Gianni Riotta

6 luglio 2009

ricotta1

Ci manchi, compagno Gianni. Da quando non ci sei più tu a dirigere il tiggiùno, le nostre serate sono più tristi, i nostri sguardi più laconici, i nostri coglioni più gonfî, e ben poco ci rincuora sapere che, in compenso, siamo meglio informati su ciò che accade nel nostro Paese.

La tua scomparsa ci addolora, soprattutto perché sappiamo benissimo che tu, finché sei stato alla guida del telegiornale più importante d’Italia, ce l’hai messa tutta per nascondere la tua faziosità da vetero comunista-leninista quale sei sempre stato. E, ti dirò, per un attimo ci avevi quasi convinti.

Ci avevi quasi convinti quando definisti “bizzarra” l’esultanza dei lavoratori dell’Alitalia alla notizia che la CAI aveva ritirato l’offerta; ci avevi quasi convinti quando tacesti per settimane sui lincenziamenti degli insegnanti causati dalla riforma Gelmini, o su quel miliardo e mezzo di tagli all’Università, concentrandoti su argomenti come il grembiulino ed il voto in condotta; ci avevi quasi convinti che tra Salerno e Catanzaro fosse in atto una vergognosa “guerra tra procure”, senonchè poi arrivò gente meno abile di te a nascondere la propria faziosità, come Travaglio, a spiegarci che non era vero una sega; ci avevi quasi convinti anche del fatto che Beppino Englaro fosse un mostro senza cuore, a voler per forza staccare quel sondino dalla figlia in coma da 17 anni che però, secondo il Premier, avrebbe anche potuto generare dei figli; ci avevi quasi convinto quando, dopo la contestazione al Papa all’Università “La Sapienza”, facesti dire alla conduttrice del tg : “Prima la spazzatura a Napoli, ora la contestazione al Papa: dove andremo a finire?”; ci avevi quasi convinti anche del fatto che Gioacchino Genchi spiasse mezza Italia, anche perché non ci hai mai raccontato che l’hanno prosciolto da tutte le accuse. Ci avevi quasi convinto soprattutto perché avevi cominciato a togliere sempre più spazio alle notizie importanti per parlare di campionati di Jo-jo, del vestito di Michelle Obama e di tante altre delizie.

E la gente, caro compagno Gianni, sembrava apprezzare. Lo ha dimostrato con gli ascolti, come tu stesso ci hai fatto sapere, facendo elencare alla conduttrice gli ascolti record fatti registrare dal Tg1 nell’edizione del 7 aprile 2009, il giorno dopo il terremoto in Abruzzo.

Eppure, tutto ciò non è bastato. Perché niente sfugge ai controllori di mamma Raiset, abilissimi a captare anche il più piccolo rigurgito di faziosità che, nonostante tutti gli sforzi, non sei riuscito a nascondere; per esempio quando osasti lanciare un sondaggio sul sito del Tg1, in cui chiedevi se si era d’accordo o meno con la sentenza della Corte d’Appello di Milano che lasciava morire Eluana Englaro; il 70% votò si, e forse ci speravi, vecchia canaglia, ma per fortuna ci ha pensato qualche politico ammodo a riportarti sulla retta via e a far togliere il sondaggio, sostituendolo con altri come QUESTO.

Ci manchi, compagno Gianni, ma se non altro il tuo esempio rimarrà vivo davanti ai nostri occhi, a imperitura memoria del fatto che, se si vuol diventare direttori del Tg1, non si può -e soprattutto non si DEVE- essere faziosi come sei stato te: bisogna esserlo molto di più.

Inviato da Leondaro Zampi.

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