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Giovinezza, giovinezza….

30 giugno 2014

 

Benvenuti-a-'sti-frocioni

Siamo vecchi, si sa.

E questo non sarebbe di per sé un problema (a parte il fatto che non ci piace niente, il sonno dopocena e le gocce di pipì nelle mutande, dopo ogni minzione), se non fosse per il mestiere che facciamo.

È un miracolo se riusciamo ad usare internet, invece di comunicare le nostre idee attraverso le scritte sui muri dei cessi.

Due autori di fumetti non possono permettersi di invecchiare e di rimanere indietro, ancorati alle proprie convinzioni, quando i tempi si evolvono, cambiano e vanno comunque avanti.

Noi, ad esempio eravamo fermamente convinti che essere fascisti fosse una cosa della quale vergognarsi profondamente, un sentimento da nascondere all’interno del proprio cuoricino nero, lontano da tutto e da tutti.

Ma, come spesso accade, il manifesto dei giovani odierni (aka: Facebook) ci ha smentito ancora una volta, rivelando tutta la nostra inadeguatezza a ricoprire il ruolo per il quale abbiamo tanto lavorato e siamo universalmente (almeno nei dintorni del nostro condominio) riconosciuti.

Dalle recenti polemiche che hanno coinvolto la sezione facebook per fumettisti/fumettologi (se non sapete di cosa stiamo parlando, evitate di dare un’occhiata qui e anche qui, con tutto il corredo di commenti e controcommenti. Ci scusiamo con Pierz, che è nostro amico e che stimiamo e apprezziamo, ma questi link sono il modo più rapido per riassumere il tutto) abbiamo imparato una cosa.

Essere fascisti paga.

Paga in termini di considerazione da parte di alcuni dei più autorevoli siti di informazione e critica fumettistica.

Paga in termini di visibilità da parte degli utenti.

Paga in termini di polemiche che, come si sa, portano comunque visibilità da parte degli utenti e considerazione da parte dei siti di informazione e critica fumettistica.

Ed ecco, allora, il colpo di scena: ANCHE NOI SIAMO FASCISTI!

Sì, ce ne siamo sempre vergognati come cani e ci siamo finti di sinsitra per poter lavorare, ma in realtà siamo due giovani(li) Balilla!

Come dite?

Volete le prove?

Giusto, perché in fondo è facile proclamarsi fascista, qualsiasi imbecille può farlo, ma non tutti possono provarlo.

Ecco dunque, cari signori, le prove – a lungo nascoste – della nostra appartenenza alla X-Mas (che non è la squadraccia di babbi natale, no…), ecco le immagini del nostro pellegrinaggio a Predappio.

Eccoci, mentre cerchiamo di trarre ispirazione dalle gesta del Giovane Duce che, come si sa, era un audace trobatore di spose.

Eccoci, mentre cerchiamo di trarre ispirazione dalle gesta del Giovane Duce che, come si sa, era un audace trombatore di spose.

Novello Re Magio, porto Olio (di ricino), Incenso e Mirra.

Novello Re Magio, porto Olio (di ricino), Incenso e Mirra.

 

Teste-di-cazzoFiera testa, tra fiere teste. Decidere di cosa, è compito che lasciamo ai posteri.

 

AquilaUccelli d’Italia. Fiero e pettoruto, chiede all’ Aquila dell’impero di portarlo via, come Gandalf.l

 

Le foto e i bei momenti da ricordare sono ancora tanti, ma preferiamo fermarci qui per non suscitare l’invidia di molti.

Ecco, speriamo che da adesso in poi il nostro nome torni a brillare di luce propria, nell’universo fumettistico nazionale.

Ma non finisce qui:

SIAMO ANCHE FERVENTI DEVOTI DELLA MADONNINA E TIMORATI CATTOLICI.

Ma questo alla prossima puntata…

 

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Malfattori

8 aprile 2014

DZSabato 12 aprile, alle 21;30 (+o-) saremo ospiti presso il Circolo dei Malfattori, a Santarcangelo di Romagna in occasione di una rassegna di incontri con i fumettisti italiani (sì, siamo fumettisti italiani anche noi… certe volte ce ne dimentichiamo. Forse perché non lo facciamo abbastanza presente su Facebook) organizzata dalla fumetteria MasterComix, per parlare a ruota libera, appunto, di fumetti, di editoria, di demonio, di papa, di doppie punte, di seghe (mentali e non), di nuove cose in programma, di vecchie cose che ritornano, programmazione della gita scolastica, andamento della classe, varie ed eventuali…

Insomma, pian pianino, si ricomincia a rompere i coglioni in giro…

P. S. Ovvio che tutti i lettori di Don Zauker e di Nirvana che vivono in EmiliaRomagna sono obbligati a venire, pena la scomunica e una telefonata di Papa Francesco alle 4 di notte.

