« Articoli precedenti Articoli successivi » 5 settembre 2011

Nella foto: i Paguri festeggiano sfrenatamente, insieme ad un misterioso amico.
Dopo la vittoria al Premio Satira Politica, ci hanno avvisato che, a nostra insaputa (in omaggio all’ex ministro Scajola), siamo stati candidati anche – e in ben due categorie – ai Macchianera Blog Awards 2011.
L’anno scorso vi abbiamo chiesto di votarci e, grazie al vostro encomiabile sforzo, siamo arrivati ultimi, o penultimi, nella nostra categoria, che era “Miglior Blog Collettivo”.
Infatti sarebbe bastato che votassero solo i responsabili dei vari blog candidati perché arrivassimo ugualmente ultimi, dato che il nostro collettivo stabile è di 2 persone, tre col Lopo che gioca a fare il webmaster.
Ma va bene lo stesso.
Quest’anno non siamo candidati come Miglior blog culinario o religioso, come speravamo, ma invece come “Miglior Blog Satirico” e Don Zauker è candidato come “Cattivo più temibile della rete”, insieme a gente come Filippo Facci, per dire.
Il penultimo posto in entrambe le categorie è un traguardo ambizioso che solo il vostro impegno e la vostra dedizione può rendere possibile!
Votate dunque, e rendeteci ricchi, famosi, viziati e odiosi come non mai!
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2 settembre 2011

Il mare è agitato e crudele, il cielo è colmo di nuvole e foschia, il vento fa presagire fortunali di fine estate, la scuola riparte (o almeno ci riprova), il campionato è tornato a funestarci i coglioni e noi dobbiamo rassegnarci all’idea che inizia il nuovo anno lavorativo.
Ma questo settembre lo facciamo sotto un buon auspicio. Lo scorso luglio una telefonata ci avvisava che la giuria del Premio Satira Politica di Forte dei Marmi, formata da Roberto Bernabò, Filippo Ceccarelli, Pasquale Chessa, Beppe Cottafavi, Pino Corrias, Massimo Gramellini, Bruno Manfellotto e Giovanni Nardi, era lieta di assegnare al fumetto Don Zauker il Premio Satira “per la satira indecente”.
Non conosciamo i vincitori delle altre categorie, ma quella assegnata a noi ci va a pennello.
Inutile dire quanto ci abbia fatto piacere. Nonostante i risultati ottenuti da DZ e non solo, continuiamo a considerarci felicemente due cani sciolti. Per questo motivo, quando arrivano riconoscimenti di tipo ufficiale, e in questo caso si tratta del più importante in questo campo a livello nazionale, rimaniamo sospesi fra la sorpresa e la mossa di corpo.
Comunque, per chi transitasse per la ridente cittadina e avesse la curiosità di presenziare alla cerimonia, si presenti SABATO 10 SETTEMBRE alle ore 18 alla Capannina di Franceschi. Ci vedrete in completo di lino color canapa, la barba ben curata, un panama a coronare i volti, ma rigorosamente, orgogliosamente in infradito.
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29 agosto 2011

