Beati loro.

2 maggio 2011

Venerdì 29 aprile: treno Livorno-Roma Termini.

Entriamo (noi due e Francesco Ripoli) nella carrozza e individuiamo i nostri posti. Siamo accanto ad una ragazza che attacca subito bottone, chiedendoci di aiutarla a fare alcune operazioni con il portatile e raccontandoci cose della sua vita delle quali, ovviamente non ce ne frega un cazzo.

Comunque ci racconta di essere una maestra elementare (precaria, ovviamente) e di andare a Roma, con tanto di sacco a pelo per dormire chissà dove (dice che Ratzinger aveva promesso di lasciare aperte alcune chiese per far dormire i pellegrini) in occasione della beatificazione di Giampaolo Due.

Ci tratteniamo da qualsiasi polemica per mancanza di voglia, limitandoci a dire che effettivamente a Roma dovrebbe esserci un bel casino, visto anche la concomitanza del concerto del primo maggio.

Lei, perplessa, ci domanda: “Perché, cosa c’è il primo maggio?”

“Il grande concerto in piazza S. Giovanni”, rispondiamo noi.

“Un concerto? E perché? Per quale occasione?”, replica lei.

Ecco, gente come questa vota e insegna ai nostri bambini.

Questo è un problema, e anche grosso.

Domenica 01 maggio, ore 21: treno Napoli – Sestri Levante.

Torniamo da Napoli con l’intercity 522 che avrebbe dovuto scaricarci a Livorno alle 22;45.

Alle 21,00 il treno si ferma a Orbetello a causa di un incendio sulla linea, nei pressi di Talamone.

Fermi su un binario deserto senza che nessuno sapesse dirci se e quando saremmo ripartiti.

I moccoli salgono furenti verso il cielo, accompagnati dagli sguardi smarriti delle due signore di mezza età, di ritorno dalla beatificazione di GP2, sedute di fronte a noi.

Ad un certo punto, sul binario accanto al nostro, si ferma un treno delle Ferrovie Slovacche, carico di pellegrini che, ad un certo punto non trovano di meglio da fare che mettersi a celebrare una messa, con tanto di sacerdoti, all’interno del vagone.

Probabilmente se fossimo ripartiti all’istante, avrebbero pensato ad un secondo miracolo di John Paul 2.0.

E forse, quando, dopo tre ore (tre ore, cazzo! In Giappone, per lo tsunami, i treni hanno ritardato di meno) siamo ripartiti, avranno ringraziato il cadavere di Papa Woobinda, invece di accusarlo di portare merda come abbiamo fatto noi.

Ma vabbè, siamo fatti in tanti modi e va bene così.

Quello che vogliamo dire è che non riteniamo sbagliato beatificare, santificare o anche elevare a super Saiyan Giovanni Paolo, il Dr. Strange o chiunque altro, anche Herbert Prohaska, se ritengono giusto farlo.

Sono cose che fanno parte di un gioco di ruolo al quale noi ci rifiutiamo di giocare e del quale ignoriamo le regole.

È il loro gioco, ci giochino tra loro, come meglio credono.

Non ci disturbano gli ottusi, idolatri pellegrini che accorrono alla beatificazione come si va in trasferta a vedere una partita o la domenica a martirizzarci i coglioni all’Ikea. Per noi queste cose hanno lo stesso identico valore. Se la cosa non disturba loro, figuriamoci noi.

Ci fanno schifo però tutti i politici che accorrono a leccare il culo in cerca di supporto e visibilità. Ci fanno schifo i personaggi famosi (attori, sportivi, cantanti, etc…) che fanno lo stesso per il medesimo motivo.

Ci fanno schifo i quotidiani e i settimanali più importanti che dedicano intere pagine all’evento, cercando di allargare  e imporre il fanatismo acritico dei fedeli a tutti i loro lettori, con articoli e foto celebrative dell’evento e dell’uomo.

Non discutiamo la beatificazione o meno, come fa ad esempio il nostro amico Rrobe. Per noi il titolo di beato vale quanto quello di incantatore del III livello in D&D. Non giocando a D&D, ci importa francamente una sega.

Discutiamo però il fatto che si stia cercando di far valere le regole di questo gioco di ruolo anche a chi non ha nessuna intenzione di giocare.

E stare a contestare l’opportunità di beatificare un uomo come GP2, la cui opera in vita è sicuramente discutibile se non disprezzabile, significa accettare implicitamente le regole del loro gioco.

Parlarne, anche male, anche criticando, significa accettare di vivere nel loro mondo di merda.

Finché rimangono a giocare sul loro vagone, come i sudati pellegrini Slovacchi di cui sopra, facciano pure cosa gli pare.

È quando pretendono di imporre e insegnare le stesse regole nelle nostre scuole, nella nostra società e nella nostra vita, come la demente del primo treno, che ci fanno veramente incazzare.

Per tutto il resto non meritano niente di diverso da una bella presa per il culo.

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King Features Syndicate, presents:

14 gennaio 2011

È con sommo gaudio che accogliamo il grande risalto dato dai giornali di un Paese europeo a caso, in pieno 2011, alla prossima beatificazione di Papa GP II.

“La beatificazione di Papa Wojtyla ad appena sei anni dalla morte è stata resa possibile da una ‘corsia preferenziale’ voluta da Benedetto XVI, che aveva anche dispensato dall’attesa dei cinque anni per avviare il processo. Ma nessuno sconto è stato fatto nelle procedure e negli accertamenti durante il processo canonico, che anzi è stato particolarmente scrupoloso”, ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.

Sono state infatti ritenute necessarie diverse indagini, documentate attraverso la testimonianza degli stessi miracolati, di semplici fedeli o anche di gente comune di passaggio che, in cambio di un paio di ricciarelli avrebbe accettato di testimoniare sull’effettivo palesarsi delle manifestazioni miracolose.

Decisiva in questo senso è stata la testimonianza di Suor Olive Oil che sostiene di esser stata salvata dall’aggressione di un Bruto, grazie al prodigioso intervento di Papa Woobinda in quale, come per miracolo, si è ritrovato due bicipiti come due incudini e, con quelli, ha preso a cazzotti il malcapitato Bruto costringendolo alla fuga e all’abiura dei falsi dei.

Viva dunque Papa Giampaolo 2, e viva il progresso!

Grazie a Goldrake per la felicissima intuizione.

***

Nel frattempo, ci è giunta anche questa chicca del M.o Federico Maria Sardelli. Non potevamo non condividerla con voi.


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