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Viva la fibra!

11 marzo 2013

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Che fibra, Jesse.

Tu, e quei dannatissimi 100 metri… che non sono stati 100 metri, sono stati milioni di kilometri (come tutti i cavi di fibra ottica che abbiamo passato, rivoltando le strade d’Italia; lo sottolineiamo perché lo sappiate.)

Hai immaginato la vita con un altro passo (almeno 10 mega, in download e in upload, mica seghe!)

Riscrivendo la Storia, ci hai insegnato che non c’è storia (come dicevamo: non ci sono cazzi, noi siamo i più veloci di tutti. È necessario farvelo pesare a bestia, sennò è una faticaccia farvi digerire queste popo’ di tariffe.)

A volte l’importante non è partecipare: è correre più veloce (o prova dire di no?)

Questa è fibra, Jesse. (Parole sante, fratello!)

Dedicato a tutti i Jesse Owens che ogni giorno corrono con la nostra fibra(“corrono”, come un fottuto recordman, yeah! Si può. Anche stando col culone appiccicato alla sedia per gran parte del giorno; c’è la fibra veloce che corre per te.)

Sì, hai capito bene: paragoniamo proprio te, a Jesse Owens. Anche se lui – atleta nero – ha avuto la forza e il coraggio di vincere le Olimpiadi, davanti a Hitler, nella Germania nazista, mentre te principalmente corri veloce, con la nostra fibra per arrivare a scrivere “primo” in anticipo su tutti gli altri, nello spazio commenti del sito del tuo blogger preferito.

Commenti

 

… per postare foto di gattini su Facebook…

Jesse-Owens-podio

 

… per scaricare l’ultima stagione di The runnin… walking dead…

Walkind-Dead

 

… ma anche per guardare i video della gente che casca di culo su Youtube, per farsi le seghe su youporn, oppure per scrivere post come questo.

Siamo tutti Jesse Owens e corriamo tutti velocissimi, perché abbiamo la stessa fibra!

Immagina, puoi.

Firmato: Paguri Owens.

 

 

 

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DZ vs DLR

13 gennaio 2013

Balle Spaziali: vediamo se il tuo Sforzo è grosso come il mio!

Balle Spaziali: vediamo se il tuo Sforzo è grosso come il mio!

Don Zauker contro Davide La Rosa?

No, ci mancherebbe, anzi… però è un titolo che attira l’attenzione degli ottenebrati ed è nostra intenzione far arrivare questo post a quante più persone possibile, quindi anche agli ottenebrati che in internet e su Facebook sono una percentuale tutt’altro che trascurabile.

Dunque, iniziamo col dire che rispondiamo solo ora alle presunte polemiche perché, da sabato mattina – quando abbiamo pubblicato The killing joke –  solo ora abbiamo la possibilità di metterci davanti ad un computer (seppur mentre stiamo guardando Film d’amore e d’anarchia, su Iris).

Abbiate pazienza ma, via via, ci piace anche farci i cazzi nostri.

E cominciamo proprio da qui.

Solitamente ci facciamo i cazzi nostri.

Noi non frequentiamo Facebook, non abbiamo profili e non sappiamo neanche come funziona. I post che appaiono sul profilo di DZ sono reindirizzamenti automatici di quelli che pubblichiamo qua, sul sito. Non mettiamo “mi piace” sotto a una bella sega nulla, non partecipiamo a discussioni o polemiche, non commentiamo niente e non scriviamo su siti di altri, neanche se colleghi o amici. Snobismo? Vecchiaia? Misantropia? Cosa vi pare, però questi sono i fatti.

Conosciamo Davide La Rosa di fama (e ci siamo scambiati un furtivo ciao, piacere… quest’anno a Luccacomics, davanti ai Sebach, scena – in effetti – molto, molto romantica), purtroppo non abbiamo (ancora) mai letto i suoi lavori per una serie di ragioni esterne che sarebbe inutile spiegare, anche se speriamo di poter leggere Suore Ninja quanto prima (marzo, Davide?).

