Giornata della Memoria

28 gennaio 2011

Sì, vabbè, era ieri, ma ce ne siamo dimenticati.

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Passata la memoria…

2 febbraio 2010

…uno può dire il cazzo che gli pare.

E così, dopo la sosta forzata dovuta ad alcuni lavori di restyling, maquillage e stuccatura mascellare (oltre a qualche rocchettone, osiamo pensare), riprende il tour del nostro amato premier a cazzeggiare in giro per il mondo.

In questa cartolina lo vediamo in quel di Gerusalemme, intento a scrivere una dedica d’amore sull’attrezzo che userà per piantare un ulivo nella Foresta delle Nazioni, sulle colline sopra la città israeliana.

Immediatamente dopo, Berlusconi che, ricordiamolo, ha riabilitato l’immagine del Duce, non ha mai festeggiato un 25 aprile e governa insieme a ministri che non hanno mai fatto mistero della loro fede fascista, ha pronunciato le seguenti parole: “ Il mio compito è far sì che i miei colleghi primi ministri europei e del mondo non cadano nell’errore dell’indifferenza che già è stato l’errore di tutte le nazioni prima della grande tragedia sotto la Germania nazista». Stranamente senza provocare nessun uragano di scaracchi al suo indirizzo e neanche isolate timide scurregge, ma, del resto, dalla giornata della memoria è già passata quasi una settimana.

Esaltato dello scampato pericolo, l’eutricotico premier ha rilanciato dicendo che si sente un po’ parte della storia di Israele e che, in certi momenti, si sente quasi ebreo. Qui le ipotesi qui sono due: la prima riguarda i momenti più intimi, quando, grazie a dosi pericolosamente massicce di Cialis, riesce a sembrare circonciso; la seconda è invece illustrata in fondo al post.

Ma il momento clou è stato quando ha confessato il suo sogno di poter accogliere Israele all’interno dell’Unione Europea. Sogno che, oggi più che mai, sembra fattibile.

Basta sorteggiare il popolo che dovrà fare posto ai nuovi territori occupati.


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