His name is Rio…

22 agosto 2011

Conclusasi trionfalmente la XXVI edizione delle Giornate Mondiali della Gioventù, il Santo Padre annuncia che l’edizione 2013 si terrà a Rio de Janeiro.

Nell’occasione, l’anziano ma ancor baldanzoso Sepp, avrà modo non solo di mettere in ginocchio la forte economia di un Paese emergente, ma anche di sfoggiare il suo nuovo vestito ornato di sopraffini pizzi e vezzosi ricami e puntare così al grande slam, conquistando i prestigiosissimi titoli di  Rappresentante di dio in terra e Reginetta del Carnevale di Rio.

Già allertate le squadre del Bope per eseguire rastrellamenti nelle favelas, come in occasione della precedente visita pontificia di GPII, e le ancor più agguerrite squadre di tegami per eseguire rastrellamenti negli alberghi dei Papaboys e cercare di salvarne qualcuno dal triste martirio delle seghe.

L’ufficio stampa del vaticano, non appena diffusasi la notizia, si è affrettato a smentire le voci secondo le quali  il papa, ormai stanco, ingrassato e a fine carriera, avesse intenzione di firmare per il Corinthians, come Adriano.

Dura, intanto, la reazione del governo brasiliano che ha interpretato il futuro viaggio (e soggiorno) del papa in terra carioca come una ritorsione del Governo italiano per la mancata estradizione di Cesare Battisti.

In attesa di conoscere tutto il programma della bella kermesse, ci permettiamo di sollevare un piccolo dubbio: ma non è che la scelta del Brasile da parte del Papa sia solo una scusa per poter andare a salutare alcuni vecchi amici tedeschi, nella vicina Argentina?

 

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