Ma veniamo al dunque. Qualcuno con garbo, qualcun altro con avvilente acrimonia, ci ha fatto notare che il buon DLR aveva già pubblicato la nostra stessa immagine a commento della scorsa puntata di Servizio Pubblico e lo aveva fatto ben prima di noi.

Cosa dire?

Bravo Davide!

Non ce ne eravamo accorti, scusaci.

Tutto qui.

Solitamente scriviamo e pubblichiamo i nostri pensieri e le nostre impressioni e/o sensazioni, i nostri sfoghi e le nostre cazzate circa questo o quel fatto o quello che ci viene in mente, quando abbiamo voglia e tempo, senza indagare o fare confronti e calcoli vari. Non crediamo di partecipare a una gara dove vince chi commenta prima di tutti, magari in tempo reale e riesce a strappare più likes.

E sempre solitamente, anzi quasi sempre, pubblichiamo solo materiale pensato e realizzato da noi includendo sempre i colllegamenti ad eventuali contributi esterni, quali citazioni o altro, qualora ce ne fossero.

Quindi, se avessimo voluto intenzionalmente prendere l’idea di Davide, avremmo senz’altro messo il link.

Perché così si fa.

Abbiamo avuto semplicemente la stessa idea, solo con un giorno di ritardo.

Ma Davide è troppo intelligente per non averlo capito (e infatti…) e chi non lo avesse capito subito o nelle ore seguenti è evidentemente troppo desolantemente ottuso per poterlo fare leggendo queste righe.

Se ne evince il fatto che abbiamo scritto per niente.

Torniamo a guardare il film e poi andiamo a letto (separatamente).

I Paguri.

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Gli altri siete voi.

18 ottobre 2012

E fosse solo che rubano!

Loro lasciano anche le scie chimiche.

Loro fanno i cerchi nel grano.

Loro sono alleati con i Templari di Rennes-le-Château e con il Priorato di Sion.

Loro hanno un allevamento di Chupacabras per fare il pink slime.

Loro sono in combutta con gli alieni che ci rapiscono per infilarci microchip nel cervello e sonde nel tafanario.

Loro sono vampiri che hanno imparato a vivere di giorno e i Sasquatch che si sono depilati.

Loro parcheggiano le auto blu secondo la disposizione delle stelle della cintura di Orione e lungo le linee di Ley.

Loro si riuniscono con il gruppo Bilderberg e con i poteri forti per governare tutto il mondo e comuni limitrofi.

Usare “loro“, come usano i populisti e i complottisti su Facebook è un tantino (troppo) generico, per una trasmissione di approfondimento giornalistico che non sia condotta da Barbara D’Urso e non abbia Sallusti o Belpietro come capiredazione.

Loro sono tutti e nessuno.

Loro siamo noi (anche voi, sì. Anche voi, topini).

Con immutata stima, eh? però questi spot fanno veramente caà!

 

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Gita in provincia

3 ottobre 2012

Sabato 06 ottobre, dalle ore 11;30, alle 13;00 saremo lieti ospiti del Pisa Internet Festival, presso il Polo Carmignani, in piazza dei Cavalieri, a Pisa, provincia di Livorno.

Colà, nelle vicinanze di quella Scuola che sforna emigranti geniali, il prof. Matteo Stefanelli modererà una discussione dal titolo “Umorismo in rete” e, insieme a noi, dovrebbe esserci anche Pierz.

 

La convocazione da parte di Matteo ci fa molto piacere, anche perché il Pisa Internet festival è una cornice prestigiosa. Ma vogliamo essere stronzi fino in fondo, e chiederci il perché della nostra chiamata alle armi.

Illazione maliziosa n.1: perché siamo quelli che abitano più vicino e gli costava meno organizzare la trasferta.

Illazione maliziosa n.2: altri, più in voga in questo momento (e sinceramente più adatti), hanno rifiutato.

 

Siamo due bastardi ingrati? No, anzi (cioè, sì, spessissimo, ma non in questo caso); il fatto è che non possiamo fare a meno di ammettere candidamente che la nostra attività su internet si limita a ben poco, se consideriamo i molteplici utilizzi che della rete si può fare se si vuole ottenere visibilità. Se abbiamo tempo (sempre meno) scriviamo qualche post commentando questo o quel fatto di cronaca, o tutt’al più aggiornando i lettori sulle nostre nuove pubblicazioni o i nostri appuntamenti, come in questo caso.