Seconda domanda: NIRVANA sarà un nuovo Rat-Man?
No, per niente.
Cioè: magari!
Però solo se con questo intendiamo il successo che ha ottenuto e sta ottenendo Rat-Man.
Per il resto, no, decisamente, no.
E fondamentalmente per alcune ragioni molto semplici:
Rat-Man esiste già (ve ne eravate accorti?) esiste già e da circa 20 anni lo porta avanti benissimo Leo Ortolani. Non avrebbe senso cercare di fare una cosa simile. Sarebbe un maldestro e disonesto tentativo da parte nostra di copiare qualcosa che funziona benissimo e che sicuramente non saremmo neanche stati in grado di realizzare, visto che abbiamo stili e approcci diversi da quelli di Leo.
Sì, lo sappiamo che uno dei trucchi dei fumetti seriali italiani (ma un po’ di tutto un certo ambiente italiano, basti guardare la puntata “La festa del Grazie” della terza serie di Boris) è appunto quello di prendere qualcosa che esiste già (un filone, un personaggio, un telefilm, un film, una moda) e costruirci sopra la propria serie, sfruttando spesso la pigrizia e la compiacenza di molti lettori.
E’ un trucco che usano in molti, moltissimi: basta dare al pubblico ciò che il pubblico chiede e si va sul sicuro.
Ma no, grazie, davvero non ci interessa.
Anzi, ci interessa il contrario. Ci interessa il rischio, ci interessa la novità, ci interessa rompere certi schemi ormai fossilizzati e dimostrare che fare cose diverse, più moderne e spiazzanti se vogliamo, è possibile. Non vogliamo sfruttare la pigrizia del pubblico, limitandoci ad imboccarlo. Vorremmo, al contrario, dare una scossa, stimolare, tenere svegli. E se questo vuol dire rischiare di perdere qualcuno per strada, pazienza!
Non ci interessa vendere (anche se è fondamentale per poter andare avanti e soprattutto per stimolare altri a provarci), ci interessa divertirci. Nirvana sarà un fumetto umoristico ma non sarà una serie di gag, una dietro l’altra. Non sarà un umorismo da torte in faccia, da scivolate sulla buccia di banana o da uscite di corsa dalla porta che si rivela essere uno sgabuzzino. Ci sarà una trama e ci saranno delle cose su cui ragionare. E ci saranno anche le cazzate, sì, certo, ci mancherebbe altro. Ce ne saranno tante. Ma come saranno belle le cazzate, eh?
Ogni episodio sarà autoconclusivo ma si andrà ad inserire in un disegno generale, più o meno come gli episodi di alcune famose serie americane e alla fine, anche se in modo estremamente grottesco, tutto deve essere ricollegato e deve tornare. Ci interessa, e ci piacerebbe, aprire nuove porte anche ad altri (autori ed editori) perché possano prendere coraggio e finalmente cominciare a vedere e a portare dei cambiamenti nel paludoso mondo del fumetto seriale italiano.
Nirvana non sarà un semplice fumetto umoristico, sarà un mondo. Finito l’episodio ci saranno tutti i redazionali ad integrare quanto narrato e a creare il mondo di Nirvana. L’unica cosa che chiediamo ai lettori è di dimenticare tutto quello che si aspettano da un fumetto italiano da edicola, di fidarsi di noi e di lasciarsi guidare.
Nirvana sarà gioia e rivoluzione.
Cosa chiedere di più alla vita?
Prossima domanda: “Nirvana sarà più annacquato rispetto a Don Zauker?”
Per il riassunto delle domande precedenti e altre curiosità, cliccare QUI.
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14 luglio 2011

Qui si lavora, cari cosi!
Siamo a metà luglio e fa un caldo della madonna!
Beati quelli che tra voi sono già in vacanza o che ci andranno presto. Noi, sotto il pesante giogo del contratto di ferro firmato con Panini Comics per Nirvana, non possiamo prenderci neanche un giorno di riposo e qui, nell’operosa Livorno, quella che sta passando sarà per entrambi un’estate all’insegna del duro lavoro.
Il fatto che da giugno a settembre la sede del nostro ufficio coincida con gli scogli di Calafuria o delle Vaschine (vedi foto sopra) e che comunque ci divertiamo da morire a scrivere e disegnare Nirvana, è una questione del tutto irrilevante che non deve travisare l’immagine di un team di alacri operai del fumetto.
Come diceva Conrad, “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”
Ma proviamo a dare qualche informazione in più sul progetto, magari rispondendo pubblicamente a qualche domanda che ci siamo sentiti fare o che ci è stata inviata via email.
Quando uscirà e quanti episodi saranno?
Nirvana sarà una miniserie di 6 numeri (a cadenza bimestrale, per alternarsi con Rat-Man) con episodi di 46 pagine. Il resto dell’albo non sarà occupato da pubblicità, tonnellate di posta, concorsi per i lettori o da altri stratagemmi per prendere spazio e riempire pagine al solo scopo di dare un minimo di spessore all’albo e differenziarlo dai cataloghini di Mediaworld. Nel resto di ogni albo, dopo l’episodio ci saranno altri contenuti, tutti realizzati da noi, sempre inerenti alla storia che li precede. Cose tipo ritagli di giornale con notizie circa gli sviluppi degli accadimenti narrati, documenti riservati dei personaggi, biglietti omaggio, sagome da ritagliare, false pubblicità, retroscena, quiz, pagine di diario, ricette, istruzioni, etc…
L’anteprima è prevista per la fine di ottobre a Lucca Comics e sarà anticipata da un numero zero, così per rendere un po’ l’idea di cosa vi aspetta, che dovrebbe uscire in occasione di Romics.
Quindi, uscirà nelle edicole e nelle fumetterie di tutta Italia (e ci sarà davvero, quindi niente più moccoli – che fanno piangere la madonna – ed email – che fanno smoccolare noi e, di conseguenza, piangere la madonna – perché non riuscite a trovare i nostri fumetti) e costerà dai 2 ai 3 euri. Un affarone, dateci retta!
Gli episodi saranno autoconclusivi ma, insieme ai personaggi, seguiranno un unico macrosviluppo che collegherà la miniserie dal numero zero al numero sei, attraverso tutta una serie di misteri, rivelazioni, colpi di scena e minchiate disumane.
Altro?
No, per ora, no, per oggi crediamo possa bastare.
Le prossime domande, alle quali risponderemo tra un mesetto, saranno:
Nirvana sarà un nuovo Ratman?
Nirvana sarà più annacquato di Don Zauker?
Nirvana sarà anche una serie su AXN?
Nirvana piacerà al Santo Padre e a Renzo Bossi?
Nirvana contribuirà a dare una migliore impressione dell’Italia agli occhi delle più autorevoli agenzie di rating?
E tante altre ancora…
Ora scusateci, torniamo al lavoro.

