota: il titolo del post è stato ispirato dal miglior programma satirico della televisione italiana: BLOB.

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