Non crediamo di essere “fenomeni da internet” come molti altri, soprattutto negli ultimi anni.

E usiamo l’espressione “fenomeni da internet” in senso assolutamente positivo, si badi bene. Alcuni nostri amici e persone che stimiamo lo sono.

Noi no, non ne siamo in grado e, a dirla tutta, non ne abbiamo il tempo, l’interesse, la voglia e le energie.

Tutto qui.

Non abbiamo nemmeno una pagina Facebook, figuriamoci (Gasparri direbbe che non siamo nessuno), se escludiamo le pagine di Don Zauker e quella di Nirvana, che servono solo come reindirizzamento automatico dei pezzi pubblicati sui due siti.

La nostra inderogabile vecchiaia ci fa persistere a fare fumetti (fumetti pubblicati su carta); lo facciamo da 25 anni e non abbiamo mai pubblicato niente su internet.

Niente.

Non facciamo a gara a commentare ogni cazzata su Facebook, o su Twitter, in tempo reale.

Non raccontiamo i cazzi nostri.

Non sfruttiamo mode, correnti o situazioni.

Non puntiamo a essere linkati da questo o da quell’altro.

Non andiamo in cerca di visibilità mostrandoci sui blog che vanno per la maggiore e men che mai polemizzando su siti, sitoni, sitarelli e forum.

In breve, siamo, fortissssssimamente siamo “fuori dal giro”, e ivi vogliamo restare, perfettamente consapevoli che questo tipo di atteggiamento non paga per niente, in fatto di popolarità. Anzi.

Però preferiamo così.

 

Avvertenza pei bucefali, categoria che potremmo riunire nel gruppo Facebook: “Quelli che… non capiscono un cazzo.”: è facile equivocare questo atteggiamento con un generico snobismo. Ma (a parte che c’importa una sega, ma) no: tutt’altro.

È piuttosto l’ammissione di non riuscire a stare al passo coi tempi, e cercare nonostante tutto di rimanerci.

E abbiamo scritto questo popo’ di pippone per giustificare la nostra domanda iniziale.

Un pippone scritto sul nostro sito internet, per annunciare un nostro intervento all’Internet Festival, che avrà come argomento l’umorismo su internet.

 

Quando si dice la coerenza.

 

 

 

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Etnacomics 2012

13 settembre 2012

Dunque, come già annunciato, a partire da domattina saremo presenti allo stand Panini, a Etnacomics.

Cliccate qui per maggiori informazioni circa orari ed eventi che, per i più pigri e duri di comprendonio (categorie di cui intenet – putroppo – abbonda), riassumiamo anche qui sotto.

Firme, dediche e cazzi vari, allo stand Panini:

Tutte le mattine, dalle 11;00 alle 12;30.

Il pomeriggio di venerdì, dalle 14;30 alle 16;30 e quello del sabato, dalle 15;00 alle 17;00.

La conferenza con commenti sulla chiusura della prima stagione di Nirvana e presentazione della seconda, con anticipazioni del numero 6.5, sarà venerdì, alle 16;30.

La cena verrà servita alle 21;00.

Ma non è tutto.

Come sempre vi terremo costantemente aggiornati, tramite Twitter, Facebook, Instagram e altri social network di cui (come di quelli appena nominati) ignoriamo addirittura l’esistenza, sull’ andamento della fiera, sul viaggio di andato e ritorno, sugli incontri, sugli eventi e sulle nostre riflessioni e i nostri progetti.

Iniziamo subito: Ora andiamo a fare la pipì.

Separatamente.

Poi Emiliano andrà a fare la spesa alla Coop e Daniele pulirà la lettiera del gatto.

Altri importanti aggiornamenti, in seguito.

***

Intanto è in edicola e in fumetteria NIRVANA 6, quello che sarebbe dovuto essere il numero conclusivo della serie.

Prendetelo, leggetelo e godetene tutti.

Non sono cose che si leggono tutti i giorni…

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Too old to rock ‘n’ roll…

1 maggio 2012

Ormai siamo anziani, è un dato di fatto.

Nonostante ci ostiniamo a indossare felpe consunte al posto di folgoranti golfini col collo a V sopra improbabili camice a righe, ci sono diversi, inconfutabili segni che ci ricordano con solenne severità che ormai siamo entrati a far parte degli anziani.

