
Dai Silvio, stupiscili tutti!
Ne hai fatte così tante che una più o una meno non peggiorerà certo le cose, anzi: esci in modo trionfale e prendi alla sprovvista i traditori e gli oppositori politici!
Silvio, lascia il PDL e passa anche tu all’UDC!
Frega tutti quei vili che, senza pudore né morale, ti hanno sostenuto nelle tue battaglie più infami e vergognose, tutti quei servi che hanno sempre applaudito ogni tua dichiarazione, fosse anche la più assurda, indecente o criminale, solo perché garantivi loro potere e sicurezza economica e, ora che ti vedono traballare, ti voltano le spalle e se ne vanno nell’UDC di Casini.
Dai, Silvio, passa anche tu nell’UDC.
Ti troverai bene, sai?
È un partito molto più piccolo, rispetto al PDL, ma, in proporzione, forse il numero dei fascisti, dei reazionari, degli oscurantisti e dei collusi con la mafia è persino maggiore.
Il buon Casini, dopo qualche tentennamento inziale, ti spalancherà le porte del suo partito per lasciarti fare finalmente senza la lega tra i coglioni, quel grande centro a cui tutti aspirano e dove si trovano già i tuoi vecchi amici, Fini e Rutelli.
Sì, perché, come insegna la storia, IN HOC SILVIO VINCES!!!
Quindi, caro Silvio, segui il nostro consiglio.
E vincerai nuovamente le prossime elezioni.
Garantito.

Facciamo la ola per festeggiare il 25 aprile.
Pronti?
oooooOOOOoooolléééééé!!!
Buona Festa della Liberazione!
Facciamo che sia l’ultima, eh?!

Il Presidente emerito Francesco Cossiga ha 82 anni.
All’epoca dell’ultimo governo Cossiga, i nostri genitori avevano pressappoco (non sono esattamente coetanei) 35 anni e il buon Francesco 52.
Poi sono seguiti gli anni di Presidenza della Repubblica, che si sono conclusi nel 1992. All’epoca i nostri genitori avevano, più o meno, 47 anni.
Adesso, il Presidente è ricoverato in gravi condizioni di salute al Policlinico Gemelli di Roma. I nostri genitori hanno 65 anni.
I nostri genitori non fumano, bevono pochissimo e non hanno grandi vizi. Forse anche per questo motivo possono seguire le ultime vicende terrene del Presidente Emerito, sui giornali e alla televisione.
A questo punto, siamo pronti ad adottare lo stile di vita più morigerato possibile: ci modereremo nel bere, non fumiamo già di nostro, mangeremo solo cibi bio e molta frutta còlta direttamente dall’albero, cucineremo solo verdura di stagione, facendo il bagno 5 ore dopo aver pranzato (come consiglia da anni Luciano Onder su TG2 salute e società) faremo tanto moto e yoga almeno tre volte alla settimana, berremo 16 litri d’acqua al giorno come consigliato dai principali salutisti televisivi, ci vaccineremo ogni anno contro le varie influenze, il 99% delle quali completamente inventate ma chissenefrega, tromberemo con regolarità e cureremo quotidianamente il corpo con aloe vera e burro di Karité.
Berlusconi ha 74 anni. Noi 40.
Ce la possiamo fare.
Da oggi abbiamo una motivazione per darci al Wellness.

“Agli italiani non importa niente dei miei problemi con la giustizia.”
Aveva ragione lui, ha sempre avuto ragione lui. Noi abbiamo sbagliato tutto e, senza rendercene conto, abbiamo portato l’Italia verso la rovina.
Eppure era tutto chiaro, fin da subito.
Lui è entrato in politica con il principale scopo di non farsi processare. Punto.
Far arricchire le sue aziende ai danni dello Stato, controllare tutti i centri nevralgici del Paese, fare favori ai suoi amici e sostenitori a spese nostre, far fare affari ai soliti speculatori e trombare tutte le troie che gli capitano a tiro, ebbene, sono solo effetti collaterali.
Già che c’era – e in assenza di una parvenza di scampolo d’ombra di residuo diafano di un’opposizione – perché non farlo?!
Il fatto è che per non farsi processare ha dovuto non solo sdoganare i fascisti, ma portarli anche al governo.
Ha dovuto legittimare degli ottusi razzisti vestiti da Jack-in-the-green e con lo spessore culturale di un cercopiteco (anzi: una trota) e portare al governo pure loro.
Ha dovuto garantire al papa che avrebbe tutelato gli interessi vaticani, molto, ma molto di più di quanto non avesse fatto la peggior Democrazia Cristiana.
Ha dovuto scendere a patti con la mafia (e questa, per il povero Silvio, è stata una vera umiliazione: il padrone di casa che scende a patti con il proprio stalliere e i suoi amici).
Ha dovuto leccare il culo a Bush e mandare i nostri soldati in Iraq e Afghanistan.
Ha dovuto piazzare assemblaggi di puppe e culi a ricoprire importanti cariche istituzionali, per cercare di tener buono il loro potenziale ricattatorio.
Ha dovuto – forse complice la stessa capigliatura – emulare Sansone e minacciare di morire con tutti i Filistei, smantellando il già traballante sistema giuridico italiano con annessi precedimenti in corso, per evitare i pochi processi a suo carico.
Ha dovuto depenalizzare reati amministrativi e legalizzare l’evasione per recuperare i proventi illeciti sparsi per il mondo.
Ha dovuto sottoporsi ad interventi di plastica facciale, maquillage, riforestazione, verniciatura, truccosetti fino al grottesco, nel tentativo semidisperato di apparire ancora un aitante giovanottino alle masse televisive, incurante delle prese di culo internazionali.
Ha dovuto non solo fare, ma pure estendere a tutti i ministri una legge VERGOGNOSA come il legittimo impedimento, per non rischiare l’incostituzionalità.
Non gli resta che forzare la Costituzione, riproponendo il Lodo Alfano come legge costituzionale, ma per quello non manca molto.
Così, dopo che sarà morto schiantato, qualsiasi pericoloso delinquente riesca a farsi eleggere o nominare ministro avrà pieni poteri, senza nessun timore di venire giudicato per le sue azioni criminali.
Alla luce di tutto ciò ci chiediamo: ma non sarebbe stato meglio annullare tutti i processi, ritirare tutte le accuse, dargli il massimo grado d’impunità, renderlo un semidio ingiudicabile dai comuni mortali e aspettare serenamente che passasse a miglior vita, che le sue carni – almeno quelle non siliconate – si sfaldassero per la decomposizione, e infine dimenticarsene come si fa con una scurreggia appena svanisce l’odore, mantenendo però la nostra Costituzione e le nostre leggi?
Risposta: COL CAZZO.