No, ma anche se abitassimo a Lumezzane sarebbe lo stesso. Il lavoro è lavoro.
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13 luglio 2011

Fa caldo, stiamo lavorando, sudando, guardando la seconda serie di Breaking Bad e comunque non capiamo molto di spread o cose del genere.
Quindi siamo un po’ fermi.
Intanto è uscita questa nostra intervista.
Domani provvederemo a fare alcuni aggiornamenti.
Nell’attesa vi sia di conforto la devota icona della Madonnina che sembra che pianga per i mali del mondo ma invece suda e basta.
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19 maggio 2011
…Nel senso della città, COL CAZZO che intendevamo il partito.
Quindi: a tutti i padovani, i veneti, i nordici, su su fino a Tromsø, venite e partecipate numerosi alla grigliata/sproloquio Paguri/DJ set/rissa con seggiolate/intervento dei lanzichenecchi di Carlo V.
Colà porteremo il verbo di Don Zauker, sotto forma di copie di “Inferno e Paradiso” da diffondere presso gl’indigeni, convinti di far piacere al locale parroco, al vescovo, ma soprattutto al sindaco Zanonato del PD.
SABATO 21 MAGGIO, ORE 22, PIAZZETTA CADUTI DELLA RESISTENZA (EX TOSELLI), PADOVA.


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13 marzo 2011
Causa tempo di merda, la prevista presentazione di Don Zauker – Inferno e Paradiso e X-NERD – Eroi di Pace, alla fumetteria “Fumettando” di piazza Gambacorti, a Pisa (scusate la volgarità) è stata annullata dalle gentili organizzatrici con la nostra più sincera benedizione.
Se tutto va bene, se ne parla domenica prossima, stesso posto, stessa ora.
Scusate per il contrattempo e, se potete, fatevi sentire con la madonnina.
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11 marzo 2011
Sì, domenica 13 marzo 2011, alle ore 17;00 (o giù di lì) torneremo ancora a Pisa, alla fumetteria Fumettando, in piazza Gamabacorti qualcosa.
Lì, presenteremo i nuovi Don Zauker – Inferno e Paradiso; X-Nerd – eroi di pace e ci dilungheremo a parlar male del governo e del Santo Padre, ché non è mai abbastanza.
Ci sarà anche spazio per le dediche con particolare attenzione alle svastiche di cazzi o ai soli delle Alpi, sempre di cazzi, novità assoluta di quest’anno.
Chiuderemo la serata con piccole anticipazioni sugli ambiziosi progetti futuri e ricco aperitivo al bar più vicino (dietro pagamento individuale) e cena gratis, ognuno a casa sua.
Come dite? Vi siete rotti i coglioni di vederci a Pisa?
Figuratevi un po’ noi, di venirci, allora…
Ma tanto, se si aspetta che ci chiamino a Livorno, si fa a tempo a morì.
A domenica.
P.S. QUI c’è una nostra intervista realizzata in questi giorni.
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17 gennaio 2011

Mentre tutto il Paese si chiede chi possa mai essere la fidanzatina del nostro bel Premier, noi veniamo intervistati da Marco Rizzo per il suo blog sulle pagine virtuali dell’Unità.
Qui la prima parte.
Qui la seconda.
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11 gennaio 2011