Alcuni di questi segni, sono:

  • Sempre più spesso, dopo abbuffate clamorose, degne d’un condannato a morte, passiamo sudate e insonni nottate a rutare contro la Regina Coeli, che non ha saputo trattenerci dall’indugiare nei piaceri della gola.
  • A primavera, le prime canottiere e le prime minigonne ci provocano più o meno gli stessi effetti delle abbuffate di cui sopra.
  • La musica ad alto volume ci dà fastidio, soprattutto se musica del cazzo…  non come quella che sentivamo noi, ai nostri tempi. Col risultato che ascoltiamo da anni sempre gli stessi gruppi, a rotazione.
  • Non siamo su Facebook. E non per snobismo, ma semplicemente perché non ce ne importa un sega e, cosa non secondaria, non ci capiamo un cazzo. Lo stesso dicasi per I-Phone e derivati.
  • Siamo diventati insofferenti e intransigenti. Se una cosa non ci piace, deve andare in culo. Abbiamo concesso abbastanza tempo, energie ed attenzione a minchiate inutili. Ora che il tempo, le energie e l’attenzione cominciano a scarseggiare, pretendiamo di sfruttarle al meglio.
  • Siamo cinicamente disillusi. Questo non vuol dire che non crediamo più a niente, vuol dire che mal sopportiamo tante di quelle cose che solo qualche anno fa, al contrario, apprezzavamo.

Il concerto del Primo Maggio, per esempio.

C’è stato un tempo in cui credevamo/speravamo che potesse servire a qualcosa.

A contarci, a darci entusiasmo, a provocare, a dare coraggio, ad ascoltare della musica che difficilmente passava alla radio, a vedere chi partecipava per capire chi era, chi si schierava e chi no.

Ora il concerto del Primo Maggio ci ha rotto i coglioni.

Ma non è colpa del concerto, è colpa nostra che siamo due vecchi brontoloni, come quelli dei Muppets.

Ma forse anche no.

Forse il concerto ha perso (se mai lo abbia avuto) il suo senso.

Forse il concerto ha perso (se mai l’abbia avuta) la sua forza.

O forse il concerto è solo un concerto e lo sbaglio è identificarlo col Primo Maggio e il suo significato. Ci sarà chi canterà Bella ciao, ci sarà chi dirà due parole, molto superficiali, sulla situazione politico/economica, ci sarà chi farà ballare la piazza e poi tutti a casa.

Sarà una bella festa, come sempre.

Ma il Primo Maggio non è una giornata di festa, è una giornata di lotta. Trasformare il Primo Maggio in una festa, vuol dire ucciderne il significato, vuol dire svuotarne e renderne inoffensivo lo spirito.

“Oggi le manifestazioni sono grandi adunate musicali: ci si ritrova in piazza, si fanno un po’ di discorsi, poi comincia la musica e tutto si conclude lì. Negli anni ’50 non c’erano le orchestrine: c’era gente che scendeva in piazza arrabbiata perché reclamava la terra e il lavoro. Quando i braccianti e gli operai organizzavano le occupazioni delle terre o gli scioperi non si presentavano con trombette e coriandoli…”

Così parlava Mario Monicelli. Ma anche lui – lui più che mai – era un vecchio brontolone.

Se fosse stato un giovane, alternativo e ribelle, avrebbe fatto come tanti: avrebbe cliccato “mi piace” su Facebook, ad un post come questo ( o magari lo avrebbe scritto, come noi)  e sarebbe stato a posto con la coscienza.

Buon Primo Maggio.

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Noi che.

15 febbraio 2012

Noi che…
Quelli che…

Questo bisogno di sentirsi parte di un gruppo e comunque diversi dalla massa perché in qualche modo speciali e accomunati da qualcosa che, per fatalità, destino o volontà, ci unisce tutti rendendoci unici (eh?) e, al tempo stesso, meno soli.
Noi che siamo nati (o abbiamo vissuto) negli anni ’60, ’70, ’80, 90 e  così via… siamo migliori di quelli che sono nati (o hanno vissuto) negli anni ’90, ’80, ’70, ’60, e così via.
E siamo migliori perché andavamo in giro senza cellulare; bevevamo la coca cola tutti dalla stessa bottiglia senza paura delle malattie; giocavamo all’aperto sbucciandoci le ginocchia; non avevamo bisogno del TomTom per arrivare a Sasso Marconi; si giocava con la Micronite invece che col Nintendo; si sfogliava un libro invece che il Kindle; si guardava Heidi e Goldrake, invece di Naruto e Dragonball e così via, attingendo a tutto un florilegio delle peggiori banalità nostalgico/conservatrici che hanno fatto la fortuna di FabioFazio (non a caso, primo conduttore e ideatore di “Quelli che…” la domenica pomeriggio), riassumibili nel grande classico: si stava meglio quando si stava peggio.

