Figli di un genocidio minore

3 giugno 2011

E così l’ex capo militare serbo-bosniaco Ratko Mladic ha fatto la sua prima comparsa davanti al tribunale dell’Aja.

Tutto il mondo ha salutato con soddisfazione l’arresto di quello che è comunemente conosciuto come il boia di Srebrenica.

Canti di gioia, inni al cielo, dichiarazioni esultanti e al tempo stesso accusatorie nei confronti di quelle forze oscure che hanno permesso a un signorino di questa risma di poter sfuggire alla giustizia per così tanti anni.

Qualcuno ricorda qualcosa del genere quando fu arrestato padre Athanase Seromba?

Qualcuno ricorda un solo servizio di un solo telegiornale che abbia dato la notizia?

Qualcuno ricorda un solo esponente politico che abbia commentato la cosa, magari tuonando contro le forze oscure che hanno permesso a padre Seromba di sfuggire alla giustizia per così tanti anni?

Sì, perché padre Seromba è stato ritenuto colpevole di genocidio, così come Ratko Mladic.

Athanase Seromba ha fatto rifugiare oltre 2000 profughi Tutsi all’interno della propria chiesa per poi farla bombardare dall’artiglieria.

Athanase Seromba è stato accusato persino di aver finito personalmente i pochi superstiti a colpi di machete.

Ma il Vaticano ha pensato bene di nasconderlo alla giustizia internazionale, facendogli cambiare nome e affidandogli una parrocchia alle porte di Firenze.

E, una volta scoperto da quelli dell’associazione African Rights, è stato difeso dai suoi parrocchiani che hanno aperto addirittura un sito internet in suo supporto.

Ma soprattutto, il Governo italiano dell’epoca pensò bene di attendere due anni, prima di ratificare il mandato di cattura internazionale, quando per i crimini della ex-Jugoslavia lo fece nel giro di pochi giorni.

Ma forse, come ebbe a dire il Ministro della Giustizia dell’epoca, “solo perché l’Africa è ancora tanto lontana, mentre la Jugoslavia è alla porte di Roma”.

E comunque in Africa sono negri.

Non ricordiamo grandi servizi sui Tg nazionali e non. Non ricordiamo grandi dichiarazioni da parte di nessuno. Non ricordiamo scuse da parte di nessuno.

Il brutto, di tutti noi, è proprio questo: non ricordiamo.

Per questo ci abbiamo fatto un fumetto. Del quale, naturalmente, non si è occupato nessuno.

Don Zauker – Inferno e Paradiso.

Perché per quanto possiamo essere eccessivi, diretti, cattivi, pesi e grotteschi, la realtà ci supera sempre. E alla grande.

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