Grazie al vostro supporto, ieri siamo stati contattati dal Tirreno per un’intervista sul nostro contro-sondaggio, intervista che è stata linkata su Facebook e che riportiamo qui sotto.
Per onestà, siamo felici di constatare che è stata pubblicata con pochissimi tagli (che comunque riportiamo, in rosso). Certo, avevamo cercato di controllare al massimo le espressioni da usare, ma diamo comunque atto al quotidiano livornese che ha rispettato quanto abbiamo scritto.
E tanto basta.
***
E ora Don Zauker va all’assalto della Madonna
LIVORNO.
Non poteva che essere lui la bandiera per andare all’assalto del progetto di ergere all’ingresso del porto una statua della Madonna: don Zauker, il prete esorcista più cattivo di Bokassa, nato sulle pagine del Vernacoliere con le firme di Emiliano Pagani e Daniele Caluri.
Tanto bianca, immacolata, angelicata l’iconografia di lei quanto nero, sulfureo, diavolesco lui: «Arrogante, manesco, ignorantissimo, egoista, bugiardo, è l’incarnazione dei peggiori vizi dell’uomo e non fa assolutamente niente per nasconderlo», come dice uno dei suoi creatori.
Su Facebook ieri sera hanno superato quota 4.600 i “mi piace” relativi al gruppo denominato “Vogliamo don Zauker al posto della Madonna nel porto di Livorno”: sorpassando i 4.220 sì raccolti dal sondaggio web del Tirreno (6.347 voti, 2.101 i no) che ha preso spunto dal progetto del corpo dei piloti di installare una statua mariana in porto.
Da giorni il tam tam del fronte anti-statua si è coagulato attorno a questa pagina Facebook con l’obiettivo di superare i sì arrivati al sito internet del nostro giornale. E se anche questo fa parte del gioco quando si scatenano le cyber-tifoserie, sta di fatto che il traguardo simbolico mira a dar corpo a un’idea: non è vero che tutta la città vuole a gran voce la statua, è solo una parte di essa a chiederla.
Logico che su un tema di questo tipo il tifo via web la facesse da padrone. Inutile dire che lo spiritaccio labronico non poteva che esprimersi attraverso l’arma dell’ironia: e quell’anima nera di don Zauker ha fatto il resto.
Non resta dunque che sentire cosa ha da dire don Zauker in una “intervista impossibile” attraverso Emiliano Pagani e Daniele Caluri, i due autori di fumetti che lo hanno creato.
Don Zauker, l’ha sentito? Vogliono mettere lei al posto della Madonna all’ingresso del porto.
«Sì, l’ho sentito e mi sembra una scelta appropriata. Ad una persona dabbene come la Beata Vergine, abituata a frequentare santuari e pastorelle, non dovrebbe essere imposto di stazionare in un porto, luogo notoriamente frequentato da ben altre donne, ad ascoltare le preghiere di marinai che non potrebbero mai esserle fedeli. Si sa, no? Un marinaio ha una madonna in ogni porto».
Non c’è più religione: lei in concorrenza con la Madonna, che è come dire la mamma dell’amministratore delegato. Ma insomma…
«Sì, sono sceso personalmente in campo contro la proliferazione delle madonne in franchising (ogni città ne ha una o più), simbolo di globalizzazione, in difesa di un’iconografia più legata al territorio. Cioè: me stesso. Un personaggio religioso nato e cresciuto, artisticamente, a Livorno e più simile sotto diversi aspetti alla gente livornese».
C’è perfino un gruppo Facebook che punta a superare i consensi alla statua della Madonna con gli oltre 4mila sì nel sondaggio del Tirreno.
«Proprio mentre stiamo parlando il gruppo su Facebook, ha di gran lunga superato i “sì” del sondaggio del Tirreno, e in un quarto del tempo. Segno che molta gente ha voglia di proclamare la propria opinione ma si sente rappresentata attraverso nuovi canali, diversi da quelli convenzionali. Quotidiani e televisione stanno invecchiando a dismisura e, a mio giudizio, anche perdendo la fiducia delle persone, oltre al contatto con esse».
Ma non ha sorpreso anche un’animaccia disincantata come la sua che ci fosse tutta questa partecipazione a un sondaggio del genere?
