Riforme mestruali

28 febbraio 2014

Matteo-Renzi

– “Aveva promesso una riforma al mese, come le mestruazioni. Mi sembra che febbraio sia già saltato. Forse conviene prendere un test di gravidanza?”

– “Ma dai, non fare lo stronzo, a febbraio era impossibile che facesse qualche riforma, c’era troppo poco tempo.

– “In effetti… però lo aveva detto. Va bene, allora aspettiamo il ciclo di marzo. Cosa dovrebbe essere, il lavoro?”

– “Sì, ma non stare a fissarti con le date, quello era uno slogan elettorale…”

– “Elettorale?! Ma se non c’è stata nessuna elezione?!”

– “Sì, insomma, uno slogan pubblicitario per fare presa sulla gente distratta che ascolta solo i titoli delle notizie, senza approfondire.”

– “Ah, un po’ come: Meno tasse per tutti o Un milione di posti di lavoro.

– “Sì, ma ecco, cioè… via, Renzi è diverso, non vorrai mica paragonare Renzi a Berlusconi.”

– “Sarà anche diverso, però usa gli stessi metodi di costruzione del consenso e in certi ambienti la forma è anche la sostanza.”

– “…”

– “E, a questo proposito, mi piacerebbe vedere anche la stostanza. Perché a fare le riforme a cazzo son buoni tutti, guarda la Gelmini o la Fornero, per esempio.”

– “Ma non dirai mica che erano meglio D’Alema, Veltroni, Bersani?…”

– “Ci mancherebbe altro! Se adesso ci ritroviamo Renzi è principalmente colpa loro!”

– “Quindi?”

– “Aspettiamo di vedere cosa succede il prossimo mese. E nell’attesa, usiamo le protezioni.”

 

 

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Monti di quattrini

18 novembre 2011

Ecco, e con questo titolo abbiamo pagato il nostro tributo alla moda del menga di fare spiritosi giochi di parole con il nome del premier o dei politici. Tralasciamo, per pudore, quelli sul neoministro Passera e veniamo subito al punto.

Il precedente Governo si è macchiato di colpe straordinariamente gravi, per una democrazia occidentale, fra le quali allevare e coltivare con incredibile sapienza (e correità di un’opposizione di questa minchia) una base elettorale talmente ipnotizzata da non distinguerle più e, anzi, appoggiarne la reiterazione. Ecco, secondo noi una fra le colpe più insopportabili (tra le migliaia di altre) è quella di aver reso accettabile chiunque fosse venuto dopo.

Per dirla con toni più soavi, se per anni ti hanno dato da mangiare merda di cane malato di linfoma al duodeno e maledetto da una tribù di fattucchiere assire, il giorno che ti propongono pupù di neonato ti sembra di gustare un risotto ai frutti di mare.

In questo caso, anche il nuovo Governo IOR, fatto di preti e di banchieri ci sembra un Governo illuminato, autorevole e rispettabile, al confronto con la banda di evil muppets (o di Gremlins) che c’era prima.

No, davvero, premier a parte (e già questo basterebbe abbondantemente), non possiamo più dimenticare che per anni abbiamo avuto i più importanti ruoli istituzionali ricoperti da queste personcine qui:

– alla difesa c’è stato Ignazio LaRussa. Un fascista che prende a calci i giornalisti e dà del pedofilo o del vigliacco a sconosciuti spettatori (ma ben protetto dalle guardie del corpo); un revisionista a oltranza, di quelli che onorano i repubblichini di Salò, tra le altre cose.

– All’istruzione abbiamo avuto Maristella Gelmini. Un’arrogante di un’ignoranza imbarazzante, che da Brescia è andata a dare l’esame di Stato a Reggio Calabria per poi esternare convinta sull’esistenza di un tunnel sotterraneo dall’Abruzzo alla Svizzera costruito per far correre particelle subatomiche, e sui fondi erogati dal Ministero per l’opera in questione. Una maestrina dalla penna rosa che ha messo in ginocchio la scuola pubblica, ostentando sempre disprezzo per le proteste e le ragioni di studenti e insegnanti.

– Alla pubblica amministrazione c’è stato Renato Brunetta. Sì, quello della battaglia contro i fannulloni, dei tornelli nei posti di lavoro della Pubblica Amministrazione, quello che andava ripetendo in tutte le tv di regime che avrebbe potuto vincere il nobel, senza dire quando e soprattutto per cosa. Quello che offendeva i precari, chiamandoli l’Italia peggiore. Quello dell’élite di stronzi e la sinistra di merda.

– Alle pari opportunità c’era Mara Carfagna. MARA CARFAGNA!

– Alla semplificazione (eh?), rullo di tamburi, Roberto Calderoli!

– Alle riforme, il padre del Trota, Umberto Bossi!

E poi Maroni (quello che è voluto andare ospite da Fazio per dire che la ‘Ndrangheta al Nord non esiste), Nitto Palma e prima di lui Angelino AlfanoGiorgia Meloni, la ministronza, Michela Vittoria Brambilla, Frattini (FRATTINI! no, è bene ripeterlo: FRATTINI!), Vito, Fitto, Romani, Romano, la PRESTIGIACOMO, Tvemonti e, signore e signori, nientepopodimenoché: SACCONI come ministro del lavoro e delle politiche sociali!

E Lupi? E Rotondi? E Capezzone? E Ferrara e Sgarbi (già ministri in precedenti governi)? E la Santanchè? E GASPARRI?!

Bondi, ci siamo fregiati perfino di Bondi! E quanti altri ora ci sfuggono o ci fa troppo male ricordare.

Ecco, con questi fior di predecessori, anche un governo formato da dei border collie o da sacchi della differenziata sarebbe stato già un bel passo avanti. Il fatto è che se questi di ora fossero border collie andrebbe già bene. Il problema sarà se si rivelano lupi cecoslovacchi digiuni da due settimane.

***

Aggiornamenti:

Il primo numero di Nirvana è ancora in edicola, e ci resterà fino a gennajo, se non ce lo togliete voi. Datevi da fare.

Il primo volume della nuova serie di X-Nerd è finalmente in fumetteria.

Stamani, sul Il Male, due tavole dell’accoppiata Pagani/Laca.

Il podcast dell’intervista di mercoledì si trova qui.

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Ragazze pagate per mentire.

30 novembre 2010

Ha ragione il nostro Presidente.

Noi ne abbiamo beccate due.

A voi scoprire le altre.

***

Giovedì 2 dicembre, approfittando del freddo bestia, che nell’entroterra è ancora più bestia, i Paguri penseranno bene di venire a PISTOJA, presso il Circolo ARCI Ho Chi Min di Porta al Borgo, per presentare/vendere/VERGARE l’ultimo albo di Don Zauker: “Inferno e Paradiso”. Facciamo verso le 21,30? Vai, andata.

Non contenti, venerdì 3 dicembre, alle ore 19,00 e per lo stesso motivo, torneranno alla libreria Piola libri a Bruxelles, confidando che il freddo di qui, a confronto con quello Belga, sia la primavera algerina. Ivi (ivi?) presenteranno le edizioni italiana e francese del santo esorcista, sempre che Clair de Lune abbia inviato le copie richieste, e soprattutto che l’aereo non venga inghiottito da una delle più spaventose tormente degli ultimi 150 anni (cit.). Modera Santrine.

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