A tantissimissimi piace far sapere a tutti gli amici che anche loro fanno finalmente parte del gruppo di quelli che… e giù una sequela di agghiaccianti e sgrammaticate banalità, ché più sono banali e sgrammaticate, più il popolo di internet (bella, eh, questa definzione da tg dell’ora di cena?) ci si riconosce, cliccando entusiasta la propria adesione, dandosi di gomito all’infinito.
Ogni clic una gomitata.

Ecco, noi (che) finora ci siamo sempre tenuti alla larga da queste cose, disprezzandole anche un po’, ci siamo resi conto di essere solo due vecchi rincoglioniti, troppo ignoranti per pensare di essere snob, drammaticamente fuori dal tempo e dal mondo reale, ancorché virtuale.
Ma il nostro ruolo di personaggi pubblici ci impone di rimediare a tutto questo.
Non è accettabile, oggi come oggi, aver la pretesa di esser presi in considerazione come autori di qualsivoglia natura senza avere un profilo Facebook, senza dover usare per forza 140 caratteri anche quando non si ha niente da dire, senza frequentare i siti di persone più in vista solo per il gusto di poter leggere il nostro nome vicino al loro, senza andare a polemizzare sui siti di altri nella segreta speranza che poi questi vengano a polemizzare sul nostro, senza frequentare i forum e soprattutto senza aver mai fatto parte di un gruppo!

Ecco, arrivati a questo punto della nostra maturità ci sentiamo di compiere un passo importante nella nella vita sociale di un Homo Clickensis.

No, non ci uniremo a nessun gruppo. Faremo di più.

Oggi terremo a battesimo e lanceremo il gruppo definitivo, quello che spaccherà il culo agli altri.

Unitevi a “Quelli che gli stanno sul cazzo quegli altri che…”.

Venite con noi.
Come, “Noi chi?!”
Noi che facciamo parte di Quelli che gli stanno sul cazzo quegli altri che… , no?

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Il suo nome è De-De Falco…

19 gennaio 2012

E così il comandante De Falco è il nuovo eroe nazionale. La registrazione della sua telefonata con il comandante Schettino ha fatto il giro del mondo e da giorni, soprattutto su internet, non si parla d’altro.
Ci si esalta nel citare i passi salienti della telefonata, nel lodare la risolutezza e il piglio autoritario di De Falco, dinanzi alla pochezza, all’imbarazzo e allo stato confusionale di Schettino.
Noi italiani siamo fatti così.
Amiamo l’uomo forte, non c’è niente da fare.
E quando il forte umilia, disprezza e comanda il debole (sì, in quella situazione Schettino era oggettivamente in condizione di inferiorità; scioccato, spaventato e sorpreso con le mani nel sacco della propria incapacità e vigliaccheria) quando lo riporta, dall’alto della propria autorità, della propria competenza e della propria superiorità, al rispetto delle regole, allora proviamo un piccolo brivido sotto lo scroto.
E citiamo a memoria quelle frasi: “Ora comando io! Salga sulla nave, cazzo!!”
E ci esaltiamo, identificandoci in lui.
Sì, amiamo l’uomo forte che fa rispettare le regole e richiama ognuno al proprio dovere.
E, dall’alto della nostra competenza e conoscenza dei fatti, facciamo a gara a richiedere punizioni esemplari.
Quando tocca agli altri, però.
Sì, perché in verità noi siamo un popolo di Schettini. Ma ini ini ini.
Un popolo di furbetti, vigliacchi e bugiardi che, quando tocca a noi di rispettarle le regole, immediatamente gridiamo al regime e allo Stato di Polizia.
Un popolo che si scandalizza più per Schettino agli arresti domiciliari che non per Cosentino in parlamento.
Un popolo che ha scelto per anni di farsi guidare da uno Schettino all’ennesima potenza, infinitamente più vanitoso, vigliacco, bugiardo e incompetente che, dopo aver condotto il Paese al naufragio, se ne è andato con tutti i suoi ufficiali lasciandoci nella mani dell’uomo forte, competente e autoritario.
Che ora ci fa un culo come lo squarcio nella fiancata della Concordia.

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