«No, affatto. Io Facebook non so neanche cosa sia; è grazie all’aiuto informatico del Lopo, al secolo Enrico Battocchi, che il sondaggio per una statua mia sul porto sta avendo tutta questa risonanza. E soprattutto grazie anche alle migliaia di persone che trovano grottesca l’idea di porre una Madonnona sul porto, nel 2011, e vogliono far sentire la loro voce».
Colpa di una voglia di rivincita dei “viva Maria” nel cuore della città più rossa? A proposito: davvero “rossa”?
«No, la prego, la scongiuro. Nel 2011, non si può ancora identificare un sano pensiero ateo e razionalista con i rossi, non lo fa più neanche Berlusconi (oddìo, no, lui lo fa ancora, ma è prigioniero delle sue fissazioni, come tutti i vecchi). Ad essere sinceri, nel 2011 non si dovrebbe nemmeno parlare di uno con la barba bianca che di casa sta in cielo, si dice onnipotente, che è contemporaneamente tre cose diverse e non ha neanche bisogno di un ottimo analista. E a proposito dei “viva Maria”: forse non si è tenuto conto della natura beffarda e dissacratoria dei livornesi. Nessuno ci ha pensato, ma ve lo immaginate quante volte la Madonna verrebbe nominata – spesso invano e con peculiarità che farebbero soffrire il vescovo, povera stella – dagli scaricatori di porto, i pescatori e i marinai?»
I piloti del porto dicono che chi va per mare, luogo molto pericoloso, è legato alla simbologia religiosa: cristiana qui da noi, altrove magari musulmana o buddista. Lei è un addetto ai lavori: qual è la sua idea riguardo a questa proposta?
«Quello di cui si sta parlando ha un nome ben preciso: scaramanzia. Nell’andar per mare s’incontrano vari rischi: le avarie, le tempeste, i mostri degli abissi, le navi americane e altre calamità. Ecco, allora, che persone più semplici possano sentire la necessità di chiedere la protezione a qualche entità soprannaturale. Ma questo ha a che fare poco con la religione (o tantissimo, dal punto di vista della Chiesa: io ci ho costruito la mia fortuna!). In realtà la stessa funzione di una Madonna può essere assolta da un corno rosso, un gobbo, una zampa di coniglio o qualcos’altro (era: “o una bella tastata di coglioni”)».
C’è chi se la prende con il costo della statua: troppi soldi, meglio destinarli ad altro. Ma l’arte è sempre quattrini di qualcuno per celebrare qualcosa: non dica che, in nome del risparmio o della sobrietà, vorrebbe che le nostre città fossero senza statue, monumento o oggetti d’arte?
«Eh no, qui mi si confonde le acque, caro lei. Primo: l’arte non serve sempre e solo a celebrare qualcosa, almeno dal Barocco in poi (e men che meno oggi). Secondo: le statue e i monumenti delle nostre città celebrano battaglie vinte, condottieri, patrioti risorgimentali, artisti, personaggi influenti. In altre parole: non santi e madonne, ma materiale pubblico, parte della nostra storia e retaggio comunque di epoche passate e sensibilità diverse (la farebbe lei, oggi, una scultura di quattro negri incatenati ai piedi di un bianco?). Terzo: non è una questione di soldi. Ognuno, specie se privato, può sperperarseli come meglio crede, ma se utilizzati per realizzare un’opera pubblica, questa dev’essere rappresentativa della maggioranza dei cittadini. Non si può dire che “la maggioranza dei cittadini è d’accordo” visto che parliamo di 4.000 voti su 160mila abitanti, o comunque facendo pesare la presunta autorevolezza della Diocesi, che in ogni caso non coincide con l’intera cittadinanza. Anche a me piacerebbe tanto dipingere il Monumento a Ciano come il deposito di Zio Paperone (proposta seria), ma se lo faccio mi mandano alle Sughere. E lì mi si dice si stia scomodi».
Le piramidi (o la basilica di San Pietro), chissà quanti morti sul lavoro e quante risorse economiche sono costate, eppure…
«O che discorso è?! A lei piacerebbe lavorare alle stesse condizioni degli schiavi al tempo degli antichi egizi (anche se con Marchionne ci stiamo riavvicinando a quei tempi)? Le piacerebbe avere medicine fatte di unguenti, litanie e scaracchi, condurre una vita media di trent’anni, scrivere per geroglifici o – per passare all’epoca della basilica di S.Pietro – essere arso vivo, se eretico? Mi permetto di dubitare, caro coso».
M.Z.
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